domenica 23 aprile 2017

Storie di vita

Il detto chi s'assomiglia si piglia è stato coniato apposta per Tavaroli e Mancini.
Stoicamente si presta ad una intervista kafkiana.
Lo fa per la patria.
Per vendere il libro.
E per andare a mangiare in pace.



Video

Reshuffle

Da ministro Al Thoraifi ha fatto quello che aveva fatto da direttore di giornale.
Un tocco di internazionalità per favorire il dialogo sia a livello istituzionale che tra la gente.
Ha scelto però il momento sbagliato.
L'Arabia Saudita è in guerra con la galassia sciita e tutti i suoi proxy e i sauditi di canali e giornali stranieri ne hanno a bizzeffe. Adesso vogliono che sia data loro una voce da fare ascoltare al re e al governo. Il malcontento quindi è cresciuto sempre più. Decisamente una maniera pessima per assolvere al compito di ministro dell'informazione in un Paese del Golfo.
Al malcontento si è messa una pezza restituendo parte dei salari degli impiegati statali venuti a mancare per un deficit e facendo fuori il ministro responsabile che è indagato per presunti ammanchi e che mesi addietro aveva avuto la geniale idea di affermare in pubblico che i sauditi sono degli sfaticati che manderanno in fallimento lo stato.
Per il resto sua maestà Salman, risistemando i governatori e piazzando l'altro figlio come Ambasciatore degli Stati Uniti. ha riaffermato il proprio potere interno e una linea estera aggressiva.

sabato 22 aprile 2017

Questo è un uomo

Gente che è ancora, e sempre, esposta a bombardamenti ed attentati - "Ritengo doveroso, come appartenente all'Umanità e rappresentante della mia Comunità, - " dice il Sindaco di Trapani Vito Damiano, autore dell'iniziativa" - esprimere il cordoglio giornaliero della mia Città, sempre aperta all'accoglienza e all'integrazione, per quanti quotidianamente, nelle diverse parti del mondo, muoiono per azioni terroristiche o per crimini di guerra di cui scarne se non alcuna notizia viene data all'opinione pubblica occidentale. È d'obbligo manifestare il nostro cordoglio – "continua il Sindaco" - non solo per i fatti che ci toccano da vicino e che feriscono il così detto mondo occidentale, ma anche per quelle stragi di innocenti che ogni giorno in Africa, Medioriente, Asia e in ogni altra parte del mondo si consumano fra l'indifferenza generale. Pertanto, - "conclude Damiano" - Il vessillo comunale rimarrà perennemente listato a lutto in segno di condivisione della sofferenza altrui e consapevolezza delle nefandezze e della violenza comunque esercitata."Comune di Trapani

Invece di andare a caccia di voti sbandierando il martirio dei cristiani come fanno quelli che piazzano i figli  nelle enews, il sindaco di Trapani fa affidamento su un approccio globale senza andare nel particolare. Il che ha una sua efficacia perchè è sintomo di concretezza.
Non c'è bisogno di fingere empatia regalando una cittadinanza o mettendosi in mostra con un selfie. Basta questo tipo di orientamento a scongiurare l'emarginazione delle seconde generazioni e dei convertiti che è poi propedeutica alla radicalizzazione.
Quando il governo piange solo i morti propri per convenienza, ignorando quelli dei Paesi di provenienza di molti che vivono in Italia, questo atteggiamento viene percepito come ostilità verso le proprie radici culturali e religiose. E nel caso italiano, pare non essere una mera questione di percezione.

Back home

Ai tempi in cui il padre era sul trono, per le strade del Golfo circolavano a giorni alterni notizie di attentati ai quali era scampato. Dicono che l'emiro attuale sia altrettanto determinato nel perseguire i suoi obiettivi.
Probabilmente si è trattato del rapimento più complesso e costoso della storia. Triangolazioni da favola.
Abbiamo perso un altro record.
Per il momento.







giovedì 20 aprile 2017

Solo

Perhaps the more important implication relates to how the threat is portrayed. By downplaying the role of lone-actors and autonomous groups, while emphasizing the controlling influence of the Islamic State, the threat of jihadist terrorism in the West appears even bigger and badder than it really is. Connections between terrorists are indeed common (more so in Europe than the United States), but this does not mean that lone-actors (untrained, largely autonomous individuals) don’t also play an important role. Remotely-enabled attacks are certainly an increasing issue of concern and they are indeed the work of the Islamic State, but not exclusively so. war on the rocks

