“Il sequestro del quotidiano La Sicilia nei confronti di Mario Ciancio deve diventare l’occasione per ribaltare la storia opaca di quel giornale e della sua direzione. Se vi sarà confisca, si affidi la testata ai giornalisti siciliani che in questi anni hanno cercato e raccontato le verità sulle collusioni e le protezioni del potere mafioso al prezzo della propria emarginazione professionale, del rischio, della solitudine”, commenta Claudio Fava, presidente della commissione antimafia dell’Assemblea regionale siciliana. “Togliere oggi – aggiunge – non basta: occorre restituire ai siciliani il diritto a un’informazione libera, autonoma, coraggiosa. Lo pretende anche il rispetto dovuto agli otto colleghi uccisi dalla mafia e dai suoi innominabili protettori per aver difeso quel diritto contro ogni conformismo”. ilfattoquotidiano
L'ultima volta che ha detto la sua su una vicenda giudiziaria, un signore romagnolo è passato dall'Aise al Dis. Che sia di buon auspicio per La Sicilia che è una testata importante (in un Paese in cui sono permesse pubblicazioni come Sputnik e Russia Today) e non solo nel contesto siciliano.
Non so cosa effettivamente gli venga contestato attualmente.
Una storia che va avanti da anni.
Lessi a suo tempo il decreto del gip in cui veniva rigettata una richiesta del pubblico ministero (stesso pubblico ministero che diverse volte non aveva trovato elementi per procedere) e non ne usciva un Ciancio Sanfilippo mafioso o anche colletto bianco. Piuttosto un uomo che si è trovato a fare i conti con una terra aggredita dalla mafia così come oggi viene aggredito il suo patrimonio.
A me pare che si sia mosso come meglio poteva. Ha creato un impero e ha dato lavoro.
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lunedì 24 settembre 2018
giovedì 23 marzo 2017
Effimera come l'edera
E in questo caso che senso avrebbe trattenerlo a Palermo – con tutti i rischi altissimi per la sua incolumità che la scelta comporta – per poi continuare a sottrargli tempo prezioso in quelle indagini delicatissime che sta conducendo? E’ una strategia subdola per sfiancarlo ulteriormente lasciandogli il processo Trattativa ma indebolendolo agli occhi del suo Ufficio in quanto ritenuto amante di una certa “notorietà effimera”? Siamo di fronte ad una reazione scomposta di un Capo per “lesa maestà”? O bisogna pensare ad una regia “esterna” che mira a debilitare il pm del processo Trattativa per prepararlo al ruolo di “capro espiatorio”? Come sempre “a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”. Moralizzatore.it
L'ultima volta che ho osato criticare i magistrati di Palermo, mi hanno cancellato dalle amicizie di Feisbuk senza preavviso . Un tizio che avrebbe lavorato alla Dia con il dottor Falcone e che adesso di mestiere fa lo scrittore-giornalista. Pippo qualcosa.
I fan del colonnello De Caprio fanno anche tenerezza. Quelli dei magistrati non fanno nemmeno.
Allora io avevo capito che tutti scalpitavano per arrivare alla fine di questo processone.
Invece pare che il dottor Di Matteo non veda l'ora di prendere l'aereo per Roma e i fan di salutarlo. Lo Voi porello evidentemente voleva togliersi qualche sassolino.
Pensavo anche, che una uscita del genere, quella delle inchiestine sui rubagalline, avrebbe provocato almeno qualche reazione indignata. Mi ha ricordato quando il colonnello De Caprio dice che i carabinieri sono al servizio del popolo. Dei poveri. Sintetizzo come l'ho capito io. Sto facendo uno studio sul De Caprio pensiero. Spesso e volentieri dice anche cose molto intelligenti. Per esempio potrebbero mandarlo in giro per caserme e commissariati ad insegnare il concetto del rispetto del prigioniero. Poi condisce i sermoni con quel cattopopulismo che lo rende tanto simpatico e rovina tutto. Ebbene mi sembrano due estremi. I carabinieri devono stare al servizio di tutti. Ricchi inclusi. E non vedo perchè un magistrato che si occupa di criminalità organizzata ad alto livello, non possa anche dilettarsi con un verbale di furto.
In sintesi quello che volevo dire, è che qua tutti parlano di droni e di livello di rischio.
Però noi che stiamo nelle campagne e nei paesi ci dobbiamo accontentare di cane e allarme.
Effimeri anche noi come la popolarità. Taratatatatatà.
L'ultima volta che ho osato criticare i magistrati di Palermo, mi hanno cancellato dalle amicizie di Feisbuk senza preavviso . Un tizio che avrebbe lavorato alla Dia con il dottor Falcone e che adesso di mestiere fa lo scrittore-giornalista. Pippo qualcosa.
I fan del colonnello De Caprio fanno anche tenerezza. Quelli dei magistrati non fanno nemmeno.
Allora io avevo capito che tutti scalpitavano per arrivare alla fine di questo processone.
Invece pare che il dottor Di Matteo non veda l'ora di prendere l'aereo per Roma e i fan di salutarlo. Lo Voi porello evidentemente voleva togliersi qualche sassolino.
Pensavo anche, che una uscita del genere, quella delle inchiestine sui rubagalline, avrebbe provocato almeno qualche reazione indignata. Mi ha ricordato quando il colonnello De Caprio dice che i carabinieri sono al servizio del popolo. Dei poveri. Sintetizzo come l'ho capito io. Sto facendo uno studio sul De Caprio pensiero. Spesso e volentieri dice anche cose molto intelligenti. Per esempio potrebbero mandarlo in giro per caserme e commissariati ad insegnare il concetto del rispetto del prigioniero. Poi condisce i sermoni con quel cattopopulismo che lo rende tanto simpatico e rovina tutto. Ebbene mi sembrano due estremi. I carabinieri devono stare al servizio di tutti. Ricchi inclusi. E non vedo perchè un magistrato che si occupa di criminalità organizzata ad alto livello, non possa anche dilettarsi con un verbale di furto.
In sintesi quello che volevo dire, è che qua tutti parlano di droni e di livello di rischio.
Però noi che stiamo nelle campagne e nei paesi ci dobbiamo accontentare di cane e allarme.
Effimeri anche noi come la popolarità. Taratatatatatà.
mercoledì 1 marzo 2017
Bassi e alti
I due si erano conosciuti durante un periodo di sostituzione di loro colleghi negli uffici del tribunale di Siracusa. Si erano sposati nel maggio dello scorso anno dopo che l’uomo aveva ottenuto il divorzio a causa del naufragio del precedente matrimonio. La Sicilia
Quello che resta delle tragedie, oltre al giallo da chiarire, sono i titoli dei giornali. E’ interessante come certe vicende vengono presentate. Ciascuno se ne appropria a seconda degli interessi. La vita dei protagonisti viene fatta a pezzi e ricostruita in digitale.
