Visto che sapeva con chi aveva a che fare, è difficile che si sia messo a giocare al poliziotto cattivo.
Magari Morrisey cercava una scusa per annullare i concerti.
Ma il prefetto Gabrielli è già corso a stringere la mano al suo poliziotto ?
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giovedì 6 luglio 2017
venerdì 10 febbraio 2017
Riaperture
Tieri ha la grinta e la spensieratezza della giovane età e della sua napoletanità. Ottimo mix per sopravvivere in Italia. Da musulmano e non.
Non era dunque tanto chiara la questione o per lo meno non sembrerebbe essere un "semplice" problema di illegalità come invece all'epoca sottolineava il capo della polizia.
Non era dunque tanto chiara la questione o per lo meno non sembrerebbe essere un "semplice" problema di illegalità come invece all'epoca sottolineava il capo della polizia.
lunedì 26 dicembre 2016
C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò
Per chi vorrà festeggiare l’arrivo del nuovo anno in piazza abbiamo presentato un unico grande evento, che partirà alle 22,30 del 31 dicembre, al Circo Massimo, e si concluderà la sera di Capodanno: con “1 gennaio 2017 – La Festa di Roma” aspetteremo l’alba e fino a sera ci ritroveremo per una festa lunga un giorno tra storia, contemporaneità e comunità, con uno straordinario programma di eventi che andrà in scena su 4 ponti di Roma e su un chilometro di lungotevere che diventerà una grande piazza, con istallazioni, giochi di luci, concerti, laboratori per bambini, performance teatrali, letture, cinema, musica e ballo. Sarà una festa lunga 24 ore, con circa 500 artisti. Tantissimi i nomi che animeranno il primo giorno del nuovo anno: da Ascanio Celestini a Massimo Popolizio e Lucrezia Lante della Rovere, ad Ambrogio Sparagna, Raffaele Costantino e Giovanni Guidi, a Teho Teardo. Per continuare con i musicisti della JuniOrchestra, del Quartetto Sax Spmt, di Rane Jazz Quartett, del Coro Gospel Spmt, del Testaccio Jazz Orchestra, fino all'Orchestra di Piazza Vittorio.
Proprio in vista dei festeggiamenti di San Silvestro, per garantire un Capodanno sicuro per tutti, ho firmato un’ordinanza che, dal 29 dicembre alla mezzanotte del 1 gennaio, dispone il divieto assoluto di usare materiale esplodente, fuochi artificiali, petardi, botti, razzi e altri simili artifici pirotecnici e anche materiale esplodente "declassificato", ossia potenzialmente non pericoloso e posto in libera vendita, a meno di 200 metri dai centri abitati, dalle persone e dagli animali. Il provvedimento prevede sanzioni che vanno da 25 a 500 euro.
La sindaca informa Roma capitale
Io non sono un tipo festaiolo. Proprio la noia fatta persona.
Spesso nemmeno arrivo alla mezzanotte del capodanno.
Però invidio la gente delle grandi città.
Invidiavo.
Se danno su qualche tivvù locale il concerto dei Negrita che vengono a Pescara, posso spernacchiare i romani.
Proprio in vista dei festeggiamenti di San Silvestro, per garantire un Capodanno sicuro per tutti, ho firmato un’ordinanza che, dal 29 dicembre alla mezzanotte del 1 gennaio, dispone il divieto assoluto di usare materiale esplodente, fuochi artificiali, petardi, botti, razzi e altri simili artifici pirotecnici e anche materiale esplodente "declassificato", ossia potenzialmente non pericoloso e posto in libera vendita, a meno di 200 metri dai centri abitati, dalle persone e dagli animali. Il provvedimento prevede sanzioni che vanno da 25 a 500 euro.
La sindaca informa Roma capitale
Io non sono un tipo festaiolo. Proprio la noia fatta persona.
Spesso nemmeno arrivo alla mezzanotte del capodanno.
Però invidio la gente delle grandi città.
Invidiavo.
Se danno su qualche tivvù locale il concerto dei Negrita che vengono a Pescara, posso spernacchiare i romani.
sabato 24 dicembre 2016
Living out a memory of a love that died
Mi ricorda quando tempo fa, al termine di un lavoro di consulenza che mi aveva portato a costruire il profilo psicologico di una persona che si era resa protagonista di una triste vicenda di cronaca, scoppiai a piangere e non riuscii a fermarmi per ore. Ancora adesso mi capita. Per diverse settimane mi sono dovuta immergere nel suo vissuto e tratteggiarne le peculiarità con massimo rigore e obiettività. E' stato come vivere la sua vita da dentro per poi all'improvviso uscirne e disegnarla.
Secondo me per piangere bene bisogna essere soli.
Davanti a degli sconosciuti, addirittura in chiesa durante la messa, serve a poco.
Foto Messaggero
Secondo me per piangere bene bisogna essere soli.
Davanti a degli sconosciuti, addirittura in chiesa durante la messa, serve a poco.
Foto Messaggero
sabato 5 novembre 2016
Entratura all'agricoltura per lavorare nell'intelligence
Quando il marito di una cugina alla lontana, passò dalla guardia di finanza ai servizi segreti, era verso la fine degli anni ottanta, mio zio buon'anima, tra l'altro faceva di nome di battesimo come il fratello di Marra, ironizzò a modo suo con un "adesso sì, che possiamo dormire tranquilli la notte".
