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giovedì 22 maggio 2025

Soltanto qualche minuto

Io ho avuto la sensazione che lui sapesse che c' era qualcosa di investigativo a Caltanissetta che riguardava Pino D'Agata tant'è che lo esplicitò ...mi disse che aveva necessità...io ho percepito...un qualcosa di urgente... Francamente non so, ritengo di sì (apposta a Firenze)... Preoccupazione era cercare di capire almeno questo ho inteso io cosa c' era ...incarico di prestigio...almeno questo ho percepito ...

Maxiprocesso Montante 10 Marzo 2025

Il dottor Megale inizialmente ha presumibilmente redatto la relazione più per prassi che per necessità.

Dal resoconto si ha l'impressione che l'AISI andasse semplicemente alla ricerca di conferme.

La fuga di notizie ha poi messo in allarme il Questore.

L'errore tattico è stata la storia della super promozione di D'Agata.

Megale è profondamente poliziotto. Lo si poteva indurre in tentazione con elementi in grado di mettere in dubbio-pericolo la polizia di stato.

L'incarico di prestigio lo ha fatto abbottonare più del previsto.

venerdì 12 gennaio 2024

I soliti mandarini al solito posto

 Spesso. Non di rado. Appare.

L'informativa è scritta da un organo di polizia giudiziaria.

Se uno scambio è reciproco non appare. Lo è.

Le comunicazioni tra i due non sembrano scambi di informazioni. Piuttosto conferme di orientamenti noti nell'ambiente.

E nemmeno si capisce se fosse coinvolto l'intero ufficio. 


giovedì 11 maggio 2023

The same boy I used to be


durante il quale è stata ricordata la figura dell’ex vice capo della Polizia e al quale hanno preso parte il direttore dell’Aisi Mario Parente, il prefetto Franco Gabrielli ed il direttore centrale della Polizia di prevenzione Diego Parente. poliziadistato 10 Maggio

Foto gazzetta di Viareggio.

Una volta mi scrisse tra i commenti sul blog un poliziotto, che aveva lavorato con il dottor Falcone e in pensione ha intrapreso l'attività letteraria, che mai aveva sentito di una cosa come quella che fece Pisani quando era poliziotto a Napoli. Una sorta di classificazione e registro delle relazioni di servizio. Cosa che non era prevista da protocolli o regole interne, ma che tornò utile nel corso del processo a chiarire alcuni punti in apparenza oscuri del suo operato.

Il primo atto che adesso deve compiere Pisani da capo della polizia, è risistemare gli archivi storici con tanto di nomi e foto. Non si può dimenticare, o confonderlo con un altro, un mito della polizia di stato e dell'AISI.

La Questura di Lucca invece, ci aveva azzeccato.


Update 12.46

Più di dieci anni che aspettavo.

Se domenica in Turchia vince il tavolo dei paperini e mi tolgono Fidan, chiudo il blog.

The end.

Addendum You've got your man now

Al tavolo dei relatori (a partire dalle 11) saranno presenti il prefetto Franco Gabrielli (foto), il prefetto Mario Parente, attuale Direttore dell’Agenzia per la Sicurezza Interna e Daniele Repetto, giornalista, coautore del libro. lanazione 9 maggio

Probabilmente c'è stato un cambio di programma dell'ultima ora.

Insomma adesso il ministro si ritrova capo immigrazione e capo polizia che desiderava e con i quali aveva evidentemente con largo anticipo stabilito un programma.

Quindi può a)abbassare la cifra degli ingressi che appartengono al suo governo e non ai precedenti b) evitare che girino previsioni da paura poco credibili (600-900k) rispetto a una stima massima di 250-300k.

giovedì 20 gennaio 2022

Not so secret trips

Il 25 gennaio 2016, Blengini incontra il questore Megale all’hotel Baglioni di Firenze e in quella occasione avrebbe tentato di sapere su cosa si stesse indagato. Ma il questore non si sbottona, per tutelare il lavoro dei suoi uomini. E Blengini rientra a informare il suo superiore Parente.


A me manca il testo della relazione di servizio del dottor Megale. Da tutti i documenti resi pubblici e che ho potuto visionare non sono riuscita a capire la logica delle colpe che gli si attribuiscono.
Prima o poi ci arrivo.



sabato 17 aprile 2021

Breaking the silence

Carlo Taormina 16h · Esco dall’udienza dinanzi alla Corte d’appello di Caltanissetta. Antonello Montante ha chiesto di poter vuotare il sacco e di essere sottoposto all’interrogatorio del procuratore generale,delle parti civili e dei suoi difensori. Intende ristabilire la verità e l’onestà di dodici anni della sua vita impegnata nel combattere la mafia imprenditoriale in ambito locale e nazionale, anche al fine di indicare i comportamenti della magistratura e delle istituzioni che lo hanno sollecitato e sostenuto nella nella meritoria opera anticriminale compiuta all’insegna di Confindustria Nazionale di cui era il delegato per la legalità. Montante,che nel processo di primo grado non ha mai reso dichiarazioni per le sue condizioni di salute,ha ritenuto che la Corte Nissena che deve giudicarlo sia da ritenere affidabile ed imparziale e che questa sia la sede giusta per mettere fine al massacro al quale continua ad essere sottoposto e che merita la dovuta risposta. La Corte ha accolto la richiesta e sono state fissate tre prime udienze nel corso della quali Montante chiarirà la sua posizione e quella di magistratura e istituzioni continuamente chiamate in causa come protagoniste del così detto Sistema Montante. Il dado è tratto.Primo appuntamento all’udienza dell’11 giugno 2021 e a seguire Facebook

Potrebbe essere chiarito come era strutturato il rapporto con una parte dei vertici dei servizi segreti (Esposito-Melaragni-Blasco) e se questo ha influito sull'intervento richiesto a Blengini-Parente.

mercoledì 25 novembre 2020

Carattere ruvido. Cuore di ghiaccio. In una sola parola GENIO.