Del suicidio di Licia Gioia interessava sottolineare che si trattava di un carabiniere sposata ad un poliziotto.
Carabiniere donna hanno scritto alcuni. Altri hanno invertito : donna carabiniere. Marescialla o maresciallo anche.
Sposata ad un poliziotto divorziato. Il figlio di lui viveva assieme a loro. Convivente secondo altri. Cestista o ex per i giornali sportivi. Di Latina per i giornali laziali. Transitata in Germania e trasferitasi in Sicilia, citano i sognatori.
Diceva il generale Saltalamacchia, commentando il brutto episodio della molotov contro la caserma dei carabinieri a margine di un altro evento, che la vita è fatta di alti e bassi.
Però quando si nasce con un cognome che celebra la vita ci si aspetta che ci siano solo alti. Spesso purtroppo è il contrario.
Quello che resta delle tragedie, oltre al giallo da chiarire, sono i titoli dei giornali. E’ interessante come certe vicende vengono presentate. Ciascuno se ne appropria a seconda degli interessi. La vita dei protagonisti viene fatta a pezzi e ricostruita in digitale.
Del suicidio di Licia Gioia interessava sottolineare che si trattava di un carabiniere sposata ad un poliziotto.
Carabiniere donna hanno scritto alcuni. Altri hanno invertito : donna carabiniere. Marescialla o maresciallo anche.
Sposata ad un poliziotto divorziato. Il figlio di lui viveva assieme a loro. Convivente secondo altri. Cestista o ex per i giornali sportivi. Di Latina per i giornali laziali. Transitata in Germania e trasferitasi in Sicilia, citano i sognatori.
Diceva il generale Saltalamacchia, commentando il brutto episodio della molotov contro la caserma dei carabinieri a margine di un altro evento, che la vita è fatta di alti e bassi.
Però quando si nasce con un cognome che celebra la vita ci si aspetta che ci siano solo alti. Spesso purtroppo è il contrario.
giovedì 6 ottobre 2016
Non luogo
L'ambulante accusato, intanto, è stato espulso dall'Italia, perché privo del permesso di soggiorno che, secondo la Questura di Ragusa, gli era scaduto da tempo. Inoltre l'uomo non avrebbe rispettato un decreto di espulsione del 2015. «Resta solo il rammarico - commenta il suo avvocato Biagio Giudice - di non potere informare il signor Lubhaya, che si è sempre dichiarato innocente, sarà difficile per lui sapere che non si è proceduto nei suoi confronti». meridionews
Andrebbero espulsi anche i parenti della bimba che avrebbero detto che la legge gli faceva schifo.
Non si manca di rispetto al proprio Paese. Alle leggi e a chi le applica.
E in casi del genere gli ispettori si mandano in quei Paesi dove i giudici vengono arrestati.
Andrebbero espulsi anche i parenti della bimba che avrebbero detto che la legge gli faceva schifo.
Non si manca di rispetto al proprio Paese. Alle leggi e a chi le applica.
E in casi del genere gli ispettori si mandano in quei Paesi dove i giudici vengono arrestati.
venerdì 16 settembre 2016
Modelli
ma dove è finita la lezione di Simenon e delle inchieste di Maigret, solo per citare l'antesignano del genere poliziesco? L'indagine si risolve in colloqui fasulli, artefatti, nei quali mancano i presupposti del ragionamento, della logica nell'analisi delle informazioni, dell'errore e del rimedio. Basterebbe assistere alla narrazione delle indagini di Montalbano per farsi un quadro più chiaro ed avere un modello di riferimento. blasting news
Paese che vai, problemi e fiction che trovi.
L'anno scorso, quando ancora era al comando delle special operations, il generale Votel scrisse una lettera al segretario della difesa affinchè venisse limitata la collaborazione del governo a questo tipo di operazioni. La consulenza non deve fornire alla produzione particolari operativi che è meglio tenere segreti.
Le trasposizioni televisive non mi piacciono, visto che scrivo di crimini e sbirri veri già di mio.
Ma dal momento che era in scena uno dei miei attori preferiti, Ennio Fantaschini, mi sono fatta violenza e l'ho guardata. Ed è stata proprio violenza.
Non si capisce che ruolo abbia. Sembra il cameo di uno che scimmiotta un mafioso.
Si ha l'impressione che quando non ci mette mano direttamente la polizia di stato, che in fondo usa le fiction per fare propaganda, alla fine il risultato è il segreto in versione siculo-poliziottesca.
Paese che vai, problemi e fiction che trovi.
L'anno scorso, quando ancora era al comando delle special operations, il generale Votel scrisse una lettera al segretario della difesa affinchè venisse limitata la collaborazione del governo a questo tipo di operazioni. La consulenza non deve fornire alla produzione particolari operativi che è meglio tenere segreti.
Le trasposizioni televisive non mi piacciono, visto che scrivo di crimini e sbirri veri già di mio.
Ma dal momento che era in scena uno dei miei attori preferiti, Ennio Fantaschini, mi sono fatta violenza e l'ho guardata. Ed è stata proprio violenza.
Non si capisce che ruolo abbia. Sembra il cameo di uno che scimmiotta un mafioso.
Si ha l'impressione che quando non ci mette mano direttamente la polizia di stato, che in fondo usa le fiction per fare propaganda, alla fine il risultato è il segreto in versione siculo-poliziottesca.
giovedì 15 settembre 2016
Con rinvio
I soli ad appellarsi in Cassazione, quali persone offese, sono stati i fratelli Montana. L’avvocato D’Antona, che li difende, alla stregua dei pubblici ministeri, ha scritto ricorso basandosi sulla contraddittorietà, mancanza, e manifesta illogicità della motivazione.
L’editore, difeso dagli avvocati Giulia Buongiorno e Carmelo Peluso, si è sempre dichiarato estraneo alle accuse contestate.l'urlo
Nessuno si vuole prendere la responsabilità di assolverlo definitivamente perchè ciò significherebbe ammettere che il concorso esterno è un reato astratto creato per dare una stretta su personaggi scomodi.
Non c'è nulla, a leggersi la sentenza del gup che rispecchiava altri proscioglimenti, che possa far puntare il dito contro Mario Ciancio Sanfilippo e definirlo mafioso.
Il suo operato non rientra nemmeno nella mafia dei cosiddetti colletti bianchi.
Il problema sono la Sicilia che non vuole cambiare mentalità e continua ad usare il brand mafioso per piangersi addosso e il legislatore che non riesce ad inquadrare il reato. Ad un imprenditore non rimane altro che adattarsi a quel sistema se vuole lavorare e creare lavoro.
