“How to Practice Child Love.” The manual is a professionally designed document that presents itself as “an education and a step-by-step guide for adults to engage and practice sexual relationships with children.” The manual states: “You do not even need to leave your own house or lot to meet new children and child love candidates. If you are bound to stay at your house, and preferably living alone, you can actually get the kids all the way to your front door – and even inside. This might even be a very safe option too – since as soon as you get the kids inside, no one can watch your activities from outside.” DOJ Massachussetts May 2018
La stessa cosa avrebbe fatto la donna residente a Reggio Emilia, che gli avrebbe inviato immagini degli abusi da lei stessa commessi verso sua figlia, in cambio di poche centinaia di euro. "La vera notizia di oggi - ha dichiarato la dirigente della Polposta Toscana, Barbara Strappato - è che finalmente le due bambine sono al sicuro".
carlinoreggioemilia febbraio 2020
Sono state messe momentaneamente al riparo da ulteriori interferenze alla loro vita di bambine. Tra dieci o quindici anni si potranno fare valutazioni circa il reale stato di sicurezza psico-fisica.
Ai tempi in cui in America cominciarono a venire alla luce questo tipo di vicende, si aveva una percezione generale del fenomeno. Successivamente si iniziò a distinguere tra i comportamenti nella vita reale e quelli in rete. Ciò che accomunava queste persone era l'incapacità di relazionarsi con il mondo in cui vivevano.
Si tracciò un profilo che era a metà tra quello del serial killer e del ragazzino che dà fuoco alla scuola. Le azioni di questi soggetti sono la conseguenza di abusi subiti sovente nel corso dell'infanzia o dell'adolescenza. Entrambi identificano un oggetto ben preciso in grado di consentire loro di dare sfogo alle proprie frustrazioni per portare a termine in maniera indiretta una specie di vendetta contro coloro i quali li hanno resi incapaci di vivere in modo normale. La segretezza è la loro arma migliore. Negli anni Internet si è prestato a fare da catalizzatore e punto d'incontro per lo sviluppo delle loro attività. E soprattutto da nascondiglio.
Man mano che le forze dell'ordine affinavano i mezzi di prevenzione e contrasto, i pedofili sviluppavano metodi per sfuggire ai controlli oltre che all'attenzione generale.
Internet è diventato un elemento chiave per esercitare quella segretezza che li rende insospettatibili e per ampliare il raggio d'azione oltre gli ambienti in cui solitamente vanno a caccia delle loro vittime. Scuole, palestre, parrocchie, case di amici e parenti.
La tecnologia permette anche di elaborare a piacimento le immagini dei bambini da scambiare con altri pedofili.
Il rapporto incestuoso consente di saltare il passaggio di ricerca e i controlli generati dai sospetti. Il manuale (presumibilmente lo stesso tradotto in italiano e trovato durante le perquisizioni) fornisce consigli su come evitare di lasciare segni sul corpo facendo anche in modo che i bimbi non lancino segnali di allarme.
Nel momento in cui viene concepito un figlio allo scopo, cessano i rapporti fisici tra i conviventi o coniugi. Alla compagna non rimane che fare di tutto per sublimare il piacere dell'uomo.
Nel caso specifico si dedica alla ricerca di immagini.
Si tratta di dinamiche, osservate da diversi anni negli Stati Uniti e in Inghilterra, che costituiscono un'evoluzione in un certo senso naturale dell'evento.
In Italia dovrebbe essere la prima volta che questo tipo di vicenda (pianificazione di figli per dare sfogo alla devianza e ricavare somme di denaro) viene portata allo scoperto.
E' una conferma che il fenomeno e le sue evoluzioni sono stati per il momento cristallizzati nel loro complesso e che la polizia delle comunicazioni, anche grazie alla cooperazione internazionale, è in grado di effettuare opera di prevenzione e contrasto.
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lunedì 10 febbraio 2020
venerdì 13 dicembre 2019
Revival
Bosio’s camp filed for a demurrer of evidence, which was granted by the Biñan Regional Trial Court but was set aside by the appellate court.
Records of the case showed that the alleged victims of Bosio were under 12 years old whom he picked up in Caloocan City. He took them to his rented home near Splash Island, a swimming resort in Biñan.
manilatimes
Fu un caso molto controverso che in Italia, mentre la Farnesina rimaneva in silenzio ed era almeno in apparenza poco incline a venire in soccorso del diplomatico, ebbe molta risonanza su social e giornali grazie al tam tam portato avanti da famiglia e conoscenti. Nelle Filippine si prestò alle velleità di visibilità dell'organizzazione che presentò denuncia.
Proprio il rumore mediatico impediva di fare valutazioni precise sull'accaduto. I comportamenti dell'Ambasciatore, così come risultavano dalle accuse di alcuni bambini e dalle loro famiglie ma anche da amici e preti del luogo che lo scagionarono completamente, erano compatibili con il profilo classico del pedofilo che in maniera molto abile riesce a celare mire e azioni. Un atteggiamento molto simile al radicalizzato da Daesh su Internet che riesce a nascondere il cambiamento in corso continuando a vivere come un "occidentale". Un diplomatico di esperienza inoltre, avrebbe dovuto sapere che certi comportamenti in quei Paesi possono essere molto facilmente mal interpretati.
Alla fine l'Ambasciatore fu assolto e, nonostante la determinazione (quasi accanimento) della dirigenza della Bantay, nulla lasciava prevedere che il caso sarebbe stato resuscitato.
Fu un caso molto controverso che in Italia, mentre la Farnesina rimaneva in silenzio ed era almeno in apparenza poco incline a venire in soccorso del diplomatico, ebbe molta risonanza su social e giornali grazie al tam tam portato avanti da famiglia e conoscenti. Nelle Filippine si prestò alle velleità di visibilità dell'organizzazione che presentò denuncia.
Proprio il rumore mediatico impediva di fare valutazioni precise sull'accaduto. I comportamenti dell'Ambasciatore, così come risultavano dalle accuse di alcuni bambini e dalle loro famiglie ma anche da amici e preti del luogo che lo scagionarono completamente, erano compatibili con il profilo classico del pedofilo che in maniera molto abile riesce a celare mire e azioni. Un atteggiamento molto simile al radicalizzato da Daesh su Internet che riesce a nascondere il cambiamento in corso continuando a vivere come un "occidentale". Un diplomatico di esperienza inoltre, avrebbe dovuto sapere che certi comportamenti in quei Paesi possono essere molto facilmente mal interpretati.
Alla fine l'Ambasciatore fu assolto e, nonostante la determinazione (quasi accanimento) della dirigenza della Bantay, nulla lasciava prevedere che il caso sarebbe stato resuscitato.
domenica 8 aprile 2018
Da Sorman a Douma
Se le guerre venissero fatte per liberare i popoli dall'oppressione e dall'ingiustizia, allora anche la sofferenza e la morte dei bambini avrebbero un senso.
Non c'è una fine degna di essere considerata tale, per guerre il cui solo scopo sono potere, soldi e petrolio.
Non c'è una fine degna di essere considerata tale, per guerre il cui solo scopo sono potere, soldi e petrolio.
mercoledì 4 aprile 2018
E anche il morbillino
C'è differenza tra sdrammatizzare e banalizzare.
Il fatto stesso che in questo Paese ormai non si possa più dire o fare nulla senza essere sottoposti al giudizio dei Burioni o dei Cantone di turno, è indicativo del problema.
Al giorno d'oggi Cicciobello è un'arma così come lo sono i social. La violenza contro insegnanti e genitori, ormai all'ordine del giorno in Italia, è dovuta al fatto che i ragazzi non riescono a gestire le emozioni. A capire che una cosa è provare rabbia davanti ad uno schermo. Altro è, metterla in atto nella vita reale.
Allo stesso modo, lasciare un bimbo a giocare con il morbillino in maniera passiva, ha il significato di banalizzare la malattia. Accompagnarlo nel gioco spiegandogli la realtà del disagio, nel modo migliore a seconda dell'età, può aiutarlo ad affrontare una patologia in maniera consapevole. Senza banalizzare né drammatizzare.
In questo Paese sembra che manchi la famiglia. Quello è il vero problema da approfondire e risolvere.
Il fatto stesso che in questo Paese ormai non si possa più dire o fare nulla senza essere sottoposti al giudizio dei Burioni o dei Cantone di turno, è indicativo del problema.
Al giorno d'oggi Cicciobello è un'arma così come lo sono i social. La violenza contro insegnanti e genitori, ormai all'ordine del giorno in Italia, è dovuta al fatto che i ragazzi non riescono a gestire le emozioni. A capire che una cosa è provare rabbia davanti ad uno schermo. Altro è, metterla in atto nella vita reale.
Allo stesso modo, lasciare un bimbo a giocare con il morbillino in maniera passiva, ha il significato di banalizzare la malattia. Accompagnarlo nel gioco spiegandogli la realtà del disagio, nel modo migliore a seconda dell'età, può aiutarlo ad affrontare una patologia in maniera consapevole. Senza banalizzare né drammatizzare.
