mercoledì 17 gennaio 2018

Flussi

Per il migrante economico in Italia c'è sempre speranza di passare dai pomodori in spiaggia alla pulizia delle strade di Roma, se ha la fortuna di entrare a far parte del gruppo degli amici di Maria.






Not theoretical

"The Iranian threat is not a theoretical threat."
 “There is a vision and a desire to achieve nuclear capability, despite the agreement. In addition, there is an effort to have an effect in Israel through Hezbollah, Lebanon, Hamas and Islamic Jihad and great efforts to affect Israel's security,” israelnationalnews

Però a quanto pare gli occhi e le orecchie disponibili non sono ancora riusciti a raccogliere evidenze concrete.

C'è curdo e curdo

La bella Heather Nauert si è rifiutata ieri di spiegare la posizione americana su Afrin.
L'espressione facciale odierna di McGurk pare confermare l'incertezza.
Non basta essere alleati degli americani.
Bisogna essere gli alleati giusti.

martedì 16 gennaio 2018

War is not over

...abbiamo cercato di ridurre al minimo le concessioni da fare e di evitare una guerra dannosa per tutti. Abbiamo raggiunto un compromesso con la Turchia, evitando una guerra che sarebbe stata gradita alla Russia e al regime.
...negli ultimi giorni i gruppi hanno ricominciato a combattere contro il regime, cosa che di certo apprezziamo molto.
Anche se il regime riconquistasse quelle aree, a noi va bene così perchè significa che lo spirito della rivoluzione si è rigenerato.
Shaykh Abu Mohammed Al Julani 16 Gennaio 2018
traduzione dall'arabo in inglese a cura di Hassan Hassan

Capolavoro.
Lasciando avanzare il regime, ha distrutto il giochetto delle de-escalation zones.
Adesso non solo la Russia sta perdendo tutto il terreno conquistato nell'ultimo anno nel nord, ma la situazione si è fatta ulteriormente complicata dalle velleità di Erdogan su Afrin e dalla presenza di una miriade di gruppetti qaedisti che prima o poi si uniranno tra loro. Per non parlare della presenza a Idlib di Daesh che ha avuto la strada spianata dal regime.
La rivoluzione è salva. Però Al Qaeda e Daesh possono rinascere proprio ad Idlib.
Scrissi mesi fa che bisognava andare a trattare direttamente con Al Joulani.
Qualcuno lo ha fatto.

I ciofani

Al via dal 10 gennaio all’8 marzo la ricerca di nuovi candidati da selezionare nell’ambito delle attività di cyber security del Comparto intelligence. Destinatari della pubblicazione, diffusa attraverso il sito istituzionale del Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica, www.sicurezzanazionale.gov.it, sono i giovani diplomati e laureati in possesso di competenze ed esperienze nei settori della ricerca, monitoraggio, analisi e contrasto della minaccia cibernetica. Particolarmente apprezzate, sono le capacità di analisi nel settore cyber con riferimento ai contesti geopolitici, ma anche conoscenze degli strumenti e delle tecniche relative al data mining, all’analisi del web, dei social media e competenze nell’analisi strutturata di ingenti quantità di dati su database complessi. Sicurezza Nazionale

Il Mossad ha elaborato un sistema di annunci selettivo su Facebook riservato a soggetti di età non superiore a 45 anni. Cosa che secondo alcuni sarebbe contro le norme sulle pari opportunità.
Consiglierei di fare la stessa cosa. Ads visibili solo ai profili under 30. Mi pare sia quello l'intervallo desiderato dalla nostra sicurezza nazionale.
Così a noi gente matura non viene la depressione.
Altro fattore che mette in pericolo la sicurezza nazionale.

Quds boys in Germany

The basis for today's police action against Iran's agents, who are not afraid of murder, were elaborate observations of the Federal Office for the Protection of the Constitution.
focus.de

Il fatto che al momento nessuno sia agli arresti, vuol dire che l'input all'operazione è stato dato direttamente da Israele probabilmente in seguito ad un tip del Mossad.
Oppure erano già sotto la lente degli uomini di Maasen ed è stata fatta pressione sulle autorità tedesche per attivarsi.
L'obiettivo è duplice. Sensibilizzare il governo tedesco e l'unione europea sul pericolo costituito dall'Iran e mandare un messaggio a Qassem Soleimani.
Tutto ciò conferma che la linea soft del segretario Mattis continua a prevalere e che per adesso Israele si adegua. Bisogna vedere se intende procedere con il blocco dell'intel sharing come minacciato.
In attesa delle contromosse dell'Iran.

