sabato 21 luglio 2018

How democracies die, survive, change

Having seen the shock right-wing victory with the Brexit referendum and Matteo Salvini’s electoral success in Italy, which were achieved on relatively tight budgets, Bannon sees the opportunity to boost radically disparate nationalist parties by deploying a well-financed centralized operation intended to blow local opponents out of the water. Up until now insurgent populist groups across Europe have often suffered from similar problems: lack of expertise and finances.
dailybeast

Tra le cose che mi mancano di più del Golfo c'è la censura.
Siti internet bloccati. Stampa con foto oscurate.
C'è un'ipocrisia di fondo in questa misura.
Purtroppo ne fanno le spese alcuni forum di discussione politica e testi di riferimento importanti.
Ma almeno si è protetti dalle volgarità e dalla violenza.
La democrazia, intesa in senso lato, ha i suoi aspetti positivi.
Spesso però, non riesce ad essere inclusiva. A dare risposte efficaci ai diversi sentimenti che ne caratterizzano la pluralità identitaria. I famosi "nostri valori" sono diventati uno slogan.
E' così che nasce il famigerato populismo.
Nei Paesi islamici, almeno quelli cosiddetti moderati, c'è un sentimento comune che può essere abbracciato dai non musulmani e dagli stranieri, ai quali il governo dà risposte concrete dopo essere stato informato dei problemi che affliggono la popolazione attraverso la Shura e altri organismi nei quali i cittadini si esprimono.
Persino in Cecenia , con un impianto misto di sufismo e nazionalismo, Kadyrov riesce a venire incontro ai bisogni della popolazione. Poi si fa scudo del terrorismo, allo stesso modo in cui da noi si è parlato di perdita di un pezzo della sovranità ad Ostia.
Le democrazie non muoiono.
Si rigenerano in maniera atipica e purtroppo grazie ad interferenze esterne.


حبيبى ده

In particolare, con l’acquisto online di semi di canapa indiana e di concime, effettuati direttamente dal capo clan, l’organizzazione realizzava le strutture dove piantare i semi, curare la germinazione e la fioritura delle piante, la crescita, la lavorazione e, infine, l’immissione sulle piazze di spaccio. Le varie attività erano assicurate dagli affiliati di Mancuso, ma anche da mano d’opera reclutata tra extracomunitari. poliziadistato

Anche piantagioni chietine.
Il legame con i calabresi rimane stabile.
Ottimo biglietto da visita per chi vuole diventare collaboratore di giustizia.
Acquisto di semi in rete e coltivazione in Italia piuttosto che in Spagna o Albania.
E' difficile che polizia e magistrati non si accorgano delle attività nascoste di un giovane rampollo.

venerdì 20 luglio 2018

I soldi non bastano più

“No, we won’t have that here. We are strictly against Europe officially placing illegal migrants who are no longer wanted in the EU in our country. We also won’t agree on any deals with EU money about taking in more illegal migrants. The EU should rather talk to the countries that people are coming from and should put pressure on these countries instead. There won’t be any deals with us. I am very surprised that while nobody in Europe wants to take in migrants anymore they are asking us to take in further hundreds of thousands.” You talked about the fight against traffickers. Could you imagine cooperating with international troops? Al-Sarraj: “You can’t fight trafficking by bringing in international soldiers to Libya. We would never accept that, anyway. What is required is international efforts, since the trafficking network is international. It is also important that European politicians gain a better understanding of the situation in Libya. I have already officially invited Chancellor Angela Merkel and hope that she will come to Libya soon. I am glad whenever a European politician comes here to take a first-hand look at the reality on the ground.”bild

Serraj non pare un'aquila ma ha capito benissimo che quello che chiede l'unione, in particolare l'Italia, è uno sgabuzzino per migranti in attesa che qualcosa cambi. E dietro l'angolo non c'è nemmeno l'ombra di una strategia, per l'Africa e il medio-oriente, in grado di almeno ridurre i flussi. Ovvero di un piano di stabilizzazione politica per i Paesi più a rischio.
In uno scenario simile non ha senso per lui, o per chiunque altro, continuare a fare lo yes man a colpi di milioni.

Il comandante zittito

Social media users in Arabic have mentioned that Soleimani will come to Gaza to deliver his speech, but the information has not been confirmed by official Iranian, Israeli, or Palestinian sources.
jpost

Un selfie con il generale Soleimani è un sogno nel cassetto.

