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venerdì 10 maggio 2024

It's the thrill of the fight

 

La differenza tra un Haqqani che ha liberato l'Afghanistan dall'oppressore e la delegazione della lega musulmana mondiale in cerca di interlocutori, è che la regola dello sguardo per il primo è la riaffermazione di un Islam che non ha bisogno di sponde. E anzi le respinge ove necessario.

Per il secondo è il mantenere fede ad un principio che può fare da ponte in quanto incrocio tra identità diverse.

Il radicalizzato vede in Haqqani il riscatto e in Sheikh Muhammad un nemico.


Foto Sirajuddin Haqqani meets Raffaella Iodice

lunedì 10 gennaio 2022

Nel Paese dove si parla molto e ci si dà del tu

When I arrived in Italy there was no halal meat in the cafeteria and for 2-3 months I had to be a vegetarian. Then my health began to deteriorate: I was lethargic, pale, and a rash began to appear on my hands. One day we were gathered by the program coordinators at a briefing, they usually find out how we are doing, what progress we have, and the like. And one of the coordinators named Francesco looked at me and asked about my health. During the conversation, he guessed that my condition was worsening due to the lack of meat. I explained that I was taking vitamins, but they didn’t help me much. To which he promised to help in solving the problem. When I went to Italy, I was immediately told that there was no halal meat and I agreed to a vegetarian type of food. Two weeks later, the coordinators informed me that halal meat was added to the diet in the canteen. To do this, they changed the supplier. I remember my first reaction when I went to the cafeteria and saw Halal chicken there. I took a large portion and enjoyed it heartily. It was a great feeling. chechnyatoday aut.transl.

Vaccari pone le fondamenta di proficue relazioni di fiducia con alcune personalità della cultura e con il Cremlino, che nel 1995 lo condurranno a gestire una complessa mediazione di pace tra il Governo russo e la secessionista Repubblica di Cecenia. ...Sostenitori 2020 ... Ministero per i beni e le attività culturali Regione Toscana Conferenza Episcopale Italiana – fondi dell’8 x1000 alla Chiesa Cattolica Italiana Enel Foundation Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze Gouvernement Princier – Principauté de Monaco Ministero degli Affari Esteri Presidenza Regione Toscana Rotary International rondine

Ramzan Kadyrov può costituire un canale alternativo/parallelo di approdo a Mohammed bin Zayed.

In Italia, a prescindere dal fattore terrorismo, l'atteggiamento assunto verso un musulmano dipende dal contesto locale  e dal soggetto in questione. Che nel caso specifico è un giovane proveniente da un Paese in fondo ancora in guerra. Essere introdotto da una organizzazione impegnata su fronti difficili può certamente aiutare.

Al convertito viene riservato un approccio più duro, in quanto la scelta rispetto alla religione e per certi aspetti anche alla cultura e alle tradizioni, viene percepita come un allontanamento o addirittura un tradimento. Il convertito nella fase iniziale contribuisce ad incentivare questa reazione nella misura in cui tende ad isolarsi. Il che lo rende vulnerabile alla radicalizzazione.

Questioni come quella del cibo e delle bevande possono essere sviluppate anche in modo positivo. La ricerca di un'alternativa valida fa da stimolo allo studio della giurisprudenza.

Uno studente bene integrato ha diritto a pensare di rimanere in Italia per costruirsi una vita. Un passo concreto che comunque un governo può compiere nei confronti delle nazioni di provenienza, è quello di farli ritornare per partecipare allo sviluppo del proprio Paese  continuando a coltivare i rapporti con le loro realtà. La costruzione di canali è un servizio importante da mettere a disposizione dell'interesse nazionale.

giovedì 25 febbraio 2021

Decisioni

Davide Piccardo 2m · La nostra decisione di pubblicare la notizia riguardante la conversione dell’ambasciatore Luca Attanasio, barbaramente ucciso il 22 febbraio in Congo, ha suscitato molte polemiche e c’è chi si è spinto fino ad accusarci di strumentalizzazione e propaganda, nulla di più lontano dalle nostre intenzioni In primis è necessario ricordare la preminenza che riconosciamo all’elemento spirituale, pertanto era fondamentale informare i musulmani italiani della possibilità di pregare per lui attraverso uno specifico rituale religioso La shahada, la dichiarazione di fede pronunciata da Attanasio è un atto cosciente e libero a cui riconosciamo assoluto valore e che non ci è permesso mettere in discussione...

la luce

Che t'aspettavi da quel tipo di giornalismo?

In un Paese in cui bisogna andare sul sito del Quirinale per leggere gli auguri di Ramadan e il presidente del consiglio inaugura il proprio corso con la preoccupazione per i diritti civili in Russia, bisognerebbe forse valutare contesto e conseguenze prima di muoversi in una direzione.

Per non parlare della solita questione della donna musulmana "costretta" a sposare un musulmano.

Quando non v'è costrizione, è aspirazione umana condividere un percorso di vita con una persona che segue la stessa impostazione indicata dalla religione.

