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mercoledì 7 settembre 2022

Issima

«Bisogna denunciare sempre — ribadisce Belardini — , perché la denuncia crea fiducia nelle istituzioni, che devono rispondere cercando di perseguire al meglio il responsabile di quella frase o di quel video disgustoso e raccapricciante. E poi perché il risultato si ottiene, ci vuole tempo, ma si ottiene». corriere bologna

La denuncia serve innanzitutto ad analizzare modalità ed entità di un fenomeno. Anche quando esso fa solo da contorno a comportamenti criminali. Che sia giusto o sbagliato denunciare, attiene ad altri piani di valutazione.

Nel lungo periodo la denuncia aiuta a sviluppare consapevolezza di aver subito un torto e di avere a disposizione un mezzo per ottenere giustizia. Che nel caso di Internet è per alcuni, ancora concetto poco conosciuto.

L'azione di stalking di per sé, è la conseguenza di dinamiche che sovente sfuggono agli internauti. Tutto ciò che si fa o si scrive su Internet rimane visibile per lungo tempo. Specialmente quando una vicenda, come quella in esame, sembra chiusa e purtroppo anche tragicamente.

Ciò che si subisce su Internet può essere opera di attenta osservazione e pianificazione. Ragion per cui bisogna evitare, con i propri comportamenti, di essere oggetto di attenzioni morbose o deviate.



mercoledì 17 marzo 2021

While some recollections may vary.

That this was able to happen under the noses of Shamima’s school authorities and her local council does not show them in a good light. She was failed, in my view, by those who are entrusted to protect our young people from danger; her parents were excluded from knowledge of the danger she was in not just by her school but also by the Metropolitan police. Yet no serious case review has taken place.

... Shamima is of Bangladeshi descent, does that change her right to British nationality? I am tempted to think it does, especially in the light of the Supreme Court’s judgement. Britain needs to show compassion and understanding. This young woman has endured a horrific daily reality, moved from hiding hole to hiding hole and camp to camp under constant armed guard for over half a decade. The trauma of losing three babies and of having no contact with her family is hard to imagine. The fact that Shamima wants to come back to the UK shows that she is willing to face the law here for her past mistakes. Akunjee, Kapoor inews.co.uk

Dalla ricostruzione fatta in Italia del percorso di Anas Abboubi e Meriem Rehaily spiccava che non solo gli investigatori, ma anche familiari e nuclei scolastici, si erano trovati davanti ad un fenomeno di difficile comprensione. 

E' poco corretto parlare di razzismo.

E' stata fatta una scelta ben precisa rispetto alle incognite che questi soggetti pongono una volta tornati su suolo europeo. Tenerli lontani per quanto possibile. Cioè compatibilmente con le pressioni americane e con la Costituzione di ciascuno stato. Le seconde generazioni e quelli con doppia cittadinanza offrono maggiore spazio di manovra. 

Un avvocato difensore deve innanzitutto individuare ed ammettere le responsabilità del proprio assistito per poi reclamare le attenuanti in base al contesto. Si può riconoscere lo status di vittima quando c'è una condizione predisponente. 

Nel caso di Lara Bombonati è stata in parte riconosciuta la seminfermità mentale. Pur non avendo creduto al ruolo completamente passivo denunciato dalla ragazza, la corte ha concesso un periodo di recupero in comunità. Dai resoconti stampa del processo era emersa una sua sofferenza dovuta a familiarità con autolesionismo. Si tratta di una patologia tanto oscura e indefinita quanto pericolosa. La polizia delle comunicazioni segue questo fenomeno da anni, non solo in chiave repressiva su Internet dove dilaga grazie a gruppi e pagine di propaganda, ma anche offrendo sostegno a insegnanti e famiglie che hanno bisogno di aiuto.

L'atteggiamento di Shamima Begum porta ad escludere tuttora che vi fosse un substrato di fragilità tale da fare concessioni a discapito della sicurezza nazionale. Il che non esclude comprensione e compassione.

martedì 16 marzo 2021

Quanto è impegnativo frequentare una donna

Utilizzo i social e ho anche tanti follower. Mi rendo però anche perfettamente conto del processo di iperdigitalizzazione in atto, che per altro rispetto. Penso tuttavia che una sana via di mezzo sarebbe la cosa giusta perchè temo che trascurando così tanto la manualità arriveremo al punto in cui non si saprà più neppure piantare un chiodo senza una app che lo sappia fare al posto nostro.“ bolognatoday febbraio 2021

francotrentalancequellovero Attenzione! Video per amici e follower... Truffa da un falso profilo con il mio nome e il mio volto #fake #profilofake #truffa #denuncia #poliziapostale #followers #profilo. #instagram 4d

Le disavventure social di Trentalance confermano l'importanza della sottrazione di dati al tempo del Covid. Un orientamento destinato a crescere con le difficoltà economiche. In passato il furto d'identità che aveva subito, era finalizzato allo stalking.

Dal momento che ha in parte abbandonato la propria attività trasferendola su Internet, mezzo di cui sembra avere maturato una discreta conoscenza, potrebbe impegnarsi a sensibilizzare i propri fans e followers sul tema.

lunedì 21 settembre 2020

The secret of my success

Gli accertamenti hanno permesso di isolare 10 profili non immediatamente riconducili a persone reali. ...
L’esecuzione del decreto – che ha coinvolto circa 50 poliziotti appartenenti ai 3 uffici incaricati delle indagini, oltre ad aliquote del Reparto Prevenzione Crimine e dell’Unità Cinofila della Questura di Bologna – ha consentito di rinvenire importanti elementi a conforto della tesi investigativa, tra cui alcune armi quali una pistola giocattolo, un tirapugni ed un coltello.
Anche dalla perquisizione informatica effettuata prevalentemente sui cellulari degli indagati sono emersi elementi d’interesse per lo sviluppo delle indagini, in particolare le diverse chat di gruppo sulle principali piattaforme social, a riprova dei collegamenti tra i membri e “luogo” (virtuale) dove i ragazzi si sono scambiati molteplici messaggi prevalentemente nella loro lingua madre. askanews

While we classify TikTok as a social app, it bears mention here in online video, too. During the Covid-19 pandemic, TikTok use increased, making it the social video platform of choice for most young people. Although the content they offer is different to what can be found on YouTube, there is still significant overlap and TikTok is increasingly a direct competitor.
 ...TikTok also has its hands full. The videos posted on the platform are mostly harmless, but some are dangerous, including the “Skull-breaker challenge” which has landed many young people in the hospital and others charged with aggravated assault. There have also been reports of online predators on the app. And in 2019, TikTok was forced to pay millions to settle a children's privacy law violation. ...We now live in a world with an estimated 25 billion connected devices worldwide. Many of those in the hands of children. Today, on average a child in the U.S. watches nearly 100 minutes of YouTube per day, a child in the U.K. spends nearly 70 minutes on TikTok per day, a child in Spain plays Roblox over 90 minutes a day, and 100% more children everywhere are spending time learning online. Qustodio

Nel passaggio da TikTok a Facebook e Twitter, le immagini dei festeggiamenti di matrimonio di Mohammad Bashaga hanno perso d'attrattiva. O comunque non sono riuscite a raggiungere l'obiettivo dell'ennesima critica al ministro dissidente. 
Le immagini pubblicate sulle piattaforme social frequentate da adulti, servono a sostenere tesi, dibattiti, campagne di in/dis-informazione. Su TikTok possono creare miti. 

