sabato 25 maggio 2019

So I try to laugh about it

Non si e messo a piangere? 
«Salvini non piange mai».
Repubblica-Dagospia

Il pianto fisico incarnato dalle lacrime non è l'unico modo di sfogarsi.
Ovviamente la sua squadra di lavoro ha sfruttato a dovere l'occasione per portare avanti la propaganda elettorale.
Ma di fronte ad una educatrice di lungo corso, una insegnante come tante di quelle che hanno segnato la vita di ciascuno di noi, il ministro Salvini non poteva che fermarsi a riflettere e discutere.
Questo è quello che piace di lui anche a chi per il momento non lo vota. Al di là dei modi bruschi ostentati, non sfuggono l'educazione e il rispetto che gli sono stati trasmessi dalla famiglia.
E' auspicabile che in un futuro non molto lontano si renda protagonista di aperture anche verso altri temi e protagonisti di questa nostra Italia.
Un uomo che non piange non può nemmeno essere spaventato dalla islamizzazione come la chiama lui. Si può trovare sempre un modo per vivere in pace tutti assieme.
Secondo me starebbe anche bene in versione Matteo d'Arabia con una bella disdasha bianca.
Magari un giorno.

Foto Matteo Salvini Twitter

venerdì 24 maggio 2019

Lui più quattro

“In trentacinque anni di professione nessuno mi aveva mai detto che sono un tifoso”. Pertanto il direttore ha ribadito, di fronte a chi aveva osato metterla in dubbio, la sua proverbiale e ben riconosciuta terzietà. Poi, concludendo la lettura del foglietto, ha spiegato ai suoi giornalisti come andranno le cose da ora in poi: “Non parlerò più con la redazione. Mi rapporterò soltanto con i vicedirettori”, che sono quattro. E insomma Travaglio ha spiegato alla redazione del suo giornale come stanno le cose: il Fatto sono io. Peccato che nessuno abbia chiesto l’antidoping.ilfoglio

Il tifoso è irrazionale.
Travaglio è molto lucido quando espone le sue tesi spesso a favore dei grillini.
Il Fatto non è più un giornale. Punta tutto sull'azienda che ha creato.
Libri, canale televisivo, ospitate e tour teatrali.
Si tratta di un esperimento interessante.
Pare comunque che nemmeno il partito dei cinquestelle dia molta retta ai consigli di Travaglio.

When it is right to persevere

L'impuntatura su Brexit e sulle modalità d'implementazione hanno diviso un Paese, danneggiato un partito e messo in crisi un sistema politico, creato ostacoli non necessari all'Unione.
Questo non è servire il proprio Paese.
Seguire esclusivamente i propri istinti è segno di arroganza ed egoismo.

giovedì 23 maggio 2019

Caso vuole

«Ricordo anche di aver visto – dice Pompò – sul suo monitor alcune fotografie di un soggetto – probabilmente di origine araba (aveva una lunga barba), che praticava uno strano rito di purificazione del proprio sangue. Dico questo perché fu Salvatore Ansani a dirmi che si trattava di un rito di purificazione del sangue», mentre Diego Fasano gli avrebbe detto in altre circostanze che «ci teneva a sottolineare che dovevamo essere orgogliosi poiché aiutavamo lo Stato e la Nazione a combattere il terrorismo e a tenere i nostri cari al sicuro». cosenzachannel

Parla come un fanatico o un esaltato.
Ma la scena descritta da Pompò risulta spesso sconosciuta anche ai tanti studenti di PhD che si danno le arie da esperti su Twitter e rimangono in attesa di un think tank che li paghi senza sfruttarli.


Caso vuole che nella sua squadra si ritroverebbe anche il figlio del presidente di Fincantieri Giuseppe Bono, già assunto da Alberto Manenti fino allo scorso novembre direttore dell'Aise prima che gli succedesse il generale Luciano Carta. lettera43

Navigator in tempi non sospetti.
Abbiamo letto dell'interrogatorio dei generali Carta e Parente.
Ma il vertice dell'epoca e il referente governativo sono stati ascoltati ?
Ci sarebbero un paio di cosette da spiegare.