Update

This affair should turn on red lights not only in Germany, but in Europe as a whole," said Israeli Ambassador to Berlin Jeremy Issacharoff today. "The time has come for the Germans and the Europeans to understand what is hidden behind the Iranian smile of recent months," he said.
kan

Il problema è che in Occidente non si rendono conto di quanto possa essere pericoloso l'estremismo di marca sciita. Se Yossi riesce a convincere Macron, è a metà dell'opera.

Punti di vista

President Donald J. Trump spoke today with Emir Tamim bin Hamad Al Thani of Qatar to discuss ways to strengthen United States-Qatar bilateral relations on security and economic issues. President Trump reiterated his support for a strong, united Gulf Cooperation Council that is focused on countering regional threats. The President thanked the Emir for Qatari action to counter
terrorism and extremism in all forms, including being one of the few countries to move forward on a bilateral memorandum of understanding. The leaders discussed areas in which the United States and Qatar can partner to bring more stability to the region, counter malign Iranian influence, and defeat terrorism. Whitehouse

Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale

Bisognerebbe andare in centro Africa, mandare i servizi segreti per capire chi organizza queste traversate nel deserto,e poi andare lì e costruire aziende agricole, ospedali, scuole e rendere un territorio vivibile Nicola Gratteri

Le antenne ci sono.
E dove non arrivano, fanno testo gli scambi informativi.
I nomi si conoscono. Ci sono anche le inchieste.
In effetti osservando la bella tavolata italo-libica, o anche l'allegra brigata capitanata da Mustafa Sejari in missione da Trump per convincerlo a ripristinare il supporto ai ribelli, viene da chiedersi che problema ci sia, a partire per queste terre che tanti grattacapi ci danno e portargli un pò di benessere e stabilità.
Fatto è che, stiamo parlando di aree dove è difficile distinguere tra criminalità e resistenza. Dove la corruzione alberga a tutti i livelli. Dove si combatte a fasi alterne a seconda dei bisogni dei finanziatori. E dove i flussi migratori si muovono in maniera poco regolare.
Il ministro Minniti ha fatto quello che faceva Berlusconi in altra epoca e con altri interlocutori.
Se non si va ad incidere, di comune accordo con gli alleati, sulle questioni politiche e militari, di più non si può fare.
Al consigliere Nones, che nelle passate settimane è stato mandato dalla ministra a perorare sulla stampa la causa della vendita delle armi ai sauditi, bisognerebbe spiegare che il paragone con gli americani è improponibile. Trump, o meglio i suoi consiglieri, non si limitano a vendere barchette ed elicotteri, ma cercano d'imporre una strategia. Frenare le guerre proxy africane tra Qatar e Arabia Saudita costituirebbe un impulso per la vivibilità di quei territori.
Ma finché le nostre politiche sono quelle di procurare contratti alle aziende vicine al governo, l'unica soluzione è il tappo.


Foto Viminale, AP

Made in heaven

Quello che non convince dei teatrini indiani messi in atto questi giorni dalla prime couple, è il fatto che l'alleanza tra India e Israele possa trasformarsi da economica a strategica.
Al di là della collaborazione tra Mossad e Raw, è difficile che Israele intenda dare un aiuto concreto all'India nella sua guerra contro il Pakistan o frenare l'espansionismo cinese che tanto preoccupa Modi. Stesso discorso per le priorità israeliane. La rivalità con l'Iran e le guerre ai confini non sono di competenza indiana. Lo sfoggio di carinerie tra i due primi ministri, e i contratti sottoscritti, sono comunque serviti a Netanyahu per ribadire che non ha alcuna intenzione di dimettersi. Modi invece ha mandato un segnale forte sia all'opposizione interna che ai referenti arabi.
In Israele c'è intanto da registrare l'arruolamento da parte di Yesh Atid, in salita nei sondaggi, di Ben Barak. Eterno secondo negli incarichi ricoperti nell'ambito della sicurezza nazionale, ma grande esperto di questioni militari e di geopolitica, ha così aggiunto ulteriore lustro ad una formazione che fa della sicurezza e della lotta alla corruzione il proprio vessillo.