Il dato che emerge, rispetto ad un fenomeno che in Emilia Romagna sembra in crescita almeno negli ultimi tre anni, è che questo gruppo usava la violenza per esaltarsi. Non per procurarsi soldi illecitamente e non solo per portare a termine vendette.
La sequenza virale di video brevi cattura l'attenzione e trasforma gli autori in superstar.
Quindi legittima le loro azioni. E anzi incoraggia l'emulazione in maniera più subdola delle altre piattaforme social. Non lascia tempo al ragionamento.

Risulta interessante il contributo fornito dalla squadra di Ceccaroli che ha costruito un ponte investigativo tra la realtà virtuale e quella della vita vera. Il destino che questo caso avrà in tribunale, dipende comunque dalle prove e testimonianze raccolte dalla polizia giudiziaria.
Trattandosi di ragazzi (alcuni hanno confessato mentre uno avrebbe trovato il coraggio di denunciare) il rischio è lo stesso dei processi di Bari annullati dalla Cassazione.

Si è parlato molto in questi anni di terrorismo islamico e radicalizzazione delle seconde generazioni. 
E' stata presumibilmente trascurata una fetta importante di gioventù che non ha risolto la crisi identitaria attraverso l'ideologia e la religione. Ma ha incanalato le proprie energie nella violenza.
Si tratta di un fenomeno da non sottovalutare.

venerdì 6 luglio 2018

Non a disposizione

Ma Matteo Salvini sembra non aver affrontato il problema, almeno per il momento: 
«Non saprei rispondere – ha detto Ceccaroli – queste informazioni non sono a disposizione». giornalettismo

Il Cecca è ben consapevole del fatto che all’Ucis ci sono sempre posti liberi.
Quindi procede con la cautela che lo caratterizza.

Il direttore dell'Aise ha gioco facile con il nuovo ministro dell’interno.
Ma anche gli altri rappresentanti dei vertici delle forze dell’ordine, in particolare la polizia che in fondo ha portato la lega al governo, in questa  fase interlocutoria stanno bene interpretando il loro ruolo.
L'onorevole Minniti in un certo ha spianato loro la strada.
La presentazione della relazione sul terrorismo non a caso è avvenuta a qualche settimana dall’insediamento del nuovo esecutivo. Ha dato indicazioni chiare su quanto è stato fatto e su quanto c’è da fare. E soprattutto su quale aiuto può contare il ministro Salvini all’interno degli apparati di sicurezza.
La polizia postale, cavallo di battaglia dei sindacati di estrema destra che hanno avuto anche qualche loro candidato eletto con la lega, continua il proprio percorso indisturbata e in attesa di indicazioni e interventi del nuovo ministro.
Un’interazione continua con la polizia delle comunicazioni aiuterebbe Salvini a rendersi conto di quanto sono importanti le parole nell’era di internet e di come sia suo dovere stare più attento.
Spesso i suoi proclami diventano terreno fertile per le fake news che vanno a colpire determinate categorie rendendone difficile la vita.
Può rimanere un ministro battagliero e sceriffo anche usando toni soft e argomentazioni meno divisive.

sabato 20 gennaio 2018

Foglia di fico

It is interesting to note that Macron praised the Iranian Quds Force for helping to eliminate terrorist gangs. The Quds Force plays a prominent role in Syria and Iraq, supporting the armed forces in the two neighboring countries. When a European leader, one of America's allies, commends this achievement, it is a clear recognition of Iran's power and the role of the Quds Force in defeating terrorism and rooting out the fiercest terrorist organization in the Middle East. teherantimes

E' perfettamente normale che sui canali social ufficiali dell'Eliseo non vi sia traccia non solo di questo sfacciato endorsement ma della telefonata innanzitutto. La diplomazia attualmente si muove sotto traccia. Nessun capo di stato ama essere associato alla leadership iraniana.
Presumibilmente Macron, come tutti gli altri capi di governo dell'unione, sta prendendo in seria considerazione il rimodellamento dell'accordo sul nucleare. Per fare ciò, deve inizialmente tentare un approccio moderato. Spingersi all'elogio di una formazione considerata terroristica da più parti, seppure in forma privata, è francamente troppo. Il primo spunto che porta a pensare che si tratti di una fake news, lo fornisce il fatto che la notizia compare solo sui media di regime. E nessuna testata internazionale ha ripreso questa notizia che sarebbe di importanza cruciale se vera.
Il resto è frutto di ragionamento, conoscenza ed intuizione.
Un poliziotto è in grado di arrivare ad una conclusione incontrovertibile sul punto e poi di ottenere una smentita scomoda in questo momento per l'intero panorama politico mondiale ?
Con un framework come quello indicato dal protocollo operativo, molto generico e affidato più alla buona volontà che alla professionalità e all'impianto giuridico attualmente a disposizione, pare proprio di no.
La polizia postale, di concerto con organismi e siti specializzati, si cimenta da anni e con successo, nella sensibilizzazione dell'utente in materia di bufale.
Se è costretto a sconfinare nel campo della politica, per di più sotto elezioni, rischia di bruciarsi.

L'impressione è che l'iniziativa del ministro Minniti sia tesa a ridurre al minimo le frizioni che inevitabilmente sconvolgeranno la scena elettorale nelle ultime settimane, e a dare un contentino al portavoce-spindoctor di Renzi ancora convinto che l'articolo di Biden e la relazione del comitato parlamentare americano (una raccolta di articoli degli ultimi due anni) siano la prova incontrovertibile degli attacchi alla nostra democrazia.
L'ennesimo tappo da parte del ministro dei patti che si è trovato a gestire una situazione che soffre da anni la poca educazione in materia impartita al popolo italiano e il lobbismo sfrenato dei gruppi di potere che per imporre la loro linea usano le fake news come pane quotidiano.
In mezzo c'è il giornalismo nostrano che adesso grida alla democrazia in pericolo, quando negli anni ha offerto un prodotto che è quello che è. Solo un prodotto appunto.
E anche i politici senza arte nè parte che lodano il provvedimento nella speranza che li aiuti a riprendersi poltrona e stipendio.

giovedì 27 aprile 2017

Cospirazioni

Il tentativo di forzare la sicurezza dei suoi account, uno tedesco e l' altro americano. Con accuse alla polizia di aver violato lo «spazio cybernetico» straniero e agli inquirenti di «aver utilizzato Mentat, consulenti informatici, come forza di polizia». Ma non solo, li accusa anche di «furto di dati e credenziali da server americani e spionaggio industriale».
Caccia-Piccolillo