Update

Ma l'imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini, presidente della Coreis, la Comunità religiosa islamica italiana, ha poi spiegato all’agenzia Dire la sua deduzione: «L’ambasciatore può aver ritenuto di dare una dimostrazione di conversione all’islam» solo «per via delle regole che disciplinano il matrimonio con una musulmana marocchina». E in ogni caso, «credo che laddove non ci sia traccia della disposizione di una sepoltura di rito islamico, debba essere rispettata l’identità religiosa di nascita». lastampa (dagospia)

La giurisprudenza sul matrimonio è chiara.

Ognuno è libero di seguire le regole o meno. E' bene che rimanga una questione privata.

Nè c'è bisogno di introdurre pratiche nuove.

domenica 17 maggio 2020

Rieducazione

"Quali terroristi? Quella è gente che prega, i terroristi siete voi che lanciate le bombe sui bambini assieme agli americani", ci risponde piccato un musulmano sulla settantina. ilgiornale

Bisognava chiedergli secondo quale parere giurisprudenziale il rapimento è lecito.
Non necessariamente chi non distingue tra Islam e terrorismo ha una propensione netta all'estremismo. Si tratta comunque di un profilo da tenere sotto osservazione.

mercoledì 13 maggio 2020

Not anyone

«Chiunque dopo due anni di prigionia tornerebbe convertito, usate il cervello». 
Francesca Fumagalli

Rivolgi il tuo volto alla religione come puro monoteista, natura originaria che Allah ha connaturato agli uomini (fitra); non c'è cambiamento nella creazione di Allah. Ecco la vera religione, ma la maggior parte degli uomini non sa. 

Sura Ar-Rum Verso 30

(disse Iblees) li condurrò alla perdizione, li illuderò con vane speranze, darò loro ordini ed essi taglieranno gli orecchi degli armenti; io darò gli ordini e loro snatureranno la creazione di Allah. Chi prende Satana per patrono al posto di Allah, si perde irrimediabilmente.
Sura An-Nisa Verso 119

Traduzione a cura di Hamza Piccardo

venerdì 31 maggio 2019

What's in a handshake

Instancabile Sheikh Sabah.
Lo spirito che unisce i musulmani nel nome di Allah Onnipotente e Misericordioso è anche ritrovarsi in mezzo ad una stanza a fare da mediatore per una stretta di mano tra i fratelli saudita e qatarino.

martedì 9 aprile 2019

Ferite inascoltate

Ora è arrivato il responso che apre la strada dell’assoluzione per incapacità di intendere e volere, anche se il difensore non esclude un possibile verdetto favorevole nel merito, cioè a dire che comunque Lara Bombonati non intendeva appoggiare nessuna associazione terroristica ed era andata in Turchia e in Siria per seguire il marito Francesco Cascio, di cui era innamorata.
lastampa

Una interpretazione oscurantista dell'Islam e la prospettiva di un viaggio verso un Paese in guerra per rendere un servizio alla popolazione oppressa, costituiscono uno sbocco naturale per chi soffre di autolesionismo. La ricerca di una comunità e di una ragione di vita per lenire il dolore che non si riesce ad inquadrare e sconfiggere.
Anche anoressia e bulimia sono una maniera di esprimere un disagio interiore devastante per i ragazzi. Internet come al solito gioca un ruolo molto importante di amplificatore e collettore.
 I governi che si sono succeduti negli ultimi anni e le forze dell'ordine hanno messo a disposizione delle comunità interessate aiuto e competenze per sensibilizzare i giovani, che sono i più colpiti da questo disagio, e le loro famiglie.Tuttora però, si è orientati all'isolamento o ad accontentarsi della comprensione da parte di amici e familiari. E' auspicabile che venga fatto molto di più per fare uscire allo scoperto chi soffre di una malattia dai contorni molto ambigui.

martedì 5 febbraio 2019

Sdoganamenti

Ad Abu Dhabi tutto il mondo musulmano guarda con attenzione le parole e i gesti di Bergoglio. Ma anche i cristiani osservano con altrettanta attenzione quello che sta avvenendo. La strada intrapresa dall'Argentino ricalca quella che Francesco d'Assisi segnò 800 anni fa: allora "infedeli" oggi fratelli. Il Papa sdogana l'Islam, ma l'Islam sdogana la Chiesa? E' l'auspicio e il punto di domanda di questo viaggio apostolico. Bergoglio lo ha fatto sin dall'inizio: "un fratello da voi per costruire sentieri di pace". È questa la posta in gioco e lo si fa con le parole attribuite a san Francesco: fa di me uno strumento della tua pace. Fortunato Huffington

Tanti anni fa chiesi a un insegnante canadese evangelico, che lavorava a Muscat e aveva già girato molto il medio-oriente, per quale motivo facesse proselitismo in maniera così esasperata visto che le leggi locali lo proibiscono.
In tutto il Golfo, Arabia Saudita a parte, il governo si fa carico degli affitti dei locali nei quali i cristiani pregano e dona somme di danaro per aiutare le famiglie in difficoltà. Il rispetto della legge del posto a me pareva il minimo che un cristiano potesse adottare come comportamento. Il giovane canadese mi rispose : la legge di Dio viene prima di tutto.
A proposito di estremismo.
La galassia cristiana è variegata e complessa così come quella islamica.
Non ha senso fare riferimento a Islam e musulmani sdoganati se non si ha un'idea precisa di quello di cui si parla o se non si vuole deliberatamente aizzare gli animi.