In questo Paese sembra che manchi la famiglia. Quello è il vero problema da approfondire e risolvere.
lunedì 13 marzo 2017
She's got a smile that it seems to me
In questo modo la Corte d'Appello ha accolto la tesi del procuratore speciale che aveva chiesto ai giudici di confermare la sentenza di adottabilità. La tesi è che non si può, in sostanza, più tornare indietro: “L’abbandono fa parte della sua storia, anche senza che la coppia ne abbia colpa".casalenews
Nemmeno a sperare che il ministro mandi gli ispettori.
Si era trattato di un singolo episodio.
Era sufficiente farli seguire dai servizi sociali.
Mi auguro che tutti quelli che hanno contribuito ad arrivare a questa decisione possano vivere sulla loro pelle cosa significa non avere figli o che gli vengano strappati.
Nemmeno in Inghilterra, dove c'è quasi un mercato per togliere i figli alle adolescenti con la complicità dei servizi sociali, sono così crudeli.
Nemmeno a sperare che il ministro mandi gli ispettori.
Si era trattato di un singolo episodio.
Era sufficiente farli seguire dai servizi sociali.
Mi auguro che tutti quelli che hanno contribuito ad arrivare a questa decisione possano vivere sulla loro pelle cosa significa non avere figli o che gli vengano strappati.
Nemmeno in Inghilterra, dove c'è quasi un mercato per togliere i figli alle adolescenti con la complicità dei servizi sociali, sono così crudeli.
lunedì 13 febbraio 2017
La premiazione mancata e l'autografo negato
La decisione del governo tedesco di non assegnare un riconoscimento ai due agenti di polizia che fecero fuori Anis Amri, è di natura prettamente politica. In un Paese in cui i gruppi neonazisti costituiscono un pericolo reale per la stabilità, premiare o anche solo legittimare certe ideologie politiche, è certamente sconsigliabile.
Che poi ci si chiede perchè i due agenti dovrebbero essere premiati pubblicamente. Se le cose sono andate come ci hanno detto, i due hanno fatto semplicemente il loro dovere. Non si è trattato di un'operazione antiterrorismo. Nè nel corso della sparatoria si sono verificati momenti di criticità tali da richiedere atti eroici. Se in quella macchina ci fosse stato uno 'ndranghetista o uno spacciatore, l'episodio al massimo sarebbe stato sfruttato dai sindacati di polizia per evidenziare quanto sono bravi i poliziotti a dispetto del poco addestramento e dei mezzi scarsi che vengono loro forniti. Se proprio bisogna assegnare un riconoscimento, questo va dato a chi li ha addestrati e ha predisposto quel servizio di sicurezza sul territorio.
C'è comunque da fare una precisazione rispetto alle presunte simpatie dei due giovani agenti .
La loro non è semplice ideologia. A quanto è dato capire da ciò che postavano e da come commentavano, non si tratta del fascismo del rigore e dell'ordine. C'erano intolleranza e razzismo in quelle bacheche. Abbastanza da chiedersi se possano operare serenamente. Quanto ci si possa fidare di loro. Un servitore dello stato non può avere certi pensieri. Che poi li condivida o meno su Facebook, quello è un elemento secondario.
Ma c'è una marea di poliziotti che ha quegli orientamenti. E non è il livello culturale o il grado che fa la differenza. Tanti ce l'hanno con le minoranze. Gli immigrati, i musulmani, gli zingari. Odio puro. Quelle stesse minoranze che sono comunque parte dello stato che devono servire. I vertici della polizia e il governo continuano a chiudere un occhio su questi fenomeni perchè alla fine quella categoria di poliziotti torna utile. Meglio tenerseli buoni e magari dargli un encomio solenne alla prossima festa della polizia.
L'altro evento che ha sconvolto l'Italia nel weekend, oltre alla eliminazione di Gigi d'Alessio a Sanremo, è stato l'autografo negato da Fedez al bambino che non aveva comprato il suo CD.
Bisognerebbe spiegare alla nonna e a Concita De Gregorio che la logica del commercio è quella che tiene in piede il suo giornale salito sulle barricate per la malefatta. E che un bambino distrutto dal dolore per una stupidaggine del genere, rappresenta il fallimento della nostra società prima che di quello dei genitori.
Che poi ci si chiede perchè i due agenti dovrebbero essere premiati pubblicamente. Se le cose sono andate come ci hanno detto, i due hanno fatto semplicemente il loro dovere. Non si è trattato di un'operazione antiterrorismo. Nè nel corso della sparatoria si sono verificati momenti di criticità tali da richiedere atti eroici. Se in quella macchina ci fosse stato uno 'ndranghetista o uno spacciatore, l'episodio al massimo sarebbe stato sfruttato dai sindacati di polizia per evidenziare quanto sono bravi i poliziotti a dispetto del poco addestramento e dei mezzi scarsi che vengono loro forniti. Se proprio bisogna assegnare un riconoscimento, questo va dato a chi li ha addestrati e ha predisposto quel servizio di sicurezza sul territorio.
C'è comunque da fare una precisazione rispetto alle presunte simpatie dei due giovani agenti .
La loro non è semplice ideologia. A quanto è dato capire da ciò che postavano e da come commentavano, non si tratta del fascismo del rigore e dell'ordine. C'erano intolleranza e razzismo in quelle bacheche. Abbastanza da chiedersi se possano operare serenamente. Quanto ci si possa fidare di loro. Un servitore dello stato non può avere certi pensieri. Che poi li condivida o meno su Facebook, quello è un elemento secondario.
Ma c'è una marea di poliziotti che ha quegli orientamenti. E non è il livello culturale o il grado che fa la differenza. Tanti ce l'hanno con le minoranze. Gli immigrati, i musulmani, gli zingari. Odio puro. Quelle stesse minoranze che sono comunque parte dello stato che devono servire. I vertici della polizia e il governo continuano a chiudere un occhio su questi fenomeni perchè alla fine quella categoria di poliziotti torna utile. Meglio tenerseli buoni e magari dargli un encomio solenne alla prossima festa della polizia.
L'altro evento che ha sconvolto l'Italia nel weekend, oltre alla eliminazione di Gigi d'Alessio a Sanremo, è stato l'autografo negato da Fedez al bambino che non aveva comprato il suo CD.
Bisognerebbe spiegare alla nonna e a Concita De Gregorio che la logica del commercio è quella che tiene in piede il suo giornale salito sulle barricate per la malefatta. E che un bambino distrutto dal dolore per una stupidaggine del genere, rappresenta il fallimento della nostra società prima che di quello dei genitori.
venerdì 10 febbraio 2017
La patata fredda
Sulla polemica circa la partecipazione del senatore Lo Giudice ad un convegno intitolato "Essere madre : desiderio o dovere", tra l'altro patrocinato dal comune di Bologna, io invece partirei dalla riflessione che fece monsignor Galantino nei giorni di fuoco in cui venivano approvate le unioni civili. Disse che i figli non sono un diritto. Secondo me ha ragione. Credo che uno se li debba guadagnare. E lo dico proprio io che non ne ho.
Dal programma mi pare comunque che la discussione sia ad ampio respiro .
Quindi l'intervento del senatore Lo Giudice è più che appropriato.
L'errore di base per tutti i tipi di coppia sta proprio nel considerare i figli un diritto.
Concetto mutuato dalla famiglia cosiddetta tradizionale. Ci siamo chiesti se piuttosto non lo sia, solo quando sono spuntate le famiglie arcobaleno.
Il professor Flamigni è ancora in giro !!!
Mi sento più giovane.
Dal programma mi pare comunque che la discussione sia ad ampio respiro .
Quindi l'intervento del senatore Lo Giudice è più che appropriato.
L'errore di base per tutti i tipi di coppia sta proprio nel considerare i figli un diritto.
Concetto mutuato dalla famiglia cosiddetta tradizionale. Ci siamo chiesti se piuttosto non lo sia, solo quando sono spuntate le famiglie arcobaleno.
Il professor Flamigni è ancora in giro !!!
Mi sento più giovane.
venerdì 30 dicembre 2016
Everybody's On The Run
A me quello che dà fastidio della storia del licenziamento del direttore d'orchestra, è che facciamo i titoli all'estero per una storia di bambini che si mettono a piangere perchè gli è stato detto che babbo natale non esiste. Poi si capisce perchè quando crescono fanno i bulli o organizzano il mercato nero di merendine a scuola. E una associazione di industriali li premia pure. I genitori non sanno fare il loro mestiere.
A me dell'esistenza della befana e di babbo natale non è mai interessato molto.Volevo solo i regali.
Che poi uno mi deve spiegare perchè questo Loprieno ha sentito il bisogno di fare questa rivelazione.
Un altro dei problemi dell'Italia è che nessuno sta al posto suo.
A me dell'esistenza della befana e di babbo natale non è mai interessato molto.Volevo solo i regali.
Che poi uno mi deve spiegare perchè questo Loprieno ha sentito il bisogno di fare questa rivelazione.