lunedì 15 gennaio 2018

The animal istinct in me (just my imagination)

“Nessuno nel centrodestra è razzista ma d’ora in poi Fontana conti fino a dieci”. Maurizio Gasparri suggerisce cautela al candidato governatore del centrodestra, il leghista Attilio Fontana.. “Parlare di razza è sbagliato, è stato un errore del quale si è scusato, credo sia stato dovuto non al razzismo ma ad ‘imperizia dialettica’ – prova a a spiegare Gasparri – sono i primi giorni in cui uno si trova sbalzato ad un ruolo così importante, questo dimostra che le candidature importanti devono essere maturate e sedimentate”. ilfattoquotidiano

Zombie.

The italian trail

Si parla molto in questi giorni, specie sui media italiani, della condanna a morte decretata in Iran per Ahmadreza Djalali. Si tratta di un esperto in medicina dei disastri che collaborava anche con l'università di Novara e aveva ottenuto la residenza in Svezia dove attualmente vive ancora la famiglia. L'accusa è di spionaggio per un governo straniero.
Nella fattispecie sarebbe stato ingaggiato dal Mossad per fornire informazioni che avrebbero portato alla serie di uccisioni di scienziati impiegati nel programma nucleare. Nel periodo in questione (2010-2012) l'agenzia era guidata da Meir Dagan prima, e Tamir Pardo successivamente. A dirigere questo tipo di operazioni, almeno stando alle informazioni fatte circolare quando divenne volto noto al pubblico dopo la nomina a consigliere per la sicurezza nazionale e capo del Mossad, c'era Yossi Cohen.
Djalali venne arrestato nel 2016 e dopo essere stato torturato gli furono estorte delle confessioni che in seguito rinnegò. Il fatto che sia entrato tranquillamente in Iran, in apparenza senza preoccuparsi delle conseguenze, ha fatto gridare al complotto. Potrebbe però anche avere avuto rassicurazioni in proposito. Nel 2009 un altro scienziato iraniano aveva ceduto alle lusinghe americane e si era rifugiato negli Stati Uniti dopo essere partito per il pellegrinaggio alla Mecca. Pagato profumatamente per le informazioni fornite, e sottoposto a programma di protezione, all'improvviso ebbe il desiderio di rientrare a casa. Tornato in Iran, venne incarcerato e processato. Un paio d'anni fa ne è stata eseguita la condanna a morte. Gli sviluppi della vicenda hanno fatto pensare ad una sua presunta attività come agente doppio.
Tra gli scienziati uccisi c'è un altro caso in apparenza atipico.
Masoud Ali Mohammadi fu ucciso nel 2010 da una bomba piazzata su una motocicletta mentre stava recandosi al lavoro. Le informazioni passate da Djalali lo avrebbero riguardato.
Caso atipico perché secondo amici e familiari non era impegnato nel programma nucleare ed era un tipo tranquillo. Ahmad Shirzad,suo collega ed amico con il quale aveva trascorso un periodo di studi nel 1991 a Trieste (foto), ha sempre ribadito che la sua uccisione non aveva motivazioni chiare. C'è da registrare il fatto che Shirzad all'epoca era un sostenitore di Mousavi e fiero oppositore di Ahmadinejad. I suoi figli vennero anche arrestati.
Si è parlato di interrogatori avvenuti in Italia.
Secondo la moglie, ad un collega tratto in arresto in Inghilterra nel 1984 vennero fatte domande su Ali Mohammadi. Un altro nel 1986 sarebbe stato trattenuto e interrogato per 48 ore dall'MI6 in Italia a proposito delle attività scientifiche di Ali Mohammadi. Lo scienziato ucciso, si sarebbe sentito seguito e filmato nel corso del pellegrinaggio alla Mecca effettuato assieme alla moglie nel 1987.
Difficile ricostruire queste vicende poiché le varie versioni fatte veicolare attraverso la cerchia di conoscenti e familiari sono evidentemente in parte orchestrate dalle agenzie di intelligence chiamate in causa.
Pare credibile pensare però, che di tutti i movimenti in atto in Italia e all'estero, riguardanti i personaggi legati in qualche modo all'Italia, fossero di certo a conoscenza i nostri servizi segreti. E' anche possibile che abbiano avuto qualche ruolo o per lo meno abbiano fornito informazioni utili.