L’editore, difeso dagli avvocati Giulia Buongiorno e Carmelo Peluso, si è sempre dichiarato estraneo alle accuse contestate.l'urlo
Nessuno si vuole prendere la responsabilità di assolverlo definitivamente perchè ciò significherebbe ammettere che il concorso esterno è un reato astratto creato per dare una stretta su personaggi scomodi.
Non c'è nulla, a leggersi la sentenza del gup che rispecchiava altri proscioglimenti, che possa far puntare il dito contro Mario Ciancio Sanfilippo e definirlo mafioso.
Il suo operato non rientra nemmeno nella mafia dei cosiddetti colletti bianchi.
Il problema sono la Sicilia che non vuole cambiare mentalità e continua ad usare il brand mafioso per piangersi addosso e il legislatore che non riesce ad inquadrare il reato. Ad un imprenditore non rimane altro che adattarsi a quel sistema se vuole lavorare e creare lavoro.
mercoledì 14 settembre 2016
Le ragazze del '77
Il ministro Alfano e il prefetto Gabrielli hanno passato notti insonni a preparare la piazza di Catania per Renzi.
Il Questore in conferenza stampa pareva un reduce della guerra in Bosnia.
Arriva Maria Teresa fresca fresca stasera e ci parla di ridicolo schieramento delle forze dell'ordine per quattro gatti. Lei che se ne intende perchè ha fatto il '77.
Il Questore in conferenza stampa pareva un reduce della guerra in Bosnia.
Arriva Maria Teresa fresca fresca stasera e ci parla di ridicolo schieramento delle forze dell'ordine per quattro gatti. Lei che se ne intende perchè ha fatto il '77.
lunedì 12 settembre 2016
Con l'ombrello al festival dell'unirenzità
Durante il suo lungo intervento il questore, come detto, non si è limitato al resoconto della giornata di ieri - la più calda e difficile con Renzi in città - ma ha analizzato tutti i 15 giorni che hanno trasformato la villa Bellini, e non solo, nel cuore della politica nazionale: «Abbiamo avuto ministri e personalità importanti senza impedire a nessuno di dire la sua. La partita del Catania rinviata? Un eccesso parlarne in quei termini. La Lega ha fatto tutto da sola e io avevo parlato personalmente il 10 agosto con l'amministratore delegato Pietro Lo Monaco». meridionews
La festa dell'unità a Catania è stata un mega flop. Poco pubblico nel complesso.
Sono stati messi assieme gruppetti più consistenti per farsi belli con i vip del PD.
La manifestazione di ieri è stata ad appannaggio delle categorie che più risentono della crisi e delle politiche inesistenti del governo Renzi. Poi si sono infiltrati alcuni black bloc.
Magari non comprati dai cinesi, come sosteneva il sempre arguto Ottavio Cappellani dalle storiche colonne del giornale di Mario Ciancio Sanfilippo, ma più che altro piazzati là per dare un pò di colore all'evento.
Con buona pace del Questore e del capo della polizia Gabrielli che, forse rimasto fulminato sulla via del fioretto di Jesi (ma un bel commissariato a Montesilvano, no ?) si sono lasciati prendere la mano da lodi e ringraziamenti.
All'indomani della mezza incoronazione di Parisi in nome di un ritorno ad una presunto orientamento moderato da parte del partito di Berlusconi, al ministro Alfano non rimane che aderire al partito democratico di Renzi. E ovviamente deve mettere sul tavolo quanto di meglio può offrire, oltre a crearsi un gruppo di fedelissimi all'interno del partito. Però non riesce ad andare oltre un certo tipo di politiche.
L'espulsione senza ricorrere al magistrato, sottolineata dal ministro stamane in una intervista, oltre ad essere un semplice rimedio di emergenza, insinua dubbi nei musulmani. Abbiamo sentito il ministro dire, che l'indiano di Sicilia è stato espulso in quanto stava tentando di rapire una bambina. Eppure il procuratore e gli inquirenti hanno dichiarato che si è trattato di fumo mediatico. Le testimonianze erano molto contraddittorie.
Se gli stessi criteri vengono applicati alle espulsioni dei musulmani, si rischia di rendere vano lo sforzo.
Da un lato il musulmano non ritiene di vivere in uno stato di diritto, quindi non sente la necessità di tenere un comportamento rispettoso di regole e leggi, visto che questo è il messaggio che gli arriva con il ricorso alle espulsioni. Dall'altro si sente sempre più sotto tiro ed alienato. Vittima di ingiustizia. Se lo scopo di tali provvedimenti, è quello di togliere le mele marce preparando così il terreno per un Islam sano e soprattutto italiano, alla fine si otterrà l'effetto contrario.
Last but not least, non per fare le pulci al ministro, però pur non condividendone molte tesi lo considero personaggio interessante, il fatto di cui fa spesso menzione nei suoi interventi, circa il mestiere di ministro non retribuito per sua scelta, suona un pò stonato. Beato lui che non ha bisogno di stipendio per arrivare a fine mese. I quattrini non danno la felicità, ma assicurano possibilità di scelta. E fare il ministro dell'interno, l'uomo più potente del Paese, apre parecchie porte . Quindi mettiamo da parte la retorica.
Il black bloc con l'ombrello nero a striscia gialla è spettacoloso.
Only in Catania.
Video Sudpress
La festa dell'unità a Catania è stata un mega flop. Poco pubblico nel complesso.
Sono stati messi assieme gruppetti più consistenti per farsi belli con i vip del PD.
La manifestazione di ieri è stata ad appannaggio delle categorie che più risentono della crisi e delle politiche inesistenti del governo Renzi. Poi si sono infiltrati alcuni black bloc.
Magari non comprati dai cinesi, come sosteneva il sempre arguto Ottavio Cappellani dalle storiche colonne del giornale di Mario Ciancio Sanfilippo, ma più che altro piazzati là per dare un pò di colore all'evento.
Con buona pace del Questore e del capo della polizia Gabrielli che, forse rimasto fulminato sulla via del fioretto di Jesi (ma un bel commissariato a Montesilvano, no ?) si sono lasciati prendere la mano da lodi e ringraziamenti.
All'indomani della mezza incoronazione di Parisi in nome di un ritorno ad una presunto orientamento moderato da parte del partito di Berlusconi, al ministro Alfano non rimane che aderire al partito democratico di Renzi. E ovviamente deve mettere sul tavolo quanto di meglio può offrire, oltre a crearsi un gruppo di fedelissimi all'interno del partito. Però non riesce ad andare oltre un certo tipo di politiche.
L'espulsione senza ricorrere al magistrato, sottolineata dal ministro stamane in una intervista, oltre ad essere un semplice rimedio di emergenza, insinua dubbi nei musulmani. Abbiamo sentito il ministro dire, che l'indiano di Sicilia è stato espulso in quanto stava tentando di rapire una bambina. Eppure il procuratore e gli inquirenti hanno dichiarato che si è trattato di fumo mediatico. Le testimonianze erano molto contraddittorie.