Un altro dei problemi dell'Italia è che nessuno sta al posto suo.
mercoledì 23 novembre 2016
Napping kids
Quasi irrecuperabile.
Come tutti i rapimenti, la vicenda doveva essere tenuta sotto silenzio. Primo errore.
Numero due. Mai mettersi a supplicare un uomo. Proprio mai un medio-orientale.
L'unica via per raggiungerla e sperare di riprenderla, senza promettere niente in cambio (soldi o sconti di pena), era il contatto con la tribù, più che la cerchia ristretta della famiglia.
Si potrebbe ancora provare per vie turche o giordane. Ma è difficile.
Evidentemente il governo non è riuscito ad evitare che la madre si rivolgesse alle iene.
Di lì il patatrac. Non è detto comunque che i servizi non ci stiano ancora provando.
Attualmente bisogna attingere al bacino di jihadisti impegnati in guerra.
Cercano di farsi valere nelle aree conquistate. Un pagamento andrebbe fatto solo per la loro mediazione.
Mi giocherei la carta libanese. Possono arrivare dappertutto.
Però bisogna vedere a che gioco sta giocando il generale Manenti con i suoi amici in questo periodo.
Forse non può permettersi di sacrificare molto.
Come tutti i rapimenti, la vicenda doveva essere tenuta sotto silenzio. Primo errore.
Numero due. Mai mettersi a supplicare un uomo. Proprio mai un medio-orientale.
L'unica via per raggiungerla e sperare di riprenderla, senza promettere niente in cambio (soldi o sconti di pena), era il contatto con la tribù, più che la cerchia ristretta della famiglia.
Si potrebbe ancora provare per vie turche o giordane. Ma è difficile.
Evidentemente il governo non è riuscito ad evitare che la madre si rivolgesse alle iene.
Di lì il patatrac. Non è detto comunque che i servizi non ci stiano ancora provando.
Attualmente bisogna attingere al bacino di jihadisti impegnati in guerra.
Cercano di farsi valere nelle aree conquistate. Un pagamento andrebbe fatto solo per la loro mediazione.
Mi giocherei la carta libanese. Possono arrivare dappertutto.
Però bisogna vedere a che gioco sta giocando il generale Manenti con i suoi amici in questo periodo.
Forse non può permettersi di sacrificare molto.
martedì 22 novembre 2016
Had I told the sea what I felt for you
Il fascino dell'uomo medio-orientale non ha eguali.
Si cade facilmente nella rete.
Il problema alla fine non è tanto la religione, ma la cultura e le tradizioni differenti.
Per non parlare del modo di fare.
Aspetti che trascuriamo anche noi, donne musulmane.
Difficile capire chi si è occupato del caso di Houda a parte le trasmissioni televisive.
Se il genitore vagava tra Turchia e Siria, non dovrebbe essere complicato rintracciarla e portarla a casa. Però è un compito da affidare alla gente giusta.
Anche se il padre venisse estradato in Italia, è difficile che fornisca facilmente informazioni credibili.
Magari il direttore potrebbe parlarne con il generale Ibrahim.
Si cade facilmente nella rete.
Il problema alla fine non è tanto la religione, ma la cultura e le tradizioni differenti.
Per non parlare del modo di fare.
Aspetti che trascuriamo anche noi, donne musulmane.
Difficile capire chi si è occupato del caso di Houda a parte le trasmissioni televisive.
Se il genitore vagava tra Turchia e Siria, non dovrebbe essere complicato rintracciarla e portarla a casa. Però è un compito da affidare alla gente giusta.
Anche se il padre venisse estradato in Italia, è difficile che fornisca facilmente informazioni credibili.
Magari il direttore potrebbe parlarne con il generale Ibrahim.
martedì 25 ottobre 2016
The love zone
"'Deep Connection' - ha spiegato il direttore del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni, Roberto Di Legami - si lega ai filoni internazionali di indagine che nel 2014 avevano già portato, tra l'altro, alla scoperta di una vastissima organizzazione operante nel web e all'arresto del suo capo, il pedofilo australiano Shannon McCoole.
Per il procuratore aggiunto Michele Prestipino, "siamo di fronte ad una sorta di passaggio epocale. Nei due anni di indagine questo fenomeno criminale ha vissuto un profondo cambiamento, da noi seguito in tutte le sue fasi: dalla concentrazione, sul web tradizionale, di soggetti in circuiti riservati ma accessibili agli investigatori (chat, forum, newsgroup, file sharing) alle reti Dark Net, agi
La vicenda di Shannon McCoole richiama le parole pronunciate da Lamberto Giannini a proposito della formazione del personale di polizia per ciò che riguarda la radicalizzazione. Il direttore ha posto l'accento sulla necessità che questa sia svolta in maniera congiunta per consentire a forze dell'ordine, insegnanti, personale sanitario ed altri protagonisti, di scambiare esperienze ma anche di cementare il loro rapporto sotto il profilo umano.
I comportamenti borderline di Shannon McCoole erano stati segnalati diverse volte, anche dai suoi stessi colleghi, ma nessuno ne aveva colto l'atipicità.
Farsi delle domande, un pò come notava il dottor Galzerano circa la curiosità che spesso manca al rivenditore al quale viene richiesta una grande quantità di sostanza chimica sospetta, è magari logico per gli investigatori ma non per chi opera in altri campi.
Pedofilo e terrorista hanno profili criminali diversi e comportamenti a tratti simili, dei quali si conosce molto grazie alla casistica investigativa e a studi accademici, ma mai abbastanza.
Per entrambi i fenomeni di certo l'interazione tra società civile, inquirenti, famiglie e tutti gli operatori coinvolti, non può che favorire l'azione di prevenzione e contrasto.
L'accessibilità ai circuiti riservati che costituiscono il palcoscenico dei pedofili in rete, scopre un vaso di pandora sul quale gli investigatori non amano essere molto trasparenti.
Nel caso di indagini internazionali di ampio respiro, ma anche in quelle casalinghe condotte dall'Fbi, si pone il problema della giurisdizione .
Il gruppo investigativo australiano Argos, un'eccellenza nel campo che si avvale anche della collaborazione di specialisti europei, si trova spesso a sconfinare in territori stranieri. E anche l'Fbi passa da un server all'altro con molta facilità, in stati americani che hanno legislazioni differenti.
Che operino attraverso un hackeraggio, è pacifico visto che non c'è altra via alternativa a Tor.
La contestazione ad Argos è che dopo aver beccato l'indirizzo IP in seguito all'invio di un link civetta, poi lo girano alle varie polizie sparse nel mondo. Con la scusa dell'assistenza e della collaborazione, si aggira il problema dello stato di diritto che vale anche per i criminali. In America comunque diversi giudici hanno emesso sentenze secondo le quali questo modus operandi non va contro il quarto emendamento. C'è anche la questione della durata dell'indagine, di solito almeno sei mesi, nel corso della quale la polizia, in quanto gestore del sito, si trasforma in vero e proprio distributore di materiale pedopornografico. In generale a questo ed altri dubbi, l'Fbi ed altre agenzie non rispondono ufficialmente, ma mandano a dire che non c'è un modo migliore o più garantista di svolgere questo tipo di investigazioni.
Per il procuratore aggiunto Michele Prestipino, "siamo di fronte ad una sorta di passaggio epocale. Nei due anni di indagine questo fenomeno criminale ha vissuto un profondo cambiamento, da noi seguito in tutte le sue fasi: dalla concentrazione, sul web tradizionale, di soggetti in circuiti riservati ma accessibili agli investigatori (chat, forum, newsgroup, file sharing) alle reti Dark Net, agi
La vicenda di Shannon McCoole richiama le parole pronunciate da Lamberto Giannini a proposito della formazione del personale di polizia per ciò che riguarda la radicalizzazione. Il direttore ha posto l'accento sulla necessità che questa sia svolta in maniera congiunta per consentire a forze dell'ordine, insegnanti, personale sanitario ed altri protagonisti, di scambiare esperienze ma anche di cementare il loro rapporto sotto il profilo umano.
I comportamenti borderline di Shannon McCoole erano stati segnalati diverse volte, anche dai suoi stessi colleghi, ma nessuno ne aveva colto l'atipicità.
Farsi delle domande, un pò come notava il dottor Galzerano circa la curiosità che spesso manca al rivenditore al quale viene richiesta una grande quantità di sostanza chimica sospetta, è magari logico per gli investigatori ma non per chi opera in altri campi.
Pedofilo e terrorista hanno profili criminali diversi e comportamenti a tratti simili, dei quali si conosce molto grazie alla casistica investigativa e a studi accademici, ma mai abbastanza.
Per entrambi i fenomeni di certo l'interazione tra società civile, inquirenti, famiglie e tutti gli operatori coinvolti, non può che favorire l'azione di prevenzione e contrasto.
L'accessibilità ai circuiti riservati che costituiscono il palcoscenico dei pedofili in rete, scopre un vaso di pandora sul quale gli investigatori non amano essere molto trasparenti.
