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martedì 10 novembre 2015

Aragoste andate a male

Lui è oggettivamente noioso e troppo meridionale. Poi si dà le arie a metà tra James Dean e Woody Allen. Sbuffa sempre.
Ha un concetto della politica vetusto.
Sul territorio. In mezzo alla gente. Mamma mia.
Andava bene ai tempi di Remo Gaspari che girava per le campagne portandosi il pranzo appresso. Le uova sode in tasca.
Oggi il politico deve stare su internet, ai convegni, in tivvù. Ai pranzi chic.

Poi c'è la differenza di ideologia.
Boccia e la De Girolamo funzionano come
coppia perchè sono due politici fru fru.
A sentirli parlare non si distingue chi dei due è di sinistra o di destra. Per quello stanno bene assieme. Poche differenze.
Chi s'assomiglia si piglia è una regola d'oro in amore. Ginefra è troppo di sinistra e la Ravetto è troppo di nulla.
L'importante in una relazione è capire per tempo che non va. Adesso aspettiamo di sapere chi saranno i loro nuovi amori.

venerdì 23 ottobre 2015

Il direttore che diventa idolo degli sfigati

Mossa azzeccata quella di fare una dichiarazione che si discostava leggermente dalle precedenti inserendo nel suo frasario un aggettivo moderato (preoccupato). Così ha zittito i tipetti alla Gabrielli che fingono di fare i leoni e non ha dato modo all'opposizione di infierire. Al momento opportuno Matteo dovrà ringraziarlo in maniera adeguata. Però se ci scappa il patatrac, e non dipende solo dall'intelligence, allora poi deve prendersi tutta la responsabilità. Ragion per cui sarebbe stato meglio distribuire il
carico. Dare voce a Manenti ed Esposito è il vero game changer perchè dà la possibilità alla popolazione di rendersi conto in maniera concreta di come la politica stia giocando sporco sulla questione sicurezza. E il patatrac avrebbe risonanza minore.





























Nell'ordine : Colaninno, Librandi, Malan, Schirò, Giorgetti.

giovedì 22 ottobre 2015

Mirare

“E’ per questo -ha spiegato Belmonte strappando un applauso a scena aperta a tutti i presenti – che uno dei punti cardine dell’azione dell’Associazione Risorgere è, e sempre sarà, mirare alla riconquista della sovranità nazionale del paese in campo economico e geopolitico”.

Il Senatore Esposito, primo dei relatori, dopo aver brevemente percorso le principali tappe dei servizi segreti moderni, dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi, si è soffermato sulla loro attuale struttura, frutto di otto anni di duro lavoro e riorganizzazione.

Il Prof. Valori invece, ha incentrato la sua relazione sulla necessità di ridare all’Intelligence la fondamentale funzione per cui è stata creata, cioè quella di essere la “Grande Educatrice” della politica. Negli ultimi decenni invece si è assistito ad una sorta di inversione dei processi per cui il Servizio spesso e volentieri si è asservito alle logiche della politica meno nobile.tuttoggi.info

Bella gente. Bei discorsi.

martedì 6 ottobre 2015

Proposte rumene

un elenco di tre candidati alla nomina da sottoporre alla deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri. All’elenco è allegata una relazione contenente: i criteri seguiti e la motivazione della scelta dei soggetti indicati; il curriculum professionale di ciascuno; la dichiarazione resa dai tre candidati di non versare in alcuna delle cause di incompatibilità previste dalla presente proposta di legge. L’elenco dei nominativi e la relativa relazione, dopo la deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono inviati alle Camere per l’espressione del parere parlamentare delle competenti Commissioni. Il parere è espresso entro venti giorni dalla data dell’assegnazione. Le Commissioni possono procedere all’audizione dei candidati”

il candidato deve dichiarare la sua appartenenza alla massoneria nel momento in cui riceve la comunicazione ufficiale della sua candidatura, pena la decadenza dall’incarico
Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e altre disposizioni concernenti il controllo parlamentare sulle nomine agli incarichi di vertice delle Forze armate e di polizia e dei Servizi di informazione per la sicurezza

Quello dei vertici è un falso problema.
A oggi a parte il capo della polizia che sbarella ogni tanto e quello dell'Aisi che non si capisce che cosa fa, gli altri sono anche personcine decenti. E' il resto che non funziona.
In tutte le nazioni i capi di esercito, forze dell'ordine e servizi vengono nominati grazie a pressioni delle lobby politico-finanziarie.
Che cambierebbe se a decidere fosse il parlamento ? Nulla.
Il vincente della selezione proposta sarebbe comunque quello che è riuscito a negoziare la propria nomina con i gruppi parlamentari di riferimento. Sarebbe un mercato delle vacche a prescindere.

