Toro è stato nominato dopo una feroce battaglia politica, anche interna al centrosinistra, con varie incursioni istituzionali. Poi si è trovato l’accordo con l’ex Ncd della sottosegretaria Federica Chiavaroli e si è scelto proprio Toro ad ottobre 2016.
Non è un caso che a seguire come un’ombra Lorenzin c’era proprio la sottosegretaria Chiavarol, passata nella Civica Popolare del ministro e anche lei candidatissima con il centrosinistra dopo i vari passaggi nel centrodestra.
pdn febbraio 2018
La Safar è una bella realtà associativa che prese forma agli inizi degli anni ottanta.
Quando cioè non si sentiva ancora il pericolo delle invasioni delle multinazionali straniere, ma c’era il bisogno per le farmacie, soprattutto quelle delle aree rurali, di fare fronte comune per offrire un servizio efficiente alla clientela.
Un gruppo di farmacisti, magazzinieri, addetti commerciali e ragionieri provenienti da una ditta di distribuzione dei farmaci chiamata Somea, mise la propria esperienza al servizio della comunità. Erano garantiti un rifornimento costante e giornaliero, particolarmente importante nei momenti di crisi, e una scontistica conveniente.
Nel tempo, e con l’ampliamento del mercato e delle sfide, si è allargato anche il campo dei servizi offerti (referenze medicinali, diagnostica, supporto informatico) e la cooperativa si è evoluta verso una rete in scala nazionale.
La Safar è arrivata ai vertici della distribuzione, ma anche della produzione, su scala nazionale. E ha realizzato fatturati dell'ordine di diverse centinaia di milioni.
Una gestione per molti aspetti familiare e il rapporto difficile con la politica, evidenziato dalla vicenda Toro, ne hanno determinato una crisi della quale si parlava da diversi mesi.
Secondo fonti attendibili in questi giorni è in atto una serie di riunioni nel corso delle quali presidente e amministratore delegato hanno fatto presente la necessità agli associati di versare una quota pari all’uno per cento del fatturato del proprio esercizio. Ciò servirebbe a fare fronte a una crisi di liquidità alla quale le banche si sono rifiutate di venire in soccorso. E neppure sono stati trovati partner o acquirenti disponibili.
La dirigenza ha fatto presente di essersi ridotta lo stipendio del venti per cento e ha comunicato l’iniziativa da parte del personale di compiere un’ora in più di lavoro rispetto al dovuto. Ha altresì affermato l’intenzione di non volere procedere al taglio dei dipendenti.
Qualche associato in privato ha però osservato che il taglio del personale(circa 90 unità) sarebbe stata proprio la prima mossa da fare, poiché si tratta di assunzioni effettuate per legami familiari o indicazioni derivanti dal referente politico locale. E la reale forza lavoro necessaria a garantire una produzione ottimale non supererebbe le quaranta unità.
Il nuovo governo e i ministeri competenti, soprattutto al Sud, sono chiamati a risanare una situazione dovuta in gran parte alla mentalità e a meccanismi che nel tempo si sono rivelati obsoleti sia per l’imprenditoria sia per i lavoratori.
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domenica 10 giugno 2018
lunedì 17 luglio 2017
Com'è profondo il mare
Mamma : hanno ritrovato duecento chili di droga tutti sparsi sulla spiaggia da Francavilla a Pescara . Pure a Silvi.
Ma la guardia costiera che fa ? Io gli vorrei telefonare per chiedere.
Me : meglio di no.
Mamma : un signore l'altro giorno ha detto che lui il pesce non lo compra più, perchè il mare è pieno di migranti morti. Adesso che sente questo fatto della droga si mette paura per il pesce drogato.
Me : eh.
Ma la guardia costiera che fa ? Io gli vorrei telefonare per chiedere.
Me : meglio di no.
Mamma : un signore l'altro giorno ha detto che lui il pesce non lo compra più, perchè il mare è pieno di migranti morti. Adesso che sente questo fatto della droga si mette paura per il pesce drogato.
Me : eh.
domenica 8 gennaio 2017
Orgoglio teatino
Che fine ha fatto l'idea di formare nuclei investigativi finanziari all'interno delle squadre mobili ?
Con il generale Toschi non funziona il giochetto di creare specialità e squadrette di soccorso per sottrarre campi di indagine prima e azzerare gruppi investigativi speciali poi.
Chissà quante lauree ha il figlio.
Intervista
Con il generale Toschi non funziona il giochetto di creare specialità e squadrette di soccorso per sottrarre campi di indagine prima e azzerare gruppi investigativi speciali poi.
Chissà quante lauree ha il figlio.
Intervista
giovedì 5 gennaio 2017
Quattrociocche e due neuroni
Adesso non vorrei che passasse l'idea che noi abruzzesi ce la prendiamo per quello che dice la moglie di un calciatore su Facebook.
Però con tutto quello che stiamo soffrendo qua a Pescara da mesi, dopo che abbiamo fatto i fenomeni l'anno scorso, sentirci dire da questa tizia che siamo ignoranti in materia di calcio proprio no.
Galeone è diventato filosofo quando allenava da noi.
Il calcio ce lo abbiamo nel sangue.
E adesso vediamolo 'sto gioiellino che farà a Sassuolo.
Comunque io sarò anche un pò arcaica di mentalità, ma un uomo che si fa difendere dalla moglie non si può vedere.
Però con tutto quello che stiamo soffrendo qua a Pescara da mesi, dopo che abbiamo fatto i fenomeni l'anno scorso, sentirci dire da questa tizia che siamo ignoranti in materia di calcio proprio no.
Galeone è diventato filosofo quando allenava da noi.
Il calcio ce lo abbiamo nel sangue.
E adesso vediamolo 'sto gioiellino che farà a Sassuolo.
Comunque io sarò anche un pò arcaica di mentalità, ma un uomo che si fa difendere dalla moglie non si può vedere.
martedì 3 gennaio 2017
Molto viva assieme a sindaco e carabiniere
Riscaldati ha parlato di un “territorio variegato, eterogeneo, con comuni anche molto piccoli. Proprio in queste realtà territoriali in cui la comunità ha bisogno della vicinanza delle istituzioni – ha sottolineato – considerato che in queste realtà locali, escluso il capoluogo, come presidio di polizia ci sono solo i Carabinieri, l’Arma deve continuare ad essere punto di riferimento per la collettività e sono convinto che debba farlo in sinergia con le amministrazioni comunali, perché il sindaco è l’istituzione periferica centrale, insieme ai carabinieri”.
cityrumours dicembre 2016
Nel giorno della sua presentazione ufficiale nel nuovo ruolo in Abruzzo, Misiti ha parlato di Pescara come una bella e impegnativa sfida e di aver visto una città molto viva. Ha anche aggiunto di essere a conoscenza del problema riguardante la forte presenza di rom e nomadi, e che si occuperà delle espulsioni dei richiedenti asilo, 800 in tutto l’Abruzzo, non in regola.
