Inter alia, the applicant stated that
Muhammad “liked to do it with children” and “... A 56-year-old and a six-year-old? ... What do we
call it, if it is not paedophilia?”
....The Court found in conclusion that in the instant case the domestic courts carefully balanced the
applicant’s right to freedom of expression with the rights of others to have their religious feelings
protected, and to have religious peace preserved in Austrian society.
European Court of Human Rights
La questione delle varie tipologie di matrimonio contratte dal profeta Mohammad (pace e benedizioni su di lui), e in particolare quello con Aisha, è da sempre oggetto di dibattito tra i musulmani e di confronto con i non musulmani.
Richiede un approccio di tipo storico e culturale.
Cosa che pare mancare dal contesto e dalle modalità con cui la signora ha agito.
Semplificazioni e slogan non fanno altro che provocare risentimento e rancore che mettono a dura prova la stabilità di un Paese. Laddove la politica non interviene, e anzi si nutre di certi tipi di controversie, è bene che le regole siano fatte rispettare dalle corti di giustizia.
In questo caso specifico non è stata solo offesa una religione e i suoi praticanti ma anche una categoria di persone, i pedofili, spesso caratterizzati dai media come orchi o mostri. Si tratta di soggetti affetti da una forma particolarmente grave di parafilia, per la quale da poco tempo è stata trovata una classificazione. Per queste persone è difficile al momento parlare di recupero o riabilitazione. Anche in Italia comunque ci sono centri specializzati nei quali si lavora per almeno individuare il momento d'insorgenza delle pulsioni e indicare loro un modo per reprimerlo.
Istigare alla violenza non è di grande aiuto.
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