Tutte le polizie del mondo usano in genere il trucco della segnalazione proveniente dall'Fbi per ovviare agli inconvenienti normativi che impediscono l'acquisizione di dati da server stranieri.
Si tratta di un escamotage che può costituire un'arma a doppio taglio perchè, nel caso della pedopornografia, gli avvocati dei pedofili hanno ormai preso contromisure ricorrendo non solo ai tribunali dei loro Paesi ma anche a quelli americani. Di solito le loro argomentazioni non vengono accettate ma l'intero iter contribuisce comunque a rallentare ed indebolire l'inchiesta.
Per quanto riguarda la vicenda Occhionero c'era indubbiamente l'esigenza all'epoca di montare un caso mediatico per dare l'impressione, in un momento in cui ormai il sipario e l'interesse nei confronti di Matteo Renzi erano decisamente scesi, che fosse stato ordito addirittura un complotto internazionale contro l'ex premier. In più il ministero tende sempre ad esaltare il ruolo e la necessità di avere un comparto specializzato come quello della polizia postale che è fonte di consenso politico ed introiti per le aziende che ne sostengono le campagne di sensibilizzazione. Ed è un fatto che questo tipo di inchieste e il clamore che ne consegue, sono un trampolino di lancio per l'avanzamento in carriera di magistrati ed investigatori.
Sostenere però che il tutto sia stato costruito a tavolino, è veramente un'esagerazione.
E va comunque provato.

lunedì 6 febbraio 2017

Punto interrogativo Punto esclamativo

È costantemente connessa, ai limiti della dipendenza. Con l'iWatch controlla i messaggi in arrivo, iPhone alla mano per le telefonate. Online legge le notizie, online organizza le vacanze, e online fa shopping. "Casa mia è un via vai di pacchi", dice. Un'innamorata della tecnologia. Dall'11 gennaio scorso Nunzia Ciardi, due figli e un marito veterinario, è il nuovo capo della Polizia postale e delle comunicazioni. È la prima donna a dirigere la struttura che contrasta il crimine informatico. Ascolta Guccini, suona la chitarra ed è entusiasta: "Spero di trasmettere la cultura della sicurezza a ogni livello". Repubblica

Che invidia.
Una donna che è ed ha tutto.
Io di telefono ho un modello base.
L'ultimo ricordo dell'Oman. Comprato in emergenza all'aeroporto.
Se mi perdessi non mi troverebbe nemmeno l'ingegner Zambonini.
Non credo comunque che il prefetto Rizzi lo manderebbe.
L'ultima chitarra posseduta e persa era una balalaika comprata ai magazzini Gum. Nel Golfo amavo ascoltare i laughing doves. Emettono un suono gonfiando il collo senza aprire il becco. Da noi c'è una varietà simile. Una specie di piccione.

A parte il fatto che ha figli grandi, e lo disse giusto per caso nel corso di un'audizione parlamentare, non sappiamo niente della vita privata del dottor Di Legami. Che è fondamentale per un poliziotto della postale. La polizia del mulino bianco.
L'immagine bucolica del dottor Apruzzese che correva appresso al figlio in rete per smascherarne le identità era tranquillizzante .
Come usa Internet Di Legami ? Che fa nei weekend ? Preferisce il mare o la montagna ? Che libri legge ? Robe peruviane come il dottor Galzerano ? Che mestiere fa la moglie ?
Cervellini ha due figli bellissimi. Sembrano americani. Altissimi.
Non si direbbe che sono figli di un tagliacozzese. O tagliacozzano. Boh.

"Si fa presto a dire banale, a dir la verità non lo trovo così banale. Se lei, dopo che ci siamo incontrate, riceve dal mio indirizzo una email con un allegato e il messaggio: ecco il documento che aspettava, che fa: non lo apre?!". 

Infatti il dottor Di Maio non l'avrebbe aperta perchè non la aspettava.
Immaginavo che qualcuno là dentro fosse convinto che Eye Pyramid in fondo sia stata una inchiesta epocale.
Il direttore del Dis dovrebbe inviarle un mazzo di fiori.
In fondo gli ha tolto un pò di castagne dal fuoco  e portato più potere e fondi. Che non guasta in quella selva oscura chiamata servizi.


martedì 10 gennaio 2017

Quelli che "il giglio magico ha le mani sull'intelligence"

"Tale ulteriore pericolo – sottolinea il Gip - appare estremamente grave quando i servizi resi dal sistema informatico violato pertengono alla sicurezza nazionale. Basti pensare al primo atto scoperto, grazie al quale si è potuti risalire alle condotte illecite descritte: il tentativo di hackeraggio del sistema informatico dell'Enav, contenente informazioni e dati relativi alla sicurezza pubblica nel settore dell'aviazione civile. Inutile spiegare quanto delicate - e cruciali per la sicurezza nazionale - siano informazioni relative all'ente nazionale aviazione, alle rotte di volo, ai dati dei dipendenti, ove soprattutto si consideri il clima politico mondiale odierno".
Corrierecomunicazioni

Intervista

L'ordinanza del gip è sale sulla ferita.

Mesi e mesi a discutere dei cocchi di Renzi messi ai servizi per passargli i segreti e poi arrivano due fessi che gli piazzano malware nel computer. Evidentemente li ha tenuti impegnati.
Prendiamo per buona la versione della polpost.
Chissà come l'ha presa Blengini.
Si spiega comunque perchè l'attuale capo del Dis ogni volta che va in giro per convegni dedica mezzo discorso al Cnaipic. Li considera parte dell'intelligence.

domenica 8 gennaio 2017

All'attacco

Ma l’impiegato non ha desistito: ha lasciato passare qualche settimana di calma ed è tornato all’attacco, cambiando astutamente profilo e nome e fingendosi amico sedicenne di una comune amica. Ed il copione si è ripetuto, più lentamente, con la quindicenne, timida ed introversa, che si è di nuovo confidata con lo sconosciuto sedicenne, rivelando particolari sempre più intimi. «Mandami una tua foto solo per vederti», le ha chiesto e lei non ha esitato, pensando di avere, dall’altra parte dello schermo, un suo coetaneo.carlino rimini

Un profilo classico da pedofilo.
Profondo conoscitore dei meccanismi di reazione degli adolescenti e calcolatore.
Se avesse insistito usando lo stesso profilo e in un arco di tempo breve, la ragazzina si sarebbe rivolta subito ai genitori o a qualcuno di fiducia per chiedere aiuto. Invece l'ha lasciata sola con se stessa a chiedersi se l'incubo fosse terminato, per poi tornare all'attacco e farla crollare.
Un recidivo che tornerà a colpire ancora, in attesa che si concluda l'iter giudiziario. C'è da sperare che venga inserito in un programma di riabilitazione o affidato ad operatori sanitari almeno per tenerlo impegnato.

lunedì 19 dicembre 2016

Welcome Italia

Così, quando lui si è ripresentato da loro per recuperare la chiavetta, gli hanno chiesto chiarimenti. L’uomo è sprofondato, scongiurandoli di lasciar perdere l’intera vicenda. Ma il timore che le immagini hard realizzate potessero essere state condivise su Internet, in special modo su siti di scambio di materiale pornografico, ha fatto sì che la coppia non potesse accontentarsi delle scuse dell’uomo. Che è stato denunciato al commissariato. iltirreno

Il fotomontaggio con parti del corpo è comportamento più da pedofilo che da maniaco puro.
Mi sfugge comunque il motivo della denuncia.