Preoccupa invece che un componente della commissione di controllo sui servizi paragoni il suo lavoro a quello della controparte rumena.
Mette a confronto Paesi, storia e sicurezza diversi tra loro.
Che poi se proprio ce la vogliamo dire tutta, noi abbiamo "solo" mandato la gente a torturare.
Loro hanno fornito i siti.
Noi abbiamo scoperto trame e protagonisti e li abbiamo mandati a processo e in galera (quelli "disponibili").
Loro ancora oggi e nonostante le prove raccolte, negano di essersi prestati ai giochetti della Cia.
Ma ci sono parlamentari in grado di scegliere gente competente e fuori dalla massoneria ?


domenica 13 settembre 2015

Partito aperto a tutti



Matteo sembra il piccolo principe.
Dopo essersi ascoltato tutto quello che accade in Sicilia mentre armeggiava sull'iphone ha tirato fuori la carta Raciti come se fosse uno sceriffo extraterrestre.
Quindi per lui la transumanza di voti che in genere avviene al Sud è normale.
A questo punto aspettiamo la prossima partita di tennis che è meglio.

venerdì 4 settembre 2015

La letterina



Sostenere che dai Paesi musulmani non è possibile accogliere nessuno perchè incapaci di integrazione (questo pare essere il concetto espresso dall'onorevole) è come dire che tutte le ragazze cresciute da madre e zie a causa dell'abbandono del padre hanno sviluppato problemi seri di affettività e sono incapaci di provare sentimenti.
Che mi pare francamente una esagerazione.

Autogol voluto o casuale della presidenza del consiglio ?
Non lo sapremo mai.
Purtroppo pagherà quel poveraccio dell'Unar per aver semplicemente fatto il proprio dovere.
Ricordiamo che per molto meno, ovvero per aver dichiarato di non voler assumere gay nel suo studio (volendo potrebbe essere considerato anche lecito visto che l'attività è sua) l'avvocato Taormina fu condannato.
In questo caso invece una parlamentare nemmeno tanto brillante per capacità e competenze è stata trasformata in uno statista.

martedì 30 giugno 2015

Giusto




Un ragionamento che non fa una piega ma che in un Paese arretrato come il nostro è difficile da comprendere.
Chi lo ha criticato evidentemente preferisce i raccomandati veri.
Peccato che alla fine abbia cancellato il tweet.
Uomini coraggiosi non se ne trovano più ormai.

martedì 9 giugno 2015

Drammatico

Allora stasera accendo la tivvù su la7 e trovo alessandrodibattista che urla come un ossesso per spiegare che lui non dà indicazioni sul voto veneziano per non influenzare gli elettori.
La solita balla grillina per non governare.
E chiude sempre urlando in faccia alla Gruber che lui non va quasi mai nei programmi televisivi a meno che non ci sia bisogno di spiegare cose.
Glielo ripete tre volte almeno.

Sigla. Dimartedì.
Con un sorriso mefistofelico Monti si prepara minacciando :
e se non parliamo di pensioni adesso quando sennò?
Arriva serafico Enrico Letta e comincia a sparare dardi al veleno contro Renzi.
Drammatico, drammatico, drammatico.
A Roma la situazione è drammatica, continua a ripetere come un ossesso.
A un certo punto dice ho voluto dare un segnale. Mi dimetto e parto.
Apperò dico che pure lui in Africa ?
Vado a dirigere la scuola in Francia .
E che segnale è ? Sempre uno stipendio d'oro becchi.
Poi dice apro una scuola per politici sul mio sito.
Aperta a tutti sottolinea.
Apperò finalmente un segnale.
A tutti quelli da 18 a 25 anni.
Si è spento il segnale .

Cambio. Ballarò.
C'è quello che dieci minuti fa diceva che lui in televisione ci va poco.
A cuscinate con Fiano.
Quello che sarebbe l'esperto sulla sicurezza per il piddì.
Forse quella di casa sua a giudicare da certe interviste in cui lascia intuire che lui sa cose che solo il Copasir e il presidente del consiglio in teoria dovrebbero sapere.