Se gli stessi criteri vengono applicati alle espulsioni dei musulmani, si rischia di rendere vano lo sforzo.
Da un lato il musulmano non ritiene di vivere in uno stato di diritto, quindi non sente la necessità di tenere un comportamento rispettoso di regole e leggi, visto che questo è il messaggio che gli arriva con il ricorso alle espulsioni. Dall'altro si sente sempre più sotto tiro ed alienato. Vittima di ingiustizia. Se lo scopo di tali provvedimenti, è quello di togliere le mele marce preparando così il terreno per un Islam sano e soprattutto italiano, alla fine si otterrà l'effetto contrario.
Last but not least, non per fare le pulci al ministro, però pur non condividendone molte tesi lo considero personaggio interessante, il fatto di cui fa spesso menzione nei suoi interventi, circa il mestiere di ministro non retribuito per sua scelta, suona un pò stonato. Beato lui che non ha bisogno di stipendio per arrivare a fine mese. I quattrini non danno la felicità, ma assicurano possibilità di scelta. E fare il ministro dell'interno, l'uomo più potente del Paese, apre parecchie porte . Quindi mettiamo da parte la retorica.
Il black bloc con l'ombrello nero a striscia gialla è spettacoloso.
Only in Catania.
Video Sudpress
domenica 11 settembre 2016
Intanto in Siquilliya
lungo la strada che collega Ragalna a Belpasso hanno costretto sotto minaccia un militare statunitense 30enne in servizio al Comando della Naval Air Station di Sigonella a prenderli a bordo della sua automobile.
Lungo il percorso con una scusa il militare è riuscito all'altezza dello svincolo di Motta Sant'Anastasia ad uscire dall'autostrada Palermo - Catania ed ha incrociato un'auto dei carabinieri.
giornale di sicilia Foto Repubblica Palermo
Un militare americano che pensava di prestare servizio in Italia, subisce il destino di uno qualsiasi dei suoi colleghi di stanza a Kabul o a Islamabad.
Ma il ministro Alfano, che è proprio di quelle parti, avrà preso le distanze e condannato ?
giornale di sicilia Foto Repubblica Palermo
Un militare americano che pensava di prestare servizio in Italia, subisce il destino di uno qualsiasi dei suoi colleghi di stanza a Kabul o a Islamabad.
Ma il ministro Alfano, che è proprio di quelle parti, avrà preso le distanze e condannato ?
giovedì 8 settembre 2016
Cucina povera e umile fatta d'ingenuità
“Ribadisco l’appello a tutti gli operatori commerciali – dichiara il Sindaco Vito Damiano – affinché collaborino nel mantenere le adeguate condizioni igieniche e decoro di tutta l’area mercatale. Invito, ancora, gli operatori del settore a mettersi in regola al fine di poter usufruire degli spazi all’interno dell’area mercatale dalla quale altrimenti verranno espulsi”.
alqamah
Da quando sono tornata dall'Oman sono rassegnata a mangiare pesce surgelato, visto che quello dell'Adriatico non è nemmeno paragonabile alle creature del Golfo.
E non m'intendo molto di questioni di mercati e permessi.
In terra d'Arabia ti trovi la carretta del pescatore anche in mezzo al deserto.
Però mi pare che un sequestro di 75 Kg. sia sintomo di una situazione fuori controllo da parecchio tempo. D'altra parte non si può mettere una sentinella ogni giorno a controllare quanti abusivi ci sono.
Immagino che il generale Damiano voglia ricandidarsi l'anno prossimo.
Sicuramente ce la farà, visto il buon lavoro fatto nonostante le difficoltà.
Se fossi da quelle parti lo voterei, anche se quella destra che lo sostiene è ostile a quelli come me che, pur essendo italiani, hanno fatto scelte diverse in materia di religione.
Però oltre alla mancanza di idee e democrazia che caratterizza quest'epoca politica, come sottolineato dall'onorevole D'Alema, mancano gli uomini di spessore. Il sindaco di Trapani di sicuro è figura sulla quale si può fare affidamento al di là delle ideologie.
alqamah
Da quando sono tornata dall'Oman sono rassegnata a mangiare pesce surgelato, visto che quello dell'Adriatico non è nemmeno paragonabile alle creature del Golfo.
E non m'intendo molto di questioni di mercati e permessi.
In terra d'Arabia ti trovi la carretta del pescatore anche in mezzo al deserto.
Però mi pare che un sequestro di 75 Kg. sia sintomo di una situazione fuori controllo da parecchio tempo. D'altra parte non si può mettere una sentinella ogni giorno a controllare quanti abusivi ci sono.
Immagino che il generale Damiano voglia ricandidarsi l'anno prossimo.
Sicuramente ce la farà, visto il buon lavoro fatto nonostante le difficoltà.
Se fossi da quelle parti lo voterei, anche se quella destra che lo sostiene è ostile a quelli come me che, pur essendo italiani, hanno fatto scelte diverse in materia di religione.
Però oltre alla mancanza di idee e democrazia che caratterizza quest'epoca politica, come sottolineato dall'onorevole D'Alema, mancano gli uomini di spessore. Il sindaco di Trapani di sicuro è figura sulla quale si può fare affidamento al di là delle ideologie.
venerdì 26 agosto 2016
mercoledì 24 agosto 2016
Il Questore cenerentolo
«Un poliziotto ha raccolto la denuncia di una giovane a cui era stata scippata la borsa, ha cercato di fermare il responsabile del reato. Ed è successo il finimondo. Un fatto grave. È successo anche dell’altro: nessuno ha difeso il poliziotto aggredito dalla folla mentre un arrestato fuggiva in manette, nessuno ha telefonato il 113. E, ad oggi, nessun testimone ha fornito indicazioni utili alle indagini. Questo silenzio mi inquieta. Era già accaduto alla Kalsa, anche quella volta i poliziotti furono aggrediti». repubblica
Viviamo in un Paese in cui l'odio cresce giorno dopo giorno e al governo poco interessa perchè tanto ci sono forze dell'ordine e servizi segreti che ci mettono un tappo.
E nemmeno forze dell'ordine e servizi sembrano essere interessati più di tanto, visto che ci guadagnano in nomine, caserme e finanziamenti .
Per quale motivo il poliziotto non dovrebbe essere oggetto di odio alla pari dell'indiano che, adesso scopriamo, forse non avrebbe avuto nessuna intenzione di fare del male ad una bambina ?
Pensate che bastino agente lisa e una vita da social a costruire una società ?
La sicurezza partecipata, per funzionare, deve essere parte di un sistema.
Il sistema Italia attualmente è allo sbando.
Forse a un Questore, che ha un tenore di vita di altro livello rispetto a quello di noi cittadini normali, questi dettagli sfuggono.