Mi scuso per eventuali inesattezze.
Molte informazioni su queste vicende si trovano su fonti aperte in farsi.
Gli strumenti disponibili in rete rendono la traduzione in maniera approssimativa.


Balance

The fact is that Iranian military or paramilitary entrenchment in southwestern Syria will enable it to open a new front against Israel on its northeastern borders in the event of conflict. Coupled with established Hezbollah presence in southern Lebanon – which overlooks northern Israeli territory – this development can effectively change the balance of power between the two regional nemeses in favor of Iran. cairoreview

Sostenere che l'Iran ha ormai rimpiazzato Daesh nella scala dei pericoli derivanti dal terrorismo non è sufficiente a convincere Putin e Trump che badano ai propri interessi così come fa Israele.
Il supporto dato ad Hayat Tahrir è sporadico e copre l'esigenza del momento.
Israele può fare quello che gli arabi non fanno. Sostenere il fronte dei ribelli e degli jihadisti in maniera strutturata. E' l'unico modo per seppellire Astana.
Cohen si è occupato di dare una ripulita al mondo in un'epoca in cui Obama nemmeno conosceva il significato della parola extra-judicial killings.
Se vuole farsi ascoltare, abbandoni la retorica generica sul pericolo iraniano.
Vada piuttosto a colpire gli interessi particolari di ciascuno di quelli che gli sbattono le porte in faccia. In questo modo Mogherini&friends cambieranno idea.

domenica 14 gennaio 2018

Aumenta la minaccia? Bisogna stringere le norme.

At the same time, CTA assesses that travel to Europe is still possible, for instance via third countries using stolen or forged travel documents.

Al-Qaida (AQ) still has ambitions to attack the West. AQ’s capability primarily lies with groups in North, West and East Africa and in Yemen, which primarily have a local focus.

Propaganda from IS and AQ is increasingly supplemented by propaganda from sympathizers with no official affiliation with the groups.

At the same time, calls are made for attacks on still more types of civilian targets by means of new attack methods, including methods tested in a conflict zone.

Attacks are primarily aimed at civilian targets and security authorities.
Attacks that are planned in one country but executed in another can be particularly difficult to prevent.

Within right- and left-wing extremist milieus in Europe, there is a will to use violence. Since 2015, a number of attacks, threats and acts of violence against refugees, asylum centres, religious minorities and political opponents have been perpetrated by people with extreme right-wing sympathies.

The Islamist milieus are in general less visible than previously. Recruitment for these milieus takes place across ethnic groups and mainly involves young men. There are, however, also women who play an active and independent role in Islamist milieus in Denmark, and who may have a radicalizing influence on other women, men and their own children.

militant Islamists will continue to attempt to attack symbolic tar- gets, primarily security authorities but also other authorities or public officials, individuals, institutions and events that may be perceived as offensive to Islam as well as Jewish targets.
Danish Security and Intelligence Service 2018 Assessment

