martedì 21 novembre 2017

Un anno di Jump The Stain e la Fondazione


La promozione da una a due stelle produce un aumento di circa 1.200 euro al mese con riverberi sulla pensione. Il primo e il secondo in graduatoria sono due 58enni che vantano titoli notevoli e sono dati per certi: Gino Micale, capo reparto al Comando generale e Giuseppe Governale, ora capo della Dia ed ex capo del Ros. A un incollatura da Governale c’è Emanuele Saltalamacchia, amico dei Renzi e comandante della Legione Toscana. Il generale è in realtà dato in partenza da Firenze per il comando dei Carabinieri del Ministero degli Affari Esteri al fianco di Angelino Alfano, che lo stima molto.
Marco Lillo

Comunque Cristiano Malgioglio è una persona intelligente.
Se Travaglio ci facesse una chiacchierata potrebbe anche trovare ispirazione per regalarci qualcosa di diverso dalla solita sbobba Consip. Un anno.

Quando vado in cerca di background di esponenti delle forze dell'ordine, capita spesso di imbattersi in rete in sentenze del Tar.
Fanno ricorso su tutto e contro qualsiasi collega. A centinaia.
Scatti di stipendio e di carriera che risalgono anche a parecchi anni addietro.
Quindi non è che siamo nel Paese delle banane. Non abbiamo nemmeno un Mugabe.
Magari qualcuno che vuole imitarlo e ci riesce malamente.
I gradini negli apparati di sicurezza si salgono a seconda degli appoggi a prescindere.
Piuttosto mi concentrerei sulle disastrose politiche della difesa che manda soldati in giro giusto per raccattare contratti per le solite aziende. O sulla poca competenza di molti nel governo.
Da Rold tempo fa tracciava il solito bilancio esageratamente catastrofico del governo Renzi.
Però in effetti molte nomine sono state fatte a cavolo.
Abbiamo parlato per mesi della direzione di una struttura cyber da affidare a un tizio che, pur avendo fatto carriera nel campo (almeno così dicono), non ha alcuna competenza o qualifica in materia. I servizi segreti a giorni alterni facevano scrivere articoli perchè non sapevano come toglierselo di torno. Adesso nella legge di bilancio è arrivata la Fondazione.
Ci vuole un uomo (o anche una donna) che prenda la decisione giusta in un momento critico e loro ci ficcano il partenariato pubblico-privato sotto la direzione dei servizi segreti. Ma che roba è ? Ecco. Questa ed altre sarebbero le cose da discutere.
Non lo stipendio di Saltalamacchia e compagnia.

Nel frattempo quello di Confindustria sta ancora a lamentarsi per il computer svuotato.
Ma che, si tengono l'hard disk per ricordo gli uomini di Toschi ?
Tra l'altro sono loro le vittime.
Tanto lavoro per un articolo che sembrava l'elenco della spesa.

Ma chi è che ce l'ha tanto con Jump The Stain da non volergli fare avere questo aumento di stipendio? O tutto questo accanimento è casuale come il podio concesso ad Assad?

lunedì 20 novembre 2017

Il forestale furioso

Non vogliamo dire niente oltre queste parole. Non abbiamo detto niente oltre queste parole. Non abbiamo esploso colpi in aria , non abbiamo fatto caroselli quando lo abbiamo catturato nel nome del popolo, e allo stesso modo non abbiamo niente da dire oggi nel tempo della morte. capitanoultimoblog

Il problema del colonnello De Caprio non è tanto che spesso e volentieri dice quello che pensa. Ma che lo dice nel momento stesso in cui lo pensa.
La montatura mediatica realizzata da Repubblica attorno al verbale della dottoressa Musti, non avrebbe assunto tali proporzioni se lui non si fosse pronunciato in maniera così netta e nell'immediato. Bastava aspettare e prendere visione del documento per poi procedere.
Chiedere un confronto pubblico è stata la classica ciliegina sulla torta.
Stessa cosa per la dichiarazione all'Ansa.
Ovvio che qualche giornale, specie di destra, l'abbia manipolata o mescolata con altre fatte in interviste passate. Dato il personaggio, o la percezione che si ha di lui, non è difficile immaginarselo danzare sul cadavere di Riina come titolato dai soliti noti.
Anche in questo caso sarebbe bastato aspettare il giorno successivo e, dopo aver preso visione dei giornali, chiedere di rettificare. E magari anche evitare, in altre occasioni, di rendere noti i propri pensieri su Riina. Non credo che per il ragazzino siciliano ammaliato dalla mafia faccia poi molta differenza se Riina per Ultimo non è altro che un vigliacco.
Se è vero che il colonnello De Caprio è quel grande investigatore che tutti dicono, dev'essere anche abbastanza scaltro. Dire che se l'è andata a cercare, parrebbe essere anche corretto nel suo caso.
Per quale motivo si comporti così, o di che cosa vada alla ricerca con questi atteggiamenti, quello è un mistero.