Si trattava di un ramo acquisito della famiglia, mezzo siculo e mezzo romano, che non gli andava proprio a genio. Da buon chietino trapiantato a Roma, anche lui era un pò intrallazzone. Amava vantarsi del fatto che grazie alle sue entrature, risparmiava un sacco di soldi facendo benzina al Vaticano.
E spiegava che la raccomandazione, specie in ambiente militare, è un'arte che va praticata con maestria.
Una volta un ragazzo delle nostre parti gli chiese aiuto per entrare nella guardia di finanza. Lui si diede da fare come suo solito e rimase di stucco quando il giovine, al quale era molto affezionato perchè lo conosceva sin da bambino, fu fatto fuori. Indagando, scoprì che la famiglia si era mossa anche su altri fronti e aveva rimediato un'altra raccomandazione. Quando i due "raccomandanti" erano venuti a conoscenza del fatto, si erano offesi e nessuno dei due appoggiò l'ingresso nel corpo.
Alla mia obiezione che con una raccomandazione doppia, uno dovrebbe essere strasicuro di entrare, mio zio replicò che in quegli ambienti invidia e odio fanno da padrone. Trovato un santo, bisogna fare affidamento solo su quello.
In sintesi, quello che volevo dire, è che mi è piaciuto l'approccio di Raffaele Marra nell'intervista a Il Fatto.
Ha detto "volevo lavorare per i servizi segreti" "lavorare nell'intelligence".
Già il fatto che volesse lavorare è di per se positivo. Anche per e nel, sono sintomo di buona volontà.
La raccomandazione se la meritava tutta.
E a proposito di gente che si dà da fare, ovviamente chi se non Monsignor D'Ercole poteva suggerirgli di rivolgersi ad Alemanno ?
Si trattava di un ramo acquisito della famiglia, mezzo siculo e mezzo romano, che non gli andava proprio a genio. Da buon chietino trapiantato a Roma, anche lui era un pò intrallazzone. Amava vantarsi del fatto che grazie alle sue entrature, risparmiava un sacco di soldi facendo benzina al Vaticano.
E spiegava che la raccomandazione, specie in ambiente militare, è un'arte che va praticata con maestria.
Una volta un ragazzo delle nostre parti gli chiese aiuto per entrare nella guardia di finanza. Lui si diede da fare come suo solito e rimase di stucco quando il giovine, al quale era molto affezionato perchè lo conosceva sin da bambino, fu fatto fuori. Indagando, scoprì che la famiglia si era mossa anche su altri fronti e aveva rimediato un'altra raccomandazione. Quando i due "raccomandanti" erano venuti a conoscenza del fatto, si erano offesi e nessuno dei due appoggiò l'ingresso nel corpo.
Alla mia obiezione che con una raccomandazione doppia, uno dovrebbe essere strasicuro di entrare, mio zio replicò che in quegli ambienti invidia e odio fanno da padrone. Trovato un santo, bisogna fare affidamento solo su quello.
In sintesi, quello che volevo dire, è che mi è piaciuto l'approccio di Raffaele Marra nell'intervista a Il Fatto.
Ha detto "volevo lavorare per i servizi segreti" "lavorare nell'intelligence".
Già il fatto che volesse lavorare è di per se positivo. Anche per e nel, sono sintomo di buona volontà.
La raccomandazione se la meritava tutta.
E a proposito di gente che si dà da fare, ovviamente chi se non Monsignor D'Ercole poteva suggerirgli di rivolgersi ad Alemanno ?
mercoledì 26 ottobre 2016
La casa dei sogni
si chiede di sapere:
se risulti al Governo, dal momento che i lavori risultano non sono più "segretati" dal 2008, chi abbia deciso l'intervento, per quale finalità e per quale importo, che ruolo vi abbiano svolto, da un lato, i responsabili pro tempore del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna e, dall'altro Pierfrancesco Murino titolare pro tempore della ditta IMAC SpA, tutti rinviati a giudizio dal Tribunale di Perugia nell'ambito della citata inchiesta;
se risulti chi abbia fatto la richiesta dei 40 milioni, citata nell'editoriale del "Corriere della Sera" richiamato in premessa, al Comitato interministeriale per le celebrazioni del 150° dell'unità d'Italia, ovvero alla "Struttura di Missione" per le celebrazioni, ovvero al Comitato dei garanti per le celebrazioni dell'anniversario dell'unità nazionale;
se si sia proceduto ai lavori con un contratto del tipo "appalto integrato" e se sia anche a ciò dovuto il blocco del cantiere nel corso dei lavori per carenza di fondi rispetto alle somme inizialmente stanziate per l'intervento;
quali siano state, altrimenti, le ragioni dell'interruzione degli interventi a suo tempo avviati nonché quali siano le risorse già utilizzate, le risorse ed i tempi ancora necessari per il completamento dei lavori di adeguamento e ristrutturazione oggi in corso, parziali rispetto a quelli inizialmente previsti;
se il Comune di Roma, nella persona dell'assessore Dino Gasperini o di altri, abbia fatto o meno richiesta di assegnazione dell'immobile nei termini e secondo le procedure del "federalismo demaniale" o se viceversa, attualmente, l'unico destinatario del progetto siano non meglio precisate "Forze dell'ordine";
se, in ogni caso, il Governo non intenda provvedere affinché allo storico immobile nel cuore di Trastevere, a metà strada tra le sedi del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e del Ministero per i beni e le attività culturali (MIBAC), sia assegnata un'adeguata funzione culturale ovvero scientifica, anche al fine di non gravare ulteriormente sul carico urbanistico della zona interessata, congestionando il traffico nel rione.