Motivi

Verdi e GISO si riferiscono in particolare a un articolo odierno del settimanale WochenZeitung, che riporta come la consigliera agli stati Anita Fetz (PS/BS) sia stata inserita in una banca dati sulla protezione della stato per una sua partecipazione a un dibattito elettorale tenutosi il 20 settembre 2015 in un centro culturale curdo. Il SIC avrebbe raccolto informazioni anche su altre persone e organizzazioni politicamente attive a sinistra a Basilea Città. "Il SIC scheda persone impegnate politicamente senza motivo: allo stesso tempo, i neonazisti possono formare gruppi terroristici su Facebook senza venir disturbati", commenta la presidente di GISO Svizzera, Tamara Funiciello, citata in una nota. I funzionari bernesi sembrano a suo avviso "ciechi dall'occhio destro".tvsvizzera

Dai centri culturali curdi parte la raccolta di denaro, spesso frutto di attività illecite, diretto in medio-oriente. Politici di sinistra, intellettuali e studenti sono parte integrante di questo ciclo.
Vengono probabilmente tenuti d'occhio e tracciati i loro movimenti.
L'estrema destra è meglio amalgamata nel tessuto sociale e politico del Paese di riferimento ed è molto attenta ad operare entro i limiti imposti dalla legge. Si muove bene in rete anche a livello europeo. Pare eccessivo sostenere che i neonazisti non vengono disturbati.
Il monitoraggio è maggiormente orientato forse al contenimento.
La percezione che si ha di queste dinamiche, si presta a facili strumentalizzazioni da parte della politica.


Firmi o non firmi è lo stesso anche se sei diventato a nostra immagine e somiglianza

...piano piano sono diventato come gli italiani: non sono più praticante e non faccio neanche il Ramadan. Ho cominciato anche a farmi degli amici: ho un amico israeliano, abbiamo lavorato insieme al mercato di Grado. Tutti i miei amici mi conoscono benissimo, sanno che io non sono un terrorista e non sono un musulmano praticante. ... „ Il 19 maggio 2019 ho preso l'aereo e sono tornato in Italia per lavorare con mio fratello in un'azienda di saldatura: la polizia mi ha bloccato in aeroporto a Venezia, mi hanno portato dentro e mi hanno fatto firmare alcuni fogli senza leggerli. Mi hanno detto che io ero un terrorista e non potevo più entrare in Italia. Sono rimasto scioccato sinceramente: mi hanno detto che se firmavo o non firmavo non cambiava nulla e allora ho firmato senza leggere.“
...Ma la cosa che non sapevano tutti è che io ho amato l’Italia più della Tunisia, ho amato il popolo italiano e ho amato il rispetto che davano agli altri.  trevisotoday

Popolo è  usato in maniera broad.
Racconto molto poetico da verificare ovviamente.
A me del medio-oriente mancano il mare e i laughing doves.
Se potessi me ne andrei anche in Tunisia.
Mi sfugge il motivo per il quale un giovane vorrebbe tornare in un Paese siffatto.
In fondo in Tunisia c'è la madre. Mare e sole.
Forse il lavoro di saldatore.
Su La Stampa giorni fa c'era il racconto di un italiano che dopo il matrimonio con una rumena s'è trasferito e pare viva bene con entrate complessive di 1500 euro.
Da elettricista a gestore di pompa di benzina.
Il lavoro in Italia oggi c'è domani forse.
Una volta almeno c'era la serenità. Oggi nemmeno quella.
Ma ai giovanissimi forse interessa altro.


mercoledì 22 maggio 2019

Una stella per la vita e per la morte

"Each of the 111 stars carved into the marble wall behind me is an expression of love, respect, and eternal devotion. Together, they silently testify to nearly seven decades of valor and dedication, virtue and sacrifice, all on behalf of our Republic.” “We share your pride in them and what they achieved,”  “We too know the measure of their strong character and generous spirit, and feel deeply privileged and grateful to have served with such selfless patriots.” 
John Brennan 2014

