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lunedì 13 dicembre 2021

Contributi diretti


Ravera avrebbe dato una mano, anzi, «un contributo decisivo» secondo il pm, alle ambizioni professionali dell’allora maresciallo Maurizio Trentadue, in riferimento «all’ingresso nei servizi segreti italiani». In particolare, il 26 settembre 2017, Ravera l’avrebbe accompagnato a Roma «per i colloqui con i diritte superiori». corriere torino



Mentre mi preparavo per l'esame di stato mi venne offerta la possibilità della ricerca di una raccomandazione. Intesa semplicemente come occhio bonario. L'esame di abilitazione a quei tempi era un terno al lotto. E di certo i colpi di fortuna non sono cosa mia.

Ci pensai ma rifiutai. Avevo terminato gli studi ampiamente fuori corso. In parte per pigrizia ed immaturità e anche perchè un paio di esami di chimica e fisica mi avevano dato del filo da torcere. Alla fine ero stata anche contenta di avercela fatta. L'esame di stato era in fondo un recap di tutto quello che avevo imparato. Trovavo inoltre rassicurante la figura del capo della commissione. Il professor Cini è persona rigorosa e giusta. Che è quello di cui si va alla ricerca quando si affronta una prova importante.

La mattina dello scritto prenotai un taxi. Ovviamente vomitai prima di uscire. Seguii con lo sguardo il percorso bolognese per arrivare ai laboratori. Dopo aver letto la traccia iniziai a scrivere mettendoci tutto quello che sapevo. Lo stesso accadde all'orale. Andò bene.

Negli anni ho imparato a convivere con l'ansia e le insicurezze. In certi frangenti possono costituire una risorsa.

Finchè l'istituzione è solida, e di certo l'Arma e i servizi lo sono, possiamo dormire tranquilli.


mercoledì 31 marzo 2021

Мы не располагаем в настоящий момент информацией

 

Nel frattempo qualcuno lo avrà informato. Dmitry è un giovane sveglio.

La cautela/freddezza con la quale è stata accolta a livello internazionale la dichiarazione del ministro Di Maio, lascia intuire che l'operazione è stata condotta in totale riservatezza.
Si conferma inoltre che, pur essendo nemico preferito, una escalation delle schermaglie con Putin è al momento poco gradita. Risulta in linea con la posizione inglese, il tweet di Dominic Raab.

La vicenda è più grave del precedente di Napoli, dal momento che sarebbe coinvolto un ufficiale italiano.
Si è trattato di una operazione brillante realizzata da ROS  e AISI, che ha confermato l'importanza delle sinergie e la guida autorevole di Mario Parente.



mercoledì 24 febbraio 2021

Somewhere in choc

È riuscito a comunicare telefonicamente sia con la moglie che con la sorella che vivono a Firenze, ma ai suoi ricordi non è stato dato sin qui accesso né agli uomini dell' Aise (la nostra intelligence estera), né ai carabinieri del Ros arrivati da Roma, perché "ricoverato in stato di choc in un ospedale di Goma".


Si dovrebbe provare a ragionare anche sulla casualità dell'incontro con i rangers.

Leone deve essere interrogato prima che i suoi ricordi vengano manipolati. Sia perchè farmaci e tempo possono indurre elaborazioni. Sia perchè qualcuno può influenzarli.
Nel frattempo ci si può accontentare del resoconto fatto alla famiglia e non bisogna perdere di vista l'accesso alla sua persona.
Resta il grande interrogativo. In che modo è stata data l'autorizzazione al passaggio.
Dipartimento immigrazione, sicurezza interna, PAM.
I responsabili devono essere interrogati senza accontentarsi delle relazioni scritte.

martedì 5 gennaio 2021

Someone told me long ago

 "Il dolore è forte, ma a distanza di 30 anni è importante commemorare. Commemorare significa, come dice la parola, mettere insieme una memoria, condividerla e, da questa, trarre degli insegnamenti. È bello quindi che non ci sia la memoria di familiari o la memoria solo dell'Arma, è bello che ci sia una memoria condivisa con la collettività perché il compito dei Carabinieri è quello di servire la collettività".


I blonde moments del generale Nistri.

