Visualizzazione post con etichetta Matteo lo sceriffo dell'Interno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Matteo lo sceriffo dell'Interno. Mostra tutti i post

domenica 7 dicembre 2025

Turning holy water into wine

 

Talmente in esclusiva che tutto il mondo ne discuteva mentre noi in Italia grazie al buon Fittipaldi parlavamo della sua magione.

Salvini ha tanti difetti però con la sua ingenuità risulta simpatico.

L'aspetto interessante dell'affaire del presepe senza volto è che il furto del bambinello è passato in secondo piano. Perchè come ha spiegato il sindaco da quelle parti è una tradizione alla pari del Natale.

Un presepe, così come un libro o un film, alla fine è frutto del lavoro di una mente umana che propone la sua visione di vita. 

E di certo l'idea di sostituire i volti classici delle statuine del presepe con un vuoto che ognuno può riempire a seconda del proprio vissuto, della realtà individuale e di comunità o della sensibilità che lo accompagna, può essere una esperienza di ricerca interiore stimolante.

Si tratta di un processo che in un certo senso stona con atmosfera e aspettative del periodo natalizio per chi punta sulla tradizione visiva delle statuine che rendono immutabile la realtà. Un modo per allontanarsi da noie e problemi quotidiani.

Il discorso artistico andava fatto in altra maniera rispetto alla rappresentazione pubblica.

Probabilmente consiglio comunale e vescovi, sui quali ogni anno gravano pressioni di tipo politico, hanno dato l'autorizzazione mettendo in conto le solite polemiche ma non lo sconcerto causato dai volti vuoti.

venerdì 7 febbraio 2025

Paginate

Ma fammi capire una cosa.

Ci sono interviste ad agenti segreti sui giornali?

In Israele a chi chiede?


Addendum PDF 

Un paio di giorni fa mi hanno inviato una sentenza di nomina di amministratore di sostegno.

Per anteprima s'intende il titolo?

Io quello ho visto e ho scaricato il file perché conoscevo il mittente e di che di trattava.

sabato 26 ottobre 2024

Muri di gomma

 

Gli scambi turistici, commerciali e culturali possono costituire un ponte di sicurezza e libertà verso la democrazia.

Un Paese frequentato da turisti può considerarsi sicuro nella misura in cui il governo non si fa scudo, né li utilizza in forma di ricatto, degli accordi bilaterali.

Sulla carta la guida affidata ad un premio Nobel per la pace dovrebbe essere garanzia di affidabilità dopo decenni di dittatura.

È necessario comunque tempo per osservare risultati apprezzabili.

venerdì 15 settembre 2023

Risposte più dettagliate

 E se l'intelligence non riesce a trovarla questa regia, che (gli) succede?

Al di là delle rispettive competenze, non si capisce il silenzio da parte di altri attori istituzionali responsabili del dossier.

venerdì 16 luglio 2021

Second life

La scelta del vice deve trovare d'accordo il direttore innanzitutto.

Poi una concessione fatta ad una parte politica poco gradita permette di reclamare molto altro in dossier importanti per l'esecutivo che si rappresenta. E' il grande gioco al quale anche il comparto sicurezza non può sottrarsi.

Il linguaggio ricercato, o paludato, offre l'opportunità di calibrare idee e concetti. Che è la chiave per maturare la consapevolezza politica e conciliarla con l'aspetto tecnico.

lunedì 27 gennaio 2020

Presunto

A questo punto è forse il caso di chiarire una volta per tutte il concetto di innocente/colpevole. Che non equivale affatto a condannato/assolto. L’innocente è chi non ha commesso il reato, il colpevole colui che l’ha commesso. Ma, se uno è innocente o colpevole, lo sa soltanto lui, che però non può giudicarsi da solo. Così, da che mondo è mondo, si delegano dei giudici a valutare eventuali testimonianze e prove, regolate da limiti precisi. La loro sentenza (assoluzione, o condanna, o prescrizione) è una pura convenzione: salvo rarissimi casi, non potrà mai fotografare l’intera “verità storica”, ma solo analizzare gli elementi utilizzabili raccolti, cioè la “verità giudiziaria”. In questa convenzione, da tutti accettata per evitare che le vittime si facciano giustizia da sole, è previsto che un probabilissimo colpevole venga assolto perché le prove non bastano al giudice per condannarlo. E, in Italia, che un sicuro colpevole non sia condannato perché è passato troppo tempo. 
Marco Travaglio 26 Gennaio 2020