Quello che è mancato ad Abu Dhabi è lo sfarzo che spesso aleggia negli incontri di Assisi dove i potenti sono benvenuti e anche i toni intimidatori che hanno caratterizzato purtroppo il dialogo interreligioso ai tempi di papa Ratzinger. La famigerata presa di distanza dal terrorismo. Come se la violenza fosse insita nell'Islam.
Ovviamente le atmosfere dietro le quinte dell'evento, specie nella fase preparatoria, non saranno state del tutto serene. Ma ciò che contava alla fine era ribadire al mondo l'origine comune nel pieno rispetto delle differenze e separare la religione dagli estremismi. Anche i cristiani hanno diversi conti aperti con la violenza.
C'erano equilibrio e pacatezza su tutti i fronti. Un buon auspicio per la risoluzione della guerra in Yemen che, sovente viene dimenticato, vede gli Houti sorgente di violenza.
In Africa e in Asia la Chiesa cattolica può trovare un valido alleato nella diplomazia emiratina.
Gli Emirati sono ritrovo e luogo di residenza  di imam che predicano la pace.
Pace che deriva dalla giustizia.
A Doha e Istanbul c'è ben altro.
Però forse per il fraticello che è solito dare indicazioni al governo dalle pagine del giornale dell'opposizione, certi orizzonti sono troppo vasti e complessi da figurare.

domenica 3 febbraio 2019

Our belief in the values of love & tolerance

Il passaggio dal cattolicesimo all'Islam è espressione della fitra.
Il completamento della naturale inclinazione verso il monoteismo.
Il ritorno all'unicità di Dio.
Mohammed bin Zayed è persona di grande spessore.
Queste giornate sono frutto del suo impegno.
Adesso deve fare in modo che di questo evento non rimangano solo le immagini.

domenica 20 gennaio 2019

Modello KadySisi

Addressing the opening session of the 29th international conference of the Supreme Council for Islamic Affairs, the Saudi minister also commended Cairo’s efforts to eliminate terrorism and extremism. Meanwhile, Al-Sheikh underscored the importance of building personalities and nations to combat challenges facing the Muslim world. egypttoday

The Saudi minister stressed it was important for people to actively participate in developing their nation and contributing to its progress and prosperity. He explained that the process was hard on a practical level as it demanded loyalty and perseverance, “especially amid the unprecedented openness” of traditional and new forms of media and communication. Al-Asheikh said that Saudi citizens were proud of their identity and protected their nation against any danger because they loved and respected their country and leaders. “It has also made Saudis respect other peoples who love their countries and prevented them from intervening in their affairs,” he added. arabnews

L'esaltazione del nazionalismo permette a Mohammed bin Salman di raccogliere attorno a sè e alla famiglia il consenso necessario a fare da baluardo all'estremismo e a mitigare la percezione negativa che in molti hanno nel regno (specie giovani e giuristi) rispetto alla modernizzazione e al programma di riforme. In questo modo viene aggirato l'ostacolo del cambio di madhab (giurisprudenza islamica) necessario per determinare la svolta verso il cosiddetto Islam moderato. E che però provocherebbe il risentimento di ampie fette di popolazione e clero.
E' un percorso che Mohammed bin Zayed ha iniziato da diverso tempo e che vedrà un momento importante nella visita papale incorniciata in quello che è stato definito Year of Tolerance.
Si tratta di un orientamento che sintetizza le politiche dei governi egiziano e ceceno.
Due grandi alleati di sauditi ed emiratini.
Il risvolto negativo di questo processo potrebbe essere rappresentato dall' inasprimento delle restrizioni delle libertà individuali necessario a rendere efficace il contrasto al terrorismo e a favorire la stabilità dell'area. Il che accontenta un pò tutti. Anche gli alleati occidentali.

martedì 11 dicembre 2018

Communicating

i centri devono pubblicare i bilanci alla Camera di commercio, e possono ricevere fondi solo da persone o enti residenti in Italia. Romeo affronta due questioni: per gli imam prevede non solo l'uso della lingua italiana, ma una dichiarazione obbligatoria in cui rigettino ogni attività illecita, o incostituzionale, o contraria alla dignità della persona (in particolare l'infibulazione) ripudiando ogni discriminazione fra uomo e donna. Gli imam che non aderiranno a questa professione di lealtà costituzionale saranno passibili di sanzione penale (un anno e sei mesi di reclusione o multa fino a 6mila euro).ilgiornale