Viviamo in un Paese in cui l'odio cresce giorno dopo giorno e al governo poco interessa perchè tanto ci sono forze dell'ordine e servizi segreti che ci mettono un tappo.
E nemmeno forze dell'ordine e servizi sembrano essere interessati più di tanto, visto che ci guadagnano in nomine, caserme e finanziamenti .
Per quale motivo il poliziotto non dovrebbe essere oggetto di odio alla pari dell'indiano che, adesso scopriamo, forse non avrebbe avuto nessuna intenzione di fare del male ad una bambina ?
Pensate che bastino agente lisa e una vita da social a costruire una società ?
La sicurezza partecipata, per funzionare, deve essere parte di un sistema.
Il sistema Italia attualmente è allo sbando.
Forse a un Questore, che ha un tenore di vita di altro livello rispetto a quello di noi cittadini normali, questi dettagli sfuggono.
domenica 21 agosto 2016
Luglio sismico nell’emirato di Trapani.
Comprendo le legittime preoccupazioni esternate dal Consigliere Delegato dell' Ente Luglio Musicale; preoccupazioni che sono le stesse dell'Amministrazione che, da mesi, unitamente agli uffici preposti – che, per quanto dichiarato dal Consigliere Delegato mi terrebbero in ostaggio - si sta sforzando di ricercare ogni possibile soluzione percorribile, sotto il profilo della legalità e del rispetto delle norme, ai gravi problemi economico-finanziari che affliggono l'Ente Luglio Musicale, Ente che, per la sua alta valenza culturale, oltre che per rappresentare l'identità culturale dell'intera collettività trapanese, non può e non deve cessare di esistere, pur se ritengo tali esternazioni fuori luogo e non rispondenti alla realtà.
Comunque, mettendo da parte polemiche che, di certo, non giovano al raggiungimento dell'obiettivo comune, sulla questione è stato chiamato a pronunziarsi anche il Consiglio Comunale convocato d'urgenza per la valutazione di una proposta prodotta dai competenti Uffici e presentata dall'Amministrazione.
Vito Damiano
Sindaco
Il fatto è questo.
A Febbraio di quest’anno un terremoto ha colpito l’Ente Luglio Musicale trapanese.
Il previsto finanziamento di 500000 euro da parte del fondo unico regionale dello spettacolo è stato portato a soli trentamila, perché il resto andrebbe a strutture più grandi. Che di per se sarebbe già una stranezza in quanto il fondo è stato creato proprio per rimediare all’enorme sbilanciamento tra i finanziamenti ricevuti dai teatri più grandi di palermitano, catanese e messinese, e quelli più piccoli che hanno comunque diritto ad essere finanziati in base alla performance globale realizzata.
Il luglio Musicale trapanese di certo lo è, visto che a detta sia del sindaco che del consigliere delegato, è riuscito con l’ottima performance degli ultimi anni a risanare una forte situazione debitoria.
A Gennaio di quest’anno il generale Damiano aveva annunciato che al di là del passivo di soli 19000 euro, l’Ente poteva contare sull’apporto di 430000 euro del comune. E il consigliere De Santis ha ricordato anche la possibilità di disporre di quasi due milioni e mezzo di euro di fondi pubblici del ministero dei beni culturali e dello sviluppo economico. Soldi che saranno erogati solo se i debiti verranno ripianati entro la fine di Settembre.
Nel frattempo sia lui che altri dipendenti, sono rimasti senza stipendio.
La cosa strana di tutta questa faccenda, è che ci sono voluti parecchi mesi prima di arrivare ad una delibera di giunta che darebbe via libera, bilancio comunale permettendo, all’erogazione dei fondi dal comune all’ente. Prima del Ferragosto e dopo un paio di sedute molto accese, è arrivato il semaforo verde. Ma secondo il consigliere delegato in tutti questi mesi il sindaco Damiano è rimasto “ostaggio dei burocrati comunali” che hanno tentato di chiudere l’Ente per nascondere una gestione amministrativa al limite della legalità. Questione questa, che dovrebbe essere sotto esame da parte della procura.
Insomma ci saranno alla fine i soldi e veramente il sindaco è stato ostaggio e nulla sapeva di queste presunte gestioni finanziarie passate disastrose poco ortodosse ? E nulla ha a che fare, la rumorosa presa di posizione del consigliere delegato che, senza accusare di nulla il sindaco lo ha comunque chiamato in causa in maniera netta, con il fatto che la sua nomina a sovrintendente è per il momento congelata ?
Foto Vito Damiano Twitter
Il fatto è questo.
A Febbraio di quest’anno un terremoto ha colpito l’Ente Luglio Musicale trapanese.
Il previsto finanziamento di 500000 euro da parte del fondo unico regionale dello spettacolo è stato portato a soli trentamila, perché il resto andrebbe a strutture più grandi. Che di per se sarebbe già una stranezza in quanto il fondo è stato creato proprio per rimediare all’enorme sbilanciamento tra i finanziamenti ricevuti dai teatri più grandi di palermitano, catanese e messinese, e quelli più piccoli che hanno comunque diritto ad essere finanziati in base alla performance globale realizzata.
Il luglio Musicale trapanese di certo lo è, visto che a detta sia del sindaco che del consigliere delegato, è riuscito con l’ottima performance degli ultimi anni a risanare una forte situazione debitoria.
A Gennaio di quest’anno il generale Damiano aveva annunciato che al di là del passivo di soli 19000 euro, l’Ente poteva contare sull’apporto di 430000 euro del comune. E il consigliere De Santis ha ricordato anche la possibilità di disporre di quasi due milioni e mezzo di euro di fondi pubblici del ministero dei beni culturali e dello sviluppo economico. Soldi che saranno erogati solo se i debiti verranno ripianati entro la fine di Settembre.
Nel frattempo sia lui che altri dipendenti, sono rimasti senza stipendio.
La cosa strana di tutta questa faccenda, è che ci sono voluti parecchi mesi prima di arrivare ad una delibera di giunta che darebbe via libera, bilancio comunale permettendo, all’erogazione dei fondi dal comune all’ente. Prima del Ferragosto e dopo un paio di sedute molto accese, è arrivato il semaforo verde. Ma secondo il consigliere delegato in tutti questi mesi il sindaco Damiano è rimasto “ostaggio dei burocrati comunali” che hanno tentato di chiudere l’Ente per nascondere una gestione amministrativa al limite della legalità. Questione questa, che dovrebbe essere sotto esame da parte della procura.
Insomma ci saranno alla fine i soldi e veramente il sindaco è stato ostaggio e nulla sapeva di queste presunte gestioni finanziarie passate disastrose poco ortodosse ? E nulla ha a che fare, la rumorosa presa di posizione del consigliere delegato che, senza accusare di nulla il sindaco lo ha comunque chiamato in causa in maniera netta, con il fatto che la sua nomina a sovrintendente è per il momento congelata ?