Cosentino Aprile 2012
Costruzione risistemata dai soliti noti interlocutori di ministero e servizi.
L'aspetto simpatico degli sviluppi di questi giorni, è che la mostra di Van Gogh di passaggio a Trastevere, viene presentata dalla stampa come alternativa positiva alla presenza dei servizi.
Come se le due fossero in netta contrapposizione.
Ma, invece, però.
In effetti i nostri servizi non rappresentano proprio un modello di cultura e apertura mentale.
Però nemmeno sono dei cavernicoli dai quali Van Gogh ci avrebbe salvato . Si spera.
Chissà se Blengini va alla mostra o è contrariato perchè ha dovuto rinunciare ad un ufficio principesco . Approposito.
Ma il Blengini che lavora al comune di Roma è un omonimo ?
No perchè il genetliaco, almeno l'anno di nascita, volendo corrisponde.
Avevo capito che la copertura per chi lavora nei servizi di solito è nelle aziende. Non nei comuni.
O forse, chi ha preparato l'attacco a Renzi, non ha nemmeno idea di chi stiamo parlando e fa indagini su internet un pò come noi investigatori de noantri per poi rifilare robe ai soliti noti.
Comunque prima o poi lo scovo st'uomo.
Cosentino Aprile 2012
Costruzione risistemata dai soliti noti interlocutori di ministero e servizi.
L'aspetto simpatico degli sviluppi di questi giorni, è che la mostra di Van Gogh di passaggio a Trastevere, viene presentata dalla stampa come alternativa positiva alla presenza dei servizi.
Come se le due fossero in netta contrapposizione.
Ma, invece, però.
In effetti i nostri servizi non rappresentano proprio un modello di cultura e apertura mentale.
Però nemmeno sono dei cavernicoli dai quali Van Gogh ci avrebbe salvato . Si spera.
Chissà se Blengini va alla mostra o è contrariato perchè ha dovuto rinunciare ad un ufficio principesco . Approposito.
Ma il Blengini che lavora al comune di Roma è un omonimo ?
No perchè il genetliaco, almeno l'anno di nascita, volendo corrisponde.
Avevo capito che la copertura per chi lavora nei servizi di solito è nelle aziende. Non nei comuni.
O forse, chi ha preparato l'attacco a Renzi, non ha nemmeno idea di chi stiamo parlando e fa indagini su internet un pò come noi investigatori de noantri per poi rifilare robe ai soliti noti.
Comunque prima o poi lo scovo st'uomo.
Broccarola
Pare 'na gatta morta e invece.
La scenetta in commissione antimafia a favore di microfoni e telecamere non ha smosso la Bindi, politico di vecchio corso, che ha capito e non si è prestata più di tanto alla propaganda della stellina romana.
La scenetta in commissione antimafia a favore di microfoni e telecamere non ha smosso la Bindi, politico di vecchio corso, che ha capito e non si è prestata più di tanto alla propaganda della stellina romana.
giovedì 8 settembre 2016
Assessore per poco
Dichiaro inoltre, ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000, consapevole delle responsabilita' in caso di dichiarazioni mendaci:
Di non far parte dei servizi segreti italiani o stranieri
Di non essere affiliato o associato o svolgere attività per conto o a favore di sodalizi criminali
Per quanto di sua conoscenza, che la condizioni di cui ai punti precedenti non riguardano nessun familiare o convivente del Sottoscritto
Di non svolgere attività di lavoro autonomo o dipendente in favore di società o enti che risultano attualmente coinvolti nell’inchiesta conosciuta come Mafia Capitale- Mondo di Mezzo, eccezion fatta per:
società che segnalerò all’interno del CV che inserirò on line.
Di non aver riportato condanne penali (anche non risultanti dal certificato rilasciato dal casellario giudiziale)
Di non essere a conoscenza di essere sottoposto a indagini o procedimenti penali
Difficile ricostruire le fasi dell'esistenza di Raffaele De Dominicis, visto che sono state piazzate in giro un pò di biografie preconfezionate. Se non ci sono inchieste nell'aria, potrebbe avere qualche familiare nei servizi segreti italiani o stranieri. Si spiegherebbe così il ritardo nell'acquisizione di notizie relative alla sua incompatibilità con la carica di assessore da parte della Raggi.
I nostri servizi potrebbero avere aspettato un pò a comunicarlo ai loro referenti nel Copasir.
Tanto per divertirsi o per orientare le cose.
Pure lui pare soggetto da servizi italiani a giudicare dalle interviste.
Che non vuole essere un'offesa ma una constatazione.
Di brillanti, a parte Alberto, pare essercene pochi.
Last but not least il procuratore De Dominicis risulta essere fondatore di un movimento culturale (così recitano gli annali) chiamato La grande Lucania. Potrebbe essere motivo di incompatibilità.
My two cents. In attesa che la pupetta grillina ci spieghi il mistero.
Update
Sarebbe indagato.
Peccato perchè aveva proprio la faccia da Sismi.
Che non è un'offesa ma una constatazione.