"There's been an erosion of understanding in CIA leadership for at least two decades about what the wall is for and who is it that we're commemorating," said Dujmovic, who has researched agency deaths to see whether they meet the criteria for inclusion on the wall. "Now we have a suicide star on the wall. That's not what the wall is for. Suicide is a great tragedy, of course. But the purpose of the wall is not to show compassion to the family. It's to show who in our community is worthy of this honor." ...."They said, 'We understand people are plagued by demons and break in war under psychological pressure,' " Dujmovic recalled. "And another said, 'It's just so hard to say no.' My thinking was, 'Isn't that what leadership is for?' " Washingtonpost May 2019 

Inclusion on the Memorial Wall is awarded posthumously to employees who lose their lives while serving their country in the field of intelligence. Death may occur in the foreign field or in the United States. Death must be of an inspirational or heroic character while in the performance of duty; or as the result of an act of terrorism while in the performance of duty; or as an act of premeditated violence targeted against an employee, motivated solely by that employee's Agency affiliation; or in the performance of duty while serving in areas of hostilities or other exceptionally hazardous conditions where the death is a direct result of such hostilities or hazards. 
CIA

Voi siete ragazzi che state per diventare adulti, entrerete nella sfera della cittadinanza attiva e pensiamo che sia giusto che conosciate bene, meglio questa Istituzione ed i valori che esso veicola, in quanto lavoriamo per ognuno di voi e potrebbe diventare una Istituzione per la quale potrete lavorare anche voi.  
“Partecipiamo alla sicurezza nazionale” Istituto Aterno Manthonè Maggio 2019


Dai pochi dettagli disponibili sulla sua vita, viene da chiedersi se siano stati messi a disposizione di Rania Abdelsayed tutti i mezzi necessari alla tutela psicofisica di chi è impiegato in missioni di un certo tipo.
E' stato riferito che forse si era troppo immersa nello scenario afghano.
La CIA e il governo americano sono responsabili della scelta di un profilo adatto e devono comunque fornire un sostegno psicologico in grado di coprire qualsiasi tipo di criticità.
Se il suicidio in questo caso specifico è da considerare un "semplice" atto di debolezza, allora le responsabilità devono essere condivise.
Ma sul significato di eroismo, in tempi in cui il terrorismo è anche o soprattutto un messaggio forte da trasmettere, forse è diventata obsoleta la concezione  dell'eroe che muore in seguito ad un atto predeterminato da un ente che lo considera obiettivo da eliminare fisicamente.
Il gesto del suicidio nel caso di Rania può essere anche la naturale conseguenza di un'azione sistematica orientata a sconvolgere le nostre vite. L'intero arco di vita di un agente segreto al servizio della nazione, e dei valori sui quali essa è costruita, deve essere fonte d'ispirazione.
Il suicidio, nel contesto del vissuto di Rania Abdelsayed, può essere considerato parte della missione poi terminata tragicamente.

Sia Brennan che ha assegnato questa stella, che Tenet che ha premiato altri casi controversi, hanno tenuto conto del contesto in cui sono maturate queste morti tragiche e del profilo dei protagonisti.
Un direttore di agenzia ha la responsabilità di valutare con attenzione se la comunità d'intelligence ha maturato a sufficienza cultura e sensibilità tali da comprendere e recepire positivamente simili attribuzioni.
Allo stesso modo in cui altri fattori (etnia e religione, diverso bacino di reclutamento, anzianità di servizio) possono generare sentimenti di competizione o perdita di motivazioni che sfociano anche in diatribe interne, questo tributo al "suicidio eroico" può creare fratture insanabili e dannose per il buon andamento delle normali attività d'intelligence.

Welcome back

Le raccomandazioni in coda a un post precedente non erano casuali. Mi pareva che qualche computer istituzionale fosse sulla via di Al Fateh nei giorni scorsi in particolare. Il mio archivio fotografico e il profilo realizzato del "personaggio" AL Joulani sono unici..
Indipendentemente dalla paternità del rapimento, Hayat Tahrir è l'interlocutore da cercare per qualsiasi tipo di hostage rescue perchè controlla il territorio del Nord in maniera capillare.