Foto Vito Damiano Twitter
martedì 9 agosto 2016
Nello specifico
I gruppi specializzati, sono nati grazie all’intuito di colui che arresto’ il boss Nitto Santapaola, il prefetto Alessandro Pansa oggi alla guida del DIS, cioe’ il dipartimento che elabora analisi e strategiche svolte dall’AISE e dall’AISI. I nostri servizi segreti, che lavorano giorno e notte puntando l’attenzione sulla prevenzione.
Nello specifico, i gruppi speciali di primo intervento sono due. Le aliquote di primo intervento, e le squadre operative di supporto.cataniaoggi
E che c'era bisogno di mandarlo al Dis a farsi le analisi? Bastava fargli comandare i gruppi speciali.
Parafrasando il Troisi che rispondeva ad una signora che elogiava Mussolini per la puntualità dei treni. E che c'era bisogno di farlo capo del governo ? Bastava farlo capo stazione.
Senza voler fare paragoni ovviamente.
Al mio paese invece il fratello di una signora che era riuscita a suicidarsi al secondo tentativo e dopo essere stata presa in cura dai servizi sociali, pure lui ha tentato il suicidio.
E pure lui per il momento è stato affidato ai servizi sociali.
Speriamo che stavolta servano a qualcosa.
Difficile però, se lo rimandano a casa dopo pochi giorni come hanno fatto con la sorella.
Per dire che la propaganda non risolve i piccoli problemi.
E probabilmente nemmeno quelli grossi.
E che c'era bisogno di mandarlo al Dis a farsi le analisi? Bastava fargli comandare i gruppi speciali.
Parafrasando il Troisi che rispondeva ad una signora che elogiava Mussolini per la puntualità dei treni. E che c'era bisogno di farlo capo del governo ? Bastava farlo capo stazione.
Senza voler fare paragoni ovviamente.
Al mio paese invece il fratello di una signora che era riuscita a suicidarsi al secondo tentativo e dopo essere stata presa in cura dai servizi sociali, pure lui ha tentato il suicidio.
E pure lui per il momento è stato affidato ai servizi sociali.
Speriamo che stavolta servano a qualcosa.
Difficile però, se lo rimandano a casa dopo pochi giorni come hanno fatto con la sorella.
Per dire che la propaganda non risolve i piccoli problemi.
E probabilmente nemmeno quelli grossi.
mercoledì 20 luglio 2016
Ci tocca
«Noi non siamo soggetti all'urgenza di altri uffici di polizia, come i commissariati o la Digos - dice Macrì - che si occupano del reato mentre viene consumato o immediatamente dopo. Ci tocca, invece, seguire un mondo che da un punto di vista tecnico è in continua evoluzione. Se mi si chiedesse adesso, ad esempio, come funziona una particolare piattaforma, io darei una risposa oggi per poi trovarmi nelle condizioni di dovere rivedere la mia risposta tra un paio di giorni. Questa è il nostro problema. quello del rimanere continuamente aggiornati su piattaforme, software, modalità di scambio e altri aspetti tecnici complessi. Noi ce la mettiamo tutta - conclude Macrì - cerchiamo di rendere al cittadino il servizio per il quale veniamo retribuiti». meridionews
Probabilmente la casistica italiana per adesso non lo impone, però in alcuni frangenti è necessario anche intervenire in maniera urgente.
Macrì è bravo, però rispetto a La Bella, che immagino in un certo senso sia il suo competitor, si esprime in modo troppo rudimentale, se così si può dire. E visto che l'Italia è l'unico Paese in cui una specialità del genere ha tanta visibilità e presenza sui media, deve correre ai ripari.
Sono simpatica lo so. Me lo dicono tutti quelli che non mi conoscono.
Numero uno eviterei la logica della retribuzione, ma la metterei sul piano del servizio e dello spirito di sacrificio. Che è poi quello che accade in realtà, visto che spesso i poliziotti della postale sono impegnati ben oltre il dovuto.
Poi, il bello delle investigazioni che sono di natura prettamente tecnica, è proprio quello che ci si aggiorna in tempo reale nel corso del monitoraggio o di una indagine.
Elemento per il quale forse la postale è ancora carente, a giudicare da alcuni scambi mail con Vincenzetti emersi all'epoca dello scandalo Hacking Team.
Probabilmente la casistica italiana per adesso non lo impone, però in alcuni frangenti è necessario anche intervenire in maniera urgente.
Macrì è bravo, però rispetto a La Bella, che immagino in un certo senso sia il suo competitor, si esprime in modo troppo rudimentale, se così si può dire. E visto che l'Italia è l'unico Paese in cui una specialità del genere ha tanta visibilità e presenza sui media, deve correre ai ripari.
Sono simpatica lo so. Me lo dicono tutti quelli che non mi conoscono.
Numero uno eviterei la logica della retribuzione, ma la metterei sul piano del servizio e dello spirito di sacrificio. Che è poi quello che accade in realtà, visto che spesso i poliziotti della postale sono impegnati ben oltre il dovuto.
Poi, il bello delle investigazioni che sono di natura prettamente tecnica, è proprio quello che ci si aggiorna in tempo reale nel corso del monitoraggio o di una indagine.
Elemento per il quale forse la postale è ancora carente, a giudicare da alcuni scambi mail con Vincenzetti emersi all'epoca dello scandalo Hacking Team.
Sensazioni
Magari nel contesto generale delle domande che gli sono state fatte, le dichiarazioni rese dal dirigente del commissariato siciliano risultano essere osservazioni pertinenti. Non dicono comunque granchè. Non sembrano provare nulla. Poco più che sensazioni.
Tra l'altro comprensibilissime in quanto pronunciate da un figlio.
Da un poliziotto mi aspetto resoconti concreti.
Però se i concetti espressi sono il massimo dell'accusa che si può rivolgere al prefetto La Barbera, trovo il tutto decisamente rassicurante.
laspia.it
Tra l'altro comprensibilissime in quanto pronunciate da un figlio.
Da un poliziotto mi aspetto resoconti concreti.
Però se i concetti espressi sono il massimo dell'accusa che si può rivolgere al prefetto La Barbera, trovo il tutto decisamente rassicurante.
laspia.it
martedì 19 luglio 2016
Intruppato
Mente probabilmente anche qualche pentito «attendibile», ma la verità è che questi processi sono la fiera delle bugie e dei non ricordo. A cominciare dal depistaggio della fasulla gola profonda individuata dal discusso Gruppo Falcone-Borsellino, un balordo con le mani in piccoli traffici di borgata, Vincenzo Scarantino. Presentato al mondo intero da quella spericolata task force investigativa come il depositario della verità. Frutto con tutta probabilità di un canovaccio scritto come una fiction televisiva dall’anima nera del Gruppo, l’allora capo della Mobile di Palermo Arnaldo La Barbera (sotto nella foto LaPresse), poi diventato questore, intruppato nei servizi segreti e osannato anche dopo morto con celebrazioni ufficiali da capi della polizia, ministri e alti funzionari in parte tutt’ora operativi.
corriere
Di La Barbera ai servizi scrissi a proposito delle dichiarazioni del pentito Di Carlo.