L'ho scritto e lo ribadisco.
A Travaglio manca una fidanzata in grado di capirlo.
E' questo il suo vero problema.

L'articolo nel suo complesso non era così terribile come qualcuno lo ha voluto fare sembrare.
Travaglio dice spesso cose intelligenti.
Purtroppo lo fa per difendere i grillini che sono ormai in estinzione. E quindi indifendibili.
Quando Salvini vince alle urne, gran parte del merito va attribuito a Belpietro e alla sua squadra. Decenni di sostegno al centro destra e a Berlusconi gli hanno insegnato a capire quello che vuole la gente. E a costruire la notizia ad alto impatto. In modo da colpire l'elettorato che interessa a Salvini.
Il resto (citofonate e scenette con la fidanzata) serve a costruire l'atmosfera.
Matteo Salvini ha perso (se ha veramente perso) perché ha presentato una persona che non ha la capacità di guidare o amministrare nemmeno il proprio giardino.
Quando si ha veramente a cuore la patria e l'interesse nazionale, bisogna mettere da parte le proprie velleità e debolezze.

giovedì 23 gennaio 2020

Meet Matthew door to door

Mancava solo la bacchettata del capo della polizia.
Matteo Salvini ha fatto quello che l'elettorato a cui lui punta gli chiede.
Ha fatto breccia persino nel cuore di mia madre ultraottantenne appassionata di Berlusconi.
Il problema è che da ministro o da presidente del consiglio certe operazioni non hanno senso.
Come non ha senso la strategia dello sceriffo in certi quartieri.
Il Pilastro è da sempre uno dei quartieri più militarizzati d'Italia.
Ai tempi dell'eccidio dei tre carabinieri ci passavo ore (di giorno che di notte non è consigliabile) per cercare di capire come fosse potuto accadere un orrore del genere.
Una volta c'era Marco Medda. Oggi i tunisini.
In mezzo tanta brava gente.
Fatto è, che la risposta militare serve solo a fare da tappo.
Quando costruirono un commissariato faraonico alla Barca, altro quartiere difficile, non è che servì a molto. Si sente la presenza dello stato. Ma non basta.
Se Salvini vuole fare la differenza, deve proporre un'alternativa e costruirla sul serio.
Siamo stufi delle chiacchiere e degli show. Noi la gente normale.

lunedì 20 gennaio 2020

Friendly people

Q: You said that the hate for Israel is a dangerous crime. How can we bring the EU to understand that and fight against it?
"We should start working on it in the schools, among the youth. I spent nine years at the European Parliament and I can say that the European institutions – let alone the institutions the UN – are no friends of Israel. The European Parliament has today a majority that is not friendly to Israel. So, I believe we shouldn't focus on these institutions but rather on the new generations. Those who want to erase the State of Israel should know that they will have in us an enemy. Israel is an ally. This should be taught in schools and universities. israelyhom

Un'intervista al giornale di Adelson non nasce per caso.
E' sempre parte di un piano.
A quanto sembra, nemmeno la scelta del console onorario è stata casuale.
L'asse con il partito di Renzi potrebbe non essere solo una speculazione giornalistica.

venerdì 6 dicembre 2019

La morale è sempre quella

Mamma Marì, viene a vedere c'è Salvini. Quanto è bello.
Me Bello non proprio. Può piacere. E' un tipo.
Mamma Adesso si veste come un comunista. La maglia a collo alto alto e la giacca.
Me Si presenta bene. Meglio di prima. Mezzo Bertinotti. Mezzo Che Guevara.
Mamma Bello. Chissà quanto costa quel maglione.
Me Lavora e guadagna. Pare giusto.