Il Centro Gennaio 2017
Il vero problema di Pescara è che manca una guida giudiziaria.
E non è solo per il fatto che da luglio dell'anno scorso non è stato ancora nominato il procuratore capo. La procura per diversi anni è stata impegnata a dare la caccia alle streghe nella sfera politica. Con i risultati che conosciamo. Da D'Alfonso a Del Turco.
L'Abruzzo nel suo complesso può contare sulla buona volontà e iniziativa dei vari nuclei investigativi delle forze dell'ordine e sull'attività della DDA de L'Aquila. Il che non scardina il tessuto criminale che si presta a fare da trampolino per tutti quelli che vengono da fuori regione. Forse per quello ci hanno mandato un Questore antimafia.
Ma in generale noi dei paesi e delle campagne, cosiddette aree rurali, ci attrezziamo per conto nostro.
Dalle mie parti anche la vecchietta con trecento euro di pensione si compra la sirena. Non è granchè. Serve giusto a spaventare i fessacchiotti. Ma visto che il cane non basta più, così come non basta nemmeno la pattuglia dei carabinieri che fa ciao ciao con la manina, l'unica soluzione è mettere mano al portafoglio e tirare fuori quei 1500-2000 euro che ti chiede un tizio che ha comprato l'apparecchio per meno della metà e te lo vende come fosse la soluzione a tutti i problemi.
Che poi quella storia che racconta il capo della polizia, che il terrorismo non deve fare cambiare le abitudini, per noi agricoli è ormai pratica archiviata. Ci si fa l'abitudine a calcolare gli orari di inserimento invernali ed estivi e non ci si affaccia più alla finestra alla sera per guardare la luna o spiare il vicino.
Quindi caro popolo delle città, abituatevi ad essere bombardati così come noi campagnoli siamo derubati e picchiati. E spesso nemmeno denunciamo.
cityrumours dicembre 2016
Nel giorno della sua presentazione ufficiale nel nuovo ruolo in Abruzzo, Misiti ha parlato di Pescara come una bella e impegnativa sfida e di aver visto una città molto viva. Ha anche aggiunto di essere a conoscenza del problema riguardante la forte presenza di rom e nomadi, e che si occuperà delle espulsioni dei richiedenti asilo, 800 in tutto l’Abruzzo, non in regola.
Il Centro Gennaio 2017
Il vero problema di Pescara è che manca una guida giudiziaria.
E non è solo per il fatto che da luglio dell'anno scorso non è stato ancora nominato il procuratore capo. La procura per diversi anni è stata impegnata a dare la caccia alle streghe nella sfera politica. Con i risultati che conosciamo. Da D'Alfonso a Del Turco.
L'Abruzzo nel suo complesso può contare sulla buona volontà e iniziativa dei vari nuclei investigativi delle forze dell'ordine e sull'attività della DDA de L'Aquila. Il che non scardina il tessuto criminale che si presta a fare da trampolino per tutti quelli che vengono da fuori regione. Forse per quello ci hanno mandato un Questore antimafia.
Ma in generale noi dei paesi e delle campagne, cosiddette aree rurali, ci attrezziamo per conto nostro.
Dalle mie parti anche la vecchietta con trecento euro di pensione si compra la sirena. Non è granchè. Serve giusto a spaventare i fessacchiotti. Ma visto che il cane non basta più, così come non basta nemmeno la pattuglia dei carabinieri che fa ciao ciao con la manina, l'unica soluzione è mettere mano al portafoglio e tirare fuori quei 1500-2000 euro che ti chiede un tizio che ha comprato l'apparecchio per meno della metà e te lo vende come fosse la soluzione a tutti i problemi.
Che poi quella storia che racconta il capo della polizia, che il terrorismo non deve fare cambiare le abitudini, per noi agricoli è ormai pratica archiviata. Ci si fa l'abitudine a calcolare gli orari di inserimento invernali ed estivi e non ci si affaccia più alla finestra alla sera per guardare la luna o spiare il vicino.
Quindi caro popolo delle città, abituatevi ad essere bombardati così come noi campagnoli siamo derubati e picchiati. E spesso nemmeno denunciamo.
domenica 11 dicembre 2016
Lotti, il caporeparto e la provola
Un sedicente autorevole dell' Aisi diceva che è fatta per il caporeparto. Si sta cercando per il vicedirettore.
Il rosicone parlava di legge ad personam.
Sono andata a cercare il comma tre sul sito dell'insicurezza nazionale per vedere se magari l'avevano rinominato Valerione, VB o magari TVTB. Invece niente. Il comma tre si chiama sempre così.
Quindi dire che è ad personam è poco autorevole.
Scrivono in queste ore che Domenico detto Marco andrebbe alle interiora e il Lotti sarebbe delegato.
Chi vada agli esteri è ininfluente, viste le politiche del governo, quindi Angelino è perfetto.
Almeno la Subranni non rimane senza lavoro.
Lotti poverino, leggo che si sveglia presto il che me lo rende simpatico, venne da noi poco tempo prima del referendum. E al solito diede un pacco di milioni di quelli che noi sfigati cittadini non vedremo mai.
L'Abruzzo è il classico esempio del fallimento delle politiche di decentralizzazione di Matteo.
Luciano D'Alfonso, che venne invitato dai vertici romani a non candidarsi visto che c'era ancora in ballo una sentenza, minacciò la lista civica e la vinse. Sia la sfida con Roma che quella con le urne.
Da allora ha tenuto un atteggiamento soft. Lui può contare su una barca di voti ma il marchio piddì serve sempre. Non s'è mai preso con Matteo ma faceva buon viso a cattivo gioco per il bene dell'Abruzzo. Per la causa referendaria, checchè ne abbia detto dopo il verdetto, non s'è mai speso più di tanto. Ha fatto qualche discorsetto o intervista, ma non ha messo in moto le sue truppe.
C'era gente che passava tutti i giorni da casa mia per portare il suo santino all'epoca delle regionali e il lunedì post referendum mi ha candidamente detto che esprimere un voto non gli interessava.