Cambio. Dimartedì.
Ahhh finalmente Marino. Un uomo ossessionato da Pignatone.
Racconta di come si fece mandare gli ispettori della finanza appena messo piede in Campidoglio.
A modo suo difende Ozzimo senza attaccarlo ma scaricandolo.
Ricorda di come gli ordinò di annullare certi contratti esorbitanti sulle case e lui lo fece.
Questo è l'Ozzimo che conosco dice.
Pare di capire comunque  che il cicciobello di Centocelle sia la toppata più clamorosa di questa inchiesta.
Infatti oggi gli hanno dato i domiciliari.

All'improvviso la perla.
Racconta di come chiese a Panzironi di dimettersi perchè essendo veterinario non c'entrava nulla con i rifiuti.
Lo stesso Panzironi che è stato poi condannato.
Ha capito cosa ho fatto comincia a infervorarsi Ignazio.
Ho fatto quello che ha fatto Pignatone con due anni d'anticipo.
Cioè secondo lui uno viene indagato e condannato perchè non ha competenze rispetto al lavoro che fa.

Bona lè.
Sweet dreams.

mercoledì 29 aprile 2015

Quelli che la sindrome di Abu Omar

Io quello che non riesco a capire della signora Villecco è a che gioco stia giocando.
Abbiamo capito dalle parole del generale Pollari che nel suo passato c’è un periodo trascorso ai servizi quindi ciò le darebbe una qualche legittimità all’interno del Copasir.
Per un verso però sembra limitarsi ad apprezzare ed applaudire con entusiasmo qualsiasi iniziativa venga portata a termine dai nostri 007. D’altro canto stando ai resoconti giornalistici di alcuni suoi interventi su cartaceo e per via orale pare impegnata a lanciare frecce avvelenate contro alcuni esponenti attivi e non dell’agenzia il cui operato sarebbe stato a dir poco opaco.
Questo atteggiamento all'apparenza ambiguo e poco coraggioso non giova ai servizi né al bene del Paese così come non giova il clima di eccessivo volemose bene.
Farsi qualche domanda su come abbia operato l’Aise nel gestire la vicenda Lo Porto non significa necessariamente puntare il dito contro il direttore e i suoi sottoposti o anche sollevare dubbi sulla legalità delle procedure seguite.
Non siamo in piena bufera Abu Omar. Non più.
Bisogna uscire dal circolo vizioso che fa passare la soluzione dei problemi sempre e solo attraverso la magistratura. Bisogna chiedersi se le metodiche che siamo soliti seguire e i rapporti che legano la nostra agenzia alle altre e il governo italiano a quello americano non debbano essere rivisti in maniera radicale.
E questo è di possibile realizzazione solo se esaminiamo nel dettaglio le tappe della vicenda Lo Porto e come i nostri servizi si sono rapportati a quelli americani e pachistani.
Altrimenti l’unica strada percorribile rimane quella dell’indagine giudiziaria che non approderebbe a nulla perché difficilmente porteremmo in aula D’Andrea, Brennan ed Obama.
Però se la politica non sa andare al di là delle inchiestine del Copasir e degli scaricabarile contro l’America e Renzi, allora non si può che fare affidamento sul solito ed inutile processo ai fantasmi.

martedì 28 aprile 2015

#IostoconMatteo



Ieri Rosy bindi esprimeva il proprio dissenso per il modo in cui Matteo Renzi sta portando avanti la battaglia sull'Italicum e più in generale per come gestisce lo sviluppo delle dinamiche interne al partito democratico.
Politico capace ed equilibrato, la Bindi proviene da una scuola antica che le ha insegnato ad usare tutti gli strumenti messi a disposizione dalla democrazia per realizzare gli obiettivi necessari a traghettare il Paese verso un destino solido e migliore.
Primo fra tutti quello così importante della legge elettorale.
Eppure mentre parlava in maniera lineare e logica illustrando i motivi per i quali lei preferisce arrivare alla fine della legislatura piuttosto che seguire il pensiero renziano del "se non passa l'Italicum si va tutti a casa" non si poteva non pensare che lei in fondo è parte di quel folto gruppo di bastian contrari che non perde occasione per lamentarsi però poi non si decide mai a fare il grande strappo.
E la ragione è molto semplice.
Un partito di transfughi o qualche circolo di dissidenti non formerebbero altro che piccole coalizioni da prefisso telefonico senza alcun potere di negoziazione con la maggioranza che comunque resterebbe saldamente in mano a Renzi.
Insomma quello che interessa alla fine è sempre il posto in parlamento.
Con Matteo il partito può sperare di riassestarsi su cifre che vanno dal 30 al 40%.
Senza di lui o separatamente non si va oltre il venti o forse meno.