Se fosse stato presidente del consiglio in un momento cruciale sul piano internazionale, avrebbe causato una crisi diplomatica con la Turchia e serie conseguenze per la Ferrero che opera a livello globale. Con ripercussioni anche per i lavoratori italiani.
Gli italiani e quanto di buono essi costruiscono viene sempre prima.
Ma non si può prescindere dalla collaborazione e dagli scambi.
Salvini deve decidere se continuare a fare il Di Battista della Lega (magari Belpietro gli affida un reportage in Turchia) oppure sedersi a studiare questioni e linguaggio per essere credibile come politico e soprattutto come italiano.

sabato 23 novembre 2019

Don't say cat

Ci sono tanti modi per spiegare a Matteo Salvini che a volte le sue parole possono essere recepite come violenza fisica. Che troppo spesso va alla ricerca del consenso facile giocando con i problemi piuttosto che cercare di spiegarli alla gente. Che si comporta da bambinone piuttosto che da cittadino (politico) responsabile.
Ma farlo con quella opera che tutto sembra tranne che arte, è stato più stupido degli abbracci agli alberi di Salvini.

lunedì 7 ottobre 2019

Secrets of the night

Al tempo stesso, però, il presunto coinvolgimento del Carroccio nel "Russiagate" di Gianluca Savoini, potrebbe costituire un ostacolo nel piano di Matteo Salvini. In ogni caso la votazione del presidente avviene a scrutinio segreto. Al momento 5 seggi sono appannaggio della maggioranza (Pd-5 Stelle) e 5 alle opposizioni (Fi, Fdi, Lega). iltempo

Che messaggio darebbe il Salvini che ha puntato il dito contro il governo delle spartizioni, nel chiedere una poltrona che nell'immaginario popolare consegna il potere di controllo sui servizi segreti, può schermare il capitano da potenziali accuse sulla vicenda del Metropol e gli permette di tenere il presidente Conte sulla graticola ?
Chiudiamo con questo interrogativo il Servizi Day .

sabato 17 agosto 2019

Far consumare la crisi

Il gesto di forza compiuto da Salvini è stato un gesto di preoccupazione, di paura, di una persona in una autentica crisi di nervi.
...Penso che le vicende relative al Russiagate gli abbiano fatto perdere sicurezza. Altrimenti, un ministro, che è anche l' Autorità nazionale di pubblica sicurezza, sarebbe venuto a rendere conto del proprio operato in Parlamento. Invece, non solo Salvini non è venuto in aula, ma pochi giorni dopo ha chiesto lo scioglimento dell' aula. Una cosa senza precedenti nella storia, seppure complessa, del nostro Paese. Salvini ha incominciato a capire che non è invincibile, che non sarà una passeggiata.
...Se Mattarella dovesse valutare che ci sono le condizioni per un accordo di fine legislatura ampio, solido, costruito su basi totalmente nuove rispetto al Contratto di governo di cui si è appena dichiarato il fallimento, è evidente che il Pd dovrà valutare con attenzione queste proposte. Ma è chiaro che si parte dalla prima regola, far consumare la crisi.
intervista a marco minniti il fatto quotidiano (dagospia)

La tua foga politica e l’ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare “slabbrature istituzionali”, che a tratti sono diventati veri e propri “strappi istituzionali”. Giuseppe Conte

La sintesi elegante del Presidente del Consiglio consegna un'istantanea abbastanza fedele del personaggio Salvini che non riesce ancora ad entrare nel ruolo istituzionale. Il che non vuol dire che non ci stia comunque provando.
Probabilmente anche il ministro dell'interno è caduto nelle trappole di certa stampa e a un certo punto si è chiesto se i servizi segreti fossero dalla sua parte o stessero lavorando per il presidente Conte.
Si è sentito sotto pressione su vari fronti e preso dalla foga ha pensato più che altro ad assicurarsi i consensi. Non sembra esserci strategia nella serie di mosse che ha messo in atto sin da quando è iniziata la crisi. A volte i numeri fanno girare la testa.
Da vecchia volpe della politica quale è, l'onorevole Minniti ha individuato la chiave di svolta per l'opposizione. Il tempo può mettere in luce tutte le potenzialità di una fase di transizione.
Basta scegliere la strategia giusta.