Così succede quando non sei sul territorio.
Quando il sotto segretario Minniti ha citato il detto calabro sulla parola non detta, mi sono tornati in mente gli anni universitari in cui ho conosciuto tanti calabresi. Gente di buon cuore.
Al mio pensionato c'era una ragazza di Locri, figlia di dentisti, straricca.
Vestiti, gioielli, case.
Poca voglia di studiare ma tanti quattrini. Molto coccolata.
Mentre la madre era in visita, a casa rapirono il padre. Rapimento atipico che durò diversi mesi. Probabilmente era per questioni loro, più che per denaro.
Allora quando i carabinieri di Bologna vennero a darle la notizia, lei si affrettò a dire che non sapeva nulla dei beni che possedevano o di questioni finanziarie, delle quali si occupava il marito.
A tutte noi era noto il fatto che invece il vero capo in casa era lei.
Quindi aggiungerei al detto, che se proprio bisogna dire qualche parola, è meglio dirla bene e al momento opportuno.
Ma non si potrebbe chiudere al più presto questa pratica del vicedirettore che già sto in pensiero per l'antiterrorismo vacante da quasi tre mesi ? Così avrei sistemato tutti i miei pupilli Ucigos.
Il rosicone parlava di legge ad personam.
Sono andata a cercare il comma tre sul sito dell'insicurezza nazionale per vedere se magari l'avevano rinominato Valerione, VB o magari TVTB. Invece niente. Il comma tre si chiama sempre così.
Quindi dire che è ad personam è poco autorevole.
Scrivono in queste ore che Domenico detto Marco andrebbe alle interiora e il Lotti sarebbe delegato.
Chi vada agli esteri è ininfluente, viste le politiche del governo, quindi Angelino è perfetto.
Almeno la Subranni non rimane senza lavoro.
Lotti poverino, leggo che si sveglia presto il che me lo rende simpatico, venne da noi poco tempo prima del referendum. E al solito diede un pacco di milioni di quelli che noi sfigati cittadini non vedremo mai.
L'Abruzzo è il classico esempio del fallimento delle politiche di decentralizzazione di Matteo.
Luciano D'Alfonso, che venne invitato dai vertici romani a non candidarsi visto che c'era ancora in ballo una sentenza, minacciò la lista civica e la vinse. Sia la sfida con Roma che quella con le urne.
Da allora ha tenuto un atteggiamento soft. Lui può contare su una barca di voti ma il marchio piddì serve sempre. Non s'è mai preso con Matteo ma faceva buon viso a cattivo gioco per il bene dell'Abruzzo. Per la causa referendaria, checchè ne abbia detto dopo il verdetto, non s'è mai speso più di tanto. Ha fatto qualche discorsetto o intervista, ma non ha messo in moto le sue truppe.
C'era gente che passava tutti i giorni da casa mia per portare il suo santino all'epoca delle regionali e il lunedì post referendum mi ha candidamente detto che esprimere un voto non gli interessava.
Così succede quando non sei sul territorio.
Quando il sotto segretario Minniti ha citato il detto calabro sulla parola non detta, mi sono tornati in mente gli anni universitari in cui ho conosciuto tanti calabresi. Gente di buon cuore.
Al mio pensionato c'era una ragazza di Locri, figlia di dentisti, straricca.
Vestiti, gioielli, case.
Poca voglia di studiare ma tanti quattrini. Molto coccolata.
Mentre la madre era in visita, a casa rapirono il padre. Rapimento atipico che durò diversi mesi. Probabilmente era per questioni loro, più che per denaro.
Allora quando i carabinieri di Bologna vennero a darle la notizia, lei si affrettò a dire che non sapeva nulla dei beni che possedevano o di questioni finanziarie, delle quali si occupava il marito.
A tutte noi era noto il fatto che invece il vero capo in casa era lei.
Quindi aggiungerei al detto, che se proprio bisogna dire qualche parola, è meglio dirla bene e al momento opportuno.
Ma non si potrebbe chiudere al più presto questa pratica del vicedirettore che già sto in pensiero per l'antiterrorismo vacante da quasi tre mesi ? Così avrei sistemato tutti i miei pupilli Ucigos.
venerdì 9 dicembre 2016
Dice che è proibito
Detta precisazione", conclude la nota del club abruzzese, " è doverosa soprattutto per il rispetto che questa società nutre nei confronti delle donne, ed invita i signori giornalisti a riportare in maniera corretta il virgolettato dei nostri tesserati sia nelle parole, sia nei contesti argomentativi".
calcio fanpage
Comunque a Sebastiani andrebbe spiegato che per certe robe, e soprattutto per certi tipi di uomo, la bellezza conta relativamente.
Comunque a Sebastiani andrebbe spiegato che per certe robe, e soprattutto per certi tipi di uomo, la bellezza conta relativamente.
martedì 22 novembre 2016
Certi fantomatici dipendenti dell'Interno
I servizi segreti pare abbiano già allertato il Governo circa eventuali proteste violente da parte di italiani non disposti a farsi requisire l’immobile. Anche perché nell’immediato non vi sarebbero risorse da destinare ai proprietari, causa la concomitanza di eccezionalità dell’evento e la penuria di risorse finanziarie ...
l'opinione
Blengini gongolava.
Lo stratega era al lavoro.
Ai tempi del Sisde c'era da faticare parecchio per far scattare la scintilla. Non erano sufficienti un paio di provocatori. Oggi invece la gente era talmente arrabbiata che bastava puntare il dito ad occhi chiusi sulla mappa per prevedere la protesta in arrivo.
Avrebbe inviato la celere di Bologna. I più adatti alla situazione. Già se la immaginava quella mandria di abruzzesi imbufaliti pronti a marciare su Roma. Una prova di forza che avrebbe dimostrato al presidente della repubblica, dopo il referendum, che l’unico problema del governo era il ministro dell’interno. Onnipresente da Vespa con la penna nel taschino, ma inefficace.
Sostituito lui, Renzi avrebbe potuto ottenere il reincarico anche in caso di debacle.
Doveva ricordarsi anche di fare una telefonata di ringraziamenti a monsignor Fisichella. A Blengini era giunta voce che Marino stava organizzando un partito. Mirava alla presidenza del consiglio. L’aver ricordato alla conferenza stampa di chiusura del Giubileo, il fallimento dell’amministrazione nel porgere una città vivibile ai pellegrini, avrebbe stroncato qualsiasi velleità.