Il primo profilo di lupo solitario tracciato dai criminologi qualche decennio fa, accostava il lone actor allo studente di liceo che, dopo settimane o mesi di rabbia covata contro gli insegnanti, comprava la sua bella tanica di benzina e dava fuoco alla scuola.
Si trattava di una elaborazione molto semplicistica che comunque aiutò gli investigatori a comprendere i meccanismi mentali che muovevano questi soggetti.

In periodi di emergenza come quello attuale gli apparati di sicurezza sono guidati da una certa dose di opportunismo.
Le agenzie di intelligence sono consapevoli del fatto che possono ottenere maggiori poteri di controllo. E alle forze dell'ordine sono riservati maggiori mezzi.
Nell'immediato stentano inoltre a capire la natura e l'evoluzione del fenomeno criminale. Cercano quindi di arginarlo ricorrendo a metodi che ritengono nuovi o straordinari.
In realtà alla fine Khalid Masood non è altro che la versione inglese di Luigi Preiti.
E il gruppo di kosovari a Venezia si è mosso come una qualsiasi cellula anarchica.
L'errore sul piano investigativo sta proprio nel dare enfasi eccessiva alle connessioni internazionali piuttosto che affinare i mezzi di difesa interna.

Incontri a Doha

Si continua a parlare sui circuiti social di presunti incontri in corso in Qatar tra rappresentanti dell'amministrazione americana e l'ufficio politico di Hayat Tahrir Sham.
Tra gli argomenti che renderebbero fattibile una collaborazione diretta tra i due, e quindi la rimozione dalla lista terroristi di Ayat Tahrir, c'è la fusione con Ahrar al Sham che è già supportato da Cia e dipartimento di stato e classificato come vetted group.
Per fusione si intende che i combattenti di Ahrar devono dichiarare la bay'ah (patto di alleanza e totale ubbidienza) ad Abu Jaber che è il comandante generale di HTS. Questo passo comporta un problema doppio con la Turchia, che considera Ahrar al Sham una specie di esercito personale, e con gli stessi combattenti di Ahrar. L'America ha comunque argomenti a sufficienza da far valere con i turchi e a quanto è dato sapere all'interno di Ahrar non vi dovrebbero essere resistenze a ricongiungersi ad uno dei loro ex. Il secondo problema riguarda obiettivi e condizioni imposte dagli americani.
Come ribadito spesso da Abu Mohammed al Julani ai tempi di Nusra, i musulmani non scendono a compromessi sulla legge di Allah e tantomeno sul sangue versato dai musulmani stessi in guerra. Sarà improbabile quindi che Zaid al Attar dopo Doha si vada a sedere a Ginevra. Tanto più che, come appare ormai chiaro, si tratta alla fine di convegni farsa nella speranza che in un modo o nell'altro Assad se ne vada. Ma il tipo di governo della Siria del post-Assad è un obiettivo a lungo termine sul quale al momento si può anche soprassedere. Altro punto importante sul quale Sheikh Al Julani non ha mai ceduto, e presumibilmente questo è lo stesso orientamento giuridico di Abu Jaber e del consiglio di giudici di HTS, è l'accettazione di sostegno condizionato che così non può essere più considerato aiuto nemmeno se offerto da musulmani. Ai tempi di Nusra Sheikh Al Julani preferiva fare affidamento sulle risorse dei territori sotto il suo controllo, sugli armamenti sequestrati e su finanziamenti provenienti da tutto il mondo ma non da agenzie governative proprio perchè ponevano delle restrizioni ben precise più che normali condizioni. Gli altri gruppi invece adottavano una interpretazione più flessibile accettando armi e finanziamenti a seconda delle condizioni. C'è una valutazione di tipo più pratico che il comandante Al Julani sottometteva a queste sue valutazioni e alle deliberazioni del consiglio giuridico di Nusra. Le condizioni imposte da turchi e americani solitamente sono tali da lasciare loro decidere quali battaglie e in che occasioni combattere. Il che equivale praticamente a perdere la guerra. Attualmente l'ottica dell'America è leggermente cambiata. Pur essendo interessata solo a contenere il problema piuttosto che a risolverlo in maniera definitiva, potrebbe comunque lasciare mano libera visti i risultati ottenuti finora sul campo. Su diversi fronti i ribelli non riescono ad avanzare ma neppure perdono terreno. Un esercito compatto costituito da Ahrar e Tahrir, e da tutti gli altri che seguiranno, può garantire il successo militare che farà da traino ad una soluzione politica. Dovrebbero incoraggiare verso questo tipo di collaborazione anche le notizie di un Ayat Tahrir quasi completamente ripulito da Al Qaeda e che può fare da baluardo a quello che, a dispetto delle chiacchiere irachene di un improbabile patto Daesh-alQaeda, dovrebbe essere il vero progetto al quale Sheikh Al Zawahiri sta lavorando da tempo. Una formazione qaedista siro-irachena che raccoglierebbe i fuoriusciti e gli insoddisfatti sia di Daesh che di Nusra e altri gruppi satellite.
Interessante è anche il ruolo di primo piano che va assumendo sempre più il Qatar attraverso queste sue mediazioni con gruppi coinvolti in conflitti chiave dall'Afghanistan alla Siria. Se da un lato l'Oman è l'interlocutore per eccellenza in caso di conflitti tra governi e istituzioni, il Qatar si è ormai ritagliato il ruolo di traghettatore per i gruppi che venivano un tempo considerati semplici criminali o terroristi. Anche quando si tratta di rapimenti, le mediazioni sono essenziali per fare comprendere loro l'importanza di passare da foreste e deserti ai palazzi del governo.

