Davide Piccardo 2m · La nostra decisione di pubblicare la notizia riguardante la conversione dell’ambasciatore Luca Attanasio, barbaramente ucciso il 22 febbraio in Congo, ha suscitato molte polemiche e c’è chi si è spinto fino ad accusarci di strumentalizzazione e propaganda, nulla di più lontano dalle nostre intenzioni In primis è necessario ricordare la preminenza che riconosciamo all’elemento spirituale, pertanto era fondamentale informare i musulmani italiani della possibilità di pregare per lui attraverso uno specifico rituale religioso La shahada, la dichiarazione di fede pronunciata da Attanasio è un atto cosciente e libero a cui riconosciamo assoluto valore e che non ci è permesso mettere in discussione...
Che t'aspettavi da quel tipo di giornalismo?
In un Paese in cui bisogna andare sul sito del Quirinale per leggere gli auguri di Ramadan e il presidente del consiglio inaugura il proprio corso con la preoccupazione per i diritti civili in Russia, bisognerebbe forse valutare contesto e conseguenze prima di muoversi in una direzione.
Per non parlare della solita questione della donna musulmana "costretta" a sposare un musulmano.
Quando non v'è costrizione, è aspirazione umana condividere un percorso di vita con una persona che segue la stessa impostazione indicata dalla religione.
Update
Ma l'imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini, presidente della Coreis, la Comunità religiosa islamica italiana, ha poi spiegato all’agenzia Dire la sua deduzione: «L’ambasciatore può aver ritenuto di dare una dimostrazione di conversione all’islam» solo «per via delle regole che disciplinano il matrimonio con una musulmana marocchina». E in ogni caso, «credo che laddove non ci sia traccia della disposizione di una sepoltura di rito islamico, debba essere rispettata l’identità religiosa di nascita». lastampa (dagospia)
La giurisprudenza sul matrimonio è chiara.
Ognuno è libero di seguire le regole o meno. E' bene che rimanga una questione privata.
Nè c'è bisogno di introdurre pratiche nuove.
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