Un discorso a Gaza, sul posto o in collegamento (ufficialmente non avvenuto alla fine per problemi tecnici), pone un doppio problema. Servirebbe a collocare un sigillo di ufficialità a quello che è il governo vero in Iran, ovvero i militari a sostegno dell'Ayatollah, e mostrerebbe tutta la fragilità di Haji Ghasem Soleimani.
Un uomo abilissimo nel costruire la retorica sciita dell'asse verso il Mediterraneo e l'odio contro Israele, cioè narrazioni che riescono a mettere assieme tante realtà in apparenza diverse tra loro (inclusi i pakistani pronti a immolarsi in Italia).
Ma pur sempre un militare con una sua logica molto semplice.
Alcuni mettono in dubbio anche la veridicità del diploma da geometra citato in qualche biografia ufficiale.
Per questa ragione Soleimani è uscito dall'ombra all'improvviso e in maniera prorompente proprio nell'era dei social. Le immagini e i frammenti dei discorsi riescono su Internet a celarne le debolezze e i limiti, ma ad esaltare in maniera potente la dialettica semplice ed efficace che ha presa sulle masse così come sulle elite.
La squadra social dell'IDF è specializzata in questo campo (mettere in relazione profili reali e virtuali per poi andarne a colpire le criticità) e ha avuto partita facile .


Sospetto ?

Il sospetto è che il 39enne fosse inserito in un network di persone vicine alle posizioni radicali della religione musulmana di osservanza sciita. Non solo, ma sarebbe coinvolto anche nelle attività preparatorie di azioni violente e implicato in operazioni di spionaggio per conto delle milizie iraniane. L’indagato, che aveva fatto inizialmente perdere le proprie tracce, è stato intercettato all’aeroporto di Napoli dopo essere sceso da un velivolo proveniente dalla Turchia.
ottopagine

Altra presenza insidiosa di stampo sciita in Italia dopo quella di alcuni individui che avrebbero fatto parte della rete di hackeraggio messa in piedi a Beirut negli edifici del direttorato del generale Ibrahim.

Dai resoconti stampa sembrerebbe trattarsi di una certezza più che di un sospetto.
Un salto di qualità rispetto ai transiti liguri.
Cellule dormienti, gruppi organizzati ?
A chi rispondono ?
Per lasciarlo andare in giro così allegramente saranno state individuate le reti di riferimento in Italia e in Europa.
Perché l'IRGC vorrebbe compiere attentati in un Paese anche troppo amico dell'Iran come l'Italia e chi esattamente avrebbe decretato le azioni ?

giovedì 19 luglio 2018

For good this time

Di nicchia.
Ma può crescere.
Ben gli sta.
A fare lo schizzinoso nei confronti dei social, poi ti dedicano le pagine su effebì.

Onorè,

lei non ci può lasciare con un governo che vuole mandarci a fare la guerra in nome dell'olio d'oliva.
Non se la può cavare con la maieutica.
S'inventi qualcosa. Sennò che lord of the spies è.

Scambieremo

Dalle loro notizie tra i cosiddetti migranti ci sono anche i cosiddetti combattenti islamici di ritorno». Lo ha detto il ministro dell’interno Matteo Salvini, che oggi ha incontrato il presidente egiziano Al Sisi. «Questo è un tema su cui scambieremo dati tra servizi italiani e servizi egiziani». 
Agenzie

Finalmente una buona notizia per il prefetto Pansa e gli altri direttori rimasti in attesa in ufficio.

A proposito di scambi di informazioni, l'ex-ministro dell'Interno aveva reso noto che ci sono contatti continui con le squadre americane che operano in Siria e in particolare a Raqqa.
Si tratta del lavoro di recupero di dati importanti provenienti dai resti umani sepolti in zona.
Dai foreign fighters agli ostaggi.
Dna e ossa permettendo, sarà interessante sapere se vi sono novità su padre Dall'Oglio che, secondo diverse fonti, sarebbe stato assassinato poco tempo dopo il suo rapimento.

Meanwhile in Idlib

Dopo l'evacuazione di Fua e Kfaria (ancora in bilico perchè non tutti accettano il trasferimento) la maggior parte dei commentatori si aspetta un massacro a Idlib per chiudere la partita siriana.
Ma che vantaggi ne ricaverebbe la Turchia ?

Goodmorning Libya

A Tripoli la gente non ce la fa più per le ruberie del governo che pesano sulle loro vite.
A Tobruk sono stufi dei giretti tunisini di Saleh che nulla di concreto portano.
La situazione in generale non promette bene.

mercoledì 18 luglio 2018

La solitudine degli Interni

Quello di chiamare il giornale dell'opposizione per esporre le proprie ragioni è un trucco vecchio come il cucco. Ma l'onorevole Minniti fa colazione prima o dopo aver telefonato ai direttori di giornale nel corso della mattinata della disperazione ?