Un altro paperino a palazzo chigi gli avrebbe provocato un crollo nervoso.
Non poteva permetterselo.
Bip. I quattrini di Putin a quelli del No . Bip. Boeri ne sa qualcosa ? Bip.
A saperlo. Chissà dov'era. Sempre nascosto. Irraggiungibile.
L'ultima volta che lo aveva incontrato, gli aveva chiesto se Wattsapp è una nuova bevanda americana. Forte Braschi somigliava sempre più ad un museo di spie. Aveva chiesto al suo hacker di fiducia di procurargli l'accesso alla scheda personale di Boeri. Un buco nell'acqua. Anche lui come il suo capo nascondeva l'anno di nascita. Forse avevano paura che il prime puppy pensasse agli ottanta euro per i dinosauri.
A quel punto Dagospia avrebbe dato notizia del loro genetliaco esatto.
Sospiro profondo.
Fino al 4 Dicembre avrebbe dormito in ufficio.
Per la patria. E la poltrona di vicedirettore.
Bip. Ultim'ora Non mi risulta che Massimo Carminati fosse legato o utilizzato dai servizi segreti”. Massimiliano Macilenti, ex-Ros
Hmmm, ma quanti anni ha costui?
l'opinione
Blengini gongolava.
Lo stratega era al lavoro.
Ai tempi del Sisde c'era da faticare parecchio per far scattare la scintilla. Non erano sufficienti un paio di provocatori. Oggi invece la gente era talmente arrabbiata che bastava puntare il dito ad occhi chiusi sulla mappa per prevedere la protesta in arrivo.
Avrebbe inviato la celere di Bologna. I più adatti alla situazione. Già se la immaginava quella mandria di abruzzesi imbufaliti pronti a marciare su Roma. Una prova di forza che avrebbe dimostrato al presidente della repubblica, dopo il referendum, che l’unico problema del governo era il ministro dell’interno. Onnipresente da Vespa con la penna nel taschino, ma inefficace.
Sostituito lui, Renzi avrebbe potuto ottenere il reincarico anche in caso di debacle.
Doveva ricordarsi anche di fare una telefonata di ringraziamenti a monsignor Fisichella. A Blengini era giunta voce che Marino stava organizzando un partito. Mirava alla presidenza del consiglio. L’aver ricordato alla conferenza stampa di chiusura del Giubileo, il fallimento dell’amministrazione nel porgere una città vivibile ai pellegrini, avrebbe stroncato qualsiasi velleità.
Un altro paperino a palazzo chigi gli avrebbe provocato un crollo nervoso.
Non poteva permetterselo.
Bip. I quattrini di Putin a quelli del No . Bip. Boeri ne sa qualcosa ? Bip.
A saperlo. Chissà dov'era. Sempre nascosto. Irraggiungibile.
L'ultima volta che lo aveva incontrato, gli aveva chiesto se Wattsapp è una nuova bevanda americana. Forte Braschi somigliava sempre più ad un museo di spie. Aveva chiesto al suo hacker di fiducia di procurargli l'accesso alla scheda personale di Boeri. Un buco nell'acqua. Anche lui come il suo capo nascondeva l'anno di nascita. Forse avevano paura che il prime puppy pensasse agli ottanta euro per i dinosauri.
A quel punto Dagospia avrebbe dato notizia del loro genetliaco esatto.
Sospiro profondo.
Fino al 4 Dicembre avrebbe dormito in ufficio.
Per la patria. E la poltrona di vicedirettore.
Bip. Ultim'ora Non mi risulta che Massimo Carminati fosse legato o utilizzato dai servizi segreti”. Massimiliano Macilenti, ex-Ros
Hmmm, ma quanti anni ha costui?
lunedì 17 ottobre 2016
Da Vinci Dateci una sede definitiva
Guardavo da lontano stamattina questa marea umana che convergeva su corso Vittorio.
Pensavo si trattasse di lavoratori in esubero o gente che chiede lavoro.
Questi sono i problemi che il governo non risolve .
E invece erano ragazzi. Ben vestiti. Educati. Determinati.
Avevano messo a guardia del corteo due blindati e due macchine davanti e dietro. I poliziotti sbadigliavano annoiati. Sapevano che non avevano i no tav da controllare.
E quando il capogruppo (si chiama così ?) si è messo a gridare che volevano la sede definitiva, mi è tornato in mente di quando ero al liceo.
Scioperavamo senza sapere nemmeno perché . L’ordine partiva dai giovani comunisti.
Da quel Maurizio Acerbo che poi ha fatto carriera in politica. Ovviamente. Quando sono giovani fanno credere che è solo una questione di ideali. Ma alla fine vogliono tutti il potere .
Io me ne tornavo a casa che non vedevo l’utilità di manifestare e nemmeno ti facevano entrare a scuola. Anche noi avevamo un problema di sede provvisoria della sede distaccata del Galilei. A Montesilvano eravamo sistemati in una villetta a piano terra. Non era granchè come scuola, ma ci si stava bene. Era come una grande casa. Tinteggiata con colori accoglienti. C’erano i giardinetti fuori, così con il caldo uscivamo. Non protestammo per quella sistemazione. I rappresentanti di classe e d’istituto la facevano saltare fuori ogni tanto alle riunioni per tenere alta l’attenzione. Così vanno fatte le trattative. A forze di piccole minacce e ricatti.
Poi comunque ci diedero la nuova sede. Era su tre piani. Colorata in grigio e bianco. C’erano i laboratori e anche il campo da volley. Ma era così triste. Messa proprio sulla nazionale tra traffico e smog. In mezzo ad altri palazzi con uffici. Niente più famigliole come vicini e nemmeno scampagnate .
Le soluzioni definitive, per essere efficaci, devono essere scelte e non imposte.
Sennò è meglio rimanere provvisori.
Scioperavamo senza sapere nemmeno perché . L’ordine partiva dai giovani comunisti.
Da quel Maurizio Acerbo che poi ha fatto carriera in politica. Ovviamente. Quando sono giovani fanno credere che è solo una questione di ideali. Ma alla fine vogliono tutti il potere .