Di non far parte dei servizi segreti italiani o stranieri
Di non essere affiliato o associato o svolgere attività per conto o a favore di sodalizi criminali
Per quanto di sua conoscenza, che la condizioni di cui ai punti precedenti non riguardano nessun familiare o convivente del Sottoscritto
Di non svolgere attività di lavoro autonomo o dipendente in favore di società o enti che risultano attualmente coinvolti nell’inchiesta conosciuta come Mafia Capitale- Mondo di Mezzo, eccezion fatta per:
società che segnalerò all’interno del CV che inserirò on line.
Di non aver riportato condanne penali (anche non risultanti dal certificato rilasciato dal casellario giudiziale)
Di non essere a conoscenza di essere sottoposto a indagini o procedimenti penali
Difficile ricostruire le fasi dell'esistenza di Raffaele De Dominicis, visto che sono state piazzate in giro un pò di biografie preconfezionate. Se non ci sono inchieste nell'aria, potrebbe avere qualche familiare nei servizi segreti italiani o stranieri. Si spiegherebbe così il ritardo nell'acquisizione di notizie relative alla sua incompatibilità con la carica di assessore da parte della Raggi.
I nostri servizi potrebbero avere aspettato un pò a comunicarlo ai loro referenti nel Copasir.
Tanto per divertirsi o per orientare le cose.
Pure lui pare soggetto da servizi italiani a giudicare dalle interviste.
Che non vuole essere un'offesa ma una constatazione.
Di brillanti, a parte Alberto, pare essercene pochi.
Last but not least il procuratore De Dominicis risulta essere fondatore di un movimento culturale (così recitano gli annali) chiamato La grande Lucania. Potrebbe essere motivo di incompatibilità.
My two cents. In attesa che la pupetta grillina ci spieghi il mistero.
Update
Sarebbe indagato.
Peccato perchè aveva proprio la faccia da Sismi.
Che non è un'offesa ma una constatazione.
mercoledì 7 settembre 2016
I poteri forti contro i new kids on the block
Al di là della solita cantilena sui poteri forti, come se non fosse più lecita la critica in questo Paese, è stato detto tra l'altro, che le olimpiadi lascerebbero spazio a chi vuole lucrare sul cemento.
Cioè non contano i valori. Non conta lo sport. Non conta il volume di affari generato.
Non contano gli scambi culturali e l'arricchimento che ne deriva. E nemmeno il lavoro.
Una olimpiade porta solo marcio.
A questo punto viene da chiedersi : a che serve un sindaco, oltre a girare un video in stile madonnina da presepe per spiegare che dell'indagine giudiziaria lei e il suo assessore nulla sanno, e la sua giunta, se non ad amministrare e a fare si quindi, che una olimpiade sia solo sano divertimento e lavoro onesto ?
A protestare siamo bravi tutti.
Impegnarsi, leggi e codici alla mano, è altro.
Foto il messaggero
mercoledì 24 agosto 2016
sabato 25 giugno 2016
Fermo romano
Mezz'ora per spiegare perchè l'arresto è stato "sottratto" alla polizia di Bergamo che si occupa dell'inchiesta sui siriani.
Il quadro sullo sfondo è un pugno nello stomaco.
Ma che roba è ?
Video
Il quadro sullo sfondo è un pugno nello stomaco.
Ma che roba è ?
Video
martedì 24 maggio 2016
La spia che amava le donne dell’est
Un tipo social. Su Facebook e Linkedin.
Classica spia.
Un divorzio che gli è costato caro.
O meglio. La bella vita che ne è seguita.
Viaggi tanti. Belle donne anche di più.
In quell’Europa dell’est che fa impazzire anche gli spioni migliori.
Russia. La meta delle perversioni.
A dar retta alle chiacchiere messe in giro sui giornali portoghesi dai colleghi, Carvalhao era uno dei migliori specialisti dell’antiterrorismo.
Ma quelle sue passioni pericolose gli sono costate la retrocessione in ufficio. Niente più accesso alle informazioni sensibili.
E lui che fa ? Se le va a cercare e le passa all’amico russo.
Dove ? A Roma ovviamente. Seduto in quel caffè, ma non il 29 Settembre.
Il posto ideale per tradire senza essere scoperti. Meta preferita da coreani e portoghesi.
Petto in fuori per ministro dell’interno e servizi portoghesi. Dito puntato contro Putin. Apprezzamento per Europol, Eurojust e polizia italiana.
Quando verrà abolito l'articolo 8 dal protocollo italo-albanese, ci racconteranno la storia vera.
Foto Frederico Gil Carvalhão Facebook
Classica spia.
Un divorzio che gli è costato caro.
O meglio. La bella vita che ne è seguita.
Viaggi tanti. Belle donne anche di più.
In quell’Europa dell’est che fa impazzire anche gli spioni migliori.
Russia. La meta delle perversioni.
A dar retta alle chiacchiere messe in giro sui giornali portoghesi dai colleghi, Carvalhao era uno dei migliori specialisti dell’antiterrorismo.
Ma quelle sue passioni pericolose gli sono costate la retrocessione in ufficio. Niente più accesso alle informazioni sensibili.
E lui che fa ? Se le va a cercare e le passa all’amico russo.
Dove ? A Roma ovviamente. Seduto in quel caffè, ma non il 29 Settembre.
Il posto ideale per tradire senza essere scoperti. Meta preferita da coreani e portoghesi.
Petto in fuori per ministro dell’interno e servizi portoghesi. Dito puntato contro Putin. Apprezzamento per Europol, Eurojust e polizia italiana.
