A determinare la semi infermità mentale sarebbe, secondo la perizia, il profondo legame che Lara - “Khadija”, questo il nome scelto dalla donna abbracciando la fede islamica, aveva con il marito, Francesco Cascio, anch'esso convertito all'islam. Per amore, aveva assecondato la scelta di vita e di fede del marito, fino alle estreme conseguenze. alessandrianews
Lei nega di essere una foreign fighter e di aver fatto da staffetta per trasferire documenti segreti tra gruppi terroristici in Siria e in Turchia, ma la documentazione acquisita sembrerebbe smentirla. La sua versione: «Mi sono limitata a seguire mio marito». lastampa
Il matrimonio per un musulmano rappresenta una parte importante del proprio percorso di fede (دين). L'obbedienza al marito, non intesa come sottomissione cieca e fine a sé stessa, è orientata all'implementazione delle leggi di Allah.
L'uomo non è il padrone, ma la guida spirituale del circolo familiare.
Deve conoscere la religione e insegnarla. Fare in modo che la famiglia adempia ai propri doveri in maniera tale da realizzare quell'armonia che è caratteristica dell'Islam.
Altra buona regola che il musulmano deve rispettare, è quella di riportare il credente sulla retta via quando si accorge che questi è in errore.
E' difficile stabilire se, al di là della strategia difensiva, la ragazza fosse convinta che bisogna in ogni caso assecondare il marito o se credesse veramente nella legittimità del percorso compiuto assieme a lui. Pare comunque di capire che non si sia sentita affatto costretta a raggiungere l'area di guerra siriana.
Probabilmente l'avvocato ritiene che tutto ciò si possa ricostruire attraverso interrogatori e perizie psichiatriche effettuate evidentemente all'epoca dell'arresto.
Purtroppo questa storia è stata ricostruita in maniera molto confusa dai media italiani e non ha avuto risalto nemmeno in Turchia.
Nel giorno in cui furono resi noti i dettagli dell'operazione, era data per certa l'affiliazione a Daesh perché lui sarebbe morto combattendo tra i ranghi di Al Baghdadi. Nei giorni successivi invece, venne tirata fuori la storia della staffetta che lei avrebbe compiuto per un "emiro" di cui era innamorata. Un passaggio di documenti, o forse anche denaro, tra Turchia e Siria.
Si parlò quindi di Hayat Tahrir che però è un riferimento molto generico. Tra l'altro lei sarebbe stata fermata al confine in Gennaio, quando cioè HTS era ancora in via di formazione.
All'epoca invece in cui fu illustrata l'operazione ai media, Brett McGurk era alla ricerca di un casus belli per invadere Idlib e far sì che gli Stati Uniti riconquistassero autorevolezza in Siria.
Sarebbe interessante sapere, viste le relazioni tra ribelli e apparati di sicurezza turchi, chi gestiva i giri tra Siria e Turchia. E perché a un certo punto è stato deciso di bruciare la ragazza restituendola alle autorità italiane.
Nessun commento:
Posta un commento