Se parliamo di differenze tra America e Italia in relazione alla polizia postale, bisogna anche aggiungere che oltreoceano non si è mai visto che l'ultimo arrivato della postale si piazzi in conferenza stampa accanto al direttore dell'antiterrorismo dandosi le arie da esperto di terrorismo. 
O che un investigatore di calibro dell'antiterrorismo, ai tempi in cui portava i basettoni lunghi, ringrazi la polizia postale.
Immagino che il direttore delle specialità si riferisse al fatto che non va in porto la riorganizzazione del comparto postale.

Il prefetto Sgalla è tra quelli che più si è speso per creare il giocattolino chiamato polizia postale, attribuendogli anche un ruolo esagerato e poco coordinato. La postale è un indotto che fa comodo alle aziende e alla politica. E agli stessi poliziotti che ci si sono riciclati dentro o che vedono un'opportunità anche dopo il pensionamento visto il bacino di utenza.
Oggi persino Federconsumatori, le associazioni di casalinghe e quelle degli insegnanti, quando hanno bisogno di visibilità, mandano un comunicato alle agenzie di stampa con un classico "al lupo, al lupo la postale sta chiudendo".
Va da se che quando al simpatico ispettore Bracco, che tanto ha dato in termini di inchieste pur non essendo supportato da una procura distrettuale nè dal Cnaipic o dalla postale di Roma, si prospetta l'ipotesi di trasferirisi a Genova, che è a due passi da Imperia, ma è sempre un passo indietro, allora sale sulle barricate.

Quindi in sintesi caro direttore, lasci la torta così com'è e non sia ingordo.
La spartisca con tutti. Non solo con siciliani, emiliani, lombardi e romani.

martedì 13 dicembre 2016

Obsoleta sicilianità

In tema di acquisti online recenti analisi indicano l’Italia come il fanalino di coda tra i Paesi dell’Unione Europea. Ciò è sicuramente dovuto anche all’elevato numero di truffe perpetrate in rete, che finisce per rappresentare un serio ostacolo al pieno sviluppo del commercio elettronico nel nostro Paese.

Se il Governo sta intervenendo per ridurre il c.d digital divide e per diffondere la banda larga, noi riteniamo che il nostro compito sia quello di fare tutto il possibile per ridurre i rischi degli utenti della rete, aumentando la fiducia dei consumatori, facilitando così la crescita e lo sviluppo del nostro Paese.

L'occasione data dall'approssimarsi delle festività natalizie - conclude Di Legami - ci è sembrata propizia per lanciare questa campagna di sensibilizzazione, in collaborazione con Subito, finalizzata ad evitare che un'attività così attraente e piacevole come lo shopping natalizio possa tradursi in un'amara esperienza se fatta in rete.  
Roberto Di Legami 13 Dicembre 2016 

Ma attraente e piacevole di che ?!?
E poi nell'articolo sul sito della polizia di stato, danno il link al sito commissariato di ps come commissariatodipsonline punto it. Invece è corretto quello sulla colonna di destra. Senza online.

Da un po’ di settimane la connessione non va.
Secondo un addetto del servizio clienti di tre, connessione e copertura sono a posto. Secondo un altro invece, potrebbe essere la chiavetta. Il terzo, anche questo rigorosamente dell’est Europa e che parla italiano ma non sempre ne capisce il senso, ha consigliato di andare al centro assistenza.
Il giovanotto del centro non aveva un portatile e quindi la chiavetta non l’ha potuta provare. Ha messo per tre secondi la scheda nello smartphone e ha concluso che è ancora buona. Alla mia richiesta di una chiavetta nuova da acquistare, ha risposto che adesso usano i cubi.

Cubi come, ho chiesto strabuzzando gli occhi, visto che le novità non sono cosa mia.
Un cubo signora. Ci mette la Sim e lo attacca alla presa.
Ah bene. Allora me ne dia uno. 
Mah, veramente vanno con un’offerta completa. Ormai le conviene aspettare Natale. 
Capito.

Riprovo alla Wind.
Loro di chiavette ne hanno ancora, ma anche queste vengono vendute con un’offerta. A quel punto alla Telecom nemmeno entro.
Mia sorella propone di usare la sua rete. Cerca qua. Cerca là. Sul computer ci sono disegni di antennine che emanano onde. Sarà il wireless. Però Windows dice che non c’è wifi disponibile. All’Acer mi risponde una giovane donna con marcato accento siciliano. A me danno fastidio gli accenti del Sud perché ne ho uno meridionale già di mio. Vorrei sentire altro. Inizialmente è gentile. Si ripropone di verificare il numero seriale dell’apparecchio che effettivamente è un modello vecchio, ma il wireless ce l’ha .

Che modello operativo usa ?
Il Windows 10.
Improvvisamente cambia tono di voce.
E allora il problema è quello. Lei ha voluto installare un sistema obsoleto che ha problemi. 
Non è che l’ho voluto installare. Me lo ha praticamente imposto. 
No, signora. Bisogna parlare usando i termini giusti. Lei ha scelto… 
No guardi. Io non ho scelto niente. Per mesi ho rifiutato.A luglio invece è partito da solo. 
No, anche a me è successo. Io ho sempre cliccato sul no e non l'ha installato.
Anch’io ma l’ultima volta non lo ha recepito. 
No. Io ho sempre rifiutato. Quindi adesso lei ha il Windows dieci e crea problemi con l’Acer. 
Quindi che dovrei fare, tornare al 7 ? 
Questo non lo so. E’ una decisione sua. Ma noi non possiamo darle assistenza su questo prodotto. 

Il senso dello scambio era più o meno questo. Si può comunque controllare per quella stupida regola, mai capito se è legale o meno, che vengono registrate le chiamate di questo tipo. Avrà ripetuto la parola obsoleto almeno dieci volte. Io non sono obsoleta. Un po’ fuori tempo magari. E il mio computer si adatta a quello che sono. Non sono nemmeno maleducata, a meno che non sia proprio in giornata. Ho un pessimo carattere. Altro che ruvido. Però la maleducazione non la sopporto. Specie se è ingiustificata. Trovo giusto che ad un maleducato o ad uno rozzo, si risponda di conseguenza. Ma perché prendersela con una che ti ha semplicemente detto, in tutta onestà, che si è ritrovata un Windows 10 nel computer senza volerlo ? Che magari sarà anche costoso, ma a me non serviva. Non l’avevo chiesto. Mi ha trasformato lo sfondo del desktop e la barra con dei colori lugubri. Che già sono triste di mio normalmente . Tutta questa roba grigia e anche Cortana che mi invita a chiederle qualcosa e quando lo faccio risponde tutt’altro, lo trovo ingiusto. Prendermi anche una ramanzina da una siciliana e sì, lo sottolineo perché credo che noi meridionali abbiamo pessime attitudini, beh è stato troppo. Preferirei essere stata sgridata da uno svizzero. Uno preciso.

Questo sarebbe il miracolo del jobs act e dei contratti under 30.
Una mandria di giovani cafoni, non addestrati e spesso stranieri, che toglie il lavoro a gente con carattere arcigno e di una certa età, ma preparata e disposta ad imparare.