Qualcuno deve averglielo spiegato che sono trent'anni che condividiamo e commemoriamo.
Adesso vorremmo semplicemente la verità.

We the people (aka la collettività) che amiamo l'Arma e i carabinieri.

giovedì 3 dicembre 2020

Paese che vai luogotenente che trovi

Si dice preoccupato anche per la moglie che da giorni piange lacrime amare. Teme di dover lasciare la sua Bellano. corriere (Dagospia)

Quindi non è gelosa o non crede a questa storia.

Dalla documentazione presente sul sito del ministero, risulta essere da diversi anni in servizio in quella caserma. Un orientamento italiano che evidentemente tiene conto delle esigenze dei territori.
Invidie e controversie hanno trovato terreno fertile.
De gustibus. Non pare una grande bellezza.
Forse qualche suo gesto o atteggiamento è stato frainteso.

martedì 28 luglio 2020

Ghost living in a ghost town

Ha qualche suggerimento? Ripeto, la soluzione è semplice: cambiare la leadership velocemente. Questo si è capito. E poi? Il cambio deve essere accompagnato dall’avvio di una inchiesta che faccia luce su come è stata gestita l’Arma. Azzerare per ripartire? L’Arma deve essere rifondata. E merita di essere difesa e non predata come stanno facendo questi personaggi. Il riformista

Se fosse uscito prima il De Caprio essenziale e concreto, così come è stato in questa intervista, forse oggi staremmo discutendo di altro.
A giudicare dal silenzio di governo e vertici dell'Arma non sembra esserci spazio per svolte.
Tantoméno per avviare un'opera di rifondazione che richiede determinazione e tempo.
E si deve confrontare con l'incertezza del momento.
De Caprio può comunque usare il suo soft power per via politica.

lunedì 27 luglio 2020

Do you count the stars at night

«Mi trattavano come la regina di Monaco, avevano un debole per me che batto da 20 anni. Il maresciallo e gli altri carabinieri erano dei depravati, facevamo sesso di gruppo a go-go, fantasie erotiche molto spinte e cocaina senza fine. Andavamo avanti tutta la notte fino alle prime luci dell' alba. Per pagarci ci lasciavano prendere tutta la cocaina che volevamo dal sacchetto».
la stampa (dagospia)

Iniziai a seguire la galassia Arma all'indomani del 4 gennaio 1991.
All'epoca m'impressionava il sangue.
Oggi mi incuriosiscono le persone. Le motivazioni. I cervelli delle persone.

sabato 25 luglio 2020

Most times you can't hear them talk. Other times you can.

«Bisogna controllare quello che avviene nella caserme, ma monitorare anche il tenore di vita dei carabinieri. Verificare quello che postano sui loro profili social. E proteggere chi decide di denunciare». Il procuratore generale militare Marco De Paolis ha seguito molte inchieste che coinvolgono ufficiali e sottufficiali dell’Arma.
  ....Crede che i gravissimi della caserma Levante possano convincere i vertici dell’Arma a voltare davvero pagina? «Non farlo sarebbe un errore gravissimo. Un colpo letale per l’istituzione» corriere

Basta dare un'occhiata ai profili social. Non solo quelli degli appartenenti all'Arma.
Forse i militari sono in numero maggiore.
La polizia soffre comunque di problematiche simili.
Anche quando non passano all'azione, sono un potenziale pericolo per la stabilità del sistema.
E' un pozzo senza fondo. Molti tengono aperti i profili perché non sono consapevoli delle conseguenze. O non gli interessa. Non si tratta solo di quelli che seguono ideologie di estrema destra.
Fa impressione il livello culturale.
Sembra di avere a che fare con gente che non ha nemmeno il diploma di terza media.
Come hanno fatto ad ottenere un lavoro che è servizio allo stato ? Alla comunità.