Quando verrà abolito l'articolo 8 dal protocollo italo-albanese, ci racconteranno la storia vera.
Foto Frederico Gil Carvalhão Facebook
martedì 17 maggio 2016
Per forza
Mi lasci dire che il commissario Francesco Paolo Tronca in questi mesi ha fatto un lavoro egregio. E credo che chiunque sia il prossimo sindaco, dovrà per forza continuare su questo solco. Noi da parte nostra faremo tutto il possibile per ripristinare la legalità. E a proposito del nuovo sindaco: la prima questione che dovremo affrontare sarà quella delle elezioni».
ilmessaggero
Il programma elettorale di Caltagirone per Roma.
Il programma elettorale di Caltagirone per Roma.
giovedì 24 marzo 2016
Senza coda nè capo
IL M5S DIFENDE IL BENE PUBBLICO E LA DEMOCRAZIA, IL PD E CALTAGIRONE LA FINANZA!
Oggi leggo un articolo sul Messaggero che attribuirebbe alle mie parole la perdita di 71 milioni per Acea. Un farneticante resoconto, senza capo né coda, commissionato sappiamo benissimo da chi, ovvero da Caltagirone, primo socio privato della multiutility (dove, guarda il caso, siede in cda il figlio Francesco) ed editore dello stesso quotidiano di Roma. Vedete, questo è il primo assaggio di quel che ci aspetterà semmai dovessimo salire al governo della Capitale, ma noi non arretriamo di un centimetro. Del resto, quando pesti i piedi ai poteri forti loro si ribellano e il caso Acea è emblematico.Ora, però, passiamo ai fatti:
-Acea è una società misto pubblico-privata, controllata per il 51% dal Comune di Roma e il restante 49% in mano ai privati.
-Perché ho annunciato di voler cambiare il management? Perché il cda, che coordina gli affari privati della multi-servizi, è composto da un'accozzaglia di nomi in gran parte scelti proprio da Caltagirone con il lasciapassare del suo caro amico Matteo Renzi.Virginia Raggi Facebook
Se fossi Cicciobello siculo non esulterei in maniera eccessiva.
L'Acea è una miniera d'oro per il giglio magico.
Bisogna proteggerla al meglio.
L'ira di Massimo Martinelli e un altro articolo al veleno su il Sole di oggi, unitamente ai commenti di sdegno da parte di esponenti di spicco del PD, danno un'idea della posta in gioco.
Non andrei così lontano nell'addossare alla Raggi la colpa della debacle in borsa.
Di certo ha dimostrato grande ignoranza in materia.
Una caratteristica alla quale i grillini ci hanno ormai abituato.
Da un punto di vista strettamente tecnico fu annunciato circa un fa, un investimento multimilionario nella digitalizzazione di tutte le attività lavorative, quando pare che in fondo i cittadini romani soffrano ancora il malfunzionamento dell'azienda. Sono tutti dati comunque da prendere con le pinze visti gli interessi politici che ruotano attorno all'Acea.
Tant'è che la nomina dell'attuale amministratore delegato, uomo di Renzi from head to toe al punto tale che il presidentissimo gli firmò la prefazione di un libro, fu fortemente voluta addirittura da Marino.
Strano che ci sia voluto un anno alla polizia per mettere le zampe sui dati e sottoscrivere la convenzione.
Riusciranno a coordinarsi con lo strapagato John Kotter ?
Vedo uno strano computerino in giro.
Se non mi si sente per qualche giorno sono nell'ufficio di RobbyDiLeg.
Angolo tortura. Ne ha uno.
Oggi leggo un articolo sul Messaggero che attribuirebbe alle mie parole la perdita di 71 milioni per Acea. Un farneticante resoconto, senza capo né coda, commissionato sappiamo benissimo da chi, ovvero da Caltagirone, primo socio privato della multiutility (dove, guarda il caso, siede in cda il figlio Francesco) ed editore dello stesso quotidiano di Roma. Vedete, questo è il primo assaggio di quel che ci aspetterà semmai dovessimo salire al governo della Capitale, ma noi non arretriamo di un centimetro. Del resto, quando pesti i piedi ai poteri forti loro si ribellano e il caso Acea è emblematico.Ora, però, passiamo ai fatti:
-Acea è una società misto pubblico-privata, controllata per il 51% dal Comune di Roma e il restante 49% in mano ai privati.
-Perché ho annunciato di voler cambiare il management? Perché il cda, che coordina gli affari privati della multi-servizi, è composto da un'accozzaglia di nomi in gran parte scelti proprio da Caltagirone con il lasciapassare del suo caro amico Matteo Renzi.Virginia Raggi Facebook
Se fossi Cicciobello siculo non esulterei in maniera eccessiva.
L'Acea è una miniera d'oro per il giglio magico.
Bisogna proteggerla al meglio.
L'ira di Massimo Martinelli e un altro articolo al veleno su il Sole di oggi, unitamente ai commenti di sdegno da parte di esponenti di spicco del PD, danno un'idea della posta in gioco.
Non andrei così lontano nell'addossare alla Raggi la colpa della debacle in borsa.
Di certo ha dimostrato grande ignoranza in materia.
Una caratteristica alla quale i grillini ci hanno ormai abituato.
Da un punto di vista strettamente tecnico fu annunciato circa un fa, un investimento multimilionario nella digitalizzazione di tutte le attività lavorative, quando pare che in fondo i cittadini romani soffrano ancora il malfunzionamento dell'azienda. Sono tutti dati comunque da prendere con le pinze visti gli interessi politici che ruotano attorno all'Acea.