In sintesi quello che volevo dire, è che ogni volta che il direttore della postale presenta i suoi vademecum o emette sentenze urbi et orbi, a me si rompe il computer o la connessione. Quindi è inutile che mi inviti a fare acquisti online. Sarà che mi porta sfiga perché è siciliano ? Avevo una nonna adorata dalla Sicilia. Mia madre non ci si prendeva tanto, quindi l’ho vista poco. Trapiantata a Roma pure lei. Chissà perché se ne vanno tutti là.
Volevo anche dire, che come presidente del consiglio avrei preferito Giorgio Gori. E’ bello, intelligente, ricco e sa parlare. Un uomo intelligente e non furbo, devo ancora incontrarlo.
E che vorrei tanto andare via di nuovo da questo Paese obsoleto.
Così magari lo incontro e m’innamoro. E mi faccio portare a comprare una chiavetta usb in un negozio vero, con pareti, porte e finestre, e dipendenti gentili e preparati. Basta poco per farmi felice.

THE END.

martedì 22 novembre 2016

Un talebano in panda

All’evento hanno preso parte anche il direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato, Roberto Sgalla, il direttore del Servizio polizia stradale, Giuseppe Bisogno, il responsabile Tutela aziendale di Poste italiane S.p.A., Vanes Montanari. poliziadistato

Foto Cor.com

Sono rimasta imbambolata davanti all'articolo per un pò, perchè c'era qualcosa che non mi tornava.
Era la presenza di Di Legami.
Essendo una roba stradale non mi spiegavo cosa ci facesse.
Visto che è anche una cosa di poste, forse lui è considerato come una specie di patrono per loro.
A due settimane dal referendum va bene di tutto.
La postale tra l'altro è quella che sta concludendo più operazioni. E d'altra parte, ha portato a casa nomine, quattrini e uomini. Ai quasi uscenti premier e ministro, un pò di gratitudine la deve.
Al solito non c'è il testo dell'accordo. Di concreto questi bilaterali dovrebbero portare i corsi di formazione. Se nessuno ci specula sopra, tornano sempre utili.

Diceva il capo della polizia alla festa del Coisp ( Video min. 13 ) che a lui, che è considerato talebano perchè gira sempre in panda, con tutte le visite che sta facendo per l'Italia ai suoi uomini, verranno rinfacciate le spese. In realtà non se lo è filato nessuno, per il semplice fatto che non è andato appresso al ministro a presentare il libro. Non c'erano gli estremi per la strumentalizzazione politica. E poi lui con il fare imperativo che ha, e gli ammiccamenti a giornali e sindacati di destra, probabilmente mette paura.
Comunque a girare in panda siamo bravi tutti quando il conto in banca non è messo male.
Se si facesse fotografare mentre dorme per terra su un tappeto, come Ahmadinejad, forse ci convincerebbe.

A proposito di ragazzini e di legalità, di cui non si stancano mai di parlare il direttore e Solimene sui soliti giornali, oggi è giunta notizia di un ragazzo di una scuola al nord, che organizzava il mercato nero delle merendine. Se fosse figlio mio lo abbraccerei e lo premierei.
Il preside ha detto che ai ragazzi va insegnata la legalità.
La legalità non si insegna. E' espressione di moralità ed etica. Dare l'esempio sarebbe già qualcosa.

Domani il direttore è a un convegno sulle minacce sofisticate.
Mai che scendesse in mezzo a noi mortali per mangiare una pizza così gli spieghiamo che il problema più grosso sono i furti alle cinque di mattina.
Come se non fosse bastata la piazzata americana di Matteo, c'è una tipa dei servizi segreti americani.
Da foto d'epoca pare carina. Sarà contento Di Legami.
S'abbenedica.

domenica 16 ottobre 2016

Aspettando Slavik

L' operazione portata a termine tra Roma e l'Emilia Romagna dalla polizia delle comunicazioni nei giorni scorsi, ha scoperchiato il terminale operativo che avrebbe messo a segno una serie di frodi informatiche ai danni di privati ed aziende. Secondo l'ultima versione fornita dalla polizia, si parla di cifre che vanno dai 120000 euro dei salesiani bolognesi, reato per il quale un paio d'anni fa erano stati già effettuati alcuni arresti di mules ucraini e italiani, ai 600000 delle Cogefrin, ditta di trasporti la cui impiegata era caduta nel tranello della finta mail in cui veniva segnalato un cambio di destinazione di numero di conto bancario per il bonifico di pagamento . Si tratta di cifre che in gran parte sarebbero state recuperate.

Secondo alcuni resoconti stampa locali il gruppo criminale sarebbe legato al famigerato Evgeniy Bogachev, ideatore del botnet Zeus dal quale prende origine tra gli altri, il malware Cryptolocker, e che venne in parte abbattuto dall'Fbi qualche anno fa, quando si riuscì a risalire alla struttura madre della rete che si estende dall'America al nord Europa, ed ha origini non casualmente in Ucraina.
In realtà il circuito di contatti di Bogachev, pur essendo molto ampio, è distribuito su vari layers un pò come Zeus, e ha accesso molto limitato alle informazioni.
A giudicare dall'uso che il russo residente a Roma e il suo gruppo hanno fatto del denaro sottratto, questi non dovrebbero fare parte del cosiddetto business club, ovvero di quel gruppo di hackers che dopo accurata selezione, lavora ventiquattro ore al giorno per sottrarre dati ad istituti finanziari e governativi in tutte le aree del globo. Con tutta probabilità si tratta di un gruppo che ha comprato un pezzo di codice o lo ha ottenuto in franchising.

Dopo la taglia messa dal governo americano non si è saputo più nulla di Bogachev, se non che se ne starebbe bello comodo in ritiro dorato sul mar Nero protetto forse, non direttamente da Cremlino ed Fsb, ma dalle oligarchie russe.
Il sistema architettato dall'hacker , di cui sarebbero a conoscenza non più di due persone oltre a lui, è dedito alla sottrazione di dati in generale e non solo a quelli di tipo finanziario.
Da quanto si è potuto intuire dagli atti di incriminazione resi pubblici in seguito all'operazione Gameover Zeus, i botnet di Bogachev all'epoca erano già molto attivi attorno a piattaforme governative ucraine e turche. Attualmente dovrebbero muoversi agevolmente sullo scenario siriano.
Al netto degli obiettivi imposti da esigenze di sicurezza, più che arrestarlo con il rischio di non prenderlo in mancanza di accordi sull'estradizione e di fornire a Putin ulteriori motivi di screzio, conviene semplicemente intercettarlo ed infiltrare il circuito per sottrarre dati utili.
Alla luce  degli ultimi colpi messi a segno da Stati Uniti e Russia contro alcuni pezzi grossi di Daesh e Jabhat Fath, e con la consapevolezza che la Turchia non collabora più di tanto specie dopo il golpe, non sarebbe sbagliato ipotizzare che proprio in questa direzione stiano lavorando Cia ed Fsb.
Le operazioni come quelle della polizia delle comunicazioni non scalfiscono più di tanto il meccanismo, ma è bene che la sicurezza nazionale vigili  affinchè non si vada oltre e vengano comunque passate tutte le informazioni che emergono dalle varie indagini.
Bogachev in fondo sta bene lì dov'è.
A pasteggiare tra caviale e champagne fornendo aiuto al migliore offerente.