Io me ne tornavo a casa che non vedevo l’utilità di manifestare e nemmeno ti facevano entrare a scuola. Anche noi avevamo un problema di sede provvisoria della sede distaccata del Galilei. A Montesilvano eravamo sistemati in una villetta a piano terra. Non era granchè come scuola, ma ci si stava bene. Era come una grande casa. Tinteggiata con colori accoglienti. C’erano i giardinetti fuori, così con il caldo uscivamo. Non protestammo per quella sistemazione. I rappresentanti di classe e d’istituto la facevano saltare fuori ogni tanto alle riunioni per tenere alta l’attenzione. Così vanno fatte le trattative. A forze di piccole minacce e ricatti.
Poi comunque ci diedero la nuova sede. Era su tre piani. Colorata in grigio e bianco. C’erano i laboratori e anche il campo da volley. Ma era così triste. Messa proprio sulla nazionale tra traffico e smog. In mezzo ad altri palazzi con uffici. Niente più famigliole come vicini e nemmeno scampagnate .
Le soluzioni definitive, per essere efficaci, devono essere scelte e non imposte.
Sennò è meglio rimanere provvisori.
venerdì 30 settembre 2016
Movida
«Il tavolo operativo», ha commentato Alessandrini dopo il vertice con le forze dell’ordine, «ha recepito in pieno le nostre richieste e ha disposto lo spostamento da Pescara vecchia del presidio nella zona che è diventata un nuovo centro di riferimento della cosiddetta movida cittadina».
«Una situazione che ci premeva», ha continuato il sindaco, «perché non vogliamo altri sabati come quello passato e perché le regole vengano rispettate. L’auspicio è proprio questo: che la presenza di controlli diventi deterrente per chi vive l’intrattenimento come valvola di sfogo o possibilità di fare qualsiasi cosa». il centro pescara
In alcune zone di Pescara c'è una situazione molto simile, con le dovute differenze, a quella di Bologna. In determinate sere il movimento è difficile da controllare.
E d'altra parte quando i drink vengono venduti ad un euro, l'affollamento è inevitabile.
E' vero quello che ha detto il Questore Coccia, sul fatto che il problema di piazza Verdi si trascina da anni e va oltre le questioni di pubblica sicurezza, però in altre epoche il suo predecessore riusciva a mediare meglio sia con il sindaco che con i rappresentanti dell'opposizione.
Bologna e Pescara sono guidate entrambe da maggioranze pd, ma molto staccate dal partito di Roma e soprattutto da Renzi. Va da se che in momenti di scontro come questi, prefetto e Questore risultino poco efficaci. E le forze dell'ordine, che devono badare ai bisogni di un ministro che ha i voti risicati per mantenere il dicastero, ci rimettono le penne e subiscono i malumori di cittadini e politici.
Il modello di partito e di governo a cui tengono Renzi e Barca funziona in un sistema in cui l'intervento centrale non è necessario. Non è il caso dell'Italia o almeno di molte aree dello stivale.
«Una situazione che ci premeva», ha continuato il sindaco, «perché non vogliamo altri sabati come quello passato e perché le regole vengano rispettate. L’auspicio è proprio questo: che la presenza di controlli diventi deterrente per chi vive l’intrattenimento come valvola di sfogo o possibilità di fare qualsiasi cosa». il centro pescara
In alcune zone di Pescara c'è una situazione molto simile, con le dovute differenze, a quella di Bologna. In determinate sere il movimento è difficile da controllare.
E d'altra parte quando i drink vengono venduti ad un euro, l'affollamento è inevitabile.
E' vero quello che ha detto il Questore Coccia, sul fatto che il problema di piazza Verdi si trascina da anni e va oltre le questioni di pubblica sicurezza, però in altre epoche il suo predecessore riusciva a mediare meglio sia con il sindaco che con i rappresentanti dell'opposizione.
Bologna e Pescara sono guidate entrambe da maggioranze pd, ma molto staccate dal partito di Roma e soprattutto da Renzi. Va da se che in momenti di scontro come questi, prefetto e Questore risultino poco efficaci. E le forze dell'ordine, che devono badare ai bisogni di un ministro che ha i voti risicati per mantenere il dicastero, ci rimettono le penne e subiscono i malumori di cittadini e politici.
Il modello di partito e di governo a cui tengono Renzi e Barca funziona in un sistema in cui l'intervento centrale non è necessario. Non è il caso dell'Italia o almeno di molte aree dello stivale.
martedì 6 settembre 2016
Volant
L'operazione della Polizia di Stato contro gli anarchici della Federazione anarchica informale (Fai) contesta agli arrestati il reato di associazione con finalità di terrorismo e attribuisce agli stessi l'esplosione di tre ordigni: uno presso il quartiere Crocetta di Torino del 5 marzo 2007 e due presso la Caserma allievi Carabinieri di Fossano del 2 giugno 2006. il centro
Per dire che in Abruzzo non abbiamo solo il parrozzo e il labrador.
Anche gli anarchici.
Il Fai è una risorsa poichè è sempre attivo sia a livello interno che internazionale.
Uno dei cavalli di battaglia del prefetto Manganelli quando aveva bisogno di dare una scossa ai politici che lo ascoltavano nelle commissioni di riferimento e in parlamento.
All'indomani del videomessaggio del notav curdo, c'era bisogno, da parte del governo, di dare un segnale di risposta in modo indiretto, per non innalzare certi personaggi al rango di interlocutori ufficiali. E anche di rassicurare i notabili del pd torinese che avevano esternato in maniera un pò isterica sui social come se fossimo tornati ai tempi delle brigate rosse, che è tutto sotto controllo.
E così ci hanno pensato mamma digos e papà dcpp.
Per dire che in Abruzzo non abbiamo solo il parrozzo e il labrador.
Anche gli anarchici.
Il Fai è una risorsa poichè è sempre attivo sia a livello interno che internazionale.
Uno dei cavalli di battaglia del prefetto Manganelli quando aveva bisogno di dare una scossa ai politici che lo ascoltavano nelle commissioni di riferimento e in parlamento.
All'indomani del videomessaggio del notav curdo, c'era bisogno, da parte del governo, di dare un segnale di risposta in modo indiretto, per non innalzare certi personaggi al rango di interlocutori ufficiali. E anche di rassicurare i notabili del pd torinese che avevano esternato in maniera un pò isterica sui social come se fossimo tornati ai tempi delle brigate rosse, che è tutto sotto controllo.
E così ci hanno pensato mamma digos e papà dcpp.
venerdì 5 agosto 2016
A strascico
Più che altro solidarietà a chi gestisce il sito della polizia di stato e in questo periodo non ha granchè da piazzarci a parte queste notizie.
Approposito.
Ma qualcuno sa dov'è finito il direttore della postale ?