Tant'è che la nomina dell'attuale amministratore delegato, uomo di Renzi from head to toe al punto tale che il presidentissimo gli firmò la prefazione di un libro, fu fortemente voluta addirittura da Marino.
Strano che ci sia voluto un anno alla polizia per mettere le zampe sui dati e sottoscrivere la convenzione.
Riusciranno a coordinarsi con lo strapagato John Kotter ?
Vedo uno strano computerino in giro.
Se non mi si sente per qualche giorno sono nell'ufficio di RobbyDiLeg.
Angolo tortura. Ne ha uno.
domenica 21 febbraio 2016
Il ritorno di Gnazzio
Gnazzio è sul pezzo come direbbe Di Legami.
Già parla a nome di tutta Roma.
Però non si capisce se da esperto o tifoso.
Già parla a nome di tutta Roma.
Però non si capisce se da esperto o tifoso.
mercoledì 17 febbraio 2016
Sulla direzione di raitre
Ma se si rispettano le regole a che servono le barriere ?
D'altra parte è difficile sapere a priori se le regole verranno rispettate. O lui intendeva una specie di work in progress ? Nel senso che vengono tolte nel corso della partita se tutto va bene ?
Ma poi tornano ad agitarsi. E come si fa, si mettono di nuovo ?
Adesso non è che voglio fare l'intellettuale o quella con la puzza sotto al naso però una che fa audience con la scenetta del cagnolino o con la birretta o anche con il bacio lesbo, non mi pare adatta ad una direzione. E' anche vero che siamo in Italia però.
E non dico nulla sul marito e sul suocero.
D'altra parte è difficile sapere a priori se le regole verranno rispettate. O lui intendeva una specie di work in progress ? Nel senso che vengono tolte nel corso della partita se tutto va bene ?
Ma poi tornano ad agitarsi. E come si fa, si mettono di nuovo ?
Adesso non è che voglio fare l'intellettuale o quella con la puzza sotto al naso però una che fa audience con la scenetta del cagnolino o con la birretta o anche con il bacio lesbo, non mi pare adatta ad una direzione. E' anche vero che siamo in Italia però.
E non dico nulla sul marito e sul suocero.
lunedì 15 febbraio 2016
L'uomo della provvidenza
In realtà Bertolaso è stato scelto proprio perchè ha poco carattere o meglio, ha un rapporto tale con Berlusconi da assicurargli un servizio incondizionato e una campagna elettorale priva di ostacoli.
Al contrario Marchini è un soggetto molto insidioso. Con la pessima abitudine che ha, di compiacere al bisogno, è l'alleato peggiore per il capo, o presunto tale, di una coalizione.
Ragion per cui invece Alfano si è alleato con lui di buon grado. Il suo piccolo ma significativo ventaglio di preferenze non può che trarre giovamento dal dieci per cento potenziale di Marchini.
I calcoli di Angelino Alfano nelle competizioni locali, dove per adesso è completamente staccato dal governo, mettono in evidenza come alla fine l'atteggiamento dei vertici delle forze dell'ordine che hanno posto in essere una sorta di patto virtuale, consentono al ministro e ad Ncd una tale spregiudicatezza. I pochi voti che a Renzi in situazione d'emergenza potrebbero tornare utili, gli sono preclusi da quel rapporto stretto tra forze dell'ordine, intelligence e ministro dell'interno sul quale lui sembra non avere alcun controllo.
Al contrario Marchini è un soggetto molto insidioso. Con la pessima abitudine che ha, di compiacere al bisogno, è l'alleato peggiore per il capo, o presunto tale, di una coalizione.
Ragion per cui invece Alfano si è alleato con lui di buon grado. Il suo piccolo ma significativo ventaglio di preferenze non può che trarre giovamento dal dieci per cento potenziale di Marchini.
I calcoli di Angelino Alfano nelle competizioni locali, dove per adesso è completamente staccato dal governo, mettono in evidenza come alla fine l'atteggiamento dei vertici delle forze dell'ordine che hanno posto in essere una sorta di patto virtuale, consentono al ministro e ad Ncd una tale spregiudicatezza. I pochi voti che a Renzi in situazione d'emergenza potrebbero tornare utili, gli sono preclusi da quel rapporto stretto tra forze dell'ordine, intelligence e ministro dell'interno sul quale lui sembra non avere alcun controllo.
Questione di metodo e Naso
Questo processo fa parte di una certa operazione di politica giudiziaria nella quale c'è una regia inequivocabile, del nuovo procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, che è venuto a Roma pensando che Roma fosse una grande Reggio Calabria per applicare metodi investigativi e processuali tipici di città come Reggio Calabria.
Ricorderete che tre anni e mezzo fa L’Espresso se ne uscì con un servizio richiamato in copertina, un servizio di un certo Lirio Abbate del quale io deformo sistematicamente il nome e lo chiamo Delirio Abbate che si intitolava “I quattro re di Roma” e i quattro re di Roma erano identificati in quattro imputati eccellenti nel senso paraddossale del termine: Carmine Fasciani, Michele Senese, Ferruccio Casamonica e Massimo Carminati. Novembre 2012 quando nessuno dei quattro era tratto a giudizio di un tribunale.