Tell me a secret I don't know

Ho usato di proposito la definizione servizi d'informazione piuttosto che "segreti" per mettere alla prova la reazione. In una chat costituita da un solo scambio è difficile fare valutazioni.
Però dal punto esclamativo finale sembra che il fatto di essere un membro dell'intelligence sia anche un semaforo verde per non dichiarare il proprio nome.
E' importante comunque che i ragazzi nel contesto abbiano capito l'accezione positiva del segreto.
Non so come abbiano fatto ad interagire con qualcuno senza conoscerne il nome. Magari nelle prossime ore spunta fuori qualche immagine in rete o qualche resoconto più dettagliato.
Alla loro età ero molto più timida ed introversa di adesso, ma la curiosità era la molla che mi faceva uscire dal guscio. Al loro posto avrei alzato timidamente la mano chiedendo :
come vi chiamate ?

Warning

...The May 19 alleged attack in northwest Syria is part of a violent campaign by the Assad regime that violates a ceasefire that has protected several million civilians in the greater Idlib area. This renewed Syrian regime offensive has targeted the communities of that area, which include a large number of Syrians who were already displaced from violence in others parts of Syria, and has destroyed known health facilities, schools, residences, and internally displaced person camps. The regime’s attacks against the communities of northwest Syria must end. The United States reiterates its warning, first issued by President Trump in September 2018, that an attack against the Idlib de-escalation zone would be a reckless escalation that threatens to destabilize the region. 
...
MORGAN ORTAGUS, DEPARTMENT SPOKESPERSON / MAY 21, 2019

Al di là del solito teatrino delle armi chimiche l'aspetto preoccupante delle offensive condotte da russi e assadisti, è che attualmente ospedali e scuole non sono più gli obiettivi principali dei raid aerei. Vengono prese direttamente di mira le case. Intere famiglie sono massacrate.
L'operazione ha come scopo quello di fare pressione su Erdogan, e soprattutto sull'unione, per ricordare l'ondata di profughi che verrà generata.
E' finito il tempo dei proclami. Bisogna prendere decisioni.

martedì 21 maggio 2019

Tra il krinkov e l'agendina con la mente a Kafr Nabudah

Le brigate della resistenza popolare, presentate in questi giorni in assemblea a Idlib, non sono nate in seguito al recente appello di Abu Mohammad Al Joulani. Si tratta del frutto del lavoro incessante portato avanti negli ultimi mesi dai vertici di Hayat Tahrir e dal governo di salvezza nazionale alla ricerca di alleanze con tribù, società civile e vaste fette della popolazione locale.
La massiccia controffensiva in atto da ore al fianco del fronte nazionale e di altre fazioni, potrebbe essere il segnale che il messaggio è stato raccolto. Le fazioni di Euphrates Shield sono rimaste deluse dal fermo imposto dalla Turchia in attesa delle trattative con Russia e regime siriano. Vogliono continuare a combattere.

Erdogan, restio ad abbandonare del tutto il Nord,  potrebbe essere comunque tentato da un possibile scambio Tel Rifaat-Idlib, anche in considerazione di altri ambiti d'interesse.
Fatto è che, Assad è determinato a riconquistare Idlib e Putin come suo solito usa lo spettro dei profughi con gli interlocutori europei.
Se Al Joulani riesce ad organizzare un campo militare compatto e a riunire attorno a sé il consenso della popolazione in modo da evitare l'esodo in massa, può nel medio periodo fare da ago della bilancia e in ottica più ampia, mirare al governo del Paese.
Capitoli come quelli dei migranti e degli ostaggi rimangono saldamente in gestione ad Hayat Tahrir che negli ultimi mesi ha consolidato potere e raggio d'azione nel nord della Siria. Se i governi europei vogliono evitare ulteriori complicazioni a riguardo, devono andare a parlare direttamente con Abu Mohammad Al Joulani.