Azzeramento dei vertici dell'Arma. E' l'unica soluzione.
Se l'obiettivo è quello di arrivare ad una soluzione.

venerdì 24 luglio 2020

Strict actions required

Nessun accenno, invece, al fallimento dell’azione di comando che ha permesso, eventualmente, la commissione delle condotte contestate. Nistri, pur potendo contare su un numero di dirigenti senza precedenti, 10 generali di corpo d’armata, 168 fra generali di divisione e di brigata, circa 600 colonnelli, pare aver ormai perso il controllo dell’Istituzione. Il governo, il suo mandato scade a fine anno, è invece pronto a confermargli la fiducia, prorogandolo nell’incarico. Tutt’altro scenario, invece, per i “canarini”, come vengono chiamati affettuosamente i finanzieri. La guardia di finanza è la forza di polizia emergente. Da corpo che si occupava delle verifiche degli scontrini, gestisce ora le indagini più importanti. Sono stati i finanzieri del Gico che hanno condotto il Palamara gate. Ed un finanziere, il generale Gennaro Vecchione è la persona più ascoltata, dopo Rocco Casalino, da Giuseppe Conte. ilriformista 

"The tough decisions were taken in order to protect UAE's national security, its supreme interests and interests of its people," underlined Al Shamsi. "Strict and tough action will be taken against anyone who shows sympathy or any form of favouritism towards Qatar, or against anyone who objects to the position of the UAE, whether through social media, or any other forms of communication." khalejtimes

Se la norma vale anche per le passerelle di stato a Doha, i nostri generali dovrebbero iniziare a preoccuparsi.

Guerre e competizioni molto dure, tra singoli e corpi, ci sono sempre state.
Il fatto è che, nel passaggio dalla gestione Del Sette a quella Nistri, nulla pare essere cambiato.
Non sembra esserci nemmeno l'ombra dell'intenzione.
La politica deve prendere atto del problema e lavorare a soluzioni concrete.

martedì 7 luglio 2020

Cat killed the curiosity

“Questo libro racconta la vita di una ragazza siciliana, di Linguaglossa, Catania, che nel secolo scorso prese la decisione di sposare un Carabiniere per condividerne la missione e le avventure ovunque lui fosse stato chiamato a compiere il suo dovere. Sul filo leggero e gradevole di una trama autobiografica, l’autrice Lidia Scuderi, insegnante in pensione, racconta le vicende familiari e soprattutto professionali del marito nelle varie sedi e funzioni: dalla Sicilia alla Campania, dalla Puglia al Molise, dal Lazio alla Toscana, brevemente nel Veneto, per molti anni a Roma e un po’ dovunque, in Italia e all’Estero.
.....
Il libro è in vendita presso la Libreria Alges di Gaeta. Il ricavato della vendita di tutte le copie del libro sarà devoluto all’AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca e la Lotta contro il Cancro. Fondazione AIRC c/c 000000307272. tuttogolfo.it

Scelta meditata e consapevole o si è trovata comunque serena nel condividere la vita lavorativa del marito ?
E quanta parte di quella vita del marito le è stato effettivamente concesso di condividere ?

giovedì 26 settembre 2019

Born to catch criminals and else

Voglia pertanto essere così cortese, Illustrissimo Signor Generale, di fare giungere ai valentissimi Carabinieri del Gruppo Ostia ed ai Componenti di ogni grado e ruolo appartenenti a tutte le Unità Operative ad esso funzionalmente e strutturalmente collegate, l’ encomio più solenne e motivato, unitamente ai sensi della nostra più profonda ammirazione nonché, incondizionato, appoggio: il gruppo spontaneo di Cittadini-Contribuenti formatosi nel tempo e denominatosi (fantasiosamente !) AXASICURA è a Sua più completa disposizione per affrontare assieme a Lei ed ai Suoi Ufficiali tutte le problematiche elencate e tentare di risolvere operativamente e concretamente ogni aspetto ancora insoluto o comunque certamente, di molto migliorabile. Saremmo grati ed altamente onorati di un Suo pronto, personale riscontro alla presente, al più presto possibile. Con le più vive cordialità, ancora grazie per il Vostro impegno, la Vostra professionalità. Molto sentitamente.
Axasicura Gennaio 2002