lunedì 5 agosto 2019

Soft wording

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha spiegato: “Inaccettabili gli attacchi delle truppe ribelli agli obiettivi civili (ospedali e aeroporti), inaccettabile il silenzio di gran parte degli organismi internazionali a fronte di queste aggressioni. Chi alimenta la guerra in Libia, odia l’Italia e l’Europa e mette a rischio la sicurezza nell’intero continente.” askanews 30 luglio 2019

The air strike in Murzuq has claimed the lives of civilians in southern Libya, a region that is already paying a heavy price for the inability of the warring parties to end the crisis. Indiscriminate attacks on densely populated residential areas may amount to war crimes and must cease immediately. As High Representative / Vice-President Mogherini stated on behalf of the EU on 2 August, those committing war crimes and those breaching International Humanitarian Law must be brought to justice and held to account. We expect all Libyans to support the United Nations Special Representative's attempts to relaunch political negotiations and implement a truce on the occasion of the Eid al-Adha.
EEAS Brussels, 05/08/2019 - 16:10

A me non pare, come invece faceva notare Alessandro Pagano sul suo blog, che la definizione del ministro Salvini sia molto differente nella sostanza da quella usata dal presidente del consiglio in parlamento per riferire sulla situazione in Libia.
Il ribelle è comunque un potenziale interlocutore.
Il terrorista invece crea problemi. Nel caso di Haftar anche troppi.
Il ministro Salvini pare avere un feeling speciale con alcuni elementi del governo di Tripoli.
All'occorrenza nulla gli impedisce di (ri)aprire canali con Marshal Haftar.
In Siria si è usato questo stratagemma linguistico per evitare bombardamenti e sanzioni a gruppi di combattenti  e sostenitori.
E anche per non perdere credibilità politica nell'arena internazionale.
Zenki e Ahrar Al Sham erano creature costruite e sostenute a fasi alterne principalmente da Qatar, Turchia e Stati Uniti. Si trattava di una realtà in fondo nota già all'epoca.
Abu Mohammad Al Joulani non si è mai preoccupato più di tanto di certe logiche poichè i suoi emissari erano, e sono ancora, interlocutori essenziali per diversi governi. E fare richieste circa designazioni o trattamenti particolari comporta una perdita di controllo.
Infatti molti gruppi che hanno ceduto alle lusinghe e ai soldi dei foreign backers sono alla fine stati riassorbiti in altri piccoli eserciti che non riescono a fare la differenza senza il supporto di Hayat Tahrir, TIP e Hurras AdDeen.

venerdì 2 agosto 2019

Ma vi par normale

Nel tweet del ministro Salvini questa frase aveva attirato la mia attenzione piuttosto che la parola incriminata.
I meridionali solitamente raddoppiano le consonanti e triplicano le vocali finali.
I nordici invece tagliano le parole riuscendo a rendere poetiche anche le frasi più dure.
Io avrei scritto : ma uarda acchissì. Oppure : uarda asta ... (bip)
Noi abruzzesi abbondiamo in cussù/chissì, cullù/chillì. Auaaa. Uardampò.
Cus/cussù a seconda della provincia di origine.
Chissà se il generale Carta ha imparato un po' di dialetto dal momento che i chietini lo perseguitano.
Al di là della connotazione assoluta di un termine poco gentile, bisogna tenere in considerazione anche il contesto e il profilo del soggetto che l'ha pronunciato.
Prendere atto che Salvini non riesce ancora ad entrare nel ruolo istituzionale e che in queste ultime settimane è sotto pressione su più fronti, non significa fornirgli una scusa o sminuire la sua uscita.
A me pare che si stia esagerando inutilmente anche perchè l'alternativa non è delle migliori.
Ammesso che ce ne sia una.

giovedì 25 luglio 2019

Bag full of thoughts

Ma ci stanno tutti i segreti di un direttore in una sola borsa ?