11 Dec 2018 STATEMENT BY UNIFIL HEAD OF MISSION AND FORCE COMMANDER FOLLOWING TODAY’S MEETINGS WITH LEBANESE PRESIDENT MICHEL AOUN AND SPEAKER NABIH BERRI “I had very productive meetings with Their Excellencies President Michel Aoun and Speaker Nabih Berri in Beirut today. I briefed the President and the Speaker on developments in connection with tunnels along the Blue Line. This is a serious matter and UNIFIL is working in close coordination with the parties both at the technical level as well as at the leadership level to ensure that all related facts are objectively determined and diligently addressed in line with UN Security Council Resolution 1701. At the same time rumours and speculations should be avoided, and I have assured the President and the Speaker that UNIFIL will continue to share its findings with the appropriate authorities in Lebanon based on facts that are independently verified by UNIFIL. I briefed the President and the Speaker on my recent visit to a location near Metulla where technical experts from UNIFIL carried out a site inspection to confirm the existence of a tunnel. Yesterday a UNIFIL technical team led by the Deputy Force Commander verified the existence of a second tunnel north of the previous one in the same general area. UNIFIL is continuing to follow up on this issue in close coordination with the Lebanese Armed Forces. So, this is work in progress, and UNIFIL will make every effort to maintain clear and credible channels of communication with both sides so that there is no room for misunderstanding on this sensitive matter. Most importantly, the calm and stability along the Blue Line must be preserved. I am encouraged to hear from both parties that they have no intention to escalate the situation along the Blue Line and they are keen to continue working with UNIFIL to this end.

Matteo Salvini was live. 3 hrs · Arrivo a Gerusalemme in elicottero dopo il sopralluogo al tunnel scavato dai terroristi islamici. Tutto il mio impegno per sostenere il diritto alla sicurezza di Israele, baluardo di democrazia in Medio Oriente.


Il ministro Salvini è nuovo del mestiere e da quando è a Roma frequenta i circoli dove le lobby israeliane sono molto attive. In più il sottosegretario Giorgetti è descritto sulla stampa italiana come molto vicino a posizioni e personaggi israeliani.
Quindi il poverello che poteva dire ? Gli avranno fatto il lavaggio del cervello prima di arrivare. Poi qualcuno magari dall'Aise o al ministero degli esteri gli spiegherà che gli Hezbollah sono anche forza di governo.
Quello che stupisce veramente è il generale Del Col.
Guida un esercito o un'agenzia di comunicazioni ? E ci serviva l'operazione israeliana pre-meeting Netanyahu/Pompeo per venire a sapere dei tunnel ?
Siamo seri.

Se un cittadino di un comune governato dalla lega si recasse da un consigliere o da un assessore per chiedergli spiegazioni o aiuto, e ancora prima di varcare la porta dell'ufficio pretendesse una conferma del fatto che la lega non è razzista, che cosa si vedrebbe rispondere ?
Chiedere a un musulmano di sottoscrivere una dichiarazione del genere equivale a dare per scontato che il terrorismo o attività poco lecite sono insite nell'Islam. Che la nostra religione discrimina le donne.
Lo stesso orientamento tennero i vescovi di Papa Ratzinger che chiesero al termine di un incontro interreligioso di sottoscrivere un documento di condanna del terrorismo.
L'Islam è religione per ogni tempo e territorio. Non può contenere elementi contrari alla nostra Costituzione.
Perchè tanti di noi italiani nati e cresciuti ed educati al cattolicesimo avremmo lasciato una religione in fondo facile facile da vivere, fatta di presepini, recite a scuola e certificato di cresima per arrivare al matrimonio, per abbracciare invece una fede che richiede tra le tante cose per almeno un mese all'anno di digiunare anche diciotto ore al giorno e di non potere sposare un uomo che non è musulmano ?
Era forse musulmano chi ha massacrato la mano e l'occhio di un poliziotto a Firenze mostrando spregio per la Costituzione e chi la rappresenta ? Siamo seri.
Circoscrivere il problema all'Islam escludendo la cultura e l'etnia, l'ignoranza, e anche l'incapacità che abbiamo noi di accogliere, rischia di aggravarlo piuttosto che risolverlo.
E' sbagliato parlare di terrorismo islamico.
Che lo dica un leghista conta relativamente.
La poca conoscenza e la superficialità, e anche gli interessi da promuovere, non hanno tessere di partito. Ci si può comunque mettere riparo.
Ma il ministro Salvini li ha mai mangiati i calcionetti ?
Rimango in attesa di un tweet con foto.

giovedì 29 novembre 2018

Vacanze in Siria

«Per loro i musulmani sono tutti terroristi, io praticamente volevo andarmene in Siria, ma non è illegale», risponde Lara, parlando della Digos. E su un ispettore aggiunge: «Oh quanto lo odio, è sulla mia lista nera, tutti i giorni prego perché Allah non gli dia la guida e vada all’inferno».
corriere giugno 2018

L'odio nei confronti del poliziotto che indaga sul proprio caso è anche normale e di certo non è prerogativa dei musulmani
Ma il desiderio che ad un essere umano venga preclusa la guida di Allah Onnipotente e Misericordioso è segno grave.
C'è in questo caso tutta la distanza che il decreto anti-terrorismo, non supportato da adeguate politiche sociali, contribuisce a creare tra l'identità religiosa e quella civile. Ogni gesto del credente viene passato sotto la lente d'ingrandimento e spesso non c'è bisogno di riscontro concreto per determinare un'accusa di terrorismo. Il musulmano che si sente sotto tiro per il semplice motivo di essere tale, difficilmente maturerà la convinzione che bisogna avere fiducia in una istituzione e nella buona fede di chi la rappresenta a prescindere dal suo credo. Il sentimento del noi contro voi diventa sempre più forte.