Quello che non mi sono mai spiegata, mentre studiavo il fenomeno Blengini, è che tipo di affinità ci potesse essere con uno come Renzi. 
Lo sponsor politico nel mondo dell’intelligence non è solo questione d’interessi comuni e spesso materiali, come nel caso israeliano che viene spesso rappresentato in questo modo. 
O d’ideologia. Che sarebbe alla base del rapporto tra Erdogan e Fidan. 
A unire gli uomini e le donne che guidano e tutelano il destino del Paese ci deve essere qualcosa che va oltre. 
A mio padre che dopo la guerra ha visto tanti governi, il Renzi presidente del consiglio piaceva per l’entusiasmo e la voglia di cambiare le cose. A una certa età non si spera più che qualcosa cambi. 
Così m’immaginai, prima di vederlo in azione e quando cominciai a “caricaturarlo” (cosa che, ammesso che gli sia giunta notizia, non credo lo possa aver fatto arrabbiare più di tanto, almeno per come lo avevo profilato), un Blengini paterno che aveva preso in simpatia quel giovane intraprendente conosciuto a Firenze e che ne curava la vita politica negli aspetti pratici. 
Gli insegnava l’inglese e le buone maniere. Festeggiava i compleanni delle nonne di Matteo. 

Il lato positivo di avere un brutto carattere, è che si riesce a tenere lontane le persone poco gradite. 
Si etichetta qualcuno come difficile, spesso perché non si ha la capacità o la volontà di andare a fondo. Di capire cosa c’è dietro la ritrosia o l’asprezza. 
Se uno è superficiale o poco sensibile, allora non vale neanche la pena cercare un contatto. Valerio Blengini mi fu simpatico al primo articolo anti-Renzi nel quale veniva messo in mezzo. 
Non aveva molto significato nel suo caso, fare riferimento al carattere ruvido. 
Da uno che prima ha fatto Digos e poi si è andato a rinchiudere nei servizi segreti, il minimo che ci si aspetta è che sia antipatico. 
Allora ho unito l’affetto paterno a un carattere burbero e insofferente. Un incompreso che a sua volta si rifiuta di comprendere l’umana semplicità. 
L’ho fatto arrabbiare mentre leggeva dai giornali sudanesi (notizia vera ma sfuggita in Italia) che l’Ambasciatore italiano la mattina della cattura di Fezzani pubblicò e subito dopo cancellò un post su Facebook nel quale diceva di non saperne niente. 
Sbuffava perché nessuno era al passo con la sua intelligenza. 
Vendicativo con il Pelù che offendeva Matteo. 
Spietato con i cugini dell’AISE che volevano rubare la scena al suo ufficio. 

Da Blengini ho imparato a separare i piani d’analisi. 
Un esercizio che può risultare difficoltoso per un musulmano, specie se convertito, perché timoroso di infrangere l’essenza stessa della religione. Il vero monoteismo che tiene uniti tutti gli aspetti dell'esistenza umana. 
La retorica della dissidenza-terrorismo, praticata dai rappresentanti di quei governi che hanno una solida base nelle moschee nonchè volume d'affari florido in Europa, è di facile presa sugli interlocutori politici che non riescono ad afferrare che le ideologie estremiste nascono tra le pieghe della spiritualità. Il musulmano deve capire che ciò che è sbagliato per l’Islam lo è anche per le norme che regolano la vita in Occidente. Solo separando la dimensione spirituale da quella sociale e politica, questo concetto può essere compreso e applicato. 
Quello che è terrorismo in Occidente lo è anche nelle terre d’Islam. 
La genesi può essere mascherata in modo da non rendersi conto del passaggio da dissidenza a terrorismo e dell’inizio di un processo di radicalizzazione. Il principio è sulla stessa direttrice. 

Nei suoi interventi pubblici Blengini appariva essenziale. Non brutale. 
Probabilmente questo suo modo di essere, così come accadde a Pisani quando fu trascinato nella vicenda giudiziaria di Napoli, può apparire ambiguo ai colleghi. 
E forse poco amichevole ai politici di riferimento. 
Alla luce di quello che sta accadendo nelle ultime settimane, non è difficile credere a quanto fu scritto qualche anno fa. Che cioè il passaggio dall'era degli esecutivi del PD alle nuove realtà di governo, gli rese la vita difficile poiché qualcuno lo vedeva come un nemico. 