E questo la piazza l'ha capito e lo sostiene.
Che in fondo il decisionismo del presidente del consiglio è animato anche da interesse personale ma soprattutto dalla consapevolezza che alla fine l'uso degli strumenti della democrazia come ama ripetere la Bindi, non è altro che un uso strumentale che ha il preciso scopo di tenersi stretta la poltrona il più possibile senza poi cambiare niente.
La vecchia politica adattata all'Italia di oggi è semplice espressione di egoismo.

Renzi avrebbe detto alla mamma di Lo Porto che in comune avevano l'età.
Forse anche qualcosa di più.
Entrambi si erano accorti di quanto questa Italia sia un pò vecchia e anche inadeguata.
Giovanni è andato lontano per sentirsi più vivo e cittadino del mondo.
Matteo ha deciso di cambiare il Paese per evitare che troppi vadano via lasciandolo alla deriva.
Due uomini all'apparenza diversi accomunati da uno stesso sogno che merita di essere realizzato.
Con o senza Rosy Bindi e gli altri.

lunedì 13 aprile 2015

Vero de che


L'interrogazione di Gasparri ricorda quella di Bocchino ai tempi di Telekom-Serbia.
Probabilmente se ne perderanno le tracce.

L'insistenza con la quale forza italia torna sull'argomento ogni volta che se ne presenta l'occasione pone l'accento su quello che è il vero motivo per il quale i partiti all'opposizione aspirano ad avere un posto nel Copasir.
Ovvero non tanto la posizione all'interno di una commissione importante che fornisce anche l'arma per combattere un buon numero di battaglie politiche che possono mettere in difficoltà il governo ma il flusso di informazioni di cui si può, in maniera più o meno ufficiale, beneficiare.
Il che ci riporta ad una questione della quale si discute da un pò su social e blog più che sui media tradizionali.
Il Copasir attualmente non è altro che il braccio parlamentare dei nuovi servizi con i quali ha un rapporto più di stretta collaborazione che di controllo vero e proprio.
Su quante informazioni riservate può contare la lega di Salvini che è un outsider ormai ben consolidato nell'attuale panorama politico e quanti occhi si chiudono su suoi presunti legami con organizzazioni di destra di un certo livello qui in Italia ma soprattutto in Francia e in Russia ?
E quale sarebbe la contropartita, semplicemente fare da pedina in certi scenari o qualcosa di più ?
L'agitazione che sembra animare forza italia da un pò di tempo a questa parte riguardo ad una sua mancata rappresentanza all'interno del Copasir, conferma che forse al centro-destra è venuto a mancare il supporto del bagaglio di informazioni di cui poteva godere in epoca precedente e che il tutto è poi lo specchio delle lotte intestine che starebbero dilaniando i nostri servizi.
In questo quadro si colloca anche la presunta "benedizione" per il posto di vice che il generale Manenti avrebbe dato tempo addietro ad uno dei suoi vecchi mentori di pollariana fattura.

giovedì 9 aprile 2015

Scuse




In una intervista ovviamente a mo' di scaricabarile l'ex ministro Scajola ha detto una grande verità.
Che cioè il disastro di Genova fu colpa della stampa di centrodestra che preparò l'evento caricandolo di odio.
Una esagerazione visto che non eravamo in piena era internet ma una nota importante per quanto riguarda il presente.
Da un lato c'è un centrodestra che costruisce il proprio percorso e la propria base elettorale sull'odio contro gli immigrati, i rom e i musulmani.
Dall'altro la sinistra è incapace di rispondere governando e promuovendo politiche inclusive.
E in mezzo ci sono i cittadini esasperati che sparano all'impazzata o non si fidano di quello che gli viene detto.
Queste sono le questioni sulle quali i servizi e lo staff dovrebbero indurre Renzi a riflettere seriamente.
Perchè non lo fanno ?

mercoledì 8 aprile 2015

Just for one day (we can be heroes)



E allora tira fuori dal pantano finmeccanica se sei capace.
Forse ti è sfuggito quello che ha detto Moretti in audizione qualche settimana fa.
Che Finmeccanica è come la Grecia.

Tornano alla ribalta come sempre in queste occasioni personaggi di cui non conoscevamo l'esistenza.
Tutti ad esibirsi sui social o anche tramite interviste.
Politicanti, pubblici ministeri, attivisti.