venerdì 26 ottobre 2018

Don't call it, study it

Inter alia, the applicant stated that Muhammad “liked to do it with children” and “... A 56-year-old and a six-year-old? ... What do we call it, if it is not paedophilia?”
....The Court found in conclusion that in the instant case the domestic courts carefully balanced the applicant’s right to freedom of expression with the rights of others to have their religious feelings protected, and to have religious peace preserved in Austrian society.
European Court of Human Rights

La questione delle varie tipologie di matrimonio contratte dal profeta Mohammad (pace e benedizioni su di lui), e in particolare quello con Aisha, è da sempre oggetto di dibattito tra i musulmani e di confronto con i non musulmani.
Richiede un approccio di tipo storico e culturale.
Cosa che pare mancare dal contesto e dalle modalità con cui la signora ha agito.
Semplificazioni e slogan non fanno altro che provocare risentimento e rancore che mettono a dura prova la stabilità di un Paese.  Laddove la politica non interviene, e anzi si nutre di certi tipi di controversie, è bene che le regole siano fatte rispettare dalle corti di giustizia.
In questo caso specifico non è stata solo offesa una religione e i suoi praticanti ma anche una categoria di persone, i pedofili, spesso caratterizzati dai media come orchi o mostri. Si tratta di soggetti affetti da una forma particolarmente grave di parafilia, per la quale da poco tempo è stata trovata una classificazione. Per queste persone è difficile al momento parlare di recupero o riabilitazione. Anche in Italia comunque ci sono centri specializzati nei quali si lavora per almeno individuare il momento d'insorgenza delle pulsioni e indicare loro un modo per reprimerlo.
Istigare alla violenza non è di grande aiuto.

venerdì 19 ottobre 2018

Nel Paese delle sensazioni

Ma nonostante la buona condotta e il comportamento positivo, secondo il Riesame la donna non si sarebbe mai voluta escludere dall’Islam radicale, tanto da camminare completamente coperta e con la voglia di ritrovare il marito tunisino espulso. E la sensazione è che Sara Pilé possa ricongiungersi al compagno con l’intento di aderire all’Isis e di provocare attentati. 
quibrescia

The attempt to shape Muslims’ worship and lifestyle is a fact of decentralized institutions, especially universities and municipalities. In Oct. 2017, following this pact, the University of Bari (Apulia Region) launched a one-year M.A. course with the declared goal of “preventing radicalization and terrorism for supporting interreligious and intercultural integration policy”. The course also aims at training members of the police forces, the armed forces, the judicial power, as well as researchers, experts on national security, lawyers, journalists, university graduates from the fields of law, economics and humanities. The program deals with legal, political and strategic issues, with a specific focus on Islam. It also teaches surveying and risk prevention techniques, while investigating the sociological aspects and media profiles of the phenomenon that is terrorism. 
Leonard Faitre Anadolu

Il corso dei desideri.
Uno dei tanti regali fatti ai cosiddetti esperti dei tavoli ministeriali che, in epoca in cui bisognava evitare il clamore, davano il microfono ai vari Choudary e Sergio.

L'analisi del ricercatore del SETA (istituto molto vicino al governo) non tiene conto delle enormi difficoltà incontrate dagli esecutivi italiani che si sono succeduti negli ultimi anni, nell'instaurare un dialogo con una comunità tanto divisa quanto eterogenea e influenzata (in molti casi anche manovrata) da interlocutori stranieri. Tra questi anche la Turchia.
In generale però, il quadro elaborato da Faitre corrisponde alla realtà.
Non si è mai cercato in maniera concreta e reale un dialogo.
Piuttosto è stata imposta una serie di regole che mirano ad inglobare i musulmani nella società italiana privandoli della propria identità. O cercando di modificarla e adeguarla.
Il ministro, dopo l'ennesimo episodio di uso di metodi punitivi eccessivi da parte dei genitori nei confronti di una figlia colpevole di aver messo da parte il velo, ha sottolineato che chi entra in Italia deve adeguarsi a regole e costumi locali. Non si è mai curato però, dei bulli che a scuola prendono in giro le bambine musulmane inducendole così al rigetto di un elemento che è dovere religioso e parte della propria identità.
Si tratta di un approccio imposto per lo più da polizia e servizi segreti che hanno inteso così opporsi anche a misure come lo ius soli, che avrebbero potuto contribuire a migliorare il clima pur non costituendo una soluzione definitiva al problema, per rendere più efficaci le strategie di contrasto al terrorismo attraverso il rafforzamento della propria sfera di controllo.

