It is interesting to note that Macron praised the Iranian Quds Force for helping to eliminate terrorist gangs. The Quds Force plays a prominent role in Syria and Iraq, supporting the armed forces in the two neighboring countries. When a European leader, one of America's allies, commends this achievement, it is a clear recognition of Iran's power and the role of the Quds Force in defeating terrorism and rooting out the fiercest terrorist organization in the Middle East. teherantimes
E' perfettamente normale che sui canali social ufficiali dell'Eliseo non vi sia traccia non solo di questo sfacciato endorsement ma della telefonata innanzitutto. La diplomazia attualmente si muove sotto traccia. Nessun capo di stato ama essere associato alla leadership iraniana.
Presumibilmente Macron, come tutti gli altri capi di governo dell'unione, sta prendendo in seria considerazione il rimodellamento dell'accordo sul nucleare. Per fare ciò, deve inizialmente tentare un approccio moderato. Spingersi all'elogio di una formazione considerata terroristica da più parti, seppure in forma privata, è francamente troppo. Il primo spunto che porta a pensare che si tratti di una fake news, lo fornisce il fatto che la notizia compare solo sui media di regime. E nessuna testata internazionale ha ripreso questa notizia che sarebbe di importanza cruciale se vera.
Il resto è frutto di ragionamento, conoscenza ed intuizione.
Un poliziotto è in grado di arrivare ad una conclusione incontrovertibile sul punto e poi di ottenere una smentita scomoda in questo momento per l'intero panorama politico mondiale ?
Con un framework come quello indicato dal protocollo operativo, molto generico e affidato più alla buona volontà che alla professionalità e all'impianto giuridico attualmente a disposizione, pare proprio di no.
La polizia postale, di concerto con organismi e siti specializzati, si cimenta da anni e con successo, nella sensibilizzazione dell'utente in materia di bufale.
Se è costretto a sconfinare nel campo della politica, per di più sotto elezioni, rischia di bruciarsi.
L'impressione è che l'iniziativa del ministro Minniti sia tesa a ridurre al minimo le frizioni che inevitabilmente sconvolgeranno la scena elettorale nelle ultime settimane, e a dare un contentino al portavoce-spindoctor di Renzi ancora convinto che l'articolo di Biden e la relazione del comitato parlamentare americano (una raccolta di articoli degli ultimi due anni) siano la prova incontrovertibile degli attacchi alla nostra democrazia.
L'ennesimo tappo da parte del ministro dei patti che si è trovato a gestire una situazione che soffre da anni la poca educazione in materia impartita al popolo italiano e il lobbismo sfrenato dei gruppi di potere che per imporre la loro linea usano le fake news come pane quotidiano.
In mezzo c'è il giornalismo nostrano che adesso grida alla democrazia in pericolo, quando negli anni ha offerto un prodotto che è quello che è. Solo un prodotto appunto.
E anche i politici senza arte nè parte che lodano il provvedimento nella speranza che li aiuti a riprendersi poltrona e stipendio.
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