On a postal note c'è da registrare il riconoscimento, più che meritato, tributato dal Codacons alla polizia delle comunicazioni, che verrà ritirato domani da Roberto Di Legami.
Sgalla e Gabrielli permettendo, il direttore allieterà la platea con le consuete 6-7 ore di discorso.
Poi torna in punizione.

martedì 20 settembre 2016

Ammazza che web

Attesa da oltre un anno, la seconda lettura riconsegna per il terzo passaggio al Senato, dove nel maggio 2015 il testo era stato approvato all'unanimità, una normativa profondamente modificata, che ha cambiato l'impostazione del provvedimento, nato, come ha ricordato la relatrice a palazzo Madama Elena Ferrara (Pd), per tutelare i minorenni, puntando sulla prevenzione dei fenomeni di bullismo informatico e sulla responsabilizzazione degli adolescenti, piuttosto che sull'aspetto punitivo. Adnkronos

In questi giorni la senatrice Ferrara e il padre di Carolina, tra i pochi che avevano veramente il diritto di dire la loro, hanno mostrato lucidità e dignità senza pari. Hanno tentato di ribellarsi alla strumentalizzazione, ma non ce l'hanno fatta. Non volevano l'elemosina, come quelli che hanno esultato per la legge sull'omicidio stradale.
Un governo che non è capace di governare, non può che servirsi di leggi punitive.
E la polizia delle comunicazioni ha le sue responsabilità.
Se non riesce ad essere propositiva e nemmeno sa sottrarsi alle comparsate show dalla Gruber, allora vuol dire che è brava a parole ma non con i fatti.
E che ha a cuore solo fondi e mezzi.

On a sider note, ma in maniera abbastanza consequenziale visto che entrambe le faccende sono un'ennesima appendice del degennarianesimo di cui non ci libereremo mai, pare di capire che ha avuto luogo lo storico incontro tra la signora Cucchi e il prefetto Gabrielli.
Dal resoconto credo che l'orientamento del capo della polizia sia stato quello che prevedevo.
Non scuse esplicite piegando la testa, ma deve aver dato l'impressione che fosse così. Pare di capire anche che non fosse presente il direttore della polizia delle comunicazioni. Altra mossa vincente dopo quella del contatto via web. Nella vita ogni tanto bisogna masticare amaro per sperare in tempi migliori.

Qui l'unico che dovrebbe essere punito veramente, immagino si tratti di un poliziotto della postale, è la persona che ha passato la circolare al giornalista. Se l'unica occasione che è riuscito a cogliere da quel documento, è stata quella di farsi beffe della vicenda del Pokemon o del direttore della specialità, allora vuol dire che non ha capito niente. E va mandato via.
La circolare di Di Legami era (in maniera del tutto casuale ovviamente) una sintesi magistrale di quanto scrivo da mesi e anche anni. Un modo di educarsi prima di andare ad educare nelle scuole.
Però si ha l'impressione che finchè la polizia delle comunicazioni viene vista come occasione per non fare più nottate in Questura e andarsene in giro per convegni, allora il risultato non può che essere una vicenda kafkiana come quella del Pokemon.

Abbiamo bisogno di una polizia meno poliziottesca, oltre che di un governo capace.
Funzionari meno sbirri, più educati ed amministratori.
E soprattutto coraggiosi. In grado di sacrificare il proprio tornaconto per il bene comune.

domenica 18 settembre 2016

Vado a vivere in campagna

Viviamo in un’epoca che sembra dominata dalla comunicazione ma in realtà dalla finta comunicazione, quella digitale, olografica e non quella del ph della pelle, degli odori. 
Ennio Fantastichini WealthPlanet Magazine 2013

Se in questi giorni accendete la tivvù e pensate di aver beccato una intervista ad un carabiniere maschio o magari a un finanziere (sempre maschio, il genere è di fondamentale importanza in questo ragionamento), allora è bene che vi facciate dare una controllata alla vista.
Meglio ancora se al cervello.
Da mane a sera sulle reti nazionali e sui giornali non si trovano altro che agenti donne della polizia postale che dispensano consigli vari. Bene che vada ci troverete anche il garante o qualche esperto di internet. Per il resto solo politicanti, scrittori e tuttologi. Un’occasione tragica come quella della morte di Tiziana poteva essere trasformata in opportunità e invece il governo ha affilato le unghie mettendo in campo le sue armi migliori per fare propaganda.

Ennio Fantastichini, in una delle tante interviste concesse in questi giorni per il lancio della fiction, ad un tratto ha puntato il dito contro la giornalista e con un sorriso stampato sul suo bel faccione da istrione le ha detto : tu !!! Voleva che la cronista gli desse del tu e non del lei .
Internet è quel posto in cui ci si può nascondere ma anche esibire.
Che dà i tempi e i modi giusti a seconda delle esigenze.
Un giornalista che tempo fa in maniera molto cortese mi contattò via mail, quando in seguito facemmo una chiacchierata al telefono, mi fece notare divertito che al primo contatto gli avevo dato del lei. Una volta su Facebook un tizio per poco non mi sbranò per questa malsana mania che ho, di relazionarmi a persone che non conosco e che so essere al di sopra del mio livello, usando il lei anche sui social. Dice che su internet è una regola darsi del tu.

Non siamo tutti uguali. Ognuno ha un suo vissuto. Un suo modo di essere.
E usa internet in maniera da esprimerlo come meglio può.
Il guaio è quando tutto questo meccanismo viene stravolto.
Quando cioè il ragazzino chiede la foto di una parte intima e la ragazza gliela concede per non perderlo. Non perché provi piacere nel farlo.
Quando le barriere vengono abbassate o rimosse non per nostra volontà, ma per costrizione.
Allora saltano tutti gli schemi e si va incontro alla distruzione.
Per questo motivo la repressione non serve a nulla e poco efficace è anche l’educazione all’uso del web. Bisognerebbe rieducare le persone, giovani o anziane che siano, a rispettare le barriere altrui e fare si che le proprie siano espressione di vita sana.

Ieri sera invece, a parte la dottoressa Napoli e lo psichiatra, c’era un manipolo di gente evidentemente accorsa per promuovere giusto se stessa.
Io in campagna ci sono cresciuta. Posso assicurare che da noi funzionano radio, tivvù, internet, wifi, satelliti. Anzi. Tra l’odore dell’erba e il latrato dei cani, riusciamo ad essere anche più tecnologici della gente di città. Non c’è bisogno che Rossi Stewart porti il figlio a vivere tra le mucche per evitargli il disturbo. Può semplicemente negargli l’accesso a qualsiasi tipo di gingillo elettronico, se è questo che intendeva. Il dolore è comunque parte dell’esistenza. Si può solo cercare di ridurne l’impatto o imparare a gestirlo. E non credo nemmeno che, come asserito dallo stesso Rossi Stewart, il contatto sia da cercare sempre in un faccia a faccia. C’è gente capace di rifilare fregature proprio guardandoti negli occhi.
Credere che la comunicazione digitale sia uguale a quella reale, o che sia finta, quello è lo sbaglio.
Sono due tipi diversi, ed entrambi validi, di comunicare.
Il ph della pelle trasmette qualcosa. Una emoticon può completarla o confonderla.
Tutto sta alla sensibilità e, anche ma non solo, alla conoscenza che si ha del mezzo digitale.

giovedì 15 settembre 2016

Senso

Perché i ragazzini si scambiano video dai contenuti sessuali? 
«Perché non c’è più il senso del pudore, anzi spesso c’è una gara a mostrarsi ma il fatto è che non si torna indietro. corriere

Il sexting è un modo per gli adolescenti di esplorare la propria sessualità.
E' su questo punto che gli educatori e le famiglie devono intervenire.
Sviluppando l'aspetto positivo della pratica.
Ci sono parecchi studi in proposito.