Il presidente Conte ieri ha fatto il resoconto che in quanto capo del governo aveva il dovere di presentare al Paese rispetto all'interesse della nazione e alle possibili interferenze della vicenda russa sull'operato del governo. Ha esposto fatti e riscontri.
Non ha coperto nessuno. Né ha lanciato guanti di sfida.
Per fare valutazioni corrette bisogna aspettare l'esito dell'inchiesta giudiziaria.
Se il ministro Salvini lo riterrà opportuno, può seguire la stessa linea di comportamento.
Il modo in cui il presidente sta gestendo questa vicenda, è la conferma che non ci troviamo in presenza di una figura prestata alla politica e in balia di eventi e partiti. Piuttosto di un uomo che con determinazione e coerenza si è messo al servizio del Paese.
Se fossero vere le voci circa un progetto politico che lo vedrebbe alla guida, questo andrebbe a riempire un vuoto importante. L'Italia ha bisogno di fermarsi per recuperare tranquillità ed equilibrio. E' inevitabile che dietro al Presidente Conte ci siano poteri forti ed entità con interessi ben precisi. La correttezza che lo caratterizza sono comunque garanzia che questi ultimi non prenderanno il sopravvento. Una forza politica d'ispirazione cristiana orientata ad accogliere nel rispetto delle diversità anche coloro i quali abbracciano gli stessi principi e valori pur non essendo cattolici, sarebbe un progetto da sviluppare entro un futuro non molto lontano.

Foto Viminale

martedì 16 luglio 2019

Polli metropolitani

Non risultano per il momento fatti concreti dalla trascrizione dei dialoghi pubblicata da Buzzfeed. E nemmeno dal resoconto fatto in Febbraio da L'Espresso.
La magistratura deve compiere gli accertamenti necessari.
Bisogna tenere in considerazione il fatto che, il modo in cui solitamente Putin si muove per influenzare l'orientamento tenuto dai governi occidentali e dagli organismi internazionali nei confronti della Russia, non è quello che sembrerebbe venire fuori da questa storia.
Il presidente russo non mescola affari e politica semplicemente per comprare un partito di governo in grado di fare i suoi interessi in seno alla Nato o all'Unione Europea.
Putin segue dinamiche più fluide che gli garantiscono capacità di manovra nel lungo periodo e sui fronti più disparati.
Per questo motivo al momento la questione più urgente da risolvere in materia di sicurezza nazionale, alla luce della fuoriuscita dei vicedirettori dall'organo di coordinamento, è la ricerca di figure con altrettanta competenza ed esperienza nel campo della business intelligence e delle aree di conflitto internazionali. Settori che vede vigili e attivi sia Aise che Aisi e per i quali è comunque necessaria un'azione efficace di sostegno da parte del dipartimento.
Inoltre le istituzioni e le aziende alle quali Putin si affida per determinate transazioni sono di alto livello e strettamente legate ai suoi inner circles.
Vi è un gran numero di persone che naviga, e viene lasciata agire, nella galassia putiniana.
Ma si tratta di personaggi di basso profilo e con nessuna influenza a livello decisionale.
Pur gravitando in questa vicenda un consigliere per le attività strategiche e un vice presidente dell'Eni, non risulta al momento che si stessero muovendo in maniera ufficiale e che siano stati finalizzati affari e scambi.
Non era dunque compito della sicurezza nazionale quello di seguirne le mosse.
I generali Carta e Parente, nei prossimi giorni in audizione al Copasir, non potranno riferire di evidenze ulteriori rispetto a quelle già emerse attraverso i resoconti della stampa italiana ed internazionale.
La questione rimane essenzialmente politica.
Il presidente Conte ha il compito di fare da mediatore all'interno del governo per risolvere la controversia, facendo anche in modo che in futuro non si ripresentino situazioni simili.
E potrebbe anche stimolare nel ministro Salvini qualche riflessione politica di tipo più profondo circa il modo di operare e i collaboratori che lo affiancano.