La gestione dell’intelligence richiede equilibrio.
E soprattutto la capacità e la sensibilità per comprendere che la tutela dell’interesse nazionale esige che siano messi da parte sentimenti e interessi personali.
Quell'equilibrio che gli ha permesso di essere protagonista silenzioso ed importante negli anni in cui si è messo al servizio del Paese, è la traccia che Valerio Blengini lascia per chi ha interesse ad andare oltre.

martedì 20 ottobre 2020

Intel Assessment

 “We want to emphasize that we do not know if the emails, provided to the New York Post by President Trump’s personal attorney Rudy Giuliani, are genuine or not and that we do not have evidence of Russian involvement,” the letter reads. But, it continues, “there are a number of factors that make us suspicious of Russian involvement.”“Such an operation would be consistent with Russian objectives, as outlined publicly and recently by the Intelligence Community, to create political chaos in the United States and to deepen political divisions here but also to undermine the candidacy of former Vice President Biden and thereby help the candidacy of President Trump,”politico


Ma la tristezza.
Almeno i nostri se ne vanno a lavorare in banca e in silenzio.
Quali saranno i piani di Blengini da pensionato ?

giovedì 10 settembre 2020

Giocati i tuoi assi

“Un avviso di garanzia che fa chiarezza. Avendo finalmente letto il capo di incolpazione che sta alla base dell’indagine della Procura di Caltanissetta, il nostro assistito – con ancora più forza – ribadisce la più assoluta estraneità ad ogni ipotesi delittuosa.”, scrivono gli avvocati di Montante, Nino Caleca e Marcello Montalbano. livesicilia 22 Gennaio 2016

Appresa la notizia - che sino a quel momento evidentemente sconosceva- il D'Agata si lasciava andare ad alcuni improperi (...) davvero inspiegabili se non riguardati alla luce di ciò che si è sin qui sottolineato e che rivelano uno stato di agitazione talmente palpabile da rendere inutili ulteriori considerazioni.
...
Era, comunque, al suo rientro in Sicilia, che il D'Agata mentre si trovava a bordo dell'autovettura della moglie- ove si sentiva al riparo da qualsivoglia intercettazione- dava ancora più sfogo alle proprie ansie e preoccupazioni. 
...Pare ovvio concludere, a questo punto, che il D'Agata temesse che dalle perquisizioni eseguite nei confronti del Montante, spuntassero concreti elementi-come poi avvenuto-in grado di collegarlo direttamente allo stesso Montante e di illuminare che tipo di rapporti avesse con questi intrattenuto.

Operazione Double Face Giudice Giannazzo

D'Agata non poteva non sapere di essere più intercettato che mai.
Ovunque e assieme alla moglie.
La tempistica della conclusione delle indagini era il fattore che lo rendeva nervoso.
A quel punto però, gli rimanevano poche carte da giocare.
Una di queste era l'attribuzione delle responsabilità.
A se stesso e agli appartenenti all'AISI.

Sia la pubblica accusa che il giudice dell'abbreviato, e soprattutto lo stesso Bruno Megale, in mancanza di riscontri concreti ragionano considerando l'agenzia come se si muovesse in blocco. Sfugge il fatto che le informazioni circolano su un doppio binario.
Quello istituzionale orientato ad accertare le implicazioni per l'ufficio.
Un altro che tiene conto delle relazioni in un certo senso amicali che alcuni componenti dell'AISI (anche non direttamente impegnati nella gestione dell'affaire D'Agata) intrattengono con Montante e i suoi circoli.
Una visione d'insieme fluida consente in questo caso di analizzare con maggiore precisione i dialoghi tra marito e moglie e di effettuare valutazioni più attinenti al contesto offerto dalla stessa ordinanza.
Laddove viene dimostrata la familiarità maturata negli anni tra Montante e un'ampia fetta di rappresentanti degli apparati di sicurezza e d'intelligence, emerge in maniera evidente il contrasto con i comportamenti di altri.
Non tutti i funzionari dell'AISI impiegati per accertare la posizione del D'Agata, hanno un interesse parallelo orientato a favorire Montante.

martedì 25 agosto 2020

La capacità di osare

L'episodio dell'interlocuzione con il Questore di Caltanissetta, Dott. Bruno Megale, è in effetti confermato da quest'ultimo, il quale, con relazione di servizio del 1 Febbraio 2016, riferiva che il Dott. Valerio Blengini, capo reparto dell'A.I.S.I., tra il 16 e il 17 Gennaio di quell'anno, gli aveva chiesto un appuntamento, raggiungendolo quindi presso l'Hotel Baglioni di Firenze in data 25 Gennaio. 
Secondo Megale, Blengini, avendo premesso di avere avuto notizia dell'indagine su D'Agata attraverso Cavacece che a sua volta l'aveva appresa da Andrea Grassi, aveva chiesto informazioni sull'indagine medesima, che poteva rendere controindicata la prevista assegnazione, al predetto D'Agata, di "un'importante incarico operativo in Sicilia".
Il questore, per converso, non si era sbottonato sui risvolti dell'indagine, rispondendo al dott. Blengini di non potere fornire alcun dettaglio in merito.
Tribunale di Caltanissetta Ottobre 2019

Io non sono uno a cui piace girare intorno alle cose, ma arrivo al sodo.
Valerio Blengini 2018 Convegno ISPI

I modi in apparenza bruschi del vicedirettore dell'AISI, possono indurre alla percezione che si serva di proposito di una interlocuzione di carattere a tratti intimidatorio.
L'approccio diretto, o anche per certi versi aggressivo, non esclude un concomitante utilizzo mirato della diplomazia. Cosa questa, che pare caratterizzare il profilo di Valerio Blengini.