Lirio Abbate che casualmente è di Palermo, che casualmente ha lavorato a Palermo quando c’era Pignatone, che frequenta ambienti frequentati dal procuratore Pignatone, sempre casualmente a novembre del 2012 pubblica un articolo nel quale richiama l’esistenza e il dominio criminale su Roma dei quattro re di Roma. Perché non hanno dato a Delirio Abbate il premio Pulitzer, perché uno che prevede con largo anticipo quello che succederà tre anni successivi. Perché succede esattamente quello che viene scritto in quegli articoli.
Il meccanismo istruttorio è quello con intercettazioni a catena: si individua un soggetto, che non è un frate trappista, può incarnare su di sé sospetti, gli si viviseziona l'esistenza e si comincia a intercettare 'a strascico' tutti quelli che si mettono in contatto con il soggetto, alla ricerca affannosa e disperata di un reato che il più delle volte si troverebbe anche, ci mancherebbe.
Non vi illudete perché ciascuno di voi è sottoposto ad un controllo massiccio, continuo, invasivo, attraverso i telefoni personali, di studio e con microspie. Lo dico per esperienza personale. Il crimine non si combatte con metodi criminali, a meno che non stiamo tornando ad una sorta di far west.
E' da un pò di giorni che il mio zapping virtuale viene interrotto da una serie di titoli che vedono come protagonista il famigerato avvocato di Massimo Carminati. Allora mi sono andata a cercare quello che avrebbe detto nella requisitoria di un processo estraneo ma imparentato in un certo senso con mafia capitale e con mia grande sorpresa ho trovato qualcuno che per certi aspetti la pensa come me.
L'avvocato Naso sostiene, in maniera brutale ma adatta al contesto, quanto sostenni io all'indomani della conferenza stampa dell'operazione che portò all'arresto del giovane presunto foreign fighter marocchino di Cosenza. Che cioè, tra le tante cose, la gestione mediatica dell'intera vicenda, un classico calabrese che può essere fatto risalire all'eredità lasciata dal procuratore Pignatone, può magari andar bene per questioni di 'ndrangheta o inchieste che all'epoca conducevano Giardina e Cortese. E' un folklore che mal si adatta però a vicende così delicate come quelle che ruotano attorno ad investigazioni di terrorismo internazionale e in un epoca in cui internet aggiunge un tocco di incertezza per le valutazioni finali. Il Mehdi, per il quale il gip nei giorni scorsi ha riconfermato la misura della custodia cautelare, è stato presentato assieme alle immagini dell'arresto e ai video in cui pregava, come un mostro. E a fronte di una prova regina alquanto discutibile. Una informativa della polizia turca nella quale si afferma che il ragazzo era in procinto di partire per la Siria ma che i nostri investigatori, a quanto è dato capire, non hanno potuto verificare di persona.
Quello che l'avvocato Naso ha condannato è l'atmosfera in cui l'inchiesta si è svolta che poi ha un suo peso nel giudizio finale. E di questa atmosfera fanno parte un gruppo storico di investigatori e i giornalisti che li seguono. Lirio Abbate è uno e forse il più importante perchè ottiene molta visibilità, ma ce ne sono tanti altri. Ovvio che tutto ciò si possa definire metodo.
Ci vuole un metodo per sconfiggere una organizzazione criminale e Pignatone e Prestipino ne hanno ideato uno vincente che ha dato ottimi risultati in Calabria e in Sicilia tanto da portarlo a Roma. Quel metodo fa parte di un contesto generale in cui i suoi protagonisti si muovono e che sembra stridere in un contesto differente.
D'altra parte lo stesso Abbate diceva in questi giorni che gli avvocati calabresi e siciliani mai userebbero il fraseggio di Naso in un processo per evitare polemiche deleterie. Quindi anche lui riconosce che ogni ambiente richiede un contorno specifico.
L'avvocato è stato accusato di aver mandato messaggi in codice. Magari in Sicilia funziona così. Da noi in centro Italia si parla come viene. Furbescamente magari, ma senza giri di parole.
Forse che l'avvocato Naso non ha diritto ad adottare una sua linea di difesa contestando quella di attacco degli altri ? Ben venga un orizzonte di pensiero contrario quello del gregge.
Altrimenti saremmo nell'Egitto di Mubarak e al Sisi.
Ricorderete che tre anni e mezzo fa L’Espresso se ne uscì con un servizio richiamato in copertina, un servizio di un certo Lirio Abbate del quale io deformo sistematicamente il nome e lo chiamo Delirio Abbate che si intitolava “I quattro re di Roma” e i quattro re di Roma erano identificati in quattro imputati eccellenti nel senso paraddossale del termine: Carmine Fasciani, Michele Senese, Ferruccio Casamonica e Massimo Carminati. Novembre 2012 quando nessuno dei quattro era tratto a giudizio di un tribunale.
Lirio Abbate che casualmente è di Palermo, che casualmente ha lavorato a Palermo quando c’era Pignatone, che frequenta ambienti frequentati dal procuratore Pignatone, sempre casualmente a novembre del 2012 pubblica un articolo nel quale richiama l’esistenza e il dominio criminale su Roma dei quattro re di Roma. Perché non hanno dato a Delirio Abbate il premio Pulitzer, perché uno che prevede con largo anticipo quello che succederà tre anni successivi. Perché succede esattamente quello che viene scritto in quegli articoli.