Fingers crossed. Più di una settimana che non si vede e non si sente.
Però su google lo cercano.
Dopo aver messo all'angolo Sgalla concedendosi un pò di spazi da superstar davanti alle telecamere, sembrerebbe essere andato in vacanza. Speriamo ci rimanga così ci riposiamo anche noi.
"Ci rimanga" nel senso che si diletti nell'arte del riposo.
E dai che scherzo. Mi manca già.
E pensare che uno dei primi incarichi da insegnante di scuola elementare di mia madre fu a Schiavi d'Abruzzo. Un paese cecato come usiamo dire da queste parti.
A quei tempi non c'erano nemmeno le strade per arrivarci tant'è che mia madre tutte le mattine si affidava all'asino di un contadino che ce la portava. Nel senso che da un certo punto in poi viaggiava 'ncoppa all'asino. Non che il contadino fosse asino.
Adesso hanno anche un sito web al comune e se lo sono fatto hackerare.
Meraviglia.
Emmenomale che c'è lui. Che sarebbe la vita senza RobbiDiLeg ?
Approposito.
Ma qualcuno sa dov'è finito il direttore della postale ?
Fingers crossed. Più di una settimana che non si vede e non si sente.
Però su google lo cercano.
Dopo aver messo all'angolo Sgalla concedendosi un pò di spazi da superstar davanti alle telecamere, sembrerebbe essere andato in vacanza. Speriamo ci rimanga così ci riposiamo anche noi.
"Ci rimanga" nel senso che si diletti nell'arte del riposo.
E dai che scherzo. Mi manca già.
E pensare che uno dei primi incarichi da insegnante di scuola elementare di mia madre fu a Schiavi d'Abruzzo. Un paese cecato come usiamo dire da queste parti.
A quei tempi non c'erano nemmeno le strade per arrivarci tant'è che mia madre tutte le mattine si affidava all'asino di un contadino che ce la portava. Nel senso che da un certo punto in poi viaggiava 'ncoppa all'asino. Non che il contadino fosse asino.
Adesso hanno anche un sito web al comune e se lo sono fatto hackerare.
Meraviglia.
Emmenomale che c'è lui. Che sarebbe la vita senza RobbiDiLeg ?
giovedì 7 luglio 2016
A vita
Nella mattinata odierna si è tenuta in Questura una riunione presieduta dal Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli, accompagnato nella sua visita a Bologna dai Direttori Centrali della Polizia di Prevenzione, dell’Anticrimine e delle Specialità .
Hanno partecipato all’incontro tutti i Questori dell’Emilia Romagna, nonché i Dirigenti e i Direttori delle Specialità, dei Reparti, degli Istituti e dei principali Uffici della Polizia di Stato della provincia. Dopo un saluto ai funzionari, il Capo della Polizia si è intrattenuto con una rappresentanza delle principali sigle sindacali. Questura Bologna
Ma quanto ci piace questo capo di polizia.
Per il momento non fa nè dice robe inopportune.
Proprio uomo Sisde. Gli scavezzacolli sono del Sismi.
Comunque volevo dire al prefetto Gabrielli, che di sicuro andrà a L'Aquila visto che Rizzi se li spupazza là i big e poi da noi si fanno cose serie altro che passerelle, che a Pescara è stato tentato l'esperimento chiamato "Questore a vita" oppure "un Questore una città".
Nel senso che Passamonti non si smuove dal 2010.
Adesso pare che a Gennaio 2017 dovrà proprio andarsene.
Però a giudicare dai pianti che si è fatto all'ultima festa della polizia (non si capisce per quale motivo dal momento che credo che alla fine rimarrà qua di casa) potrebbe avere una proroga.
Fingers crossed.
Hanno partecipato all’incontro tutti i Questori dell’Emilia Romagna, nonché i Dirigenti e i Direttori delle Specialità, dei Reparti, degli Istituti e dei principali Uffici della Polizia di Stato della provincia. Dopo un saluto ai funzionari, il Capo della Polizia si è intrattenuto con una rappresentanza delle principali sigle sindacali. Questura Bologna
Ma quanto ci piace questo capo di polizia.
Per il momento non fa nè dice robe inopportune.
Proprio uomo Sisde. Gli scavezzacolli sono del Sismi.
Comunque volevo dire al prefetto Gabrielli, che di sicuro andrà a L'Aquila visto che Rizzi se li spupazza là i big e poi da noi si fanno cose serie altro che passerelle, che a Pescara è stato tentato l'esperimento chiamato "Questore a vita" oppure "un Questore una città".
Nel senso che Passamonti non si smuove dal 2010.
Adesso pare che a Gennaio 2017 dovrà proprio andarsene.
Però a giudicare dai pianti che si è fatto all'ultima festa della polizia (non si capisce per quale motivo dal momento che credo che alla fine rimarrà qua di casa) potrebbe avere una proroga.
Fingers crossed.
giovedì 9 giugno 2016
In volo con la Digos
Mamma Ha detto la televisione che domani il Pescara vola a Trapani accompagnato dalla Digos
Me Che vanno a guardà la partita a gratis ?
Mamma Noo Dice che là sta pieno di mafiosi che non vogliono che vinciamo e noi ce l'abbiamo in tasca
Me Hmmm mai dire mai. Ma a Trapani ce l'hanno la Digos, che forse è meglio della nostra per questioni di mafia
Mamma Dice che se vinciamo ci vengono a fare gli attentati qua. Per quello va la Digos
Me Va a Trapani. Ambè.
Me Che vanno a guardà la partita a gratis ?
Mamma Noo Dice che là sta pieno di mafiosi che non vogliono che vinciamo e noi ce l'abbiamo in tasca
Me Hmmm mai dire mai. Ma a Trapani ce l'hanno la Digos, che forse è meglio della nostra per questioni di mafia
Mamma Dice che se vinciamo ci vengono a fare gli attentati qua. Per quello va la Digos
Me Va a Trapani. Ambè.
giovedì 19 maggio 2016
Ciave Giacì
Non c'era molto di abruzzese in lui e noi non ne siamo andati molto fieri.
Non gli abbiamo reso omaggio abbastanza.
Ma non credo che gliene importasse più di tanto.
Mio zio che ci ha studiato assieme a Roma e poi ha proseguito il suo percorso da pubblico ministero e procuratore, mi raccontava che Pannella è sempre stato un tipo eclettico.