domenica 19 novembre 2017

Ostaggio in giro per il mondo

BEIRUT (Reuters) - Saad al-Hariri, who announced his resignation as Lebanese prime minister in a televised broadcast from Saudi Arabia on Nov. 4, will visit Egypt on Tuesday to meet Egyptian President Abdel Fattah al-Sisi, Hariri’s office said on Sunday.

Che andasse in Francia era abbastanza prevedibile.
La famiglia Hariri ha diversi interessi da quelle parti.
Un ulteriore passaggio da Al Sisi è la conferma che l'alleato saudita non ha ancora smaltito l'intera operazione.
Hariri è un funambolo. Abile nello sfruttare qualsiasi tipo di occasione.
Non sarebbe da stupirsi se avesse messo in piedi la sceneggiata da ostaggio assieme a Mohammed bin Salman. Se rimane primo ministro, esce rafforzato con gli Hezbollah e Aoun.
In più s'è guadagnato la fiducia del futuro re. Che tradotto in soldoni e aiuti non è poco.
Altrimenti un posto di lavoro in Francia o in Arabia Saudita non glielo toglie nessuno.
Nemmeno il jobs act.

Hakuna Matata

Il dottor Blengini non mi ha mai mandato il furgoncino della Cia.
Nemmeno il generale Manenti.
Io ci spero sempre però.

Avevo letto giorni fa di sfuggita un articolo di Amadori sull'argomento e mi ero detta :
solito giacomino che entra in azione a pochi mesi da una tornata elettorale con qualche polpettone sui servizi.
Mi pare che l'articolo di quest'altro signore non dica granchè, forse perchè non è un commentatore abituale delle questioni d'intelligence e si è limitato ad esaminare i dati bancari.
Anche se avessi a disposizione i dati di transiti attraverso conti esteri, che sono poi quello che conta e che andrebbe approfondito piuttosto che semplicemente sbandierato, non li pubblicherei nè citerei.
La sicurezza nazionale è sacra e la legge va rispettata sempre e da tutti.

Foto nextquotidiano

Ti vedo in forma uee

E' una questione che riguarda lui, la sua famiglia e Dio. 
Ultimo

Questo è il De Caprio che mi piace.
Quello che ci risparmia lo stupidario dell'antimafia champagne.
In questi ultimi giorni neppure alcuni parenti di vittime eccellenti si sono sottratti ad un meccanismo che rasenta ormai il ridicolo e offende ancora di più i loro cari.

Indubbiamente la morte di per se è un fatto privato.
A maggior ragione se si tratta di quella di un criminale.
Ma se di Riina si è straparlato in vita, anche quando era latitante, bisognava purtroppo farlo da morto. Il problema non è tanto Riina, quanto il vuoto che lui si è preso perché lasciato libero da altri.
Istituzioni, famiglia, scuola.
Il dottor Sabella sere fa andava giustamente fiero del suo primo atto da assessore al comune di Roma. La chiusura della palestra Spada a Ostia. Fatto è che, se oggi ne stiamo parlando ancora, vuol dire che a quei ragazzini non è stata data alcuna valida alternativa.
Si continuerà a parlare di Riina e di Bin Laden finché quel vuoto rimarrà libero.
La tragicità degli eventi ha comunque riservato momenti di humour.
All'ingresso dell'obitorio l'avvocato della famiglia Riina, chiedendo rispetto, gridava come un ossesso: qua c'è un cadavere !!!
Evidentemente si trattava di rispetto d'ufficio.
Per esigere quello vero, avrebbe dovuto usare il termine salma.