Nel caso di indagini internazionali di ampio respiro, ma anche in quelle casalinghe condotte dall'Fbi, si pone il problema della giurisdizione .
Il gruppo investigativo australiano Argos, un'eccellenza nel campo che si avvale anche della collaborazione di specialisti europei, si trova spesso a sconfinare in territori stranieri. E anche l'Fbi passa da un server all'altro con molta facilità, in stati americani che hanno legislazioni differenti.
Che operino attraverso un hackeraggio, è pacifico visto che non c'è altra via alternativa a Tor.
La contestazione ad Argos è che dopo aver beccato l'indirizzo IP in seguito all'invio di un link civetta, poi lo girano alle varie polizie sparse nel mondo. Con la scusa dell'assistenza e della collaborazione, si aggira il problema dello stato di diritto che vale anche per i criminali. In America comunque diversi giudici hanno emesso sentenze secondo le quali questo modus operandi non va contro il quarto emendamento. C'è anche la questione della durata dell'indagine, di solito almeno sei mesi, nel corso della quale la polizia, in quanto gestore del sito, si trasforma in vero e proprio distributore di materiale pedopornografico. In generale a questo ed altri dubbi, l'Fbi ed altre agenzie non rispondono ufficialmente, ma mandano a dire che non c'è un modo migliore o più garantista di svolgere questo tipo di investigazioni.
lunedì 11 luglio 2016
Non è mancata la trasversalità
Tra gli indagati figurano un perito elettronico, supervisore di una azienda farmaceutica, con precedenti specifici risalenti al 2002-2003; un operaio generico, tuttora in stato di detenzione, residente presso i genitori, dove all´interno di una stanza chiusa a chiave, custodiva tutto il materiale informatico a sua disposizione.
Tra loro, anche un ultrasettantenne, ex direttore di un ufficio postale, a casa del quale sono stati rinvenuti 21.000 file (15.000 immagini e 6.000 video) riproducenti abusi su minori anche di tenera età, nonché fumetti pedopornografici, tutto catalogato e salvato su hard disk esterno e pen drive.
Non è mancato neanche un ingegnere elettronico, colto in flagranza, mentre era intento a condividere una cartella con 600 file su circuito peer-to-peer e un altro pensionato, ex operatore ecologico, peraltro nonno di due nipotini di 8 e 10 anni non conviventi, il quale aveva l´abitudine di scaricare sul pc portatile e custodire il materiale pedopornografico su pen drive (ben 47) rinvenute sparse in tutto l´appartamento. poliziadistato
Una trasversalità di caratteristiche che viene confermata anche dall’ultima operazione della Polizia di Stato condotta su tutto il territorio nazionale. Ministero interno
Un'osservazione al volo dopo aver letto solo alcuni resoconti sommari.
La nozione che il profilo classico del pedofilo on&off-line corrisponda al disoccupato o magari al pensionato, gente quindi con scarsi mezzi finanziari e molto tempo a disposizione, era corroborata dalla casistica e sostenuta anche dalle polizie di tutto il mondo quando il fenomeno iniziò ad emergere grazie al lavoro di contrasto.
Ed è lo stesso tipo di convincimento che si aveva circa il profilo tipo del jihadista nell'era di Daesh.
Adesso la maggior parte degli studi riconosce che pochi terroristi, rispetto alla tendenza generale, provengono da situazioni di degrado. Ma questa era la caratteristica osservata nel contesto che si aveva a disposizione.
E soprattutto inizialmente è stato tenuto in poco conto il ruolo di internet che è un mezzo utile a dare sfogo alla solitudine e ai tratti atipici del proprio carattere, oltre che a rendere disponibile la tecnologia attraverso la quale il fenomeno criminale si sviluppa.
In linea generale devianze e solitudine appartengono sia al disoccupato che all'ingegnere così come la violenza può attrarre le frustrazioni delle seconde generazioni di immigrati in Europa e la rabbia dei ricchi rampolli del Bangladesh.
Oggi per Di Legami ho un paio di consigli. Tanto prima o poi qualcuno glieli passa.
Number one
Ethiopia has blocked social media sites across the country after university entrance exams were posted online. The government said the ban was to prevent students being distracted from studying during the exam period and to prevent the spread of false rumours. The blocked sites include Facebook, Twitter, Instagram and Viber. They will be unavailable for several days while university entrance exams are taken, a spokesman for the Ministry of Education said. "It's a temporary measure until Wednesday. Social media have proven to be a distraction for students," said spokesman Getachew Reda. BBC news 11 July 2016
Direttò fossi in lei il prossimo anno farei una roba del genere.
Number two
Sempre a dire che le segnalazioni ve le passano Europol&Fbi, poi il cittadino terra terra come me, pensa che da soli non siete capaci.
Just my two cents.
Salaam
Una trasversalità di caratteristiche che viene confermata anche dall’ultima operazione della Polizia di Stato condotta su tutto il territorio nazionale. Ministero interno
Un'osservazione al volo dopo aver letto solo alcuni resoconti sommari.
La nozione che il profilo classico del pedofilo on&off-line corrisponda al disoccupato o magari al pensionato, gente quindi con scarsi mezzi finanziari e molto tempo a disposizione, era corroborata dalla casistica e sostenuta anche dalle polizie di tutto il mondo quando il fenomeno iniziò ad emergere grazie al lavoro di contrasto.
Ed è lo stesso tipo di convincimento che si aveva circa il profilo tipo del jihadista nell'era di Daesh.
Adesso la maggior parte degli studi riconosce che pochi terroristi, rispetto alla tendenza generale, provengono da situazioni di degrado. Ma questa era la caratteristica osservata nel contesto che si aveva a disposizione.
E soprattutto inizialmente è stato tenuto in poco conto il ruolo di internet che è un mezzo utile a dare sfogo alla solitudine e ai tratti atipici del proprio carattere, oltre che a rendere disponibile la tecnologia attraverso la quale il fenomeno criminale si sviluppa.
In linea generale devianze e solitudine appartengono sia al disoccupato che all'ingegnere così come la violenza può attrarre le frustrazioni delle seconde generazioni di immigrati in Europa e la rabbia dei ricchi rampolli del Bangladesh.
Oggi per Di Legami ho un paio di consigli. Tanto prima o poi qualcuno glieli passa.
Number one
Ethiopia has blocked social media sites across the country after university entrance exams were posted online. The government said the ban was to prevent students being distracted from studying during the exam period and to prevent the spread of false rumours. The blocked sites include Facebook, Twitter, Instagram and Viber. They will be unavailable for several days while university entrance exams are taken, a spokesman for the Ministry of Education said. "It's a temporary measure until Wednesday. Social media have proven to be a distraction for students," said spokesman Getachew Reda. BBC news 11 July 2016
Direttò fossi in lei il prossimo anno farei una roba del genere.
Number two
Sempre a dire che le segnalazioni ve le passano Europol&Fbi, poi il cittadino terra terra come me, pensa che da soli non siete capaci.
Just my two cents.
Salaam
venerdì 1 luglio 2016
Età
"Che, in questo caso, è stato decidere sulla base di un fatto mai avvenuto - precisa l'avvocato Boscagli - ossia l'abbandono della bambina da parte dei genitori, che sono stati assolti con sentenza definitiva per l'episodio che era stato loro contestato".Nell'annullare la propria sentenza, la Cassazione ha quindi stabilito il rinvio degli atti alla Corte d'appello di Torino che, con un collegio diverso, dovrà stabilire se la coppia ha capacità genitoriale, "ma senza tenere conto della vicenda del presunto abbandono o anche solo della loro età".repubblica
Ma se anche quell'episodio si fosse verificato, non c'era bisogno di togliere loro la bambina .
Bastava fornirgli assistenza.
E' stato disumano allontanare la figlia, provocando così tanto dolore a quei genitori.
Come al solito però in questo Paese nessuno paga per le cose serie.
Ma se anche quell'episodio si fosse verificato, non c'era bisogno di togliere loro la bambina .
Bastava fornirgli assistenza.
E' stato disumano allontanare la figlia, provocando così tanto dolore a quei genitori.
Come al solito però in questo Paese nessuno paga per le cose serie.
lunedì 25 aprile 2016
I buoni e il mandato sbagliato
«Magari ho parlato con questa persona in rete per mesi. Quando lo vedo in faccia non provo rabbia. Vorrei dirgli: “Io so chi sei, conosco tutti i tuoi fantasmi. Quindi per te è finita, stavolta abbiamo vinto noi”. Chi siamo noi? È ovvio: noi siamo i buoni», esclama ridendo.lastampa
Proprio nel bel mezzo del dibattito sulla abolizione della norma 41, che vede compatti Google e associazioni per i diritti civili per scongiurare il semaforo verde alla sorveglianza di massa, in America è scoppiato il caso Playpen.