La lady Gaga degli spioni

When the Assad regime faced defeat in 2012, it was Soleimani who brought in Shi'ite militiamen from Lebanon, Iraq and Afghanistan to Syria, and then the Russians in 2015. When ISIS overran northern Iraq, it was Soleimani who armed the Shi'ite militias and organized the defense of Baghdad, where his proxies had often ambushed U.S. troops.Time influential people 2017

Comunque a giudicare dalle foto dei soldati morti in Siria, tra Hezbollah e Irgc, sono tutti ultra cinquantacinquenni. Finiti quelli, chissà che altro s'inventa.

Il genio di Haji Qasem uscito dall'ombra è stato quello di sbattere in faccia all'Occidente tutta l'ipocrisia che ne caratterizza il modello di civiltà e democrazia.
Il generalone delle Qods Force è un terrorista designato nè più nè meno che il dottor Al Zawahiri. Però abbiamo bisogno di lui e lo lasciamo andare in giro come meglio gli aggrada.

mercoledì 19 aprile 2017

Come l'abbonamento Tim di senza confini

Vittorio Rizzi, direttore centrale anticrimine della Polizia di Stato, ha espresso parole di elogio al questore Angelo Sanna e alle altre forze dell'ordine per il lavoro svolto in particolare sul fronte dell'attività di repressione e prevenzione contro il terrorismo. L'ultimo atto è stata l'indagine compiuta in totale sinergia tra Polizia e Carabinieri che ha portato all'arresto dei presunti componenti di una cellula jihadista operante nella città lagunare. Sanna ha sottolineato l'impegno costante sul fronte della lotta al terrorismo e in tempa di prevenzione. Rizzi è intervenuto oggi alle celebrazione a Venezia, come in altre città del Veneto, per i 165 anni della Polizia di Stato. Rizzi ha anche ricordato che l'etica del lavoro per ogni appartenente alla polizia "è il rispetto assoluto delle leggi dello Stato", questo in riferimento a immagini letterarie che mostrano appartenenti alla polizia non sempre muoversi nel rispetto delle norme. 
Ansa 10 Aprile 2017

Ma la parte sulle immagini letterarie l'ha detta lui ?