sabato 6 luglio 2019

Multitasking

Senior Foreign Ministry officials also expressed concern that Cohen and National Security Advisor Meir Ben-Shabat were intending to take over more of the ministry's areas of operation and that they are motivated by instructions from above, alluding to the Prime Minister's Office. The senior sources said Mossad officials do not inform the ministry of their actions in the Middle East and beyond. The challenge to the ministry's authorities compounds their difficulties after their budget was slashed by the Netanyahu government, restricting its abilities to carry out its job. The officials gave an example of instructions sent to Israeli embassies and consulates telling envoys to refrain from consular visits to the approximately 400 Israelis being held in prisons around the world. Ministry employees have been taking industrial action for the past week and a half, and are refusing to issue passports in both the New York and Los Angeles consulates while threatening to disrupt official state visits to Israel and foreign trips by Israeli officials. ynet

I giornalisti israeliani spesso ironizzano sul fatto che il primo ministro si ritiene unico esperto in patria di questioni militari e politiche.
E in effetti Netanyahu interpreta il suo ruolo come se fosse contemporaneamente ministro dell'interno, della difesa e degli esteri.
Il discorso di Cohen e il modo in cui il Mossad si starebbe muovendo dietro le quinte non sono in fondo una novità.
Allo stesso modo il ministro Salvini, che non ha l'esperienza di Netanyahu ma sta maturando con impegno e determinazione, deve fare fronte ad una serie di situazioni che non sono di gestione esclusiva di un unico dicastero. A suo sostegno ha un comparto intelligence che, in particolare in Libia, può guidarlo sulla strada giusta nonostante le difficoltà. I generali Carta e Caravelli stanno lavorando da tempo con pazienza e dedizione su questioni di non facile soluzione. Il loro silenzio merita  rispetto.
Quello che lascia perplessi di Cohen, delle cui velleità politiche si è spesso parlato, è che in questo momento pare spingersi molto oltre i piani. Le sue mosse attualmente possono sconvolgere il corso della storia. Non solo del medio-oriente.
Difficile dire a cosa stia effettivamente mirando. E' auspicabile che interlocutori internazionali e alleati siano in grado di ricondurlo su un binario fatto di ragionevolezza.

mercoledì 29 maggio 2019

It can't stop, i wonder

..... Il Governo del cambiamento deve ancora completare buona parte del suo programma. Ho elaborato un’agenda fitta di misure e provvedimenti da attuare che ci impegnerà per il resto della legislatura. Ho chiesto a entrambi i Vice Presidenti di accelerare i confronti e le valutazioni che sono in atto nell’ambito di ciascuna forza politica, in modo da poter ripartire già nei prossimi giorni con chiarezza di intenti e determinazione di risultati.
Nota del Presidente del Consiglio

In effetti i problemi veri sono all'interno dei partiti piuttosto che in seno al governo.
Il Presidente Conte rimane l'opzione migliore non solo per fare da ago della bilancia ma per portare avanti il programma concordato tra gli alleati.
Nella Lega sembrano esserci malumori di sottofondo che alla lunga potrebbero minarne la tenuta. I grillini oltre alla grana Di Maio devono scegliere una linea concreta da forza di governo e figure più solide e preparate.
A Matteo Salvini conviene rimanere in questa compagine di governo.
Il ritorno alle urne, o la ricerca di altre alleanze nel campo di destra, renderebbero vani gli sforzi fatti finora. Non ha senso nemmeno mettersi a fare la parte del leone dopo la vittoria.
Adesso è arrivato il momento di affiancare la sostanza ai tweet.
Economia, lavoro, esteri.