Dopo avere individuato il sito di scambi di materiale pedopornografico, invece di chiuderlo come da prassi, i federali lo hanno hackerato attraverso un malware (Network Investigative Tecnique) trasferendo così il server in Virginia. Per fare ciò, hanno chiesto ed ottenuto un mandato ad un giudice della Virginia e hanno tenuto in piedi Playpen per qualche settimana.Il tempo utile a localizzare gli utenti. L’operazione Pacifier ha portato all’arresto di 137 soggetti, ma ha accentuato le controversie che da sempre caratterizzano le operazioni esca dell’Fbi.
Da un lato ci si è chiesti se l’hackeraggio di massa non abbia portato alla fine ad una selezione degli incriminati. Il profilo tipo del pedofilo in rete in generale corrisponde a quello del giovane disoccupato o dello studente affetto anche da disagi mentali. Il che non esclude altre figure. Però il fatto che gli arrestati appartengano quasi totalmente alla categoria dei colletti bianchi per di più in determinati settori, ha fatto ipotizzare che l’operazione sia stata in qualche modo orientata per strumentalizzarla.
D’altra parte uno degli arrestati ha presentato ricorso contro l’extraterritorialità assunta dal mandato.
E’ vero che è impossibile stabilire a priori la locazione di internauti che si servono di Tor, ma come evidenziato dal giudice che ha accolto il ricorso, l’agente dell’Fbi responsabile dell’operazione ha esperienza tale da non poter non sapere che un siffatto modo di procedere va oltre i limiti imposti dalla norma 41.
Quindi un giudice in Virginia non può emettere un mandato per consentire di investigare in Massachussets. L’hackeraggio di massa è una soluzione pronta all’uso. Si sarebbe però potuto aggirare il problema con una indagine di tipo mirato. Soluzione più laboriosa, che avrebbe dato forse risultati meno eclatanti ma almeno corretta. Pur non entrando nel merito dell’etica, il giudice Young ha sottolineato come, rispetto ad una normale sting operation in cui la polizia acquista droga per incastrare i criminali, in questo caso ha smerciato materiale pedopornografico. In pratica i federali hanno costruito una sorta di raffineria di Rosciano in salsa virtuale. In seguito a questa deliberazione probabilmente seguiranno altri riscorsi.
Il dibattito in svolgimento in America qui da noi di certo non avrebbe ragione di esistere perché prevale la strumentalizzazione. Qualche politico prenderebbe la palla balzo per denunciare il giudice e farsi paladino dei diritti dei bambini . Per non parlare dei sindacati di polizia che seguono determinate ideologie politiche. Questo è il sentimento che ispirano le campagne di sensibilizzazione sui giornali. Si tratta di un altro modo, come sottolineava il professor Panebianco a proposito della nostra entrata in guerra in Libia, di promuovere un concetto di cultura della sicurezza sbagliato perché non crea consapevolezza vera ma serve solo ad infiammare gli animi.
Bisognerebbe conoscere al di là di chi ha vinto e di cosa è giusto o sbagliato, il come e il perchè.
E quello che si cela dietro ad un fenomeno criminale in modo da sconfiggerlo nella sua essenza.
Pare di capire che rispetto al passato, la direzione effettiva della polizia delle comunicazioni si realizzi attraverso un quadrumvirato che vede Sgalla e Di Legami occuparsi del settore business, mentre Solimene e la dottoressa D'Amato curano, tra le altre cose, anche la parte relativa alla comunicazione.
Forse converrebbe che qualcuno desse un taglio al quadretto alla Rambo.
Sennò alla fine il power sharing si riduce allo share.
Proprio nel bel mezzo del dibattito sulla abolizione della norma 41, che vede compatti Google e associazioni per i diritti civili per scongiurare il semaforo verde alla sorveglianza di massa, in America è scoppiato il caso Playpen.
Dopo avere individuato il sito di scambi di materiale pedopornografico, invece di chiuderlo come da prassi, i federali lo hanno hackerato attraverso un malware (Network Investigative Tecnique) trasferendo così il server in Virginia. Per fare ciò, hanno chiesto ed ottenuto un mandato ad un giudice della Virginia e hanno tenuto in piedi Playpen per qualche settimana.Il tempo utile a localizzare gli utenti. L’operazione Pacifier ha portato all’arresto di 137 soggetti, ma ha accentuato le controversie che da sempre caratterizzano le operazioni esca dell’Fbi.
Da un lato ci si è chiesti se l’hackeraggio di massa non abbia portato alla fine ad una selezione degli incriminati. Il profilo tipo del pedofilo in rete in generale corrisponde a quello del giovane disoccupato o dello studente affetto anche da disagi mentali. Il che non esclude altre figure. Però il fatto che gli arrestati appartengano quasi totalmente alla categoria dei colletti bianchi per di più in determinati settori, ha fatto ipotizzare che l’operazione sia stata in qualche modo orientata per strumentalizzarla.
D’altra parte uno degli arrestati ha presentato ricorso contro l’extraterritorialità assunta dal mandato.
E’ vero che è impossibile stabilire a priori la locazione di internauti che si servono di Tor, ma come evidenziato dal giudice che ha accolto il ricorso, l’agente dell’Fbi responsabile dell’operazione ha esperienza tale da non poter non sapere che un siffatto modo di procedere va oltre i limiti imposti dalla norma 41.
Quindi un giudice in Virginia non può emettere un mandato per consentire di investigare in Massachussets. L’hackeraggio di massa è una soluzione pronta all’uso. Si sarebbe però potuto aggirare il problema con una indagine di tipo mirato. Soluzione più laboriosa, che avrebbe dato forse risultati meno eclatanti ma almeno corretta. Pur non entrando nel merito dell’etica, il giudice Young ha sottolineato come, rispetto ad una normale sting operation in cui la polizia acquista droga per incastrare i criminali, in questo caso ha smerciato materiale pedopornografico. In pratica i federali hanno costruito una sorta di raffineria di Rosciano in salsa virtuale. In seguito a questa deliberazione probabilmente seguiranno altri riscorsi.
Il dibattito in svolgimento in America qui da noi di certo non avrebbe ragione di esistere perché prevale la strumentalizzazione. Qualche politico prenderebbe la palla balzo per denunciare il giudice e farsi paladino dei diritti dei bambini . Per non parlare dei sindacati di polizia che seguono determinate ideologie politiche. Questo è il sentimento che ispirano le campagne di sensibilizzazione sui giornali. Si tratta di un altro modo, come sottolineava il professor Panebianco a proposito della nostra entrata in guerra in Libia, di promuovere un concetto di cultura della sicurezza sbagliato perché non crea consapevolezza vera ma serve solo ad infiammare gli animi.
Bisognerebbe conoscere al di là di chi ha vinto e di cosa è giusto o sbagliato, il come e il perchè.
E quello che si cela dietro ad un fenomeno criminale in modo da sconfiggerlo nella sua essenza.
Pare di capire che rispetto al passato, la direzione effettiva della polizia delle comunicazioni si realizzi attraverso un quadrumvirato che vede Sgalla e Di Legami occuparsi del settore business, mentre Solimene e la dottoressa D'Amato curano, tra le altre cose, anche la parte relativa alla comunicazione.
Forse converrebbe che qualcuno desse un taglio al quadretto alla Rambo.
Sennò alla fine il power sharing si riduce allo share.
martedì 19 aprile 2016
S'imbroda con la bomba cyber
“I circuiti di produzione e scambio di materiale pedopornografico hanno ormai dimensione transnazionale, ed oggi, più che mai, opportunità tecnologiche come l’anonimizzazione delle connessioni nelle Reti Darknet e la remotizzazione dei contenuti fruibili in cloud, facilitano le comunità pedofile in Rete, che si spingono fino a realizzare delle vere e proprie ‘catene di montaggio’ per la produzione di nuove immagini ed abusi sessuali di minori ‘su commissione’”faro di roma
Siamo l'unico Paese in cui è stata riportata la notizia.
Per quello Europol si esalta.
Indubbiamente la tecnologia costituisce non solo un potente mezzo nelle mani degli investigatori, ma anche un fattore insidioso a disposizione di tutti coloro i quali abusano di bambini ed adolescenti nel mondo. Ha permesso la creazione di un mercato che genera profitti multimilionari, di una rete di contatti che si estende in tutto il globo e per di più fornisce una maniera efficace per sfuggire ai controlli.
La lotta agli abusi messa in atto da decenni ormai, soprattutto per quanto riguarda la cooperazione, la stesura di best practices e protocolli di intesa tra le varie polizie, i dipartimenti di giustizia e gli enti governativi di riferimento (ministero degli esteri, affari sociali, interni) ha raggiunto livelli ottimali.
Venirci a raccontare però, come fa ogni anno Wainwright e senza fornire prove o illustrare in dettaglio i casi trattati, che i bambini sono ormai al sicuro, serve più come forma di propaganda ed incentivo per reclamare fondi.
E’ da apprezzare piuttosto, lo sforzo messo in campo da governo e polizia inglese attraverso l’operazione Yewtree che a fronte di costi stratosferici ha come unico scopo quello di dare un po’ di sollievo alle vittime.
