venerdì 19 ottobre 2018

Nel Paese delle sensazioni

Ma nonostante la buona condotta e il comportamento positivo, secondo il Riesame la donna non si sarebbe mai voluta escludere dall’Islam radicale, tanto da camminare completamente coperta e con la voglia di ritrovare il marito tunisino espulso. E la sensazione è che Sara Pilé possa ricongiungersi al compagno con l’intento di aderire all’Isis e di provocare attentati. 
quibrescia

The attempt to shape Muslims’ worship and lifestyle is a fact of decentralized institutions, especially universities and municipalities. In Oct. 2017, following this pact, the University of Bari (Apulia Region) launched a one-year M.A. course with the declared goal of “preventing radicalization and terrorism for supporting interreligious and intercultural integration policy”. The course also aims at training members of the police forces, the armed forces, the judicial power, as well as researchers, experts on national security, lawyers, journalists, university graduates from the fields of law, economics and humanities. The program deals with legal, political and strategic issues, with a specific focus on Islam. It also teaches surveying and risk prevention techniques, while investigating the sociological aspects and media profiles of the phenomenon that is terrorism. 
Leonard Faitre Anadolu

Il corso dei desideri.
Uno dei tanti regali fatti ai cosiddetti esperti dei tavoli ministeriali che, in epoca in cui bisognava evitare il clamore, davano il microfono ai vari Choudary e Sergio.

L'analisi del ricercatore del SETA (istituto molto vicino al governo) non tiene conto delle enormi difficoltà incontrate dagli esecutivi italiani che si sono succeduti negli ultimi anni, nell'instaurare un dialogo con una comunità tanto divisa quanto eterogenea e influenzata (in molti casi anche manovrata) da interlocutori stranieri. Tra questi anche la Turchia.
In generale però, il quadro elaborato da Faitre corrisponde alla realtà.
Non si è mai cercato in maniera concreta e reale un dialogo.
Piuttosto è stata imposta una serie di regole che mirano ad inglobare i musulmani nella società italiana privandoli della propria identità. O cercando di modificarla e adeguarla.
Il ministro, dopo l'ennesimo episodio di uso di metodi punitivi eccessivi da parte dei genitori nei confronti di una figlia colpevole di aver messo da parte il velo, ha sottolineato che chi entra in Italia deve adeguarsi a regole e costumi locali. Non si è mai curato però, dei bulli che a scuola prendono in giro le bambine musulmane inducendole così al rigetto di un elemento che è dovere religioso e parte della propria identità.
Si tratta di un approccio imposto per lo più da polizia e servizi segreti che hanno inteso così opporsi anche a misure come lo ius soli, che avrebbero potuto contribuire a migliorare il clima pur non costituendo una soluzione definitiva al problema, per rendere più efficaci le strategie di contrasto al terrorismo attraverso il rafforzamento della propria sfera di controllo.

Risulta interessante la tempistica di questo studio pubblicato dall'agenzia di stato.
In un momento in cui, al di là del caso Khashoggi, il presidente Erdogan ha aumentato la charme offensive sui turchi (ma anche sui musulmani in generale) che abitano in Europa per fare pressione sui governi dei Paesi che li ospitano.
La retorica del vittimismo è un classico dei suoi discorsi.
L'Italia, con la quale la Turchia pare avere un buon rapporto vista la facilità con la quale restituisce gli intrusi fermati sul proprio territorio, potrebbe essere entrata nelle mire di Erdogan.

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