L'articolo del Febbraio 2015 non racconta in dettaglio di indagini ufficialmente in corso.
Conteneva comunque abbastanza elementi per mettere in allerta sia Montante che i servizi segreti.
Il secondo passaggio di notizie da Grassi a Cavacece (per il tramite di un appartenente all'AISI che ricerche su fonti aperte individuano in un agente scelto della polizia di stato in servizio alla scientifica fino ad almeno il 2007) espone il vertice dell'Agenzia alla necessità di mettere in sicurezza l'operatività e i risultati che sarebbero compromessi da un'inchiesta giudiziaria sulla carta devastante e da un individuo (appartenente alla stessa Agenzia) che potrebbe risultare troppo compromesso.

Si osa per necessità. Si sviluppa la capacità di osare per costruire un metodo.
A quel punto Blengini, che spontaneamente (almeno così pare di capire dal resoconto delle sue dichiarazioni) si offre di andare a parlare con Megale, ha di fronte a sé due vie.
Quella di un approccio moderato girando attorno alla questione per non indispettire l'interlocutore e quindi per non compromettere il risultato dell'operazione. Oppure può tentare un approccio diretto che espone a maggiori rischi, ma potenzialmente garantisce un esito rispondente alle esigenze. L'acquisizione delle informazioni di cui lui ha bisogno per inquadrare la situazione.
Quello che ha presumibilmente innervosito Megale, è stato il particolare sull'operazione in allestimento in Sicilia. La polizia del post-Manganelli gestisce situazioni controverse o giudiziarie in maniera da ridurre l'effetto dell'impatto mediatico dei primi momenti e in attesa che si giunga a conclusione. Non esistendo evidentemente una norma che consente di procedere alla sospensione o al licenziamento, si preferisce trasferire il soggetto in strutture come l'UCIS o la scuola di polizia. O gli si chiede di fare un passo indietro.
La nozione che all'AISI stessero ancora prendendo in seria considerazione un ruolo di primo piano (addirittura in Sicilia) per D'Agata, non deve avere fatto una buona impressione.
L'approccio di Blengini ha una logica ben strutturata.
Quel poco che aveva non era sufficiente ad effettuare valutazioni.
Quando un funzionario dei servizi segreti parla di "logica di puro tentativo" bisogna tenere in considerazione che il suo compito è quello di prevenire piuttosto che d'indagare su un fatto conclamato. Questa dichiarazione da parte di Blengini non sembra orientata a sottrarsi da responsabilità o a sminuire la portata dei propri comportamenti. Piuttosto a spiegare le ragioni delle proprie mosse e le dinamiche interne all'ufficio.





martedì 4 agosto 2020

Meanwhile in Beirut

Accidental per il momento è la versione ufficiale.

Arcano svelato. O per lo meno è stata fornita in serata una versione semiufficiale con sottolineatura polemica.
Curioso questo fatto che i servizi si (ci) parlano sempre attraverso le loro fatine.
I giornalisti maschi non piacciono.
Il Copasir tirato in causa ovviamente se ne è stato zitto.
La destra si accontenta evidentemente delle pressioni sulla desecretazione degli atti sulla strage di Bologna.
All well that ends well.
Ma Blengini quando esattamente andrebbe in pensione ?
Per la serenità di Pisani.

giovedì 30 luglio 2020

Ad indicare il mio domani

L’ultima parola spetta però al Colle e gli italiani lo sanno e sanno anche che c’è voglia di ripartire e 209 miliardi possono far bene a un Paese che esce da una forte crisi e da decenni di intrecci bui. Servirà un apparato forte se si vorrà competere in uno scenario internazionale in rapida evoluzione. L’Europa pretenderà onestà e trasparenza, non possiamo sbagliare, non questa volta se si vorrà avere ancora un’opportunità. Ilriformista

I nostri servizi segreti da soli sono comunque un apparato forte.
Tanto per ricordarlo ogni tanto.
I giochi politici e i nuovi arrivi a volte diventano un problema.

Il pensionamento di Blengini sarebbe la mazzata finale per questo blog dopo i fuochi d'artificio di Soleimani e il passaggio in banca di Manenti.
Forse è arrivata l'ora di chiudere e correre alla Fortezza di Tripoli.
Chissà se è già in costruzione.

giovedì 9 luglio 2020

Agitato al ruvido

...C’era sempre e c’era al massimo: comunque e senza aspettarsi nulla in cambio. Massimo così ci è nato, naturalmente empatico e disponibile verso gli altri: piglio da guascone in un animo nobile, denso di valori antichi, fortemente incardinati nella sua personalità. 
Massimo aveva un dono tutto suo, sottolineato dal suo amico Antonio: “Era il mio migliore amico ma in tanti possiamo annoverarlo come tale. Questa era la sua caratteristica. Diventava il tuo, e solo tuo, migliore amico. Amava la vita e amava mettersi a disposizione degli amici in qualsiasi momento”.
...
Paolo Insalata Maggio 2019