Sul fronte della lotta al terrorismo in rete ci sono da registrare le dichiarazioni del presidente Obama e di Ashton Carter che hanno confermato quanto si andava vociferando da tempo. Lo US Cyber Command ha intensificato le operazioni di disturbo in zona di guerra. Il segretario alla difesa ha parlato di cyber bomb senza fornire ovviamente ulteriori particolari. Dato l'incremento di uccisioni di personaggi di spicco di Daesh, c'è da ipotizzare che gli hacker dell'esercito abbiano intercettato computer e comunicazioni attraverso phishing e malware, interferendo anche con dei jamming. Secondo gli esperti però a questo punto si pone un problema di scelte operative. Quando fermarsi alla raccolta di informazioni e quando invece procedere in maniera più aggressiva con attacchi che comprometterebbero l’attività di intelligence colpendo anche computer amici, ovvero le reti dei ribelli siriani sostenuti da Cia ed esercito nonchè le infrastrutture.
Altra questione delicata è quella del coordinamento e della guida delle operazioni. Secondo l’ufficio responsabile per la supervisione delle attività degli enti governativi, in caso di attacco subito da una qualsiasi griglia energetica americana, non vi sono norme chiare che stabiliscono quale dei vari comparti cyber del dipartimento della difesa assumerebbe il comando delle operazioni e con che modalità queste dovrebbero essere condotte. Un particolare questo, che non ha generato grossi disagi nel corso delle esercitazioni di routine svolte sino ad oggi, ma che potrebbe diventare un problema serio nel corso di un attacco particolarmente complesso. Forse anche per questo motivo Carter ha posto l’accento sulle recenti operazioni in Siria. Mira a potenziare lo US Cyber Command.
L’ammiraglio Rogers in audizione alla commissione di controllo sulle forze armate, ha ribadito che Daesh al momento non ha acquisito particolari mezzi e conoscenze per sferrare offensive insidiose. Si è detto comunque preoccupato per il futuro poichè in rete è molto facile procurarsi strumenti e personale specializzato.
In effetti seguendo le mosse dei profili di riferimento di Daesh sui social e nei forum, non risultano grosse novità.
Come indicato dal direttore della polizia delle comunicazioni qualche mese addietro, Telegram è in continua crescita tra le piattaforme di scambio. Presenta il vantaggio di non dare la possibilità di ricerca per tematiche o parole chiave, quindi per arrivarci bisogna essere a contatto con circoli molto ristretti di simpatizzanti.
Lì come su altre piattaforme, vengono portate avanti massicce campagne di propaganda e distribuiti consigli e manuali di guerra sia virtuale che reale.
I soliti gruppi di hacker accreditati continuano a litigare e a fondersi a giorni alterni. Stringono alleanze principalmente con le compagini del Maghreb, fortemente motivate sotto l'aspetto ideologico su tematiche come il conflitto israelo-palestinese e l'oppressione americana, ed esperte in defacing. Un quadro al momento rassicurante, ma come sottolineato dal comandante dello US Cyber Command, le prospettive in rete cambiano molto velocente. Bisogna sempre tenere alta la guardia.
Siamo l'unico Paese in cui è stata riportata la notizia.
Per quello Europol si esalta.
Indubbiamente la tecnologia costituisce non solo un potente mezzo nelle mani degli investigatori, ma anche un fattore insidioso a disposizione di tutti coloro i quali abusano di bambini ed adolescenti nel mondo. Ha permesso la creazione di un mercato che genera profitti multimilionari, di una rete di contatti che si estende in tutto il globo e per di più fornisce una maniera efficace per sfuggire ai controlli.
La lotta agli abusi messa in atto da decenni ormai, soprattutto per quanto riguarda la cooperazione, la stesura di best practices e protocolli di intesa tra le varie polizie, i dipartimenti di giustizia e gli enti governativi di riferimento (ministero degli esteri, affari sociali, interni) ha raggiunto livelli ottimali.
Venirci a raccontare però, come fa ogni anno Wainwright e senza fornire prove o illustrare in dettaglio i casi trattati, che i bambini sono ormai al sicuro, serve più come forma di propaganda ed incentivo per reclamare fondi.
E’ da apprezzare piuttosto, lo sforzo messo in campo da governo e polizia inglese attraverso l’operazione Yewtree che a fronte di costi stratosferici ha come unico scopo quello di dare un po’ di sollievo alle vittime.
Sul fronte della lotta al terrorismo in rete ci sono da registrare le dichiarazioni del presidente Obama e di Ashton Carter che hanno confermato quanto si andava vociferando da tempo. Lo US Cyber Command ha intensificato le operazioni di disturbo in zona di guerra. Il segretario alla difesa ha parlato di cyber bomb senza fornire ovviamente ulteriori particolari. Dato l'incremento di uccisioni di personaggi di spicco di Daesh, c'è da ipotizzare che gli hacker dell'esercito abbiano intercettato computer e comunicazioni attraverso phishing e malware, interferendo anche con dei jamming. Secondo gli esperti però a questo punto si pone un problema di scelte operative. Quando fermarsi alla raccolta di informazioni e quando invece procedere in maniera più aggressiva con attacchi che comprometterebbero l’attività di intelligence colpendo anche computer amici, ovvero le reti dei ribelli siriani sostenuti da Cia ed esercito nonchè le infrastrutture.
Altra questione delicata è quella del coordinamento e della guida delle operazioni. Secondo l’ufficio responsabile per la supervisione delle attività degli enti governativi, in caso di attacco subito da una qualsiasi griglia energetica americana, non vi sono norme chiare che stabiliscono quale dei vari comparti cyber del dipartimento della difesa assumerebbe il comando delle operazioni e con che modalità queste dovrebbero essere condotte. Un particolare questo, che non ha generato grossi disagi nel corso delle esercitazioni di routine svolte sino ad oggi, ma che potrebbe diventare un problema serio nel corso di un attacco particolarmente complesso. Forse anche per questo motivo Carter ha posto l’accento sulle recenti operazioni in Siria. Mira a potenziare lo US Cyber Command.
L’ammiraglio Rogers in audizione alla commissione di controllo sulle forze armate, ha ribadito che Daesh al momento non ha acquisito particolari mezzi e conoscenze per sferrare offensive insidiose. Si è detto comunque preoccupato per il futuro poichè in rete è molto facile procurarsi strumenti e personale specializzato.
In effetti seguendo le mosse dei profili di riferimento di Daesh sui social e nei forum, non risultano grosse novità.
Come indicato dal direttore della polizia delle comunicazioni qualche mese addietro, Telegram è in continua crescita tra le piattaforme di scambio. Presenta il vantaggio di non dare la possibilità di ricerca per tematiche o parole chiave, quindi per arrivarci bisogna essere a contatto con circoli molto ristretti di simpatizzanti.
Lì come su altre piattaforme, vengono portate avanti massicce campagne di propaganda e distribuiti consigli e manuali di guerra sia virtuale che reale.
I soliti gruppi di hacker accreditati continuano a litigare e a fondersi a giorni alterni. Stringono alleanze principalmente con le compagini del Maghreb, fortemente motivate sotto l'aspetto ideologico su tematiche come il conflitto israelo-palestinese e l'oppressione americana, ed esperte in defacing. Un quadro al momento rassicurante, ma come sottolineato dal comandante dello US Cyber Command, le prospettive in rete cambiano molto velocente. Bisogna sempre tenere alta la guardia.
venerdì 23 ottobre 2015
Mother&son
I due, entrambi sulla quarantina, sono finiti in carcere, lui a Pescara e lei a Chieti. La donna viveva con il compagno, al momento estraneo ai fatti, e con i figli, che ora si trovano in una struttura protetta. Tra il materiale sequestrato vi sono, in particolare, un video ripreso dal bambino in cui la madre si ‘esibisce’ e delle immagini in cui si vedrebbe la donna compiere atti sessuali con il bimbo.
cityrumours
Caso leggermente atipico perchè lo scenario classico al quale spesso si assiste è quello della madre separata che mette a disposizione del proprio convivente il figlio per contatti sessuali e riprese da smistare in rete.
Nell'immaginario malato di queste donne si tratta di una maniera come un'altra di compiacere il partner. Mostrano il loro amore concedendo all'uomo quello che egli maggiormente desidera.
La vicenda abruzzese invece vede il compagno della donna in apparenza completamente estraneo e il bambino costretto a rapporti sessuali e riprese con la madre. Complice è un terzo uomo con il quale la donna intratteneva una relazione.
Si spera che il tribunale trovi un percorso di riabilitazione per tutta la famiglia.
cityrumours
Caso leggermente atipico perchè lo scenario classico al quale spesso si assiste è quello della madre separata che mette a disposizione del proprio convivente il figlio per contatti sessuali e riprese da smistare in rete.
Nell'immaginario malato di queste donne si tratta di una maniera come un'altra di compiacere il partner. Mostrano il loro amore concedendo all'uomo quello che egli maggiormente desidera.
La vicenda abruzzese invece vede il compagno della donna in apparenza completamente estraneo e il bambino costretto a rapporti sessuali e riprese con la madre. Complice è un terzo uomo con il quale la donna intratteneva una relazione.