Risulta interessante la tempistica di questo studio pubblicato dall'agenzia di stato.
In un momento in cui, al di là del caso Khashoggi, il presidente Erdogan ha aumentato la charme offensive sui turchi (ma anche sui musulmani in generale) che abitano in Europa per fare pressione sui governi dei Paesi che li ospitano.
La retorica del vittimismo è un classico dei suoi discorsi.
L'Italia, con la quale la Turchia pare avere un buon rapporto vista la facilità con la quale restituisce gli intrusi fermati sul proprio territorio, potrebbe essere entrata nelle mire di Erdogan.

sabato 6 ottobre 2018

Limitazioni

A determinare la semi infermità mentale sarebbe, secondo la perizia, il profondo legame che Lara - “Khadija”, questo il nome scelto dalla donna abbracciando la fede islamica, aveva con il marito, Francesco Cascio, anch'esso convertito all'islam. Per amore, aveva assecondato la scelta di vita e di fede del marito, fino alle estreme conseguenze. alessandrianews

Lei nega di essere una foreign fighter e di aver fatto da staffetta per trasferire documenti segreti tra gruppi terroristici in Siria e in Turchia, ma la documentazione acquisita sembrerebbe smentirla. La sua versione: «Mi sono limitata a seguire mio marito». lastampa

Il matrimonio per un musulmano rappresenta una parte importante del proprio percorso di fede (دين). L'obbedienza al marito, non intesa come sottomissione cieca e fine a sé stessa, è orientata all'implementazione delle leggi di Allah.
L'uomo non è il padrone, ma la guida spirituale del circolo familiare.
Deve conoscere la religione e insegnarla. Fare in modo che la famiglia adempia ai propri doveri in maniera tale da realizzare quell'armonia che è caratteristica dell'Islam.
Altra buona regola che il musulmano deve rispettare, è quella di riportare il credente sulla retta via quando si accorge che questi è in errore.
E' difficile stabilire se, al di là della strategia difensiva, la ragazza fosse convinta che bisogna in ogni caso assecondare il marito o se credesse veramente nella legittimità del percorso compiuto assieme a lui. Pare comunque di capire che non si sia sentita affatto costretta a raggiungere l'area di guerra siriana.
Probabilmente l'avvocato ritiene che tutto ciò si possa ricostruire attraverso interrogatori e perizie psichiatriche effettuate evidentemente all'epoca dell'arresto.

Purtroppo questa storia è stata ricostruita in maniera molto confusa dai media italiani e non ha avuto risalto nemmeno in Turchia.
Nel giorno in cui furono resi noti i dettagli dell'operazione, era data per certa l'affiliazione a Daesh perché lui sarebbe morto combattendo tra i ranghi di Al Baghdadi. Nei giorni successivi invece, venne tirata fuori la storia della staffetta che lei avrebbe compiuto per un "emiro" di cui era innamorata. Un passaggio di documenti, o forse anche denaro, tra Turchia e Siria.
Si parlò quindi di Hayat Tahrir che però è un riferimento molto generico. Tra l'altro lei sarebbe stata fermata al confine in Gennaio, quando cioè HTS era ancora in via di formazione.
All'epoca invece in cui fu illustrata l'operazione ai media, Brett McGurk era alla ricerca di un casus belli per invadere Idlib e far sì che gli Stati Uniti riconquistassero autorevolezza in Siria.
Sarebbe interessante sapere, viste le relazioni tra ribelli e apparati di sicurezza turchi, chi gestiva i giri tra Siria e Turchia. E perché a un certo punto è stato deciso di bruciare la ragazza restituendola alle autorità italiane.

giovedì 20 settembre 2018

Neocon ecumenical lessons

He added: “I’m thinking of someone who waged a war that shouldn’t have been waged; someone who set election dates without discussing this with allies, with the United Nations or indeed with the Libyan people.” Italy's Defence Minister Elisabetta Trenta, of the Five-Star Movement, reiterated Salvini’s words on social media: “It is clearly now undeniable that Libya finds itself in this situation because someone, in 2011, put their own interests ahead of those of the Libyan people and of Europe itself.” Bocchi Firstthing

Era stato proprio Grimoldi a segnalare la vicenda di Menoona. E conclude: Questa vicenda finisce bene, ma non dimentichiamoci che Menoona per oltre un anno è rimasta ostaggio in Pakistan della propria famiglia che l'ha privata del passaporto e le ha impedito di fare ritorno in Italia per imporle un matrimonio combinato. Una vicenda che ancora una volta conferma che un certo Islam oltranzista non è integrabile con il nostro modo di vivere". ilgiornale

Una volta si parlava così anche ai meridionali che andavano a vivere al nord.
Chissà se per questa vicenda è stato chiesto aiuto ad AraPacis o a Sant'Egidio.
Magari a Gift of the Givers. Il mercato è vasto.