Use your intuitive play

Giulia Grillo ‏ Verified account @GiuliaGrilloM5S Follow Follow @GiuliaGrilloM5S More Due persone sono morte nell'incendio sviluppatosi nel complesso sanitario Villa Serena a Città Sant’Angelo (PE). Faremo chiarezza per capire come sia stato possibile. Sono vicina ai familiari delle due vittime e agli altri pazienti ricoverati. 12:27 AM - 21 May 2019

Quando si è giovani forse non si è ancora andati incontro alle piccole e grandi tragedie della vita. E non si può sfuggire a uscite a metà tra il comico e il kafkiano.
Villa Serena è un'ottima struttura. Di non semplice gestione vista la varietà di casi presi in carico.
Trattandosi del reparto psichiatrico qualche ipotesi si potrebbe fare.
E' bene comunque aspettare il risultato delle indagini che servono appunto a fare chiarezza.
Speriamo che il 26 arrivi e passi presto. Magari lunedì qualcosa cambia.
Almeno tre mesi passati nelle ore diurne in cliniche come Villa Serena, ad osservare come si svolge la vita nei vari reparti in mezzo alla sofferenza e ai problemi incontrati dal personale, dovrebbero fare parte dei requisiti richiesti ad un aspirante ministro della sanità.

lunedì 20 maggio 2019

More understanding

Assad added that, “the Turkish officers are more understanding about what is happening in our country than Turkish politicians. There are major differences regarding Syria in Erdogan’s government.”syrianobserver

L'intelligence, e Hakan Fidan da solo ha un passato trascorso in diversi settori nei quali un'agenzia va a pesca di talenti con attitudini specifiche, ha uno spiccato lato pratico che si manifesta nel momento dell'approccio. La soluzione ad un problema richiede però altri parametri di confronto. Ecco perchè quando la palla passa nella metà campo della politica le cose si complicano e i tempi si allungano.
Nella settimana in cui è stata pubblicata l'intervista, Hakan Fidan secondo altri resoconti stampa si sarebbe trovato a colloquio con diversi interlocutori curdi. Ocalan era solo uno tra questi.
Ma quante vite ha un direttore ?
Di Fidan si conoscono solo i dettagli della vita di figlio, nuora e nipotino.
Ovviamente al matrimonio erano presenti Erdogan e signora.
Della moglie nulla si riesce a conoscere.

Ammissioni

Volevano che io ammettessi di aver portato la cocaina dall’Italia. Ma non era vero. Da quel momento inizia il mio incubo. ilsussidiario

Il resoconto sulle torture dovute al fatto di essere cattolico è da verificare.
Si tratta comunque di una versione compatibile con una reazione esasperata alla "cattolicizzazione" degli Emirati Arabi culminata nella visita di Papa Francesco.
A Mohammed bin Zayed sui social viene spesso rinfacciato di essere ormai diventato frequentatore di chiese piuttosto che di moschee.
Da sempre i reali del Golfo sono molto accoglienti nei confronti delle comunità cristiane.
Ad Abu Dhabi la famiglia reale si fa carico degli affitti dei locali usati per cerimonie e riunioni.
In occasione delle celebrazioni festive il Sultano dell'Oman invia doni e omaggi floreali.
Tutta questa gentilezza non è ben vista dalle popolazioni locali.
A Muscat di tanto in tanto vengono presentate denunce per schiamazzi a causa del fastidio creato da canti e rituali rumorosi.
Il servizio d'ordine organizzato da polizia e sicurezza interna all'uscita di centri cristiani e templi, in occasione delle festività, è serrato.

Il dettaglio interessante della vicenda, così come è stata raccontata da Massimo Sacco, è quello della richiesta di confessione. Perché era così importante mettere in piedi una storia di traffico di droga dall'Italia quando i comparti emiratini possono vantare operazioni con cadenza quasi settimanale di cattura di milioni di pillole di tramadol e captagon ?
La risposta probabilmente è racchiusa nei termini dell'accordo raggiunto tra i governi italiano ed emiratino per la concessione della grazia.