La gente che senza conoscere i fatti vorrebbe introdurre il reato di tortura in virtù di una sentenza della corte europea è anche la stessa che se ne va in giro a pontificare sulle carriere altrui.
Cioè dovremmo rispettare una sentenza che ci viene da un organo in fondo estraneo al nostro sistema ma non le nostre che hanno condannato o assolto e per le quali gli imputati hanno ormai pagato.
De Gennaro, Caldarozzi o anche Mancini hanno pagato il loro debito con la giustizia.
Quindi hanno diritto ad avere le loro opportunità di vita lavorativa e anche a non essere linciati su internet e per strada.

Possiamo discutere del fatto che bisognerebbe sospendere e non promuovere i funzionari sotto indagine o sotto processo (per poi risarcirli in caso di innocenza) o anche che le nostre forze dell'ordine ormai non brillano più per risultati e preparazione.
Che i fallimenti investigativo-giudiziari vanno ben oltre la vergogna della Diaz anche se non hanno risalto sulla stampa internazionale.
Però mettersi a fare i paladini della giustizia per beccare credibilità politica o qualche promozione non è di grande aiuto al sistema Paese.

martedì 17 marzo 2015

L'orchidea

“finalmente sono andati via – dice la donna – anche se è stato bello…però molto impegnativo…perché sai erano in otto…con due guardie del corpo”. Che sarebbero rimaste in cucina: “erano commosse – afferma ancora la donna – perché gli abbiamo dato sempre da mangiare e loro dice che non sono abituati ad essere trattati così bene…andando via mi hanno regalato un’orchidea…pensa che carini”.lavoce

Commovente.
Però non si capisce da dove spunti l'orchidea.
Gli uomini delle scorte girano con orchidee al seguito, sono usciti a comprarle quando hanno finito di mangiare o addirittura ci sono tornati il giorno dopo ?
O la signora si è inventata la storia per colorire il resoconto ?

sabato 14 marzo 2015

Paura



Effettivamente lui e la Bonsanti lontani dalle telecamere di michele pandoro fanno paura.

Landini di per se non è preoccupante.
Parla e si agita. Ama fare il capo-popolo.
Però un progetto del genere portato avanti da persone da sempre all'opposizione e pensato al momento come semplice modulo di aggregazione fuori da schemi e associazioni definite, può fare da polo di richiamo più o meno ufficiale per attori eversivi.

Da tenere sotto monitoraggio continuo.

giovedì 5 febbraio 2015

La gallina e l'orango





Un’immagine che stanno guardando decine di persone che se la stanno ridendo alle sue spalle. Quando sapesse della ‘considerazione’ che la collega avesse per lei non è chiaro, ma con quella foto che le dà inequivocabilmente della gallina, ogni dubbio viene spazzato via. Se si tratti di uno scherzo di cattivo gusto o di una vendetta tra donne che non si sopportano non si sa, quel che è certo è che la vittima del fotomontaggio non ha gradito per niente la neanche tanto velata allusione.
carlino rimini


Dalla discussione in commissione giunta autorizzazioni a procedere che ha visto respinta l'istanza contro Calderoli, sembra emergere un orientamento che porta a differenziare a seconda del contesto.
Non risulterebbe offesa il caratterizzare una persona come orango se si è nell'ambito di un acceso confronto politico e se si hanno tra le proprie fila dei componenti di colore .
E comunque il riferimento agli animali apparterrebbe alla nostra cultura europea.

Difficile prevedere quale saranno  gli sviluppi nel caso dell'uomo conteso.
Tocca constatare che in effetti la non chiusura degli uffici della polizia postale sul territorio da un lato può essere utile al cittadino che forse non andrebbe nemmeno dai carabinieri o nel capoluogo per effettuare denuncia.
Dall'altro non verranno intasati gli uffici di squadre mobili e Questure con indagini di un certo tenore e forse anche i poliziotti della postale saranno allettati da un'attività che porta maggiori gratificazioni a livello umano.
E' stato anche fortemente voluto dagli agenti quindi d'ora in poi lavoreranno anche con maggiore entusiamo .

Sempre da Rimini giunge notizia del primo caso di denuncia per sextortion messa in atto da una coppia calabrese visto che gli investigatori sono riusciti a risalire all'indirizzo IP.
Segnale importante che può frenare questa tendenza almeno in casa nostra.
Ci sono diverse indagini in corso in Italia.
Rimane da elaborare una strategia per l'estero assieme ai Paesi dai quali partono in maniera massiccia queste truffe.