Ai tempi in cui Daesh era ISI/L e i profili dei terroristi non erano ancora cristallizzati, le indagini partivano dal territorio. Cioè dalle Digos.
Dopo qualche spifferata dalle moschee e dai circoli social, o per un colpo di apparente fortuna, la squadra mobile si metteva in moto e venivano anche avvertiti i funzionari di Roma. I quali si facevano un viaggio apposta (di solito nel profondo nord), ascoltavano con aria di sufficienza e se ne tornavano a Roma sempre con il naso all'insù. Alla fine però ritornavano per la passerella alla conferenza stampa.
A Venezia non erano presenti i vertici nazionali dell'antiterrorismo, che sono stati comunque citati e ringraziati, perchè come ribadito in maniera quasi ossessiva dagli inquirenti, si è trattato di una indagine nata e sviluppata dai locali organi di polizia giudiziaria.
Considerando che l'operazione si era conclusa da poco e che chiaramente l'obiettivo della sua presentazione ai media, era quello di esaltare la capacità di controllo del territorio soprattutto in prossimità delle feste nonchè l'enorme affiatamento (o sinergia) che c'è tra i diversi comparti di polizia, quanto detto in conferenza stampa (Audio Radio radicale) è risultato comunque interessante.

L'elemento che ha fatto drizzare le orecchie agli investigatori è stato il presunto ritorno dalla Siria di quello che viene considerato il leader carismatico del gruppo.
Il procuratore ha riferito di una generica nota giunta dal territorio, quindi in seguito a normali attività di monitoraggio dei carabinieri e senza imbeccate da informatori, circa il ritorno di Babaj avvenuto nel maggio dello scorso anno. Se stiamo alla versione ufficiale, nè l'Ucigos nè i servizi lo conoscevano. A proposito di questo viaggio il dottor D'Ippolito ha prima detto "abbiamo motivo di credere" e poi ha fatto riferimento in maniera molto generica a campi di addestramento. Probabilmente quindi, almeno all'epoca della conferenza stampa, non era stato riscostruito il percorso nè si era ancora compreso se Babaj fosse andato in Siria e a combattere. Che è un dettaglio in apparenza insignificante visto che gli si contesta comunque l'associazione a fronte dei proclami risultanti dalle intercettazioni. Un percorso da foreign fighter classico (addestramento/combattimento, ritorno/attentato) parrebbe comunque poco credibile dal momento che una volta rientrato, e sottoposto ad intercettazioni preventive, non ha dato particolari motivi di preoccupazione. Però gli investigatori hanno continuato a tenerlo d'occhio . Anche fortunati visto che siamo in periodo di emergenza e per un profiling simile (kosovaro-musulmano-giramondo), di certo i fondi per il monitoraggio non vengono negati.
A ulteriore riprova che non v'è chiarezza sul suo soggiorno in Siria, sul quale appunto gli inquirenti si sono tenuti molto sul vago, c'è da registrare l'iter classico dell'autoaddestramento su Internet. Video, preghiere, lezioni. Non c'è traccia di racconti di esperienza da foreign fighter. Babaj addirittura si esaltava guardando un video di bombe nascoste nello zaino. Decisamente uno con poca pratica di svbied.
E' stato detto infatti che il gruppo aveva contatti digitali in tutto il mondo come qualsiasi internauta.
Pare non esserci nemmeno una conoscenza specifica di qualche Sheikh che desse indicazioni ed istruzioni. Il procuratore ha parlato di "patto con Allah" al quale Babaj, secondo sua ammissione, non si sarebbe potuto sottrarre se fosse partito un ordine. Il patto con Allah nell'Islam è la professione di fede che si rinnova tutte le volte che preghiamo. La ilaha illallah . La bay'ah, di cui si sente spesso parlare in occasione di operazioni simili, viene data da un comandante. Però in questo caso pare non essercene traccia.

A proposito del fatto che, almeno durante la prima perquisizione, è stata trovata solo una pistola che era ancora da analizzare, interessante è stata la spiegazione del dirigente della Digos che ha detto che in fondo, viste le dinamiche dei recenti attentati che avevano come protagonisti dei soggetti radicalizzati in breve tempo e in grado di reperire le armi all'ultimo minuto, che ci fossero in giro armi o meno, è un dettaglio di poco conto.
Siamo precisi.
E' un dettaglio di poco conto per un investigatore italiano. Uno cioè, che può beneficiare di una legge che in maniera molto larga mette sotto la lente d'ingrandimento i pensieri. Checchè ne dica il procuratore nazionale, il decreto antiterrorismo è un processo alle intenzioni in piena regola. O meglio alle idee.
Per l'investigatore americano, che deve arrivare fino all'acquisto del materiale esplodente, grazie anche a ganci o informatori, la questione è più complessa.
Però almeno c'è totale garanzia dei diritti dell'indagato.
Il ragionamento del capo della Digos vale comunque genericamente solo per il profilo classico del lupo solitario e anche per la microcellula. E sempre tenendo conto della nostra legge con la quale in pratica gli investigatori non devono fare altro che aspettare che il soggetto sia radicalizzato al punto giusto.