"Romeo era agitato, turbato. Montante - ha detto il teste - aveva chiamato inizialmente il colonnello per congratularsi per l'operazione antimafia. Romeo percepì quella frase di Montante come una minaccia. Fece una relazione di servizio che consegnò a me personalmente, ma non da mettere agli atti del procedimento. Una relazione da consegnare ai suoi superiori per lasciarne una traccia. Io la consegnai al dottor Stefano Luciani". repubblica 9 luglio 2020


Manca l'empatia delle spie dalla vicenda giudiziaria che per qualche ragione vede tirata in ballo una parte dell'attuale vertice dell'AISI. Dalla lettura dell'ordinanza iniziale e del dispositivo della sentenza dell'abbreviato, emerge un certo grado di diffidenza nei confronti degli attori esterni alla Sicilia. Pare esserci una buona intesa con gli investigatori locali.
Si tratta di dinamiche solitamente osservabili anche in altre piazze giudiziarie.
Il pezzo del puzzle che manca (a me), è la relazione del dottor Megale. Documento che dovrebbe essere oramai pubblico, ma difficile da reperire. Potrebbe risultare utile a ricavare innanzitutto la percezione che ha avuto della visita del collega. E anche quale sarebbe l'effettivo grado di familiarità con il capo-reparto dell'epoca.
Solo a vederlo da vicino, Blengini deve fare il suo effetto terrorizzante.
Ma non è che in Sicilia il dubbio scatta automaticamente assieme alla relazione ?
Che è in fondo il mezzo di autotutela più efficace a disposizione.

mercoledì 22 aprile 2020

Ruvidamente

"Sto riflettendo sul da farsi", si limita a dire all'Adnkronos il senatore Giarrusso.
adnkronos

Non mi pare che gli abbiano ancora risposto in merito a un'altra questione.

domenica 2 febbraio 2020

C'est bon. That day Littlecastles went to Lagos.

Nel 2011 ero rappresentante dell'Agenzia, dell'Aise, ad Abuja (Sett.2009-Dic.2011).
...Si lo conosco (Falcioni). E' stato nominato vice-console onorario a Port Hartcourt. Era uno degli imprenditori italiani presenti in quel Paese ed era uno degli interlocutori abituali per i compiti d'istituto. 
...qualche ruolo di sostegno di questa candidatura ? O nella procedura di nomina.
... Nella procedura di nomina noi svolgiamo una attività informativa sui candidati alla nomina a console onorario.
In questi termini io ho espresso, ho effettuato un'attività informativa in cui io, la mia centrale, la direzione dell'agenzia .
Da parte nostra non c'erano elementi ostativi. Era persona introdotta sul territorio che era in grado di assicurare assistenza ai connazionali presenti in quella regione del Paese.
...Era console generale a Lagos (Giandomenico). 
Durante una colazione in consolato mi chiese un parere sulla candidatura del signor Falcioni.
...che per noi era persona, non ci sono elementi ostativi alla sua candidatura.
...qualche tipo di ruolo nella procedura di nomina da parte degli esponenti locali dell'ENI ?
A me non è noto.
...Gabriele Volpi ? So chi è ma non l'ho conosciuto.
...Viktor Nawfar ? Non lo conosco.
..OPL 245 ? Ho letto i giornali. 

(Incontrato Armanna) Cene Ambasciata, incontri con imprenditori locali.
Rapporti Armanna-Giandomenico ? Non ne ho idea.
Nome villa presidenziale ? Non mi viene. La chiamavamo villa presidenziale.
Non avevo rapporti con queste strutture (sicurezza presidenziale). 
Posso ipotizzare ...
OPL 245 ...non rientrava nelle mie attività d'istituto
come fonte cognitiva ...solo letto dai giornali o parlato con qualcuno interessato a questa vicenda?
No perchè non avevo motivo di occuparmi di questa cosa.
...non con finalità relative al suo lavoro, come fonte cognitiva...solo letto dai giornali o in forma privata in Nigeria con qualcuno ? 
 al di fuori dei suoi compiti istituzionali (giudice)
No, non avevo motivo...     
...capitato di ascoltare qualcosa durante queste cene sul blocco OPL 245? No.
Con altri dirigenti dell'ENI ? 
No... perchè non rientrava nelle mie attività d'istituto.
Non ricorda o non è sicuro ? (giudice)
Non ricordo di aver ascoltato nulla relativo a questo ...