Interessante intervista al panettiere che collabora ad un progetto con l'Associazione Volontari Capitano Ultimo.
Se il colonnello De Caprio avesse invitato a mangiare una pizza, all'interno della sua struttura, la dottoressa Musti e la dottoressa Principato, si sarebbe potuto risparmiare gli strali.
Le femmine del Sud si lasciano incantare dal fascino dell'eroe davanti a una buona pietanza.

El protocolo

Fuentes de los servicios secretos españoles confirman que así fue, aunque no aportan datos acerca de los resultados de esas entrevistas con Es Satty, fallecido en la explosión del chalé de Alcanar (Tarragona) mientras preparaba los explosivos para un gran atentado.elpais

La ricerca dell'informatore va fatta all'interno delle sfere criminali d'interesse.
Maggiore è la sua caratura, o intraneità a certi ambienti, migliore è il livello dell'informazione che può fornire. Il rapporto tra informatore e investigatore si sviluppa attorno a varie circostanze e nel corso del tempo. Può venire a mancare a periodi. Di qui la difficoltà di stabilirne l'esatta pericolosità o addirittura prevederne le mosse. Non è strano che Satty fosse conosciuto ai servizi segreti .
D'altra parte già in epoca non sospetta la rete di contatti tra l'MI5 e al Muhajiroon, gruppo che è all'origine di tutti i movimenti estremisti europei, era molto fitta e spesso i servizi di sua maestà chiudevano un occhio per perfezionare questo rapporto. Atteggiamento che, alla lunga, si è rivelato deleterio proprio alla luce degli eventi odierni. Molte pratiche, con l'attuale ondata terroristica, sono comunque state riviste.

sabato 18 novembre 2017

Father&Son

...Oh Allah, take care of the sources of injustice and oppression, 
Oh Allah, direct your forces against America, The center of Kufr and Fasaad  Oh Allah, direct your forces against America, The center of Kufr and Fasaad Oh Allah, of them our are All-Aware, They spread fasaad in Your lands, And they killed Your slaves, And they insulted Your religion  Oh Allah, of them our are All-Aware, And over them All-Powerful, Oh Allah, direct your forces against them, Oh Allah, direct your forces against them, O Allah send upon them the Storms of 'Aad, And the Cry of the Thamoud, And the Typhoon of the people of Noah, O Allah send upon them that which descends from the skies, And of that which exudes from the lands, O Allah disintegrate their country, O Allah make them into divided countries and scattered parties, ...

Un'invocazione che secondo voci mai confermate costò molto cara a Sheikh Mohammed al Mhoaisany nel lontano 2005. All'epoca non era raro che imam stimati come lui, venissero imprigionati per questo tipo di intemperanze. Si trattava di dare un contentino agli americani e di passare un messaggio al clero affinchè non esagerassero.
Questo episodio venne alla luce quando uno dei figli di Sheikh Mohammed partì per la Siria e diventò una sorta di superstar della jihad locale.

Sheikh Abdullah al Mhoaisni non è stato mai affiliato ad alcun gruppo. Pur essendo molto vicino a Nusra, che è anche stata causa della sua designazione nella lista dei terroristi internazionale da parte del dipartimento americano, si è sempre tenuto equidistante da tutte le fazioni svolgendo un ruolo di amalgama. Il suo più grande successo, e anche unico viste le controversie che da sempre ne accompagnano l'avventura siriana, è stata la creazione di Jaysh al Fath. Una delle più efficienti operation rooms che ha messo in seria difficoltà le milizie di Assad. Quando si è unito ad Hayat Tahrir, la stella di Sheikh Abdullah ha subito un offuscamento dovuto alla difficoltà di mettere assieme così tanti gruppi e al suo carattere divisivo. E' uscito mestamente di scena dopo che, dalla pubblicazione dei dialoghi tra al Julani e i suoi comandanti, era emerso che alla proposta di ucciderlo fingendo un incidente perchè non avallava le scelte militari, il comandante di Hayat Tahrir non solo non lo aveva difeso ma aveva rigettato l'idea solo in quanto avrebbe generato confusione e non perchè era contro i principi islamici. Sheikh Abdullah, dopo aver dato le dimissioni dal consiglio shariatico ed essere uscito dalla formazione jihadista, è comunque rimasto a disposizione.