Però se si lascia il compito al poliziotto che ha autorevolezza relativa, perchè come madre giudica per esperienza e come investigatore in base alla casistica, allora il problema non si risolve.
La famiglia deve essere educata per poi assumersi le proprie responsabilità.
Se la polizia continua a volere fare da surrogato, la situazione peggiorerà sempre più.

mercoledì 14 settembre 2016

Errori

L’errore commesso è evidente e innegabile. Non eravamo davanti a un caso di costume, ma un caso di cronaca che come tale andava trattato e approfondito per poi avere in mano elementi sufficienti per decidere se pubblicare o meno. Detto in altre parole non ci saremmo dovuti accontentare del fatto che la povera Tiziana fosse introvabile, ma avremmo dovuto chiedere ai nostri collaboratori di cercare i suoi amici e familiari per capire cosa era realmente accaduto. E credo che se avessimo fatto fino in fondo il nostro mestiere quel pezzo del 2015 non sarebbe mai finito in pagina.
Peter Gomez

Questo tipo di vicende, quelle che ruotano attorno al mondo dei giovani e della tecnologia, mette in evidenza due problemi.
Uno è sul versante della stampa italiana che non è più capace di fare approfondimenti e inchieste, impegnata com'è, a sostenere il proprio referente o ad attaccare i suoi nemici.
L'altro è causato dalla polizia postale stessa, che crea l'evento ma non riesce ad impostare il discorso sulla cultura della sicurezza. Roberto Sgalla ha bisogno di far sapere agli interlocutori istituzionali che le sue specialità portano voti e quattrini e per questo sacrifica la sostanza.
Manda camper in giro, diari nelle scuole, organizza concorsi a volontà.
Ma non crea consapevolezza reale.
Le indagini hanno messo in evidenza come il cosiddetto ragazzo dai pantaloni rosa con tutta probabilità non si è ucciso per omofobia. Eppure è stato creato un evento in tour.
Su Wired giorni fa, un giornale almeno in teoria specializzato, sottolineavano la stranezza di una circolare rivolta a poliziotti che dovrebbero essere esperti in materia.
E oggi, dell'operazione conclusa tra Bologna e Roma, hanno tutti pubblicato il copia-incolla del comunicato della polizia postale. Quel tipo di indagini, che poi è quello che porta soldi effettivi nelle casse di aziende, banche e poste, non importa a nessuno.
Il punto di forza dell'America su queste questioni, è il blocco di supporto creato da polizia e ministero della giustizia, più di vent'anni fa, tra famiglie, insegnanti e giornalisti.
Oggi è raro che la polizia vada ancora nelle scuole a parlare di certi fenomeni. Lo fanno principalmente le organizzazioni di supporto create dalle famiglie.
I giornalisti conoscono i fenomeni, il disagio sociale dal quale originano, le leggi.
E ne parlano in tutte le maniere. Dalla radio ai giornali dei campus universitari.
Da noi i media fanno il copia-incolla. Partecipano all'evento creato da Sgalla ma non capiscono e non gliene importa più di tanto.
Per questo motivo di solito metto in dubbio che il miglioramento evidenziato dai dati tirati fuori ogni semestre da Di Legami, sia da attribuire al lavoro della postale con assoluta certezza.
C'è l'evento. C'è l'attenzione. Ma non una reale coscienza di quanto accade nella nostra epoca.
La cultura della sicurezza e la sicurezza partecipata sono altro.

Addendum

"Come tutte le grandi opportunita', per poterla sfruttare al meglio e senza avere brutte sorprese la Rete va 'calibrata' con attenzione, soprattutto quando si condividono pezzi della propria vita, informazioni e fotografie in primis".agi

Mi era sfuggita questa perla.

Ai ragazzi bisogna insegnare che la vita è dura e bisogna farci l'abitudine.
Si chiama resilienza.
Poi se uno vuole fare zozzerie, è padronissimo. Però deve sopportarne le conseguenze.
E nessuno ha il diritto di giudicarlo. Non in maniera violenta.
Lasciamo perdere la propaganda almeno per un pò. Siamo concreti.
Non è questione di web.
Sono lezioni di vita che s'imparano ogni volta e pagando un prezzo alto.
E siccome i ragazzi di oggi vivono una realtà più complessa rispetto a quella che vivevamo noi, almeno negli 80-90, è bene che imparino.
Ne potete incontrare anche un milione. Però è inutile raccontargli bugie .
La vita vera non è quella della famiglia del mulino bianco. Non per  tutti.
I video virali, con il proposito di fare male, continueranno a girare con buona pace del camper.

Le distrofie e patologie della rete è bellissimo.

domenica 11 settembre 2016

In attesa di affidabile assicurazione

E chiudiamo il fine settimana targato Di Legami con qualche osservazione sulla famigerata circolare interna ormai resa pubblica nella sua interezza anche in rete.

Il ragionamento del direttore della polizia delle comunicazioni si snoda attorno al "fenomeno" complessivo rappresentato dai social e dal loro uso da parte degli utenti, che vede come protagonisti attivi anche i rappresentanti della polizia di stato e della polpost.
Il riferimento alla vicenda di Bologna rappresenta una minima parte del documento e assume il ruolo di case study per illustrare quelle che possono essere le implicazioni relative ai comportamenti tenuti in rete dai poliziotti, quando le loro esternazioni vengono fraintese o sono espressione di "comportamenti inopportuni". Non viene negata in alcun modo agli agenti, la possibilità di esprimersi liberamente anche in privato, ma si invita ad agire con cautela.
L'obiettivo è quello di scongiurare un danno al lavoro svolto dalla polizia postale. In maniera diretta, magari rivelando dettagli in apparenza insignificanti sul proprio operato, e in maniera indiretta, danneggiando l'immagine della polizia postale, sia verso il pubblico che a livello internazionale presso gli altri corpi con i quali essa collabora.
E' una sottolineatura importante questa, proprio alla luce di quanto accaduto con la fuoriuscita del testo di questa circolare. Se la persona che ha passato il documento al giornalista, presumibilmente un appartenente alla polizia delle comunicazioni, intendeva recare un danno personale o di immagine al dottor Di Legami o al dirigente del comparto emiliano, questi non ha valutato né il danno globale fatto alla specialità, nè l'importanza dell'atto compiuto dal direttore nel porgere riflessioni e linee guida ai propri uomini. Il che significa che della circolare c'era bisogno, ma ancor più bisogno c'è, di selezionare meglio il personale.
Nessuno fino ad oggi, a quanto è dato sapere, si era premurato di andare a fondo cercando di inquadrare il problema e risolverlo. E' importante inoltre, che siano state date indicazioni affinché venga effettuato un lavoro di monitoraggio continuo e di segnalazione non solo su se stessi ma in generale sugli appartenenti alla polizia di stato.
Devo dire con molta franchezza, che pur avendo beneficiato dell'aiuto della postale in passato, e ormai conoscendo molto del lavoro che fanno e delle difficoltà che incontrano, se dovessi denunciare qualcuno che in rete o fuori, offende la mia religione, mi rivolgerei ai carabinieri. Magari ne becco uno razzista, però statisticamente per quello che osservo in rete, troppi sono i poliziotti che si scagliano contro le minoranze etniche e religiose. Più che la paura, il loro comportamento alimenta il senso di diffidenza che va ad aggiungersi a quello generato da altre vicende oscure del passato che ha visto coinvolti alcuni esponenti della polizia di stato. In generale la circolare emanata dal dottor Di Legami viene a tutela sia del personale della polizia di stato che dei normali cittadini.