Senaldi, che è un buon conoscitore delle dinamiche politiche italiane, ha messo a confronto in modo forse un po' affrettato due ministri dell'Interno con storia differente e che si sono trovati ad operare in contesti nettamente differenti .
In quel governo nel quale puntò i piedi tanto da non andare ad una riunione del consiglio dei ministri, a quanto pare minacciando anche le dimissioni, Minniti ha radici profonde.
Basta osservarlo ogni volta che racconta con emozione il travaglio interiore e il confronto avuto all'interno del partito a proposito della questione brigatisti-compagni.
Lui ha preferito fare "takfir" in nome dell'interesse del Paese.

Salvini è stato il trascinatore elettorale dell'attuale governo. In molti gli attribuiscono il merito della vittoria.
Parliamo di un esecutivo messo assieme in maniera molto rocambolesca e per motivi distanti dall'interesse nazionale vero e proprio.
Come giustamente sostiene il direttore di Libero, l'attuale ministro dell'interno non è isolato. Ma l'intervento della presidenza della Repubblica nella vicenda Diciotti, oltre a dare la sveglia al presidente del consiglio, ha mostrato le prime avvisaglie di indicatori di solitudine che iniziano a palesarsi. Al malumore apparente dei titolari dei dicasteri che operano in stretta collaborazione con l'Interno, potrebbero sommarsi quello di ministri come ad esempio Costa, già uomo delle istituzioni, che vogliono completare il passaggio dalla fase di opposizione a quella di governo senza gli eccessi salviniani.
C'è una differenza d'impostazione inoltre, tra Minniti e Salvini.
Ed è nella strategia.
L'ex-ministro dell'Interno aveva ed ha una linea programmatica che va dall'Africa e dal Medio-Oriente fino all'Europa. Criticabilissima, ma solida. Infatti a piccoli passi ha prodotto risultati.
E soprattutto si è sviluppata tenendo conto delle altre questioni sulle quali l'Italia deve confrontarsi con le nazioni di riferimento.
Il ministro Salvini ha adottato la tattica del grande gesto urlato, come se volesse in questo modo guadagnarsi il diritto ad imporre una propria linea. Il problema è che non s'intravedono all'orizzonte nemmeno i contorni di questa linea. I governi europei conoscono alla perfezione le ragioni delle nostre lagnanze. La bufera mediatica del momento non li smuoverà più di tanto se non c'è una strategia chiara. L'autorevolezza non si costruisce con minacce e gesti eclatanti.
Solitudine per solitudine, quella di Minniti di certo non lo logorerà.
L'arte della tra virgolette maieutica è la sua arma migliore. Dentro o fuori dal PD.
Il capitano Salvini ha ancora molte sfide da affrontare prima di essere certo di non rimanere solo.


Foto Libero Quotidiano, Salvini Twitter

Quando a Minniti scatta la frizione

E' venuto giù Twitter ieri sera sulla frasetta "Lei è male informato".
Non era quella l'espressione chiave.
Ma "e tuttavia".
Quando l'onorevole Minniti piazza un "E tuttavia" per sottolineare un concetto, è il segnale che non si smuove dalle sue posizioni.
Sto facendo uno studio comparativo con Haftar.

Happy Island

Con riferimento a quest’ultima cosca, vale la pena di richiamare l’operazione “Isola Felice” conclusa nel recente passato dall’Arma dei carabinieri, che, nel fare luce sull’operatività dei crotonesi in Abruzzo e in Molise, ha portato all’arresto di 25 responsabili236. Un elemento di spicco del clan FERRAZZO di Mesoraca aveva, infatti, scelto di stabilire ufficialmente la propria residenza in San Giacomo degli Schiavoni (CB), rendendosi promotore di una associazione criminale composta sia da calabresi che da siciliani (famiglia MARCHESE di Messina), operante tra San Salvo (CH), Campomarino (CB) e Termoli (CB). DIA secondo semestre 2017

... ha condannato Alessio Di Girolamo, 25 anni, di Pianella, per i reati di violenza sessuale e lesioni aggravate. È stata esclusa, invece la rapina: Di Girolamo era stato accusato di avere sottratto cento euro dalla borsa della sua vittima. 
 LA SECONDA CONDANNA Per il giovane, è la seconda condanna in tre settimane: il primo dicembre era stato giudicato colpevole per l’assalto alla questura di Pescara con mannaia e pugnale il 10 novembre di un anno fa. La pena: dieci anni per il tentato omicidio di un poliziotto. 
Il Centro Dicembre 2009