Si è tornato a parlare in questi giorni di suo padre, poichè sarebbe stato imprigionato nel corso della recente ondata di arresti. Difficile conoscere i motivi del presunto arresto.
L'ultimo suo tweet risale a ieri, ma potrebbe essere stato inserito da un collaboratore.
Mohammed bin Salman ha da tempo blindato il clero con una serie di provvedimenti che ne hanno ridisegnato sfera d'azione e dipendenza.
Se Sheikh Mohammed persegue ancora certe ideologie, questa volta potrebbe non riuscire a cavarsela con poco come in passato.
MbS ha promesso di lavorare ad un Islam moderato e certi orientamenti non saranno più tollerati.

Centomila euro di messaggi

“Indubbiamente si tratta di una fiction. Ma il messaggio che doveva passare e’ passato: lo Stato c’e’ e la cattura di Zagaria e’ stato il risultato di un grande lavoro di squadra. A differenza – si e’ detto – di altre fiction che enfatizzano i cattivi. In questa fiction si e’ esaltato, invece, il lavoro dello Stato”. Ispettore Renato Roberto

Qualche settimana fa nel mio quartiere c'erano un paio di ambulanze ed un egual numero di macchine dei carabinieri. Il capo pattuglia era impegnato a cercare un medico e a comunicare con i superiori e con il magistrato di turno, ma senza scomporsi più di tanto. Con la calma che caratterizza l'operatore abituato a lavorare in strada.
Mentre lo osservavo dal giardino, una scena tra l'altro alla quale da queste parti siamo abituati, non mi pareva di avere davanti lo Stato e neppure un suo rappresentante.
Semplicemente un uomo che, per fare il suo lavoro e tentare per l'ennesima volta di portare un tizio in comunità, stava rinunciando ad un pezzo di vita. Il pranzo domenicale con la famiglia.
Lo Stato per me in quel momento era quello che non aveva impedito al ragazzino gentile e sveglio, che avevo conosciuto tra i banchi di scuola, di diventare un drogato, spacciatore, ladro, ricettatore e chissà che altro. Uno di quei rom di cui si parla tanto al giorno d'oggi come se fossero spuntati da chissà dove, ma che vivono con noi da una vita.
Magari il cittadino normale, specie quelli come noi che non vivono in zone disagiate come Napoli o Palermo, è portato a vedere solo quello che non c'è o non è stato fatto.
Però tra la drammaticità esagerata e strappalacrime del docufilm e la realtà romanzata della fiction, c'è la vita che ci ritroviamo a vivere noi che dobbiamo ritenerci fortunati perchè ogni tanto ci mandano in visita il vicecapo della polizia originario della nostra terra. Come se facesse la differenza.

Così come era stato fatto per Antonio Iovine nella prima serie, si è costruita la figura di Michele Zagaria giocando molto attorno alle relazioni affettive. Nel suo caso però si è andato oltre, andando a pescare nel campo dei rapporti morbosi. Ai limiti della pedofilia.
Agli avvocati che lo difendono e che hanno chiesto un risarcimento, si potrebbe rispondere che trattandosi di fiction, non si può limitare l'autonomia di autori e produttori.
Poichè però questo tipo di prodotti, gli stessi docufilm che tanto hanno successo in Italia, vengono realizzati grazie all'apporto dato da ministeri e dipartimenti vari, alla fine per forza di cose strizzano molto l'occhio al governo che ne ha permesso la realizzazione. Si trasformano cioè in grandi opere di propaganda. Si poteva, oltre ad ascoltare Catello Maresca e Vittorio Pisani, anche dare voce allo stesso Zagaria. Non per restituirgli legitimmità o dargli un pulpito. Semplicemente per accedere ad un'altra parte della verità ed elaborarla in seguito a proprio piacimento.
Alla lunga questo tipo di operazioni sottrarranno credibilità allo Stato.
Oltre che noiose rischiano di diventare poco veritiere.
Bisogna uscire dall'ottica giudiziaria. Quella del buono contro il cattivo.
D'altra parte lo stesso Pisani, e anche Galzerano e Giannini, Rizzi e Roberti, quando vanno in Paesi come Libia e Albania, o africani in generale, si siedono ad un tavolo di trattative con gente dal curriculum criminale peggiore di Zagaria.
Se la ragion di stato deve valere per la realtà, a maggior ragione può esserlo per la fiction.