Ma una domanda resta irrisolta: quali partiti e quali personaggi del milieu politico ne hanno favorito l'ascesa e l’affermazione? La domanda non è retorica: se, come contestato nelle accuse e nelle conseguenti condanne, gli Spada spadroneggiavano sulle case comunali a due passi dalla sezione del Pd di via Antonio Forni e se sotto Alemanno/Vizzani (destra) erano riusciti a vedersi affidata la concessione di uno stabilimento balneare (il dopolavoro delle Poste Orsa Maggiore e solo quello), qualcuno nelle sedi amministrative e politiche ha favorito tutto ciò. Eppure, non si sono trovate o forse neanche cercate, le possibili “disattenzioni”.
Appare strano, poi, che mentre si dice che il Clan Spada ha iniziato la sua storia criminale a partire dagli anni Settanta, da allora a oggi nessuno dei maggiori investigatori italiani si è accorto di tutto questo.
ilfaroonline

Se al generale Parente e agli altri citati nell'articolo fosse stata data la patente di eroe da una fiction o da qualche gruppo di fans su Facebook, nemmeno sarebbe sorto un dubbio del genere. In questo Paese sul fronte della sicurezza siamo abituati troppo bene.
E troppo poco a contestualizzare inquadrando fenomeni e persone a seconda dell'aspetto d'interesse. Politico, sociale, criminale.
Quando poi politica e criminalità s'incrociano, le attività che ne derivano sono difficili da racchiudere in una norma. Però lo abbiamo fatto.
Siamo tra i Paesi che hanno le leggi più dure per contrastare mafie e terrorismo di ogni tipo.
Questo anche grazie agli investigatori come il generale Parente che hanno fatto da ponte di comunicazione tra territorio e politica.
Per contrastare certe interazioni e la conseguente deriva criminale, c'è bisogno di umiltà e di un cambio di mentalità. Cosa che uno sbirro non può fare. Non da solo almeno.
Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità.

domenica 7 luglio 2019

In stand by

Da allora sono passati anni, fatti di fascicoli rimasti aperti nonostante poco o nulla sia stato fatto dal punto di vista investigativo, accuse infamanti, carriera in stand by e in ogni caso, lontano da Reggio Calabria, dove la squadra dell’epoca è stata smontata a partire dai suoi vertici. In primo grado per Lardieri era arrivata l’assoluzione su richiesta della stessa procura che un anno prima aveva chiesto il rinvio a giudizio, mentre per Giardina una condanna, spogliata però dell’infamante accusa di aver agevolato la ‘ndrangheta, come teorizzato dal pm responsabile del fascicolo. Adesso la Corte d’Appello ha restituito verità ad un’indagine che per anni ha raccontato una storia diversa rispetto a sentenze, anche denitive, che hanno permesso di ricostruire pezzi negati della storia di Reggio Calabria. corrieredellacalabria

Il primo laureato del master in intelligence dell'Unical.
Ufficiale di talento. Forse dal carattere un po' spigoloso.
L' antiterrorismo dovrebbe essere un  ottimo sbocco per lui.
Magari al termine del corso che sta seguendo.
Fu parcheggiato a Bologna dove fortuna ha voluto che ritrovasse proprio la dottoressa Ronchi.
La Calabria di Giardina era la stessa degli uomini del Sismi che scendevano da Roma in giacca e cravatta, di Pignatone, Cortese, Prestipino e altri.
Poi arrivò Cafiero De Raho. Senza moglie al seguito.
Adesso sono rimasti più che altro i racconti dei pentiti.

venerdì 28 giugno 2019

Non come

Gli stessi Pm si ponevano la domanda se ciò fosse accaduto per favorire oppure, al contrario, per catturare il latitante. E, più recentemente, come avete evidenziato, il Tribunale della libertà si è espresso a favore della seconda ipotesi.Invece si è rischiato di far passare il messaggio come se mio marito volesse aiutare la mafia, passando alla cosca le intercettazioni per impedire la cattura di Messina Denaro. Mio marito ha dato una ed una sola informazione in 2 anni ad un suo superiore e su sua richiesta. Ed inoltre, il colonnello Zappalà svolgeva le indagini proprio nella caserma dei carabinieri di Castelvetrano. Non si vedevano certo di notte negli alberghi, come certi magistrati. Dott.ssa Desirè Giancana tp24