(su nomina Falcioni) io ho comunicato alla mia agenzia le risultanze informative
...al console Giandomenico io espressi un parere 
Verbale e udienza Giandomenico ...indicazione puntuale (pubblico ministero)
E' lei la persona dei servizi segreti che ha dato ...indicazione..raccomandazione(giudice)
Ero io, io ero il rappresentante dell'Aise ...procedura già in corso avviata dal ministero affari esteri...il console lo sapeva benissimo
...coinvolto viaggio Scaroni e delegazione ENI attorno al 2010 ...?
sinceramente non ricordo...l'ENI ha una propria struttura di sicurezza
Ricorda se durante campagna elettorale 2011 ci furono episodi cruenti (lettura articolo di stampa su 11 morti causa stampede)?
Diciamo che la campagna elettorale in Nigeria è sempre sta abbastanza irruenta. Non ricordo casi particolari ma solitamente sono campagne elettorali abbastanza aggressive.
Scaroni Febbraio 2011 comizio elettorale di Goodluck ?
Non ne ho idea
(Lettura piani di volo con passeggeri Scaroni, De Scalzi, Casula) Le viene in mente qualcosa ?
Non ne ho contezza 
Teste Castilletti Processo Scaroni e altri 29 Gennaio 2020
Audio Radio Radicale file nr.3


La testimonianza del signor Giandomenico del 2018 (trascrizione ) fu ricca di particolari in apparenza poco significativi rispetto alla sostanza del colloquio (pranzo a base di lasagna) e netta a proposito della "puntuale indicazione" ricevuta per la nomina alla carica di console onorario. Ma carente circa il nominativo dell'appartenente all'Aise che avrebbe fornito tale indicazione in favore di Falcioni. Anche quando venne richiamato il verbale con le dichiarazioni rese, disse che era "probabile, molto probabile" che si trattasse di Castilletti.
La precisazione fatta dallo stesso Castilletti in aula qualche giorno fa, sull'iter già avviato dal ministero per la procedura di nomina, conferma l'impressione che per qualche ragione il signor Falcioni fosse confuso sulla questione. Un eventuale confronto in aula tra i due non dovrebbe portare elementi di novità.

Quando si fa riferimento al lavoro d'intelligence, si pensa che il potere di controllo sulla sicurezza nazionale derivi dall'accesso ad una vasta mole d'informazioni a disposizione dei servizi segreti.
Non viene tenuto in considerazione invece, il fatto che la ricerca mirata frutto di una accurata selezione preventiva, è il metodo migliore per assicurare risultati con limiti spaziali e temporali ottimali. Tanto più che, quando si opera su territorio estero, bisogna fare attenzione a non infrangere i confini altrui, per evitare di mettere a rischio non solo la sicurezza ma anche le relazioni internazionali.
Un po' la strategia processuale, e un po' l'impianto investigativo di polizia giudiziaria, fanno sì che queste semplici nozioni non vengano tenute presente quando giudici e avvocati si trovano di fronte ad un uomo della sicurezza nazionale. Così come era accaduto per Costantini nell'ambito del processo Scajola, anche Salvatore Castilletti non è sfuggito allo schema.
Anche il presidente del tribunale, che aveva specificato quali erano i limiti entro i quali l'appartenente all'Aise era tenuto a rispondere, non è riuscito a trattenere domande che chiamavano in causa il privato cittadino Castilletti piuttosto che il dipendente d'agenzia.
Dipendente i cui limiti operativi, e i cui rapporti di conoscenza con attori locali (frequentazione casuale, relazione di lavoro, conoscenza solo per nominativo) sono stabiliti da regole ben precise.

Un altro fattore che spesso genera confusione nell'autorità giudiziaria, è costituito dai ruoli all'interno dell'ufficio.
Da un'attenta lettura dell'ordinanza Double Face e della sentenza emessa con rito immediato, appare chiaro che le notizie (sul cui effettivo livello di riservatezza c'è molto da discutere) fatte circolare fuori e dentro l'Aisi, scorrono su un doppio binario.
Quello del vertice dell'agenzia che intrattiene, forse con eccessiva cura e dispendio di tempo, rapporti istituzionali. E quello dei vertici operativi (Blengini-Parente) che sono assenti dagli scenari conviviali e che devono fare i conti con le conseguenze che questi in parte producono.
In un primo tempo quindi, essi devono confrontarsi con la necessità di trovare un impiego al nuovo arrivato (investigatore di provata esperienza e qualifica che, secondo il ragionamento della pubblica accusa, riesce ad accedere all'agenzia anche grazie alle buone relazioni intrattenute).
Successivamente caporeparto e vice si muovono per mettere in sicurezza l'ufficio e preservare il lavoro dedicato alla tutela della sicurezza nazionale dalla presenza di un soggetto potenzialmente pericoloso per la stessa.
Difficile pensare che questi loro movimenti possano essere orientati a costruire una cortina protettiva a difesa di Montante.

In generale forse, è necessaria maggiore trasparenza a livello istituzionale circa compiti e ruoli.
Allo stesso modo in cui i servizi all'indomani della riforma si aprirono per spiegare ai cittadini il reale significato del loro lavoro, così dovrebbero illustrare (per quanto possibile) maggiori dettagli su scopi e metodi a magistrati e giudici.
Si eviterebbero così, inutili controversie che sottraggono tempo (e forse anche serenità) alle giornate lavorative dei nostri angeli dei segreti.

lunedì 20 gennaio 2020

Dancing queen

Per i Servizi Aba, nome in codice Ice, ha il compito di coordinare la rete di infiltrati nelle moschee: è brava, con i suoi canali scopre che è in arrivo in Italia un «little boy» ovvero un uomo bomba (dal nome che gli americani diedero all’atomica) pronto a farsi esplodere in qualche luogo affollato. corriere