lunedì 13 novembre 2017

Senti nell'aria c'è già

Per il pericolo di attentati e per precauzione si è scelta la strada dell’espulsione e non quella giudiziaria.firenzepost

Non vogliamo ragazzi eroi, ha proseguito Minniti, ma persone che pensano di fare del bene a loro stessi denunciando simili atti di violenza. Perché la felicità di ciascuno di voi – ha detto rivolgendosi ai ragazzi in sala – non può essere mai determinata dalla infelicità di chi vi sta accanto.
ministero interno

L'espulsione è come l'indifferenziata.
Quando si è in dubbio si getta tutto nel bidone verde.

Dai resoconti stampa non è ben chiaro come la ragazza sia stata individuata dagli inquirenti.
Ormai è abbastanza semplice. Basta pescare su Facebook.
Un ragazzino arrabbiato che inneggia a Daesh è merce comune.
Anche le giovani con il burka.
Ma se l'avesse segnalata la famiglia, sarebbe veramente una beffa.
Non essendo italiani per passaporto si ritrovano in un perfect storm.
Lo ius soli da solo non serve ad evitare la radicalizzazione.
Ma almeno avrebbe avuto diritto ad una indagine seria e ad un processo.

Fi amal

Hariri’s career was built on the backing of Gulf states, the deployment of his family fortune - spending large amounts of it in Lebanon to finance a media network and charitable gifts to secure widespread support - and feelings of respect among many Lebanese for his late father.
reuters
Foto SPA

La cosa strana è appunto questa.
Hariri non solo è da sempre tenuto in piedi dalle monarchie del Golfo. E' un profondo conoscitore delle dinamiche della regione e si è sempre confrontato con i complessi meandri della casata saudita.
Anche lui come Tamim, sembrerebbe non aver messo in conto che si stava avvicinando un ciclone. E che il problema non era tanto la belligeranza di Mohammed bin Salman, ma l'inesperienza e la voglia di rinnovamento.
Ai tempi di Saud al Faisal la rivalità con l'Iran sarebbe stata sfruttata in altro modo. Di certo non si sarebbe tentato l'azzardo di ridisegnare un governo o di fare pressioni attraverso Hariri. Nel momento in cui Mohammed bin Salman ha iniziato a costruire il proprio circolo di fiducia, si è privato di consiglieri importanti che gli avrebbero indicato che la mossa sul Libano era pericolosa oltre che inutile.
A dispetto di varie controversie, rappresentate da ministri che vanno a trovare Assad ad insaputa dell'esecutivo o da un ministro degli esteri che minaccia di sterminare i profughi, alla fine il governo libanese si regge proprio sulle differenze e sulla volontà di ignorarle per il bene della nazione. La fuoriuscita di un protagonista importante come Saad Hariri non cambia nulla.
Non sono le pedine a fare la differenza. Piuttosto è la formula che conta.
Le controversie servono per fare campagna elettorale. I punti in comune sostengono il Paese.
Ovviamente non è una soluzione semplice da implementare ma è la migliore di cui il Libano può disporre al momento. Il Libano e i suoi sostenitori.
Se Saad lo avesse spiegato a Mohammed bin Salman, si sarebbe risparmiato l'ansia di questi giorni.

رحمة

Il Profeta di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse :
Allah non avrà compassione verso coloro i quali non si mostreranno compassionevoli nei confronti del genere umano. 
Narrato da Jarir bin Abdullah Collezionato da Bukhari

Come si possono tutelare le minori? «Il danno è drammatico se associato a nome e cognome, perché sulla rete queste foto potrebbero emergere anche in futuro da una qualsiasi ricerca. Per proteggerle il riserbo dev’essere assoluto. È giusto non colpevolizzare. Sono per primi gli adulti a pubblicare in modo disinvolto le proprie foto». carlinomodena