Che basta il nome per dare un'idea della credibilità.
Però il fatto è questo.
In Italia ogni occasione è buona per sfruttarla a proprio piacimento.
Approfittarsi poi, del fatto che il prefetto La Barbera è morto e non può difendersi, non mi pare atteggiamento corretto. E comunque non risulta che sia stato mai condannato o che sia stata trovata almeno mezza prova del fatto che fosse un delinquente come alcuni sostengono.
La dottoressa Boccassini disse nel corso di una sua testimonianza in tribunale, che lei che coordinava le indagini non si accorse mai di nessun comportamento poco ortodosso.
Bisogna rassegnarsi.
Arnaldo La Barbera è stato un grande poliziotto.
Poco simpatico magari e dai metodi poco ortodossi. Però un grande.
Per il momento si può e si deve continuare ad osannarlo e a ricordarlo anche con il torneo a lui dedicato. Certa gente si metta l'animo in pace. Specie qualche suo giovane collega siciliano che non può vantare lo stesso curriculum.
E non si dice che era intruppato o al soldo dei servizi segreti.
Ha collaborato per un breve periodo con una struttura che si occupa della sicurezza nazionale del Paese. Anche quella va rispettata, nonostante i nostri servizi vantino diversi periodi bui.
E' bene che uno che scrive su un giornale tenga presente questi concetti.
O magari vada a scrivere per Topolino.
Foto da L'Unità
corriere
Di La Barbera ai servizi scrissi a proposito delle dichiarazioni del pentito Di Carlo.
Che basta il nome per dare un'idea della credibilità.
Però il fatto è questo.
In Italia ogni occasione è buona per sfruttarla a proprio piacimento.
Approfittarsi poi, del fatto che il prefetto La Barbera è morto e non può difendersi, non mi pare atteggiamento corretto. E comunque non risulta che sia stato mai condannato o che sia stata trovata almeno mezza prova del fatto che fosse un delinquente come alcuni sostengono.
La dottoressa Boccassini disse nel corso di una sua testimonianza in tribunale, che lei che coordinava le indagini non si accorse mai di nessun comportamento poco ortodosso.
Bisogna rassegnarsi.
Arnaldo La Barbera è stato un grande poliziotto.
Poco simpatico magari e dai metodi poco ortodossi. Però un grande.
Per il momento si può e si deve continuare ad osannarlo e a ricordarlo anche con il torneo a lui dedicato. Certa gente si metta l'animo in pace. Specie qualche suo giovane collega siciliano che non può vantare lo stesso curriculum.
E non si dice che era intruppato o al soldo dei servizi segreti.
Ha collaborato per un breve periodo con una struttura che si occupa della sicurezza nazionale del Paese. Anche quella va rispettata, nonostante i nostri servizi vantino diversi periodi bui.
E' bene che uno che scrive su un giornale tenga presente questi concetti.
O magari vada a scrivere per Topolino.
Foto da L'Unità
mercoledì 13 luglio 2016
Ah mbeh
In attesa di una intervista ad Al Pacino.
Chissà se Gigetto De Magistris gli manda un'altra video-lettera..
Michele Placido comunque è stato l'unico finora a dire cose sensate. Ha parlato da attore senza darsi le arie da guru come i soliti noti.
Però devo dire la verità.
Se a suo tempo presi a cuore la vicenda di Provenzano e la battaglia che ha condotto suo figlio Angelo per farlo curare, è stato in parte a causa della piovra.
E di tutte quelle fiction e dei personaggi che spuntano fuori ogni volta che si parla di mafia.
Giornalisti, magistrati, investigatori.
Hanno sempre pronta una loro verità preconfezionata che devi per forza di cose abbracciare, perchè sennò o non capisci dal momento che non sei siciliano e quindi non puoi sentire il dolore. Oppure vuole dire che sei mafioso.
So bene che i discorsi sui diritti non piacciono ai siciliani nè ai poliziotti.
Però l'Italia non è la Sicilia nè uno stato di polizia. Eppure risente dei problemi causati dalla mafia.
Per crescere e per superare questioni problematiche come quella mafiosa, c'è bisogno di ragionamenti che vadano oltre. Se loro non sono capaci di farli, li lascino a noi che forse non comprendiamo il dolore, ma tentiamo di scansarlo senza sensazionalismi.
Chissà se Gigetto De Magistris gli manda un'altra video-lettera..
Michele Placido comunque è stato l'unico finora a dire cose sensate. Ha parlato da attore senza darsi le arie da guru come i soliti noti.
Però devo dire la verità.
Se a suo tempo presi a cuore la vicenda di Provenzano e la battaglia che ha condotto suo figlio Angelo per farlo curare, è stato in parte a causa della piovra.
E di tutte quelle fiction e dei personaggi che spuntano fuori ogni volta che si parla di mafia.
Giornalisti, magistrati, investigatori.
Hanno sempre pronta una loro verità preconfezionata che devi per forza di cose abbracciare, perchè sennò o non capisci dal momento che non sei siciliano e quindi non puoi sentire il dolore. Oppure vuole dire che sei mafioso.
So bene che i discorsi sui diritti non piacciono ai siciliani nè ai poliziotti.
Però l'Italia non è la Sicilia nè uno stato di polizia. Eppure risente dei problemi causati dalla mafia.
Per crescere e per superare questioni problematiche come quella mafiosa, c'è bisogno di ragionamenti che vadano oltre. Se loro non sono capaci di farli, li lascino a noi che forse non comprendiamo il dolore, ma tentiamo di scansarlo senza sensazionalismi.
mercoledì 29 giugno 2016
Back to hell
Terrorismo, ricercatrice libica torna in carcere: "Propaganda per Al Qaeda"
„Nel pc dell'indagata sono state rinvenute una serie di immagini inneggianti alla jihad, la riproduzione di una sorta di proclama della guerra santa, guerriglieri islamici davanti a corpi ammassati in una fossa comune, il pavimento insanguinato di una stanza e la foto di un bambini kamikaze. Materiale che sarebbe stato inviato ad alcuni amici, tra cui dei militanti dell'organizzazione Ansar Al Sharia Libya, bandita dalla Nazioni Unite. Gli inquirenti hanno ricostruito anche la sua rete di contatti in città. Per questo 5 suoi conoscenti - un cittadino tunisino, un marocchino, due libici e una palestinese anche lei impegnata nello svolgimento di una borsa di studio all'ateneo del capoluogo dell'Isola - si erano visti portare via dalla Digos computer, telefonini e pendrive.“palermotoday
Ennesimo follow up.