....Felice Ferrazzo e la moglie hanno provato a chiedere ospitalità in chiesa, che tuttavia era chiusa, e hanno trascorso la mattinata aspettando il sindaco con la speranza di trovare una sistemazione.
Se a San Giacomo non ci sono alloggi disponibili, l'avvocato dovrà richiedere la misura restrittiva dell'obbligo di dimora in altro comune dove la coppia potrà alloggiare.
"Chiaramente questo non può essere un problema dello IACP" taglia corto l'avvocato Mario Natale....Primonumero settembre 2017

Il processo Isola Felice è iniziato lo scorso 2 luglio dopo due rinvii per difetto di notifica.
In quasi un anno di tempo la 'ndrangheta fa in tempo a rigenerarsi e riorganizzarsi al meglio dentro e fuori dal proprio territorio.
Tanto più che in Abruzzo crimine e gonzi non mancano.


martedì 17 luglio 2018

Sui tavoli sbagliati

Però fa simpatia.
Ma siamo sicuri che è comunista ?
Pare il principe Carlo.
Stasera ha sfoderato il suo repertorio migliore.
Dal fiorettone al piffero.
L'impressione è che la campagna stampa circa una sua eventuale candidatura alla segreteria, sia stata creata ad arte per dare forza alla strategia dell'opposizione piddina in contrasto con le politiche dell'attuale ministro dell'interno.
Minniti di qua. Minniti di là.
Sui social c'è gente che si azzuffa per sostenere che Minniti ha fatto meglio di Salvini oppure peggio. Precursore. Padre putativo.
Se recuperano anche voti, mandarlo in giro come una trottola è stata una mossa azzeccata.
On a sider note, visto il suo passato con i servizi, credo fosse poco opportuno che andasse a lui la presidenza del Copasir.
Guerini pare persona affidabile. Un uomo della gente del libro, che ha sempre agito secondo i dettami cristiani, dovrebbe fare bene in un ruolo di grande responsabilità.

Only the names will change

Di Shaykh Abdelrahim Al Attoun, altrimenti noto come Abu Abdullah Al Shami, poco si conosce al di là del fatto che è uno degli uomini più fidati di Shaykh Al Joulani.
Le sue sembianze divennero note dopo la prima apparizione a volto scoperto dei due nel video in cui annunciavano il distacco da Al Qaeda.
E in qualità di giurista, tra i più preparati e rispettati del nucleo originario di Nusra ma anche osteggiati, Al Attoun ha accompagnato Al Joulani nel percorso accidentato degli ultimi due anni caratterizzato da rivolte interne e lotte fratricide.
Il mezzo imbroglio attraverso il quale sarebbe stato finalizzato il distacco da Al Qaeda (Shaykh Al Zawahiri avvisato a cose fatte e tenuto all'oscuro dei dettagli) e l'accordo con l'Iran per lo scambio delle quattro città (gran quantità di soldi e ritorno di prigionieri grazie anche alla mediazione del Qatar), sono costati ad Hayat Tahrir l'abbandono di parecchi combattenti e il montare  dell'ostilità interna da parte di quelli che mantengono il patto di lealtà al capo di Al Qaeda.
Non è esagerato dire che, se Al Joulani perdesse Al Attoun, ogni sua velleità da jihadista verrebbe automaticamente spenta per sempre.

Nel pomeriggio di ieri si era diffusa la voce, a quanto pare anche rivendicata dall'agenzia Amaq, dell'assassinio di Shaykh Al Attoun.
L'ultima sua apparizione in video risale al Febbraio di quest'anno.
Sul suo canale ufficiale Telegram un post è stato pubblicato alle 15.11 di ieri.
Dettaglio poco indicativo questo, poiché spesso giuristi e comandanti militari possono fare affidamento su intere squadre che si occupano del social media management non solo per inviare messaggi e pubblicare studi, ma per curare la loro immagine in generale.
Al momento i vertici dell'organizzazione non hanno rilasciato comunicati ufficiali.
E le solite gole profonde non si sono fatte sentire.
Potrebbe trattarsi di una mossa per farlo uscire allo scoperto.
Fatto è che, nelle ultime settimane quella che era la roccaforte di Al Qaeda e Nusra sta diventando sempre più territorio controllato da Daesh. Autobombe e decapitazioni sono all'ordine del giorno. Hayat Tahrir sembra aver perso il controllo dell'area.
Anche se ci fosse un intervento massiccio da parte degli assadisti per chiudere la partita siriana, il nord è potenzialmente destinato a diventare la base di Isis o Al Qaeda (Hurras adDeen) a seconda di chi prevarrà alla resa dei conti.