In generale alle donne da sempre è affidato il coordinamento di reti e contatti.
Forse perché sono abili nell'organizzazione.
Anche nel campo avversario, dai tempi di Al Qaeda alle donne è riservata la gestione di contatti e scambi.
Quando spuntò fuori il nome di Blengini, divenne famosa anche la mappatura delle moschee che conserva nel suo computerino. Chissà se è anche un abile organizzatore.
E che ne pensa del partito islamico. O quello che è.

giovedì 24 ottobre 2019

Sopra a un'onda stanca che mi tira su

«se, come sostenuto dai due appartenenti ai servizi segreti, l' informazione loro pervenuta sulla possibile indagine sul conto di D' Agata fosse stata veramente così generica, non si comprende il senso dell' iniziativa esplorativa condotta presso la squadra mobile nissena, in quanto, in assenza di dettagli sull' oggetto dell' indagine, non era neppure possibile supporre la commissione di reati funzionali da parte di D' Agata, tali da agganciare l' indagine, presunta, ai luoghi di pregresso servizio dello stesso».
«nell' articolazione dichiarativa di Blengini e Parente si assiste allo scollamento logico tra l' azione compiuta e la giustificazione addotta»
«È convincimento di questo giudice che Cavacece avesse assecondato il direttore Esposito, al quale D' Agata stava particolarmente a cuore, nel proposito di preservare quest' ultimo dall' indagine, e che, una volta scoperto tale retroscena grazie alla relazione del questore Megale, non rimaneva altro che imbastire una pseudo giustificazione istituzionale, nell' ambito di un patto scellerato al quale potrebbe aver aderito, lo si afferma con grande desolazione, anche l' attuale direttore dell' Aisi, il generale Mario Parente». la verità (dagospia)

Prima di formulare accuse o di manifestare semi-certezze dal tono dubitativo, bisogna passare in rassegna i fatti o rifarsi alla logica. Stiamo parlando di Mario Parente e Valerio Blengini.
Non di Topolino e del commissario Basettoni.
Lo scollamento pare esserci, come accaduto in vicende di tenore simile, tra la polizia giudiziaria e i servizi. E' prerogativa dell'attività d'intelligence approfondire informazioni in apparenza poco significative o generiche e scandagliare ambienti di vario tipo alla ricerca di riscontri più precisi.
All'inizio del 2015 c'era stata una fuoriuscita di notizie che aveva già messo in allarme l'agenzia. Caltanissetta è il luogo in cui maggiormente il colonnello D'Agata si è formato sotto il profilo professionale. Lì avrebbe instaurato un rapporto d'amicizia (o d'interesse) continuativo con Montante. Capacità professionali e reti di contatti sono fattori importanti da prendere in considerazione per un passaggio ai servizi nel caso di un appartenente alle forze dell'ordine.
Quanto profondo sia il legame o di che tipo, e questo pare essere il caso, a volte crea problemi. Il dottor Blengini è stato inviato a verificare il tipo di problema.
Per forza di cose a quel punto era in possesso di un corredo informativo sostanzioso che necessitava comunque di conferme o smentite.
L'elemento atipico di questa storia è proprio la richiesta di Blengini a Megale.
Attraverso i resoconti stampa, e anche con la sua presenza pubblica, lo conosciamo come uomo dal carattere difficile e molto determinato.
Preparato e coscienzioso.
Dal Piemonte si trasferisce in Toscana.
Compie con successo il proprio percorso professionale.
Mette su famiglia.
Anche lui ha buoni contatti. Addirittura il giglio magico.
E nonostante il salto di qualità che lo catapulta nella capitale, trova il tempo di tornare a casa per fare quattro chiacchiere con gli amici al caffè chic della Versilia.
A parte i presunti limiti caratteriali, viene fuori il profilo di un uomo intelligente ed equilibrato. Uno che calibra parole ed azioni. Un calcolatore.
Perchè uno così, dovrebbe andare nella tana del lupo e ficcarsi nei guai come è alla fine accaduto ?
Basta guardarlo in faccia per capire il soggetto.
Blengini conosceva anche bene il dottor Megale. Decisamente non il tipo da assecondare un certo tipo di richieste anche a fronte di un rapporto di amicizia.
Probabilmente da capo reparto non poteva sottrarsi ad un ordine del direttore.
E, da quanto emerso dagli interrogatori sia del dottor Blengini che del prefetto Parente, l'Aisi dell'epoca (a trazione Piccirillo-Esposito) non era affatto un ambiente facile.
In questo quadro non sembrano esserci carichi penali. Solo un'altra brutta storia, si spera ormai passata, capitata nelle segrete stanze dei nostri Bond.

domenica 12 maggio 2019

Il trasferimento

Parente era stato sentito dall' avvocato di Cavacece, nell' ambito di un' indagine difensiva. All' epoca era il vice dell' Aisi: ha spiegato che Blengini gli raccontò di quelle domande su D' Agata, ha precisato « di non averne parlato né con Cavacece, né con il direttore Esposito, in quanto la notizia era indeterminata ». Ha aggiunto «di essersi dichiarato contrario quando Esposito propose di mandare D' Agata in Sicilia » . Da direttore, poi, Parente cacciò il colonnello alla prima occasione utile, « perché non si insospettisse » , un avviso di garanzia per un' altra inchiesta. D' Agata però sapeva qualcosa delle intercettazioni. La moglie sussurrava: « Gli puoi chiedere a Cavacece i telefonini che ti attribuiscono?».
Salvo Palazzolo Repubblica