Da mio zio ho imparato il senso dello stato. Il rispetto. Ad avere fiducia nello stato anche quando questo sembra essere apertamente contro di noi.
Da Marco Pannella ho imparato ad aiutare lo stato ad aiutarmi. A fare valere i miei diritti.
E quanto sia importante che in uno stato laico tutti ne abbiano, anche se alla fine non si può essere d'accordo con quei diritti.
Mi piaceva quest'omone che perfino la notte di capodanno non rinunciava ad un'ospitata televisiva per racimolare consensi e denaro. Poi crescendo mi sono resa conto che anche lui, anche se meno degli altri, faceva parte di quel sistema politico tutto italiano che scende a compromessi.
Va dato atto a Pannella di aver contribuito per un certo periodo al cambiamento di questo Paese.
Il suo esempio è la testimonianza del fatto che c'è sempre una speranza. Anche in Italia.
Non gli abbiamo reso omaggio abbastanza.
Ma non credo che gliene importasse più di tanto.
Mio zio che ci ha studiato assieme a Roma e poi ha proseguito il suo percorso da pubblico ministero e procuratore, mi raccontava che Pannella è sempre stato un tipo eclettico.
Da mio zio ho imparato il senso dello stato. Il rispetto. Ad avere fiducia nello stato anche quando questo sembra essere apertamente contro di noi.
Da Marco Pannella ho imparato ad aiutare lo stato ad aiutarmi. A fare valere i miei diritti.
E quanto sia importante che in uno stato laico tutti ne abbiano, anche se alla fine non si può essere d'accordo con quei diritti.
Mi piaceva quest'omone che perfino la notte di capodanno non rinunciava ad un'ospitata televisiva per racimolare consensi e denaro. Poi crescendo mi sono resa conto che anche lui, anche se meno degli altri, faceva parte di quel sistema politico tutto italiano che scende a compromessi.
Va dato atto a Pannella di aver contribuito per un certo periodo al cambiamento di questo Paese.
Il suo esempio è la testimonianza del fatto che c'è sempre una speranza. Anche in Italia.
lunedì 16 maggio 2016
Matteo porta il malloppo
Se ha fatto le unioni civili, a me dovrebbe trovare il principe azzurro. Dovere di primo ministro.
Geniale l'immagine della firma con anulare cicciottello sinistro e fede nuziale in primo piano. A ribadire che lui non ha giurato sul vangelo ma sulla costituzione e che ci ha messo l'anima su questa legge. Si aspetta quindi tanti voti quanti le unioni civili sono.
A Rizzi o Apruzzese per domani mattina consiglio di rifornire la scorta di ombrelli.
Nonostante il miliardo e mezzo in arrivo, le galline abruzzesi sono in piena attività per accoglierlo come al solito. Uova a pioggia.
Galzerà posso danconsio ?
Invece di fare il galletto con la bici in ufficio quando le giornaliste superstar te vengono antervistà, prepara un dossier con tutti i premi vinti in giro per le montagne d'Italia.
Non so se hai notato ma qua l'andazzo è "più non ne capisce, più li piazzo".
Secondo me vuole mettere la Cagnotto a capo della polizia tra due anni.
Tvtb cià.
Geniale l'immagine della firma con anulare cicciottello sinistro e fede nuziale in primo piano. A ribadire che lui non ha giurato sul vangelo ma sulla costituzione e che ci ha messo l'anima su questa legge. Si aspetta quindi tanti voti quanti le unioni civili sono.
A Rizzi o Apruzzese per domani mattina consiglio di rifornire la scorta di ombrelli.
Nonostante il miliardo e mezzo in arrivo, le galline abruzzesi sono in piena attività per accoglierlo come al solito. Uova a pioggia.
Galzerà posso danconsio ?
Invece di fare il galletto con la bici in ufficio quando le giornaliste superstar te vengono antervistà, prepara un dossier con tutti i premi vinti in giro per le montagne d'Italia.
Non so se hai notato ma qua l'andazzo è "più non ne capisce, più li piazzo".
Secondo me vuole mettere la Cagnotto a capo della polizia tra due anni.
Tvtb cià.
domenica 3 aprile 2016
Inopportuni
I giudici dovranno anzitutto incaricare i servizi sociali di verificare qual è il contesto dei due nuclei familiari per arrivare a capire se i minori sono stati esposti, loro malgrado, a comportamenti lesivi o peggio se siano in qualche modo indottrinati o costretti ad assumere atteggiamenti quanto meno inopportuni. Un’istruttoria che, prima di concludersi con l’adozione o meno di provvedimenti, passerà attraverso la verifica dei modelli educativi familiari dei due nuclei. lastampa
Beata ignoranza.
Lo stupore delle famiglie dei compagni è il segno della poca conoscenza della storia e delle problematiche di quelle aree. Magari sono gli stranieri che non si integrano però anche noi italiani non è che facciamo molto per imparare dagli altri. Un kalashnikov per un ragazzino in Pakistan è come lo smalto per una signorinella di buona famiglia qui da noi.
La segnalazione può comunque tornare utile sotto il profilo investigativo.
Andando a setacciare tra nuclei famigliari ed ambienti potrebbe spuntare qualcosa di interessante.
L'ago nel pagliaio di cui parlava l'Ambasciatore Massolo a volte si trova.
La vicenda è stata immediata segnalata agli organi competenti, tra i quali lo stesso questore, Alfonso Terribile e il prefetto, Francesco Alecci i quali hanno immediatamente incaricato gli agenti della Digos della Questura, quelli del servizio immigrazione e gli agenti della Squadra mobile di accompagnare i due giovani al Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Brindisi, luogo in cui ora i due ragazzi sono stati trattenuti per dare modo agli agenti di polizia ma anche ai servizi segreti di effettuare i dovuti accertamenti sul caso sospetto.messaggero
Casi che dovrebbero essere ormai di routine.
Il giro di profughi Afghani tra L'Aquila e Teramo è abbastanza comune.
Se vengono sempre girati alla DDA pugliese oltre all'intasamento, il rischio è che gli inquirenti abruzzesi non possano farsi le ossa su questo tipo di indagini.
E rimarremo come al solito una regione di serie B. Niente tweet del Viminale per noi.
Beata ignoranza.
Lo stupore delle famiglie dei compagni è il segno della poca conoscenza della storia e delle problematiche di quelle aree. Magari sono gli stranieri che non si integrano però anche noi italiani non è che facciamo molto per imparare dagli altri. Un kalashnikov per un ragazzino in Pakistan è come lo smalto per una signorinella di buona famiglia qui da noi.
