Ricorda un episodio della sua adolescenza, quando aveva condiviso con suo padre le difficoltà a scuola. La risposta di Salvatore era stata secca.
Gli uomini veri non si lamentano. Si rimboccano le mani.
Quella frase lo ha segnato. Da allora, ogni volta che prova ad esprimere un'emozione, la soffoca tenendo di essere giudicato debole. Dove nascono i silenzi. Claudia Conte.
Mio padre si arrabbiava quando piangevo per un brutto voto o una bocciatura.
Diceva che le lacrime non risolvono il problema.
Che se lui da giovane avesse pianto per tutti gli ostacoli che aveva incontrato non sarebbe riuscito a costruirsi una vita da zero.
Una famiglia. L'attività lavorativa. La casa.
Lui e mia madre erano stati educati con i silenzi. E altrettanto hanno fatto con me e mia sorella.
Mio padre alle parole preferiva essere uomo di parola.
Nel romanzo i silenzi sono forieri di violenza.
Risulta interessante il modo in cui i personaggi sono tratteggiati.
Ognuno cerca di reagire a suo modo alla violenza messa in atto dal Salvatore.
Di crearsi una nicchia di vita nonostante il padre.
Il ragazzo è quello che paga il prezzo maggiore dal momento che fa sua la violenza messa in atto dal padre.
Di solito i silenzi creano imbarazzo. Incomprensioni. Diffidenza.
Riuscire ad ascoltarsi o capirsi senza l' ausilio della parola è possibile solo tra personalità affini.
Tra persone che in qualche modo si conoscono già tra di loro.
Nell' era dei social il ritorno ad un sano silenzio potrebbe comunque risolvere diversi problemi.