Personalmente condivido l'analisi fatta circa la reazione al tweet del dottor Ceccaroli, che è andata ben oltre la normale amplificazione che di solito internet e i social provocano.
E' accettabile che si parli di mistificazione e strumentalizzazione.
Non vedo come ci possano essere gli estremi per contestare alcunché al dottor Di Legami.
Se ci fosse stata della malafede nelle sue valutazioni, o una intenzione anche minima di mettere in cattiva luce o danneggiare la signora Cucchi, avrebbe potuto fare riferimento in maniera mirata ad episodi passati che l'hanno vista in contrapposizione verbale con la polizia di stato e con alcuni sindacati. Dal tono e dalla sostanza della circolare non appare nulla di ciò.
Il tutto viene espresso con massima correttezza.
Last but not least, non credo che le "azioni scriteriate di opinionisti" fossero riferite alla vicenda specifica. Si tratta della naturale conclusione di un ragionamento globale molto ampio ben articolato ed equilibrato.


Foto da una vita da social Facebook

venerdì 9 settembre 2016

Chains

Per evitare ulteriori gaffe o i classici scivoloni sulla buccia di banana, è stata emanata la circolare che limita in parte l’uso dei social network: gli agenti saranno controllati dai funzionari, che a loro volta saranno controllati dai dirigenti. In questa sorta di catena di sant’Antonio però chi controlla il controllore? techpoint

La questione non è chi controlla il controllore, ma se c’è qualcuno in grado di controllare.

Il problema principale è la snaturalizzazione che è stata fatta della polizia postale.
Un comparto che in altri Paesi svolge compiti di natura essenzialmente tecnica.
Quindi da un lato i poliziotti vengono addestrati in maniera appropriata e dall’altro sfuggono alle luci della telecamera. Oppure si ricorre a dei tecnici.
Da noi invece, si tende ad esagerare il ruolo della postale, sottraendo così alle proprie responsabilità genitori ed educatori e sminuendo lo spessore di altri comparti che di per se, con un minimo di addestramento complementare, sarebbero in grado di contrastare i fenomeni criminali nella loro evoluzione digitale, come e meglio di quanto facevano prima. Invece si ritrovano ad elemosinare fondi e uomini che spetterebbero loro di diritto. Alla fine alla stessa polizia delle comunicazioni nemmeno si fornisce una preparazione adeguata. Pochi sono gli specialisti a disposizione, almeno da quello che è dato comprendere in mezzo al mare magnum della propaganda mediatica messa in campo. Va da se che, allo stesso modo in cui vengono esaltati nelle grandi occasioni, quando invece succede un patatrac sono denigrati.

A volersi attenere alla sostanza, alla signora Cucchi sarebbe bastato spiegare, ma non era il caso di continuare a dare tanta importanza alla vicenda e alla persona, che Ceccaroli nella sua esperienza in polizia scientifica, ha visto cadaveri mal messi anche più, di quello di suo fratello, e che è difficile pensare che possa aver voluto scherzare su una questione del genere, per di più in maniera cattiva. Probabilmente segue certe ideologie politiche, ma finchè non influiscono sul suo lavoro sono fatti suoi. E i social, come quasi tutti in polizia, a parte Cervellini che però ci lavora dentro e ha una specializzazione in comunicazione efficace quindi non conta, non li sa usare.
Che non è così strano, come qualche opinionista in rete invece crede, per il semplice fatto che la polizia delle comunicazioni è un grande fenomeno in cerca di identità. L’unica cosa certa è che, con il loro lavoro i poliziotti della postale, devono supportare il governo e le lobby politiche e le aziende di riferimento. Per il resto ognuno si arrangia come può.

Per quanto riguarda il dottor Di Legami, di cui ho massima stima, tanto per tranquillizzare qualche suo collaboratore affezionato che mal potrebbe interpretare l’ironia di cui spesso amo farlo bersaglio, francamente non ho capito perché ha inviato una circolare dopo un mese e in quei termini.
Cioè in modo che non si capisse di che parlava, quando poi alla fine si è capito benissimo.
Confusione nella confusione.
Visto che la polizia postale è potenziale strumento di controversie politiche e finanziarie ad alto livello, dovrebbe immaginarsi che anche un suo sms può cadere nelle mani sbagliate per essere usato a seconda delle necessità. Figurarsi una circolare interna. Inoltre, la definizione di blogger, ormai usurata, a mio parere poco si adatta al soggetto. In origine blogger era simbolo di approfondimento ed analisi in funzione di valutazioni indipendenti. Cosa che nel mio piccolo ho la pretesa di fare.
Non so se lo stesso possa essere detto della signora in questione.

Tanto per ripetermi, il problema è di carattere generale e riguarda il livello culturale della base della polizia di stato che lascia molto a desiderare. E poi c’è l’incultura digitale che è propria di noi italiani. Fatto è che un poliziotto, come ricordava il prefetto Serra, certe cose non le dovrebbe nemmeno pensare. Però se si fa una obiezione del genere, i sindacati saltano sulle barricate. Allora bisognerebbe fare almeno come gli americani. Dare delle linee guida e insegnare a tutti, anche a quelli della postale, che ogni spazio su internet ha tempi e funzionalità proprie.
E che, anche quando si calibra il profilo social su un livello massimo di privacy, si rimane esposti alle reazioni e alle strumentalizzazioni di persone che sono parenti e amici, ma che non sono obbligati a condividere le nostre idee. E quindi  esercitano il diritto, più o meno legittimo, di usarle o ribattere come vogliono. La valutazione del rischio dovrebbe essere parte del corredo genetico di ogni poliziotto. Sarebbe bene usarla in ogni frangente della vita. Anche in rete.

In sintesi, quello che volevo dire, è che ieri sera prima di addormentarmi ho dato una controllata al sito della polizia e ho visto Roberto Sgalla che sorrideva come fosse Wanda Osiris.
Di Legami al solito non ha avuto diritto alla foto ed era relegato tra gli “inoltre” presenti.
Ma non credo gli interessi più di tanto. Lui bada al sodo.