La segnalazione può comunque tornare utile sotto il profilo investigativo.
Andando a setacciare tra nuclei famigliari ed ambienti potrebbe spuntare qualcosa di interessante.
L'ago nel pagliaio di cui parlava l'Ambasciatore Massolo a volte si trova.
La vicenda è stata immediata segnalata agli organi competenti, tra i quali lo stesso questore, Alfonso Terribile e il prefetto, Francesco Alecci i quali hanno immediatamente incaricato gli agenti della Digos della Questura, quelli del servizio immigrazione e gli agenti della Squadra mobile di accompagnare i due giovani al Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Brindisi, luogo in cui ora i due ragazzi sono stati trattenuti per dare modo agli agenti di polizia ma anche ai servizi segreti di effettuare i dovuti accertamenti sul caso sospetto.messaggero
Casi che dovrebbero essere ormai di routine.
Il giro di profughi Afghani tra L'Aquila e Teramo è abbastanza comune.
Se vengono sempre girati alla DDA pugliese oltre all'intasamento, il rischio è che gli inquirenti abruzzesi non possano farsi le ossa su questo tipo di indagini.
E rimarremo come al solito una regione di serie B. Niente tweet del Viminale per noi.
lunedì 28 marzo 2016
Lasciti
Difficile credere alla sopravvivenza di una tratta Roma-Pescara tre volte al giorno al prezzo di almeno 150 euro. Perchè la cifra base era minimo quella. Altro che i millantati ottanta euro . Qua non siamo in America o in medio-oriente. Il low cost non esiste.
Nell'Italia di Renzi vai a Roma per discutere un contratto o una collaborazione per poi scoprire che non c'è nulla di concreto. E lo sai in anticipo perchè è un Paese di chiacchieroni.
Quindi ti organizzi e prendi il buon vecchio bus che fa andata e ritorno dall'alba fino a notte fonda per modici quaranta euro.
Poi ci possiamo raccontare che il problema è stata l'interruzione del contratto con Mistral o il trattamento riservato ad Alitalia da parte di Saga e Regione Abruzzo.
Però la verità è che il sistema non funziona.
Un sistema fatto di furbi, fregature e gigli magici.
Nell'Italia di Renzi vai a Roma per discutere un contratto o una collaborazione per poi scoprire che non c'è nulla di concreto. E lo sai in anticipo perchè è un Paese di chiacchieroni.
Quindi ti organizzi e prendi il buon vecchio bus che fa andata e ritorno dall'alba fino a notte fonda per modici quaranta euro.
Poi ci possiamo raccontare che il problema è stata l'interruzione del contratto con Mistral o il trattamento riservato ad Alitalia da parte di Saga e Regione Abruzzo.
Però la verità è che il sistema non funziona.
Un sistema fatto di furbi, fregature e gigli magici.
venerdì 25 marzo 2016
Intanto a Fara Filiorum Petri
Noi chietini siamo per natura rancorosi. Invidiosi più che altro.
A Fara Filiorum Petri poi, non credo ci sia granchè da fare.
Quindi se non si hanno alternative valide, le prediche a base di odio costituiscono uno sbocco naturale per uno straniero.
Un giornale locale parla addirittura di segreto di stato apposto sull'intera vicenda che ruoterebbe attorno al "solito" maghrebino poco integrato che inneggiava alla jihad e sarebbe stato pronto a partire per la Siria. Forse si intendeva che nessuno, a parte gli avvocati, alla fine ha accesso a questo tipo di pratiche. Gli accusati raramente fanno ricorso perchè è abbastanza costoso quindi il tutto rimane segreto. Una specie di rendition virtuale istituzionalizzata.
Conferenza stampa rassicurante con tanto di Questore, dirigente Digos e dirigente ufficio stranieri. Belle signore anche, che non guasta.
Il presidente del Copasir ieri rintuzzava gli interventi del primo ministro dicendo che il rischio c'è comunque. Mi pare che Matteo quello abbia detto. Non ci sono criticità specifiche ma l'allerta è alta.
Come litigarsi i consensi elettorali.
E che l'Ambasciatore Massolo ha mandato una letterina indicando la possibile presenza di cellule sul territorio italiano. Bella scoperta.
Le procure da Brescia a Trapani sono intasate da inchieste che ruotano principalmente su fenomeni da Facebook e microcellule. Viene naturale pensare che in giro ci possano essere anche dei veri e propri gruppi organizzati.
Quanto e come siano organizzati, è quello che vorremmo sapere. Magari se lo chiede anche il nostro Ambasciatore molecolare.
A Fara Filiorum Petri poi, non credo ci sia granchè da fare.
Quindi se non si hanno alternative valide, le prediche a base di odio costituiscono uno sbocco naturale per uno straniero.
Un giornale locale parla addirittura di segreto di stato apposto sull'intera vicenda che ruoterebbe attorno al "solito" maghrebino poco integrato che inneggiava alla jihad e sarebbe stato pronto a partire per la Siria. Forse si intendeva che nessuno, a parte gli avvocati, alla fine ha accesso a questo tipo di pratiche. Gli accusati raramente fanno ricorso perchè è abbastanza costoso quindi il tutto rimane segreto. Una specie di rendition virtuale istituzionalizzata.
Conferenza stampa rassicurante con tanto di Questore, dirigente Digos e dirigente ufficio stranieri. Belle signore anche, che non guasta.
Il presidente del Copasir ieri rintuzzava gli interventi del primo ministro dicendo che il rischio c'è comunque. Mi pare che Matteo quello abbia detto. Non ci sono criticità specifiche ma l'allerta è alta.
Come litigarsi i consensi elettorali.
E che l'Ambasciatore Massolo ha mandato una letterina indicando la possibile presenza di cellule sul territorio italiano. Bella scoperta.
Le procure da Brescia a Trapani sono intasate da inchieste che ruotano principalmente su fenomeni da Facebook e microcellule. Viene naturale pensare che in giro ci possano essere anche dei veri e propri gruppi organizzati.
Quanto e come siano organizzati, è quello che vorremmo sapere. Magari se lo chiede anche il nostro Ambasciatore molecolare.
domenica 21 febbraio 2016
Matteo viene in Abruzzo
Sarebbe più logico andare nelle aziende dove non si assume che sono la maggioranza, e non per un semplice capriccio ma per necessità, e cercare di comprendere cosa può fare il governo in concreto per favorire sviluppo e lavoro.
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