Il meccanismo istruttorio è quello con intercettazioni a catena: si individua un soggetto, che non è un frate trappista, può incarnare su di sé sospetti, gli si viviseziona l'esistenza e si comincia a intercettare 'a strascico' tutti quelli che si mettono in contatto con il soggetto, alla ricerca affannosa e disperata di un reato che il più delle volte si troverebbe anche, ci mancherebbe.
Non vi illudete perché ciascuno di voi è sottoposto ad un controllo massiccio, continuo, invasivo, attraverso i telefoni personali, di studio e con microspie. Lo dico per esperienza personale. Il crimine non si combatte con metodi criminali, a meno che non stiamo tornando ad una sorta di far west.
E' da un pò di giorni che il mio zapping virtuale viene interrotto da una serie di titoli che vedono come protagonista il famigerato avvocato di Massimo Carminati. Allora mi sono andata a cercare quello che avrebbe detto nella requisitoria di un processo estraneo ma imparentato in un certo senso con mafia capitale e con mia grande sorpresa ho trovato qualcuno che per certi aspetti la pensa come me.
L'avvocato Naso sostiene, in maniera brutale ma adatta al contesto, quanto sostenni io all'indomani della conferenza stampa dell'operazione che portò all'arresto del giovane presunto foreign fighter marocchino di Cosenza. Che cioè, tra le tante cose, la gestione mediatica dell'intera vicenda, un classico calabrese che può essere fatto risalire all'eredità lasciata dal procuratore Pignatone, può magari andar bene per questioni di 'ndrangheta o inchieste che all'epoca conducevano Giardina e Cortese. E' un folklore che mal si adatta però a vicende così delicate come quelle che ruotano attorno ad investigazioni di terrorismo internazionale e in un epoca in cui internet aggiunge un tocco di incertezza per le valutazioni finali. Il Mehdi, per il quale il gip nei giorni scorsi ha riconfermato la misura della custodia cautelare, è stato presentato assieme alle immagini dell'arresto e ai video in cui pregava, come un mostro. E a fronte di una prova regina alquanto discutibile. Una informativa della polizia turca nella quale si afferma che il ragazzo era in procinto di partire per la Siria ma che i nostri investigatori, a quanto è dato capire, non hanno potuto verificare di persona.
Quello che l'avvocato Naso ha condannato è l'atmosfera in cui l'inchiesta si è svolta che poi ha un suo peso nel giudizio finale. E di questa atmosfera fanno parte un gruppo storico di investigatori e i giornalisti che li seguono. Lirio Abbate è uno e forse il più importante perchè ottiene molta visibilità, ma ce ne sono tanti altri. Ovvio che tutto ciò si possa definire metodo.
Ci vuole un metodo per sconfiggere una organizzazione criminale e Pignatone e Prestipino ne hanno ideato uno vincente che ha dato ottimi risultati in Calabria e in Sicilia tanto da portarlo a Roma. Quel metodo fa parte di un contesto generale in cui i suoi protagonisti si muovono e che sembra stridere in un contesto differente.
D'altra parte lo stesso Abbate diceva in questi giorni che gli avvocati calabresi e siciliani mai userebbero il fraseggio di Naso in un processo per evitare polemiche deleterie. Quindi anche lui riconosce che ogni ambiente richiede un contorno specifico.
L'avvocato è stato accusato di aver mandato messaggi in codice. Magari in Sicilia funziona così. Da noi in centro Italia si parla come viene. Furbescamente magari, ma senza giri di parole.
Forse che l'avvocato Naso non ha diritto ad adottare una sua linea di difesa contestando quella di attacco degli altri ? Ben venga un orizzonte di pensiero contrario quello del gregge.
Altrimenti saremmo nell'Egitto di Mubarak e al Sisi.
sabato 6 febbraio 2016
Sintetico ma efficace
Tra l'altro Pini è un appassionato di sport motoristici che riscuotono grande successo di pubblico ma non sono proprio alla portata di tutti.
Marchini alla fine si è rivelato per quello che è.
La sintesi degli ultimi trent'anni di politica.
Quando l'ho sentito nominare per la terza volta l'importanza dei rapporti con il Papa mi sono detta "se questo va al governo ci mette tutti al muro e ci fucila".
Non propone niente di nuovo. Non ha voluto formare un suo partito a livello nazionale nè si è inserito all'interno del PD perchè sapeva che sarebbe sparito presto. Per il momento si limita a raccogliere consensi.
Non so quanto effettivamente sia forte a Roma ma pare la sintesi della sora Camilla.
Tutti lo vogliono . Nessuno lo piglia.
Un contenzioso sui media tra lui e Pini sarebbe delizioso.
Il cavernicolo romagnolo vs Rolex de Roma.
Marchini alla fine si è rivelato per quello che è.
La sintesi degli ultimi trent'anni di politica.
Quando l'ho sentito nominare per la terza volta l'importanza dei rapporti con il Papa mi sono detta "se questo va al governo ci mette tutti al muro e ci fucila".
Non propone niente di nuovo. Non ha voluto formare un suo partito a livello nazionale nè si è inserito all'interno del PD perchè sapeva che sarebbe sparito presto. Per il momento si limita a raccogliere consensi.
Non so quanto effettivamente sia forte a Roma ma pare la sintesi della sora Camilla.
Tutti lo vogliono . Nessuno lo piglia.
Un contenzioso sui media tra lui e Pini sarebbe delizioso.
Il cavernicolo romagnolo vs Rolex de Roma.
martedì 26 gennaio 2016
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