Poco e niente si è saputo sulla parte d'inchiesta riguardante i carabinieri.
Quando si va alla ricerca di informazioni su un latitante di peso, bisogna scandagliare in prima persona ambienti pericolosi che mettono a rischio anche la propria reputazione e fornire garanzie o contropartite altrettanto significative.
Il che espone l'investigatore a rischi sul piano penale perchè il suo operato non è coperto da norme e leggi in grado di stabilire con precisione il perimetro operativo. A questo servono relazioni di servizio e comunicazioni costanti con il vertice romano del dipartimento e anche con il referente governativo.
Tutto ciò pare mancare dalla vicenda del colonnello Zappalà che a quanto è dato capire non aveva ricevuto un vero e proprio incarico ufficiale dal magistrato.
In queste situazioni l'investigatore non può fidarsi nemmeno di molte persone.
Deve comunque trovare un modo per tutelarsi.
Perché in questo senso nulla emerge a proposito di Zappalà ?

giovedì 27 giugno 2019

A titolo personale e sul molo

Più che la vicenda Ricci, boccone di facile presa per i sindacati di categoria, il caso del povero Gabriele Hazmi (evidentemente tirato dentro non per una coincidenza) è indicativo del vero problema con cui dovrebbero confrontarsi le forze dell'ordine.
Il livello culturale e la familiarità con i social.
Un giovane carabiniere non ha probabilmente avuto modo e tempo di meditare sul selfie che avrebbe postato su Instagram secondo chi lo ha ripreso e pubblicato su Facebook (attualmente il profilo è chiuso) e soprattutto non si è reso conto del fatto che, pur essendo apprezzabile la goliardia in un rappresentante delle forze dell'ordine, certi scherzi toccano la sensibilità di molti. L'impegno in un gruppo sportivo dell'Arma non gli ha dato evidentemente ancora modo di maturare quel tipo di sensibilità. E così, come molti giovani della sua età, si è esibito sui social come se si trattasse del salotto di casa sua. Che non è comunque fenomeno legato all'età. Molti appartenenti alle forze dell'ordine non mancano di manifestare il proprio pensiero sui profili social. Indubbiamente si tratta di un diritto da esercitare. Poco dignitoso però, sia per la divisa che per la natura umana, quando si esprime disprezzo verso determinate categorie o minoranze.
Se il colonnello De Caprio, che ieri rispondeva in maniera molto diplomatica a domande su Libia e Sea Watch, è sincero nei suoi proclami (le sue non sarebbero battaglie personali ma di sostegno al popolo) allora forse potrebbe prendere in considerazione la faccenda.
Di sindacati pronti a scendere in campo per difendere la libertà d'espressione di carabinieri e poliziotti è piena l'Italia. Manca la capacità di risolvere un problema che riguarda tutti anche a dispetto del "business" prodotto dalle campagne di sensibilizzazione promosse dal governo e realizzate in collaborazione proprio con le forze dell'ordine.

sabato 22 giugno 2019

احْفَظْ اللَّهَ يَحْفَظْك، احْفَظْ اللَّهَ تَجِدْهُ تُجَاهَك، إذَا سَأَلْت فَاسْأَلْ اللَّهَ

Alle persone che amiamo si cerca di evitare dispiaceri e sofferenze.
Se avessi un figlio proverei a dissuaderlo dal fare un passo del genere.
A una certa età il pessimismo è d'obbligo.

mercoledì 22 maggio 2019

Welcome back

Le raccomandazioni in coda a un post precedente non erano casuali. Mi pareva che qualche computer istituzionale fosse sulla via di Al Fateh nei giorni scorsi in particolare. Il mio archivio fotografico e il profilo realizzato del "personaggio" AL Joulani sono unici..
Indipendentemente dalla paternità del rapimento, Hayat Tahrir è l'interlocutore da cercare per qualsiasi tipo di hostage rescue perchè controlla il territorio del Nord in maniera capillare.



mercoledì 27 marzo 2019

Così mi distraggo un pò

Il presidente del consiglio parla pubblicamente di una fase di stallo e il generale Angelosanto si mette a scrivere lettere alle autorità competenti.
Poi l'articolo sul Corriere di oggi.
Ma ci siamo impazziti ?
Le vicende di rapimenti mi appassionano assai per la loro atipicità e complessità.
Uno così però non m'era mai capitato.
E se richiamassimo il verme ?
Quello delle valigette in giro per la Libia. Hai visto mai.

giovedì 20 dicembre 2018

Tenore

Non si trovano nè il testo della sentenza e neppure il comunicato dell'Arma. Però io credo che sia arrivato il momento di fare una riflessione generale sullo stato del nostro Paese.

