Il vero problema per questo blog è che fine farebbero l'agente di blu vestito e il maratoneta brizzolato in caso di cambio di direttore.
Per come è stato concepito il sistema italiano dopo la mandata in soffitta di Sismi e Sisde i limiti temporali stabiliti dalla legge hanno valore nella misura in cui essi si conciliano con le esigenze di sicurezza nazionale del contesto.
Attualmente non si riscontra particolare necessità di apportare modifiche sostanziali al vertice dell'agenzia.
Caravelli è riuscito a trovare modalità di interazione adatte ad un governo ancora in prova su questioni tecniche. La narrazione sul secondo caso Sala ha consolidato in un momento di emergenza il mantenimento della linea di continuità operativa sul campo necessaria ad implementare le direttive di governo.
Il cosiddetto asse Mantovano-Caravelli ha contribuito a riallineare le posizioni del ministero dell' interno che in fase iniziale sembrava fuori dall' equazione fissata dall' esecutivo per il dossier migrazioni che ha riflessi sia interni che internazionali.
Poi c'è il rapporto con il capo di governo costruito attraverso l' interlocuzione continua che rende conto dell' operato dell' agenzia. Il rapporto di fiducia e' alla base del mandato di un direttore di intelligence.
Caravelli ha dato prova in tanti anni di essere garanzia di affidabilità.
Se qualcuno si è sentito tagliato fuori o non ne ha compreso i resoconti o forse è perche gli e' stato riferito male.
Quanto affermato dal prefetto Rizzi circa gli attacchi cyber diretti in misura maggiore verso le amministrazioni pubbliche rispetto al settore privato conferma l' impressione di criticità che lo stato al momento non è in grado ancora di gestire. E della conseguente ritrosia del privato a collaborare e condividere informazioni.
Il sottosegretario ha in mano sufficienti elementi per valutare e deliberare.
Altra criticità pare risiedere nell' asse difesa-esteri.
Da una parte su testate americane e israeliane vicine ai rispettivi governi viene diffusa la nozione che l' Italia in fase di discussioni sul cessate il fuoco sarebbe stata mediatrice o messaggero. Per altro verso Caravelli riferisce che gli scambi fisiologici con le agenzie collegate lo informano a Gennaio delle intenzioni dell' amministrazione. Intenzioni comunque note anche al grande pubblico attraverso la stampa.
Nel momento in cui crolla la mediazione omanita l' Italia rimane tagliata fuori dagli eventi.
Non è tanto il cortocircuito del momento a pesare. Piuttosto la mancanza di programmazione e coordinamento.
Anche su questi dettagli il sottosegretario dei segreti saprà deliberare .