La mossa del trasferimento in Sicilia aveva il sapore di un atto di sfida.
Motivo per il quale, probabilmente Bruno Megale si è messo in allarme e ha sentito la necessità di redigere una relazione di servizio a propria tutela.
Dal resoconto dell'interrogatorio del dottor Blengini, pare invece che il funzionario dell'Aisi volesse semplicemente stimolare in Megale una reazione orientata alla collaborazione in modo da acquisire maggiori informazioni rispetto a quelle di cui l'ufficio era già in possesso. Spiegargli appunto, la gravità di sospetti e accuse che rendevano poco opportuno un possibile passaggio in Sicilia.
A quel punto però, se è vero quanto affermato dal prefetto Parente e non v'è motivo di dubitare delle sue parole, la questione si è forse trasformata in una prova di forza all'interno dell'Aisi.

venerdì 19 ottobre 2018

Il filo diretto

L’antiterrorismo ha messo in atto un vero e proprio filo diretto nelle scuole per evitare il rischio di radicalizzazione a cui potrebbero essere esposti i più giovani. A tal fine esiste una costante comunicazione tra i servizi di intelligence del dipartimento antiterrorismo con gli uffici della Digos raccogliendo le eventuali denunce dei presidi o le segnalazioni su comportamenti sospetti da parte degli stessi studenti. Proprio i ragazzi, secondo gli inquirenti, sarebbero i soggetti a maggior rischio di radicalizzazione.ilsussidiario

Sarà che ho molta stima del dottor Blengini, e quindi ripongo molte speranze in lui o nella possibilità che questo Paese si evolva prima o poi, ma mi era parso di capire da un suo intervento in proposito, che il discorso della collaborazione con le scuole sarebbe andato oltre la solita spiata all'omino Digos o Aisi. Qualcosa di simile a quello che fa Mak Chisty in Inghilterra con famiglie, insegnanti e studenti. Insegnargli a non allarmarsi e a dialogare per capire se si tratta di una fase di passaggio verso una maggiore adesione ai dettami religiosi o di un inizio di radicalizzazione.
Invece mi pare di aver capito male. La segnalazione in che consiste ?
I maschi si fanno crescere la barba.
Le femmine si rifiutano di stringere la mano ai maschi.
Gli studenti si tappano le orecchie nell'ora di musica (episodio accaduto per davvero in qualche scuola italiana).
A saperlo.
Sempre il dottor Blengini (sto elaborando una mappatura di quello che fa e dice in pubblico) aveva detto che gli espulsi sono sottoposti a follow up attraverso le polizie e le agenzie dei relativi Paesi (lo sfido a dimostrare che è già in contatto con il nuovo DG ISI. Uomo molto religioso. Per ora è in circolazione una sola foto.).
Pare comunque, da questo lancio Ansa (m)andato virale da ieri e di cui non si trova su Internet il documento completo con le statistiche, che non solo non riusciamo a mandarli indietro ma tornano pure in barchetta.
Tutte le testate italiane hanno tenuto a sottolineare la cifra elevata rispetto alla media europea.
Non pare esserci un incremento significativo rispetto agli anni scorsi. Il decreto non lascia molti margini al diritto di difesa e con tutta probabilità è aumentato il numero di espulsioni. Il che non significa che siano aumentati anche i potenziali terroristi o radicalizzati.

Se non mi si sente per qualche giorno, o forse per sempre, sono impegnata con il forensic expert dell'Aisi.

lunedì 20 agosto 2018

In una circostanza del tutto casuale

«Non ho mai parlato di Montante con D’Agata».
 Repubblica 20 Agosto 2018

Il 29 aprile 2016 il Consiglio dei ministri lo nomina Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.
Sicurezza Nazionale

Non riesco a trovare una foto di Cavacece.
E' un soggetto da studiare.

Se Hakan Fidan diventasse vicepresidente o ministro, come si mormora su siti non molto reliable, non diventa complicata la gestione di diversi dossier?
Mi chiedo.


martedì 14 agosto 2018

Gli sponsor

Comunque due elementi confermano il fatto che il dottor Blengini avrebbe un brutto carattere.
Il taglio preciso dei capelli e l'orribile accento piemontese.
Come fa uno che vive da tanto tempo tra la Toscana e Roma a mantenere la parlata di casa propria ?
Dev'essere uno tosto. O ruvido come lo definirono all'epoca.
A fine giornata ho capito perchè cercavano notizie sul vicedirettore in rete. Ma nella galassia delle spie leggono quel tipo di giornali?
Io mi limito al titolo ed aspetto eventualmente (cioè quando può usare la questione per colpire Renzi) Dagospia.
Dal titolo mi pare di capire che il riferimento sia alla testimonianza resa a proposito del livello di coinvolgimento dell'ufficio nel caso Montante.
Bisognerebbe avere il testo della relazione di servizio del dottor Megale.
Il mistero è là dentro.
Curiosità di sapere anche che tipo di poliziotto è. Come gli funziona il cervello.
Non l'ho seguito molto.
Dove bisogna inviare il Foia request ?