Si spera che il tribunale trovi un percorso di riabilitazione per tutta la famiglia.
venerdì 10 ottobre 2014
Tutele raccapriccianti
Qui il 41enne trascorreva la sua vita, in uno spazio angusto, con servizi igienici precari e un divanetto come letto.
mo24
In pratica il software, il cui progetto fu presentato da Motti e dall’hacker Fabio Ghioni al Parlamento di Bruxelles, sarebbe un ‘grande fratello’ alla rovescia, in grado di tutelare i proprietari di computer da possibili accuse su reati non compiuti (ma che potrebbero essere compiuti da terzi tramite la loro linea e i loro pc).
sassuolo2000
Mi sono sempre chiesta per quale motivo la polizia, non solo italiana, convochi le conferenze stampa relative ad operazioni contro la criminalità quando le indagini sono ancora in corso.
Motti è un simpatico personaggio e per le donne che amano quel genere di uomo può anche risultare affascinante così come Ghioni, al di là delle vicende che lo hanno visto coinvolto, pare essere persona competente nel campo.
Però dare spazio a certe argomentazioni non risolve il problema e soprattutto non avvia alcun tipo di riflessione.
Il nodo sta appunto nel termine autoprodotto.
Quello che non sappiamo ancora e che non sapremo mai perchè qui in Italia le luci della ribalta sono appunto riservate alla conferenza stampa ma non al "follow up" e non vengono resi disponibili online i documenti relativi all'incriminazione, la testimonianza degli agenti che hanno indagato e le prime valutazioni del giudice, è il punto centrale della vicenda che potrebbe aiutare a contenere il fenomeno: ovvero sapere se e come il materiale foto-video è stato prodotto e se il tutto ha avuto o avrebbe potuto avere (come sosteneva tempo addietro il maggiore Nasponi) risvolti legati ad episodi di pedofilia pura.
Un discorso del genere servirebbe oltre che ad inquadrare il problema nel suo complesso, a rendere partecipe e cosciente la popolazione.
In America è in corso il processo a Ross Ulbricht e il dibattito in rete tra tecnici e comuni internet addicts verte sulla possibilità o meno che l'Fbi abbia imbrogliato nel fornire spiegazioni su come siano riusciti ad intercettare l'indirizzo IP della Silk road (gli esperti dopo aver ricostruito la scena del crimine sostengono che la tesi del captcha leakato sulla pagina principale di Tor è una bufala) il che avrebbe leso i diritti del pirata garantitigli dal primo emendamento, e noi stiamo qua a sentire uno che ci vuole mettere un software spia nel computer.
Con tutti i problemi di fiducia che abbiamo in Italia nei confronti di forze dell'ordine e servizi segreti questo costituirebbe la ciliegina sulla torta.
Se non interessa comprendere i meccanismi patologici alla base di certi comportamenti e se quelli che vivono ai margini della nostra società sono solo trofei per conferenze stampa, allora liberiamocene.
Tanto più che le carceri sono piene e tra qualche anno dovremo risarcirli con uno sconto di pena e un rimborso in denaro come indicato dalla corte Europea.
Se è solo una questione di repressione allora proporrei di mandare tutti i pedofili in Marocco o magari dal califfo in Iraq.
Anzi li facciamo accompagnare da Sergio Russo della postale di Bologna che si è occupato proprio del pedofilo di Modena.
Se ha finito con Ask.fm lo mandiamo là assieme al suo comandante.
Due piccioni con un click.
mo24
In pratica il software, il cui progetto fu presentato da Motti e dall’hacker Fabio Ghioni al Parlamento di Bruxelles, sarebbe un ‘grande fratello’ alla rovescia, in grado di tutelare i proprietari di computer da possibili accuse su reati non compiuti (ma che potrebbero essere compiuti da terzi tramite la loro linea e i loro pc).
sassuolo2000
Mi sono sempre chiesta per quale motivo la polizia, non solo italiana, convochi le conferenze stampa relative ad operazioni contro la criminalità quando le indagini sono ancora in corso.
Motti è un simpatico personaggio e per le donne che amano quel genere di uomo può anche risultare affascinante così come Ghioni, al di là delle vicende che lo hanno visto coinvolto, pare essere persona competente nel campo.
Però dare spazio a certe argomentazioni non risolve il problema e soprattutto non avvia alcun tipo di riflessione.
Il nodo sta appunto nel termine autoprodotto.
Quello che non sappiamo ancora e che non sapremo mai perchè qui in Italia le luci della ribalta sono appunto riservate alla conferenza stampa ma non al "follow up" e non vengono resi disponibili online i documenti relativi all'incriminazione, la testimonianza degli agenti che hanno indagato e le prime valutazioni del giudice, è il punto centrale della vicenda che potrebbe aiutare a contenere il fenomeno: ovvero sapere se e come il materiale foto-video è stato prodotto e se il tutto ha avuto o avrebbe potuto avere (come sosteneva tempo addietro il maggiore Nasponi) risvolti legati ad episodi di pedofilia pura.
Un discorso del genere servirebbe oltre che ad inquadrare il problema nel suo complesso, a rendere partecipe e cosciente la popolazione.
In America è in corso il processo a Ross Ulbricht e il dibattito in rete tra tecnici e comuni internet addicts verte sulla possibilità o meno che l'Fbi abbia imbrogliato nel fornire spiegazioni su come siano riusciti ad intercettare l'indirizzo IP della Silk road (gli esperti dopo aver ricostruito la scena del crimine sostengono che la tesi del captcha leakato sulla pagina principale di Tor è una bufala) il che avrebbe leso i diritti del pirata garantitigli dal primo emendamento, e noi stiamo qua a sentire uno che ci vuole mettere un software spia nel computer.
Con tutti i problemi di fiducia che abbiamo in Italia nei confronti di forze dell'ordine e servizi segreti questo costituirebbe la ciliegina sulla torta.
Se non interessa comprendere i meccanismi patologici alla base di certi comportamenti e se quelli che vivono ai margini della nostra società sono solo trofei per conferenze stampa, allora liberiamocene.
Tanto più che le carceri sono piene e tra qualche anno dovremo risarcirli con uno sconto di pena e un rimborso in denaro come indicato dalla corte Europea.
Se è solo una questione di repressione allora proporrei di mandare tutti i pedofili in Marocco o magari dal califfo in Iraq.
Anzi li facciamo accompagnare da Sergio Russo della postale di Bologna che si è occupato proprio del pedofilo di Modena.
Se ha finito con Ask.fm lo mandiamo là assieme al suo comandante.
Due piccioni con un click.
sabato 4 ottobre 2014
Reti visibili
Gran parte dei profili e dei contenuti di questo giro inquietante sono del tutto visibili sia agli utenti sia ai motori di ricerca come Google, mentre solo una piccola parte dei criminali nasconde i suoi scatti e deve approvare personalmente i suoi “follower” prima che possano accedere a questi materiali.
espresso
Un paio di settimane fa l'fbi ha arrestato un giovane con l'accusa di aver scambiato materiale pedopornografico.
Assieme a video in cui uomini si facevano praticare sesso orale da bambini, vi erano immagini di sesso simulato con peluche e topi morti.
Non si sa molto ancora su plushofilia e zoofilia se non che sono devianze classificate tra le parafilie.
Il soggetto in questione aveva operato scambi all'interno di forum dedicati che consentono all'utente il completo anonimato attraverso un software da scaricare quindi senza nemmeno far ricorso a Tor.
Il popolo della rete non appena venuto a conoscenza della notizia si è scatenato alla ricerca di altri circuiti nei quali l'incriminato avrebbe potuto essere attivo e ha trovato almeno una decina di suoi profili da Flickr a Twitter.
Non è un caso raro che ormai i pedofili non usino più nemmeno tanto il famigerato dark web .
Ormai il materiale scambiato nel deep web è reperibile ovunque e su internet è facile essere anonimi .
Difficili essere non tracciabili però.
Per gli utenti è sufficiente piazzarsi su Twitter con foto tipiche (peluche, anime giapponesi sexy, indossando pannolini) e linguaggio ammiccante per attirare gli obiettivi ai quali quel messaggio è rivolto.
Poi ci si sposta su piattaforme più protette.
E' difficile individuarli a meno che non ci sia come nel caso descritto dall'espresso, un circuito ben consolidato che ad un certo punto insospettisce qualcuno.
Molto probabilmente il dark net rimarrà casa per spaccio di grossi quantitativi di droga, vendita di arsenali e documenti rubati, riciclaggio di denaro.
Mentre pedofili e piccoli criminali si serviranno dell'internet "regolare".
E' una evoluzione di cui gli investigatori devono tenere conto per programmare anche loro nuove strategie.
espresso
Un paio di settimane fa l'fbi ha arrestato un giovane con l'accusa di aver scambiato materiale pedopornografico.
Assieme a video in cui uomini si facevano praticare sesso orale da bambini, vi erano immagini di sesso simulato con peluche e topi morti.