Ormai tra storico e new entry ho un archivio al posto del cervello.
Oltre a mettere in evidenza quanto sia difficile di questi tempi distinguere tra reato di opinione ed istigazione, questo caso ha attirato l'attenzione dei media a causa delle solite strumentalizzazioni politiche e delle ancor più solite diatribe interne classiche dei palazzi giudiziari siciliani.
Per comprendere come siano andate effettivamente le cose è di fondamentale importanza incrociare i dati relativi all'attività che l'inquisita ha posto in essere sui social network, con quelli provenienti dalla sua vita offline. Cosa che alla luce del decreto antiterrorismo, che obbliga gli investigatori a dedicare la maggior parte dell'indagine alla rete almeno in fase preliminare per giungere alla formulazione dell'accusa, non è di facile realizzazione.
Per tutto quello che riguarda l'attività sui social (in questo caso mi pare che fosse concentrata su Facebook) ormai le Digos hanno raggiunto un livello di vera eccellenza in quanto riescono a raccogliere ed analizzare dati nel contesto e in maniera da inquadrare il livello di coinvolgimento del soggetto attenzionato. Un like, un retweet o anche una risposta ad un post generico non possono costituire di certo un atto di incriminazione, ma vanno valutati a seconda di background, inclinazione generale, intensità delle interazioni con altri utenti o protagonisti noti e controversi della vita virtuale.
A questo punto viene in soccorso il resoconto della vita offline che purtroppo nel caso della dottoressa Shabbi è abbastanza controverso. Si è parlato di un fratello, poi morto nei combattimenti in Libia, che voleva far venire in Italia, di contatti o legami (la stampa locale non fu molto chiara sul punto lo scorso anno) con due foreign fighter europei e di un trasferimento di denaro verso la Turchia.
Essendo la Libia nel caos, soprattutto quando fu arrestata, a quanto è dato sapere non si è nemmeno potuto beneficiare di supporto da parte delle autorità libiche. Siamo a conoscenza comunque del fatto che l'Ambasciata libica, almeno all'epoca, le versava uno stipendio mensile.
In attesa del prossimo capitolo.
Ennesimo follow up.
Ormai tra storico e new entry ho un archivio al posto del cervello.
Oltre a mettere in evidenza quanto sia difficile di questi tempi distinguere tra reato di opinione ed istigazione, questo caso ha attirato l'attenzione dei media a causa delle solite strumentalizzazioni politiche e delle ancor più solite diatribe interne classiche dei palazzi giudiziari siciliani.
Per comprendere come siano andate effettivamente le cose è di fondamentale importanza incrociare i dati relativi all'attività che l'inquisita ha posto in essere sui social network, con quelli provenienti dalla sua vita offline. Cosa che alla luce del decreto antiterrorismo, che obbliga gli investigatori a dedicare la maggior parte dell'indagine alla rete almeno in fase preliminare per giungere alla formulazione dell'accusa, non è di facile realizzazione.
Per tutto quello che riguarda l'attività sui social (in questo caso mi pare che fosse concentrata su Facebook) ormai le Digos hanno raggiunto un livello di vera eccellenza in quanto riescono a raccogliere ed analizzare dati nel contesto e in maniera da inquadrare il livello di coinvolgimento del soggetto attenzionato. Un like, un retweet o anche una risposta ad un post generico non possono costituire di certo un atto di incriminazione, ma vanno valutati a seconda di background, inclinazione generale, intensità delle interazioni con altri utenti o protagonisti noti e controversi della vita virtuale.
A questo punto viene in soccorso il resoconto della vita offline che purtroppo nel caso della dottoressa Shabbi è abbastanza controverso. Si è parlato di un fratello, poi morto nei combattimenti in Libia, che voleva far venire in Italia, di contatti o legami (la stampa locale non fu molto chiara sul punto lo scorso anno) con due foreign fighter europei e di un trasferimento di denaro verso la Turchia.
Essendo la Libia nel caos, soprattutto quando fu arrestata, a quanto è dato sapere non si è nemmeno potuto beneficiare di supporto da parte delle autorità libiche. Siamo a conoscenza comunque del fatto che l'Ambasciata libica, almeno all'epoca, le versava uno stipendio mensile.
In attesa del prossimo capitolo.
lunedì 27 giugno 2016
Epilogo
«Si assicura che nei confronti del sostituto commissario della polizia di Stato Gioacchino Lunetto, responsabile della pubblicazione di alcune frasi e commenti a sfondo razzista e inneggianti al fascismo - si legge nel documento ministeriale - sono stati immediatamente adottati i provvedimenti di competenza». Vale a dire prima la sospensione cautelativa dal servizio, a partire dal 26 giugno 2015, e poi l'inchiesta disciplinare. Che è arrivata all'epilogo effettivo poco più di un mese fa.meridionews
Io non ho mai capito questa storia dell'incompatibilità ambientale.
I trasferimenti in altra Questura o procura vengono fatti perchè lì trovano gente che ha gli stessi comportamenti e modi di vedere ?
In questo caso sarebbe preoccupante.
Questa storia ha avuto una risonanza meritata ma eccessiva e da un punto di vista pratico non è servita a molto. Sui social ci sono parecchi appartenenti alle forze dell'ordine che condividono certe idee ed atteggiamenti anche se non lo mostrano in modo marcato così come nel caso del funzionario della polfer.
Non basta dimostrare che uno tra tanti verrà sottoposto a procedimento penale o ad indagine interna e che adesso alla scuola di polizia insegnano etica e valori.
Bisogna individuarli tutti e sottoporli a programmi di rieducazione allo stesso modo dei jihadisti.
Quello del poliziotto non è un mestiere part-time o solo offline.
Se uno segue certe ideologie non può lavorare nelle forze dell'ordine. In nessun ufficio.
Io non ho mai capito questa storia dell'incompatibilità ambientale.
I trasferimenti in altra Questura o procura vengono fatti perchè lì trovano gente che ha gli stessi comportamenti e modi di vedere ?
In questo caso sarebbe preoccupante.
Questa storia ha avuto una risonanza meritata ma eccessiva e da un punto di vista pratico non è servita a molto. Sui social ci sono parecchi appartenenti alle forze dell'ordine che condividono certe idee ed atteggiamenti anche se non lo mostrano in modo marcato così come nel caso del funzionario della polfer.
Non basta dimostrare che uno tra tanti verrà sottoposto a procedimento penale o ad indagine interna e che adesso alla scuola di polizia insegnano etica e valori.
Bisogna individuarli tutti e sottoporli a programmi di rieducazione allo stesso modo dei jihadisti.
Quello del poliziotto non è un mestiere part-time o solo offline.
Se uno segue certe ideologie non può lavorare nelle forze dell'ordine. In nessun ufficio.
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