L'attuale governo e determinati ministeri hanno trovato in certi tipi di guerre, molto più di quando erano all'opposizione, un modo di esprimere il proprio corso .
Gli apparati di sicurezza, e soprattutto chi ambisce ad assumerne la guida nei vari comparti, devono farsi interpreti di questo corso senza compromettere principi ed obiettivi.

mercoledì 5 settembre 2018

37

A testimonianza del clima d'incertezza e terrore che si respira nel regno rispetto a vicende del genere, va ricordato che Shaykh Mohammed Al Arifi all'indomani dell'arresto non fece commenti nemmeno sui social. Proprio lui che aveva ricevuto pubblicamente la solidarietà di Shaykh Salman quando fu arrestato per avere criticato la gestione della manutenzione della Ka'bah. Si è evidentemente sacrificato per il bene maggiore. Continuare ad essere guida spirituale in un momento delicato per l'Arabia Saudita.
Shaykh Al Awdah non è tra i giuristi più seguiti o osannati da islamisti e jihadisti.  E' amato e stimato dai credenti in tutto il mondo per la sua conoscenza della religione e i modi gentili. La perdita di moglie e figlio in seguito ad un tragico incidente sconvolse la comunità islamica.
Gli anni trascorsi in prigione all'epoca di Bin Laden (con il quale non ebbe mai rapporti) a causa delle critiche al governo lo hanno di certo segnato. Anche prima della disputa con il Qatar era ben consapevole del fatto che i suoi movimenti erano sotto stretto scrutinio.
L'establishment religioso saudita attualmente pare diviso in tre campi.
I giuristi che osteggiano le riforme e la modernizzazione messe in atto da Mohammed bin Salman vengono zittiti e a volte arrestati. Gli imam storicamente vicini alla Fratellanza e alle iniziative di dialogo e confronto organizzate dall'Emiro del Qatar, quando non arrestati, vedono la loro libertà di azione fortemente ristretta. Gli imam che da tempo hanno abbracciato una interpretazione meno oscurantista del Corano sono chiamati a ricoprire posizioni di vertice negli organismi di controllo ma a passo molto lento.
Sua Maestà sottolinea spesso in pubblico l'impegno dell'Arabia Saudita contro il terrorismo.
Il principe ereditario non perde occasione per ribadire il ritorno al vero Islam. Quello moderato.
Entrambi però sembrano ancora lontani dal passo cruciale che permetterà in concreto di cambiare il corso della storia. Non un cambio di madhab (mossa che esacerberebbe gli animi dei più oltranzisti) ma almeno una sua riforma verso una visione moderata.
In mancanza di questo passaggio, le controversie all'interno del regno continueranno ad influenzare la galassia islamica soprattutto in relazione alle derive eversive.

venerdì 3 agosto 2018

Mama Alia

Turki claims that in the months before 9/11, his intelligence agency knew that something troubling was being planned. “In the summer of 2001, I took one of the warnings about something spectacular about to happen to the Americans, British, French and Arabs. We didn’t know where, but we knew that something was being brewed.”

“We had a very good relationship with Mohammed bin Nayef [the former crown prince],” Osama’s half-brother Ahmad tells me as a maid sets the nearby dinner table. “He let the wives and children return.” But while they have freedom of movement inside the city, they cannot leave the kingdom. theguardian

I passaggi che non negano le contraddizioni e le difficoltà del nuovo corso saudita, dimostrano che si può fare informazione anche quando un pezzo è in fondo concordato.
Chulov è uno di quelli che ben conosce il medio-oriente e lo sa raccontare.
L'idea che pare aleggiare dietro a queste interviste, presumibilmente ispirate dalla vecchia guardia che per il momento appoggia il principe ereditario in molte delle sue iniziative (Al Faisal-Bin Bandar) è quella di demolire il mito del terrorismo di stato. Cioè il concetto che ci fossero legami più o meno diretti tra Shaykh Osama e gli esecutori materiali del 9 11, così come risulta da un'inchiesta del congresso,  e alcuni esponenti della famiglia reale saudita.
Smantellare questa teoria (in fondo opera legittima dal momento che piccoli finanziamenti e transazioni da soli non sono prova di connivenza) può servire attualmente alla monarchia, che ancora annaspa dietro alla charme offensive del Qatar, a ribadire la concretezza di Mohammed bin Salman il quale non perde occasione per dichiarare l'intenzione di voler costruire il futuro dell'Arabia Saudita attorno a quello che lui definisce il vero Islam scevro da violenza ed estremismi.
In attesa di definire i dettami giuridici che daranno luogo al cambiamento, passaggio cruciale in apparenza ancora rimandato, Sua Altezza cerca di rompere qualche ponte scomodo con il passato.

domenica 15 luglio 2018

Virgola

Due valori a mio avviso non negoziabili.
Il primo valore è che la legge dello stato laica non è sottoposta alla legge religiosa.
Cioè la sharia. Punto.
Secondo valore non negoziabile.
E' che la donna non può essere in alcun modo succube dell'uomo. Punto.
Perchè c'è una storia del nostro Paese. Punto.
Questi sono i due punti cruciali.
Marco Minniti Settembre 2017

Mi spiace per lui se non ha trovato una dimensione religiosa nella propria vita.
Non ancora almeno.