Ci troviamo di fronte a un uomo che si è impegnato a servire lo stato con la esse maiuscola. E lo ha fatto in parte nell'Arma e anche nell'Aise.
Quando ha avuto il privilegio di passare ai servizi segreti e in una delle agenzie migliori al mondo (ricordiamolo e diciamolo ogni tanto) non è dovuto andare al centro impiego a elemosinare un colloquio con il direttore o con lo psicologo.
Il comandante generale dell'Arma e il direttore dell'Aise si sono incontrati una mattina a colazione o a pranzo (chissà se anche loro hanno il cuoco personale come il console Giandomenico in Nigeria) per discutere i termini della questione. Versione questa, riportata dalla stampa e che prendiamo per buona visto che non è stata confermata ma nemmeno smentita.
A quel punto il colonnello è passato all'Aise e ha fatto il suo ingresso a Forte Braschi.
Si tratta di una struttura che accoglie un comparto d'intelligence e non una caserma dei carabinieri in campagna. Detto con rispetto parlando. Giova ricordarlo perchè la battuta che il colonnello avrebbe fatto, sulla posizione scelta per il metal detector, non si addice alla fama di grande investigatore che in molti gli attribuiscono.
Ebbene una volta entrato, è stato ricevuto dal direttore in persona.
Roba che io che me lo sono studiato per anni, e ne ho scritto pure, al massimo il direttore (now former) posso incontrarlo nei meandri dei sogni diurni.
Poi è successo quello che è successo e il colonnello De Caprio è tornato nell'Arma.
Sempre senza bisogno di andare al centro impiego.

Ora io capisco i problemi del generale Nistri, anche più complessi dei suoi predecessori viste le insidie dell'era moderna, nel gestire un personaggio del genere e le sue provocazioni (tali sembrano).
Però con quella dichiarazione sul disprezzo (se è stata fatta) è stato passato il segno.

mercoledì 19 dicembre 2018

Someone told me long ago

"TAR CORAGGIOSO" - "Oggi con coraggio il Tar di Roma ha arginato l'illegittima prevaricazione che alcuni funzionari della sicurezza pubblica hanno esercitato contro il diritto alla vita, alla sicurezza ed alla difesa di un cittadino e di un carabiniere". Così il Capitano Ultimo - aggiungendo "disprezzo" per chi non ha fatto nulla - commenta la decisione del Tar tramite il suo avvocato Antonino Galletti. quotidianonet

Ma il generale Nistri è tornato da Doha ?

giovedì 8 novembre 2018

Immagino (pezzi di potere)

Ferrara mi si avvicinò per chiedermi un consiglio quale Comandante generale e, immagino, quale persona ritenuta da lui affidabile, in merito all’opportunità di ricevere l’imprenditore Romeo di Napoli. Lo sconsigliai, dicendogli che era apparso nelle cronache giudiziarie. Preciso che neppure sapevo dell’effettiva esistenza o meno di una o più indagini sul conto dello stesso». Il nulla, insomma. Eppure, il Comandante generale di cose ai pubblici ministeri forse avrebbe da dirne in quel dicembre 2016. Carlo Bonini Repubblica 8 Novembre 2018

Se uno non conosce vicenda e personaggi citati nell'articolo, penserà che si sta parlando di un pollaio. Bonini ha esagerato nei toni del suo resoconto, ma in effetti le atmosfere di quell'epoca (che non è ancora passata nonostante il cambio di governo) un po' in tutti i comparti sicurezza e non solo nell'Arma di Del Sette, erano di quel tenore. Anche la stampa di casa nostra, che se n'è semplicemente servita per attaccare gli esecutivi del PD in alcune sue componenti e di certo non per fare critica costruttiva, non ci ha fatto una bella figura.
Del polpettone Consip rimarrà un mistero la vera motivazione del passaggio dei 30+1 del Noe all'Aise. Nel computo esigenze-rischi-benefici non ne valeva proprio la pena.
Quale sarà stata la contropartita strappata dal direttore ? O era lui che doveva pagare qualche pegno del passato ? Magari quando va in pensione ci scrive un libro.
La prefazione gliela faccio io.