sabato 25 maggio 2019

So I try to laugh about it

Non si e messo a piangere? 
«Salvini non piange mai».
Repubblica-Dagospia

Il pianto fisico incarnato dalle lacrime non è l'unico modo di sfogarsi.
Ovviamente la sua squadra di lavoro ha sfruttato a dovere l'occasione per portare avanti la propaganda elettorale.
Ma di fronte ad una educatrice di lungo corso, una insegnante come tante di quelle che hanno segnato la vita di ciascuno di noi, il ministro Salvini non poteva che fermarsi a riflettere e discutere.
Questo è quello che piace di lui anche a chi per il momento non lo vota. Al di là dei modi bruschi ostentati, non sfuggono l'educazione e il rispetto che gli sono stati trasmessi dalla famiglia.
E' auspicabile che in un futuro non molto lontano si renda protagonista di aperture anche verso altri temi e protagonisti di questa nostra Italia.
Un uomo che non piange non può nemmeno essere spaventato dalla islamizzazione come la chiama lui. Si può trovare sempre un modo per vivere in pace tutti assieme.
Secondo me starebbe anche bene in versione Matteo d'Arabia con una bella disdasha bianca.
Magari un giorno.

Foto Matteo Salvini Twitter

sabato 30 marzo 2019

Tank think

Arab regimes spend millions of dollars on think tanks, academic institutions, and lobbying firms in part to shape the thinking in Western capitals about domestic political activists opposed to their rule, many of whom happen to be religious. The field of counterextremism has been the ideal front for the regional governments’ preferred narrative: They elicit sympathy from the West by claiming to also suffer from the perfidies of radical jihadis and offer to work together to stem the ideological roots of the Islamist threat.
Based on dozens of conversations conducted over several years, we found that autocratic regimes in the region carefully cultivate conservative and far-right circles in the West that they believe lean toward their own anti-Islamist agendas. foreignpolicy
Foto mofa.ae

Stranamente risulta scomparso dal sito del ministero dell'interno il resoconto testo-immagini dell'incontro con Sheikh Abdullah avvenuto lo scorso 26 Febbraio.
Una strada da provare per la diplomazia araba, è la ricerca di una sponda amica verso uomini come il ministro Salvini che è a capo di un partito di destra ma ultimamente pare alla ricerca di una svolta moderata in grado di assicurargli consensi e voti nel centro-destra cosiddetto moderato senza essere costretto a rinunciare all'alleanza di governo.
Il contrasto al terrorismo di matrice fondamentalista, associato al dialogo con le comunità islamiche, può costituire un biglietto da visita migliore anche sul fronte internazionale ed evitare a Salvini i grattacapi giudiziari dei porti.
Il finanziamento dei circoli dell'estrema destra europea (dato da prendere con le pinze, visto che Hassan Hassan ha a lungo collaborato con testate ed enti riconducibili al governo di Abu Dhabi, e quindi adesso che ha cambiato casacca può avere le sue ragioni per insinuare questo dubbio presso il pubblico di riferimento ) può rivelarsi un boomerang così come lo fu, all'epoca di Daesh e Al Qaeda, quello di finanziare i gruppi islamisti siriani.
E fu proprio uno dei primi sostenitori della resistenza siriana, Bandar bin Sultan, ad ammonire qualche decennio fa i governi occidentali circa il pericolo derivante dalla distinzione, che spesso questi operano, tra dissidenza e terrorismo. All'epoca molti qaedisti ricercati nel Golfo venivano accolti come dissidenti in Europa.
Sheikh Abdullah bin Zayed, che non a caso è l'artefice di quello che viene definito il passaporto più prestigioso e potente del mondo, a distanza di molti anni aggiunge un elemento di novità emerso nell'era di Daesh. La distanza tra dissenso ed estremismo è ormai molto ridotta anche nei Paesi occidentali . Indubbiamente le monarchie del Golfo spesso cavalcano l'onda del terrorismo per esercitare maggior controllo sul dissenso. Ma se non agissero in questo modo, le proteste e le manovre sotterranee finirebbero in un bagno di sangue. E lo stesso può accadere in Occidente.