Davanti ad un pubblico per lo più composto da persone che si rifanno all'ideologia di estrema destra un ministro dell'interno non poteva che esprimersi in questi termini.
Però quest'intervento dà ragione alla signora che contesta all'onorevole Minniti, e al gruppo dirigente del PD, di avere adottato troppo spesso una narrazione che tuttora fomenta l'odio.
Il ragionamento, e magari l'onorevole la pensa in questa maniera, lascia intendere che l'Islam voglia sottomettere istituzioni e persone.
Non è così. Anche se purtroppo la cronaca non lascia spazio a molti dubbi.
Per un musulmano la Sharia è l'unica forma di governo valida.
Per Sharia s'intende tutto il corpo di norme e direttive che rendono armoniosa la vita di un individuo all'interno della comunità. Non solo le leggi che comprendono le punizioni corporali.
Se un musulmano vive in un Paese non governato dalla Sharia, riconosce che non c'è incompatibilità e rispetta le leggi dello stato.
Questo è il vero problema. Anche tanti italiani convertiti non riconoscono questo principio.
Soprattutto quelli che sono andati in Siria ed Iraq.
Dal discorso dell'onorevole non si capiva effettivamente a chi si riferisse.
Non ha senso parlare di Islam italiano. La questione è un pò più complessa.
Per quanto riguarda la donna, non mi pare che il ministro abbia mai esibito moglie e figlie come trofei. Anzi. E' molto difficile trovarne tracce sui media.
Questo è il principio sotteso alle norme che regolano la vita individuale e di relazione delle donne. Non esporle a inutili rischi.
La donna è l'essere più prezioso per l'Islam.
Il paradiso giace ai piedi della madre è il detto profetico che sta ad indicare come anche ogni minimo gesto fatto per la propria madre possa portare dritti in paradiso.
Quando il ministro ha condannato con forza una delle tante vicende che hanno visto una ragazzina punita per non aver indossato il velo, non ha sottolineato che si è trattato di un abuso da parte dei genitori come tanti italiani non musulmani ne compiono. E che di certo non era stato posto in essere in osservanza dei dettami islamici, ma a sfregio di essi e probabilmente a causa di arretratezza culturale.
Non ha altresì considerato che quella ragazzina, è il caso di tante, magari non voleva indossare il velo per paura delle prese in giro in classe. In Italia il bullismo è tale solo se va a toccare i ragazzini carini di buona famiglia.
Un ministro dell'interno non può essere chiamato in causa per ogni piccola cosa.
Però uno come l'onorevole Minniti, che spesso interpreta il proprio ruolo ben oltre i limiti dell'umana capacità, dovrebbe farlo. Mi pare che rientri nella definizione di "puntuto".
A volte è meglio aiutarsi con le virgole e con le pause per riflettere meglio.
I punti spesso oppongono barriere inutili tra le persone e le idee.

domenica 1 luglio 2018

Amore è fede. E viceversa.

“This focus on marriage was (and still is) a huge problem in the coverage of women who went to join ISIS. I particularly dislike the term "jihadi brides". For every woman who gets married, there is a man - yet I have never heard anyone speak of "jihadi grooms". The term also stresses that women were supposedly mostly motivated to join ISIS by romance and their ties to a man. While we know that this played a role in some cases, it is often not the whole story. Instead, existing research on the topic stresses that women and men largely went to join ISIS for very similar reasons, such as feelings of isolation and marginalisation in their home countries, the war in Syria, the belief in ISIS ideology and so on.” albawaba

Le due cose sono strettamente connesse.
La religione fa da ponte tra Daesh e l'amore.
La vera personalità della donna esce fuori quando arriva in Siria e in Iraq e viene presa in consegna dalle altre sorelle per essere addestrata ai compiti che Daesh le assegna anche, e non solo, all'interno della famiglia.
Le interviste a Meriem al Rehaily e Maria Giulia Sergio, e il resoconto della vita siriana di Alice Brignoli, hanno mostrato donne forti e caparbie. Poco sappiamo dei loro trascorsi italiani. Ma soprattutto dell'approccio tentato con loro in rete e fuori.
Il matrimonio per un musulmano è parte integrante della fede e del dovere religioso.
Per una donna in Occidente è difficile trovare un marito con le caratteristiche desiderate.
Una parte importante della sensazione di essere ai margini della società, per la donna ruota attorno a questo aspetto. L'ansia di non riuscire a sentirsi una musulmana vera a causa delle difficoltà che s'incontrano nel tentativo di completare il proprio percorso di fede con un compagno adeguato. L'uomo ideale da sposare è un musulmano sunnita "praticante".
Aggettivo considerato obsoleto nella pratica islamica, visto che l'Islam è un sistema di vita da abbracciare completamente, ma che in occidente bisogna purtroppo usare proprio perché spesso si è costretti a trascurare o abbandonare del tutto alcune abitudini e norme.
Nel momento in cui il reclutatore mette in atto le attività di grooming virtuale per attrarre a sé la preda femminile, la giovane musulmana vede un'opportunità di matrimonio ma anche di realizzazione delle proprie aspirazioni. Se decide di partire per le terre d'Islam che sono in guerra, acconsentendo anche a sposare un uomo conosciuto in rete o di cui le è stata rappresentata l'esistenza, lo fa perché questi abbraccia le interpretazioni religiose proprie di Daesh.
In questo contesto la semplificazione posta in essere da tempo, da parte di media e studiosi che usano il termine jihadi bride per sottolineare un comportamento che vede la donna vittima o succube di un sistema (Internet e interpretazioni religiose), può essere usata in maniera legittima.
L'importante è che il profilo complessivo, attraverso il quale viene alla fine caratterizzato il fenomeno, tenga conto anche delle successive evoluzioni .