Foto Repubblica

Non le colpevolizziamo.
Però nemmeno lasciamo cadere la cosa con una ramanzina e una pacca sulla spalla.
O con un CVE implementato alla volemose bene.
Un po' come quelli che sono andati a combattere con Daesh, per liberare la Siria da un dittatore sanguinario ma consci di volerlo fare con mezzi quali decapitazione e torture, ci troviamo davanti a giovani agguerriti. Ragazzi che conoscono la tecnologia ma sottovalutano le conseguenze dell'uso e che sono ben consapevoli dei pericoli in cui versa l'Italia.
Se ai miei tempi era sconsigliabile passare per piazza Verdi in certi orari, oggi è bene non passarci per niente ed, eventualmente si fosse costretti a farlo, bisogna stare attenti a certi soggetti. Il profiling, fatto anche dal comune cittadino, è purtroppo pratica quotidiana.

La vicenda del parroco bolognese, che su Facebook è andato ben oltre la ramanzina, è da inquadrare sotto due aspetti. Etico-religioso e tecnologico.
La pietà umana, piccolissima frazione di quella divina, non è altro che comprensione.
Cosa ben differente dalla mera giustificazione.
Non si può andare in soccorso di un altro essere umano se non si riesce ad inquadrare il travaglio al quale questi va incontro.
La bizzarria delle espressioni usate da don Lorenzo sta nel fatto che queste non sono attribuibili nè ad un essere umano e nemmeno a qualcuno che abbia qualche parvenza di divinità. Dovrebbe essere questo il caso dei preti, visto che il cattolicesimo attribuisce loro il potere di perdonare i peccati. Piuttosto è uscito fuori l'animale che è in ciascuno di noi.
Cosa che frequentemente accade su Internet, giacchè i social offrono l'opportunità di presentarsi con varie identità. Il parroco in quei frangenti ha messo da parte sia l'umanità che la divinità e si è presentato con quello che rimane.

domenica 12 novembre 2017

Il mistero dell'uomo con il pezzo di carta in mano

Probabilmente un collaboratore che doveva passargli qualche messaggio. Forse non era al corrente della diretta. La reazione in apparenza spaventata del primo ministro ha generato la solita serie di teorie complottiste.
Hariri ha solitamente movenze molto irregolari e uno strano timbro di voce che varia molto velocemente. Infatti in passato si è ipotizzato che ciò possa essere dovuto ad alcune vecchie cattive abitudini mantenute dai tempi dell'università. E' spesso stanco e stressato. Difficilmente inoltre riesce a mascherare i propri pensieri. Lo sguardo grave e lo scatto della mano all'arrivo  dello strano personaggio erano probabilmente dovuti alla stanchezza.

Da tutto quanto detto nel corso dell'intervista, rimane confermata l'impressione che i sauditi non hanno un piano preciso per quel che riguarda l'aspetto politico. Tantomeno circa un intervento militare. Come ha detto Nasrallah, gli israeliani di solito intervengono solo in caso di necessità. E a dispetto degli eventi degli ultimi giorni, attualmente non pare essercene proprio bisogno.
Da come si sono mossi la famiglia e il generale Ibrahim, cercando il maggior numero di contatti e aiuti possibili, ma anche il presidente e i vari ministri, pare difficile che siano disposti ad accettare un cambio di leadership nel partito o addirittura alla guida del governo.
Baha è noto per una presunta ruggine con il fratello e per avere un carattere deciso.
Non è abbastanza per assumere la leadership politica. In Libano inoltre manca un Muqtada Sadr. Una di quelle soluzioni che tanto amano i sauditi.
Saad Hariri conosce bene la real casa e ha capito la situazione. Era sincero quando ha parlato del rapporto con Aoun. Nelle ultime settimane in particolare ha affinato l'intesa con il presidente. Sta cercando evidentemente di convincere bin Salman affinchè gli lasci riprendere il suo posto. Che poi è la soluzione ideale per tutti. Ormai i sauditi si ritrovano con le spalle al muro a causa di altri insuccessi. Saad deve offrire garanzie solide di un governo che tenga in riga iraniani e hezbollah e suggerire un modo per non fargli perdere la faccia dinanzi al mondo e a Mohammed bin Zayed.
Quello che come il padre è diventato politico per caso o per necessità, sta diventando un politico di professione. Se passa questa crisi indenne, potrà fare grandi cose per il Libano.
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