Non si sa molto ancora su plushofilia e zoofilia se non che sono devianze classificate tra le parafilie.
Il soggetto in questione aveva operato scambi all'interno di forum dedicati che consentono all'utente il completo anonimato attraverso un software da scaricare quindi senza nemmeno far ricorso a Tor.
Il popolo della rete non appena venuto a conoscenza della notizia si è scatenato alla ricerca di altri circuiti nei quali l'incriminato avrebbe potuto essere attivo e ha trovato almeno una decina di suoi profili da Flickr a Twitter.
Non è un caso raro che ormai i pedofili non usino più nemmeno tanto il famigerato dark web .
Ormai il materiale scambiato nel deep web è reperibile ovunque e su internet è facile essere anonimi .
Difficili essere non tracciabili però.
Per gli utenti è sufficiente piazzarsi su Twitter con foto tipiche (peluche, anime giapponesi sexy, indossando pannolini) e linguaggio ammiccante per attirare gli obiettivi ai quali quel messaggio è rivolto.
Poi ci si sposta su piattaforme più protette.
E' difficile individuarli a meno che non ci sia come nel caso descritto dall'espresso, un circuito ben consolidato che ad un certo punto insospettisce qualcuno.
Molto probabilmente il dark net rimarrà casa per spaccio di grossi quantitativi di droga, vendita di arsenali e documenti rubati, riciclaggio di denaro.
Mentre pedofili e piccoli criminali si serviranno dell'internet "regolare".
E' una evoluzione di cui gli investigatori devono tenere conto per programmare anche loro nuove strategie.
giovedì 25 settembre 2014
Recinti
(ANSA) - ROMA, 25 SET - Una bambina di 3 anni è morta dopo essere stata azzannata dal suo cane, un pastore tedesco, ieri sera a Fiano Romano, in provincia di Roma. La bimba è stata morsa al collo, sulle braccia e sulla testa. Portata in gravissime condizioni all'ospedale Sant'Andrea in arresto cardiocircolatorio, è morta nella notte. Sul posto i carabinieri. Approfittando di un attimo di distrazione del genitore, si era avvicinata al recinto dove c'era il pastore tedesco di 9 anni che l'ha aggredita.
Dispiace leggere di questa tragedia .
Però bisogna rilevare che la casistica di famigliari azzannati dal proprio cane si infittisce sempre più.
E di solito quelli ad essere maggiormente colpiti sono i bambini e gli anziani.
Giorni fa leggevo di un cane preso in adozione dal canile con un'indole molto docile ma che ha aggredito la madre della padrona di casa mentre gli portava da mangiare.
Un cane che ha vissuto con un nucleo di persone per un determinato periodo di tempo oppure che si è appena insediato in un nuovo ambiente, giunge dopo un percorso più o meno breve ad identificare la famiglia come una tribù di cui lui è parte.
E in una tribù ogni componente ha un suo ruolo che il cane cristallizza.
La consegna del pasto poi è una sorta di rituale.
Meglio se è svolto dalla stessa persona.
Un bambino e una persona anziana in fondo sono sempre degli estranei a quello che il cane ha individuato come il tessuto essenziale della famiglia ovvero il padre, la madre e i figli adolescenti.
I nonni e i bimbi piccoli per quanto possano avere conquistato familiarità con il cane, grande o cucciolo che sia, vengono sempre percepiti come "alieni" perchè stanno ai margini.
Il loro ruolo e la loro presenza non sono ancora ben definiti.
Quindi anche un gesto o una parola espressi in un certo modo possono essere recepiti dal cane come ostili.
Di lì lo scatto che non è repentino o casuale ma maturato nel tempo.
L'animale sa che il bimbo o una nonna sono dei potenziali nemici e finchè non si presenta l'occasione non manifestano particolare aggressività.
Oppure lo fanno ma in maniera non facile da individuare.
Quando viene superato da questi estranei quello che loro considerano un loro recinto non solo territoriale ma anche mentale, allora attaccano.
Se fossi in procinto di mettere al mondo un figlio o di accogliere un genitore per un determinato periodo di tempo a casa mia, mi libererei del cane.
Se ne può prendere uno quando i bimbi hanno raggiunto i 7-8 anni di età stando attenti a scegliere una razza con un buon carattere.
Paradossalmente un bulldog o un boxer sono ideali per i bimbi più di un chihuahua perchè hanno un'indole particolarmente affettuosa e portata per la vita di famiglia.
Bisogna però integrarlo bene e soprattutto insegnare ai figli che un cane non è un giocattolo qualsiasi.
In generale credo che in Italia manchi una vera cultura dell'animale.
Siamo tutti animalisti sulla carta ma convivere con un cane richiede una certa preparazione.
Dispiace leggere di questa tragedia .
Però bisogna rilevare che la casistica di famigliari azzannati dal proprio cane si infittisce sempre più.
E di solito quelli ad essere maggiormente colpiti sono i bambini e gli anziani.
Giorni fa leggevo di un cane preso in adozione dal canile con un'indole molto docile ma che ha aggredito la madre della padrona di casa mentre gli portava da mangiare.
Un cane che ha vissuto con un nucleo di persone per un determinato periodo di tempo oppure che si è appena insediato in un nuovo ambiente, giunge dopo un percorso più o meno breve ad identificare la famiglia come una tribù di cui lui è parte.
E in una tribù ogni componente ha un suo ruolo che il cane cristallizza.
La consegna del pasto poi è una sorta di rituale.
Meglio se è svolto dalla stessa persona.
Un bambino e una persona anziana in fondo sono sempre degli estranei a quello che il cane ha individuato come il tessuto essenziale della famiglia ovvero il padre, la madre e i figli adolescenti.
I nonni e i bimbi piccoli per quanto possano avere conquistato familiarità con il cane, grande o cucciolo che sia, vengono sempre percepiti come "alieni" perchè stanno ai margini.
Il loro ruolo e la loro presenza non sono ancora ben definiti.
Quindi anche un gesto o una parola espressi in un certo modo possono essere recepiti dal cane come ostili.
Di lì lo scatto che non è repentino o casuale ma maturato nel tempo.
L'animale sa che il bimbo o una nonna sono dei potenziali nemici e finchè non si presenta l'occasione non manifestano particolare aggressività.
Oppure lo fanno ma in maniera non facile da individuare.
Quando viene superato da questi estranei quello che loro considerano un loro recinto non solo territoriale ma anche mentale, allora attaccano.
Se fossi in procinto di mettere al mondo un figlio o di accogliere un genitore per un determinato periodo di tempo a casa mia, mi libererei del cane.
Se ne può prendere uno quando i bimbi hanno raggiunto i 7-8 anni di età stando attenti a scegliere una razza con un buon carattere.
Paradossalmente un bulldog o un boxer sono ideali per i bimbi più di un chihuahua perchè hanno un'indole particolarmente affettuosa e portata per la vita di famiglia.
Bisogna però integrarlo bene e soprattutto insegnare ai figli che un cane non è un giocattolo qualsiasi.
In generale credo che in Italia manchi una vera cultura dell'animale.
Siamo tutti animalisti sulla carta ma convivere con un cane richiede una certa preparazione.
lunedì 1 settembre 2014
Bidoni
Ha fatto scalpore qualche giorno fa, l'intervista all'imam di Cinisello Balsamo (nato e cresciuto in Italia da famiglia di immigrati) che lamentava la differenza tra la classica democrazia occidentale e il sistema islamico dando preferenza al secondo.
E stamane c'era un articolo di Maurizio Gasparri su il tempo che con la scusa dell'allerta terrorismo tirava un pò di bordate a destra e a manca contro il magistrato e la sentenza Abu Omar e chiudeva con il solito elogio al generale Pollari.
Nel frattempo è arrivata la notizia del malore di La Torre e la figlia ovviamente sconvolta lanciava accuse all'Italia che si preoccuperebbe a suo dire, più degli immigrati che della sorte del padre.
Ieri al telegiornale guardavo l'intervista alla madre di Tommy.
Credo che poche donne nell'Italia di oggi possano parlare con tanta dignità e compostezza dopo le tante tragedie che hanno attraversato in vita.
Ebbene l'unica richiesta che faceva, visto che comunque istituzioni e organizzazioni la aiutano a tenere in ordine l'angolo dove è posto il cippo, è che almeno il resto della popolazione non lo usi per gettare la spazzatura.
In un Paese Musulmano governato da un reale che non è eletto dal popolo e la cui Costituzione è ispirata al Corano, non ci sarebbe nemmeno bisogno di un appello in tivù da parte di una madre.
Quello spazio sarebbe stato recintato e riconvertito in giardino o parco giochi e nessuno oserebbe usarlo come bidone della spazzatura.
E non grazie alla legge del taglione ma perchè la cultura islamica è basata sul rispetto dell'individuo in quanto parte di una comunità.
Il dolore si vive in silenzio e tutti assieme.
Non lo si sfrutta per ottenere una manciata di voti.
Foto carlino
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