Non sempre l'identificazione dell'ip o del computer risolve il problema.
Ieri la corte de L'Aquila ha assolto un uomo dall'accusa di detenzione di materiale pornografico maturata nell'ambito di una indagine a largo raggio di qualche anno fa.
Il computer era condiviso con i figli e al momento dell'irruzione della polizia lui era anche lontano dal dispositivo.
L'indirizzo IP è un pò come il DNA.
Una prova importante ma non determinante.
Alla fine per ottenere una incriminazione in tribunale c'è sempre bisogno di investigazione pura.

martedì 13 gennaio 2015

Ignoranti

«Mi accusano di aver voluto fare campagna elettorale nelle scuole, di essere razzista. Non è vero. Con quella circolare chiedo semplicemente che a scuola si insegnino i valori della nostra comunità e che, per farlo, si spingano gli studenti a prendere coscienza di ciò che è capitato a Parigi. Gli istituti del Veneto non possono rifiutarsi di prendere una posizione di ferma condanna nei confronti dell’Islam fondamentalista».
corrieredelveneto

Soprattutto a loro dobbiamo rivolgere il messaggio di richiesta di una condanna di questi atti, perché se hanno deciso di venire a vivere in Europa, in Italia, in Veneto devono sapere che sono accolti in una civiltà con principi e valori, regole e consuetudini a cui devono adeguarsi e la civiltà che li sta accogliendo con il massimo della pienezza dei diritti, ha anche dei doveri da rispettare.
donazzan


Il suggello sull'ignoranza dei leghisti lo ha messo il premier stamane al parlamento europeo.
L'accusa non è partita da un extracomunitario o da un musulmano ma da un toscano.
Visto il supporto dato alla signora dalla stampa veneta in questi giorni, estenderei il concetto ai settentrionali in generale.
Magari il nord sarà il traino economico del Paese ma di certo è causa di profonda arretratezza culturale.
Non va al di là dell'accusa o dell'imposizione.

Pretendere una dichiarazione di condanna prima che un confronto sincero, significa ignorare che tra gli studenti musulmani ci sono degli italiani e in Veneto ce ne sono parecchi.
Significa soprattutto implicare che l'Islam apra le porte al terrorismo.
Un assessore che basa la sua opinione su quanto gli viene propinato da Magdi Allam è un pò come l'alto dirigente di polizia che si chiede se esista veramente l'Islam moderato.
Poi non ci meravigliamo se una insegnante propone agli alunni di spiegare al compagno leghista che l'immigrazione è una risorsa e non un nemico da combattere.
In confronto l'assessore sarda comunista che ha avuto una crisi di nervi su facebook contro i musulmani era anche comprensibile.

Siamo in mano a degli inetti.

Interrogazioni






All'indomani della pubblicazione della black list da parte degli Emirati Arabi (immagino che l'interrogazione di Dambruoso pur non citandola si riferisca a quella) il portavoce del dipartimento di stato americano fece una dichiarazione ufficiale che ne rigettava la legittimità e chiedeva chiarimenti.
Il console britannico a Dubai, quindi il rappresentante di un Paese che ha aiutato in maniera concreta nel corso dei decenni il Golfo persico a costruirsi una propria legittimità nel consesso mondiale, ha fatto presente che la cosa lo sorprendeva e di sicuro ne avrebbe parlato con i suoi referenti locali.

Un governo che aderisce a trattati internazionali che comprendono quindi anche misure e protocolli di sicurezza comuni, non può dichiarare organizzazioni culturali e religiose come terroriste quando queste sono riconosciute e autorizzate ad operare sul proprio territorio dal ministero dell'interno del Paese che le ospita dietro consiglio degli apparati di sicurezza.
E' chiaro che la mossa del governo degli Emirati  avesse il duplice intento di restringere ancor più la libertà di espressione dei propri cittadini e convincere gli alleati soprattutto occidentali di non avere alcun legame finanziario tantomeno ideologico con il terrorismo.
Ma l'emissione di una lista è un affronto alla sovranità nazionale dei governi dei Paesi che ospitano quelle associazioni culturali e religiose.

Qui da noi non solo nessuno glielo ha fatto notare ma uno che è approdato in parlamento anche grazie alla fama di esperto di terrorismo, usa la questione in chiave politica.
Non meraviglia come ancora oggi i giornali riescano a vendere la bufala dell'attentato al Vaticano.
In Italia persino la sicurezza nazionale è asservita all'interesse politico.
La lotta al terrorismo passa soprattutto attraverso il cambiamento culturale.
Per noi è una battaglia persa in partenza.