Oggi comunque è stata negata la scarcerazione ai tre kosovari.






martedì 18 aprile 2017

Best wishes

We congratulate our Turkish bros for result of referendum and we ask Allah to help P. Erdogan and give Turkey& region stability&prosperity Omran Muhammad

وإننا نرحب بكل حدث أو تغيير يساعد تركيا على التحرر من القيود ويطلقها نحو عالمها الإسلامي، ويساهم في استقلال إرادتها واستقرار بلادها، الأمر الذي سيدفعها أكثر لدعم قضايا الشعوب المسلمة والوقوف إلى جانبها.
زيد العطار

Congratulazioni interessate ma da ottiche nettamente differenti.
Ad Ahrar al Sham interessa mantenere i finanziamenti turchi e alla coalizione guidata da Hayat Tahrir Sham sta a cuore il supporto del mondo sunnita destinato a crescere in maniera esponenziale con l'allontanamento della Turchia dall'Europa.

Hussam Shafi ormai viene dato in Qatar a giorni alterni.
Se consideriamo però il fatto, che a dispetto delle apparenze Trump non ha per il momento intenzione di impegnare più di tanto l'esercito americano in Siria, c'è una possibilità che sia vera la notizia della negoziazione sulla cancellazione di Hayat Tahrir dalla lista delle formazioni terroristiche.
Essendo l'unico gruppo in grado di tenere testa a russi, siriani e miliziani sciiti, un suo impiego a pieno titolo, beneficiando direttamente dei rifornimenti americani piuttosto che attraverso Ahrar e FSA, consentirebbe maggior raggio d'azione e di coordinamento.
Hayat Tahrir non rinuncerà mai ad una Siria governata dalla Sharia, ma agli americani interessa più che altro contenere la situazione e tenere testa a Putin. Con il Qatar che ormai ha preso la leadership grazie allo scambio delle quattro città e l'Arabia Saudita impegnata in Yemen, anche i rigurgiti sciiti non dovrebbero destare per ora grosse preoccupazioni. Il che lascia tempo e spazio allo staff di Trump per sistemare la Corea.
Uno scenario siffatto è decisamente più favorevole di un presunto accordo Russia-Turchia per contrastare Hayat Tahrir attraverso i loro proxy. Un inasprimento delle ostilità sul terreno aumenterebbe i rischi legati al terrorismo e i flussi di profughi.
Compattare Ahrar-FSA-HTS sotto la regia del Qatar e con un occhio all'Iran, è quanto di meglio si possa avere al momento.

lunedì 17 aprile 2017

L'ira di Vito il restrittivo

“Che Iddio perdoni tutti i consiglieri, perché non sanno quello che hanno fatto, non a me, ma alla Città”. 

“Tale modifica – si legge in una nota – avrebbe consentito, unitamente ad altre misure restrittive, di poter chiudere in pareggio il bilancio di previsione 2017, dando la possibilità a questa e alla futura amministrazione di continuare ad amministrare la Città”. lasberla

Gli uomini sismici hanno una spiccata tendenza alla spettacolarizzazione che li rende affascinanti.

Al mio paese il consiglio comunale ha deciso la riduzione del 15% della Tari e l'esenzione totale per gli esercizi che aderiscono alla campagna contro la ludopatia rimuovendo le macchinette da gioco dai loro locali. Pare che il contratto con la Global Services sia abbastanza vantaggioso.
Non siamo un paesone come Trapani però.

Il sindaco ha ragione.
Però sapeva benissimo che queste sono le dinamiche da periodo elettorale.
Non è che anche lui ha fatto apposta a metterli spalle al muro ?