La cooperazione e lo scambio di informazioni nei prossimi mesi saranno strumenti decisivi per ridurre il margine di rischio. E' necessario però che le interazioni tra i governi non siano limitate alla galassia della sicurezza. Ai Paesi a rischio bisogna fornire i mezzi per sviluppare politiche sociali ed economiche tali da coinvolgere le loro popolazioni in attività produttive e non criminali . Lo stesso bisogna fare in Occidente.
La marginalizzazione di categorie a rischio come i migranti, le donne, i carcerati, le seconde generazioni e i convertiti, costituisce la porta d'ingresso principale per il terrorismo. Il perdurare dell'incertezza nelle zone di guerra e la crescita delle destre in Europa incrementano in maniera esponenziale il senso di frustrazione dal quale originano le varie forme di radicalizzazione ed estremismo.
Da sempre le donne ricoprono un ruolo di grande importanza all'interno dei gruppi terroristici di matrice fondamentalista. Insegnano la religione, raccolgono fondi, incoraggiano a partire verso le aree di guerra, mantengono i contatti. La recente ondata terroristica e l'uso dei social media hanno esaltato questo ruolo. Le inchieste italiane hanno messo in evidenza la funzione centrale della figura femminile sia nei teatri del conflitto che in Italia.
A queste dinamiche va dedicata particolare attenzione.
Sotto il profilo strettamente militare si prospettano due tipologie di attacchi.
Quelli condotti da individui poco esperti e radicalizzatisi nel breve periodo e quelli invece realizzati da soggetti che possono vantare contatti o esperienze in aree di guerra . Relativamente semplici o poco elaborati i primi, ma di difficile individuazione se non già ravvisabili in seguito ad attività di monitoraggio, e di maggiore complessità i secondi.
Aumenterà anche il livello d'impiego della tecnologia.
A questo quadro bisogna aggiungere non solo il bisogno di ricostruire credibilità e capacità operative da parte di Daesh ed Al Qaeda, ma anche il fatto che le due organizzazioni entreranno in competizione tra loro in maniera sempre più esasperata.
L'ondata di violenza che ha colpito nelle ultime settimane il nostro Paese, rendendo vittime categorie alle quali per tradizione culturale e religiosa grande rispetto è da sempre tributato (madri, insegnanti, persone anziane, bambini), colpite tra l'altro da ragazzini o persone molto giovani, impone un'ulteriore riflessione sullo stato precario nel quale versa l'impianto etico in Italia. Fattore questo, che favorisce l'attrattiva delle ideologie estremiste presso le categorie esposte.
Sono necessari interventi sociali tali da costruire un baluardo all'interno delle famiglie e delle scuole. E politiche inclusive in grado di contrastare la retorica dell'estrema destra.

Segnalo l'intervento (Radio Radicale) come al solito molto tecnico e dettagliato del prefetto Soi a proposito della legislazione attuale alla quale si è arrivati tenendo conto dell'evoluzione del fenomeno criminale.
Il problema di questo tipo di approccio è che, contestualizzando molto poco e costruendo l'accusa sull'interpretazione delle intenzioni, si va ad incidere sui fattori che determinano l'adesione all'ideologia terroristica e sui quali si può intervenire in fase di prevenzione.
Quando si legge sul giornale che in tribunale il magistrato si è convinto della colpevolezza dell'imputato perché questi ha pregato per un terrorista morto, dando quindi all'obbligo religioso il significato di avallo, allora il musulmano si sente vittima di un sistema che mette sotto accusa la religione e i credenti a prescindere.
Se si aggiunge che nel nostro Paese c'è un basso livello di cultura digitale e anche poca trasparenza, i resoconti stampa sulle inchieste, in fase d'indagine prima e nel corso del processo poi, hanno un effetto devastante sull'individuo che inizia a maturare un senso di diffidenza nei confronti dello stato che può evolvere in radicalizzazione.
Indubbiamente in un Paese in cui scarseggiano le politiche sociali e la prevenzione, che si fanno a scopo di propaganda e in maniera aspecifica, una legislazione repressiva è l'unico modo per ridurre il margine di rischio.
A questo punto bisogna però integrare il fine ragionamento del prefetto Soi con le dichiarazioni in forma anonima di alcuni funzionari di polizia che, appena approvato il decreto dissero, che si tratta di una legge fatta apposta per liberarsi di un po' di gente scomoda.
Che è poi quello che pensano molti musulmani in Italia.
Ma come dargli torto ?

Nel frattempo l'emiro per finta

Manda a dire, attraverso un video, di essere "ospite a tempo indeterminato" di Mohammed bin Zayed dopo aver accettato un suo invito. E che qualsiasi cosa gli accada, non deve esserne ritenuto responsabile il Qatar.
Insomma un altro caso Hariri. Ma di minor peso.
Macron può continuare a dedicarsi alla campagna elettorale italiana.
Poi uno si chiede come mai il fronte di guerra in Yemen è ancora aperto o per quale motivo non si riesce a neutralizzare l'Iran.
Perché le giovani generazioni sono composte da bamboccioni.
Non sono nemmeno in grado di fare un colpo di stato in piena regola.