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sabato 30 novembre 2024

Ognuno a rincorrere i suoi guai

Secondo la Procura, guidata da Francesca Nanni, non ci sarebbero nuove prove per chiedere la revisione del processo. La difesa, però, ha depositato una serie di documenti, per questo la Corte si è riservata di decidere in un’udienza che si terrà a dicembre. skytg24

Gli arzilli pensionati di un'epoca d'oro per il contrasto al crimine si possono spottare in prima fila, come è giusto che sia, quando vengono ricordati i caduti della polizia di stato.

In un tempo in cui la difesa dei poliziotti è presa in carico d'ufficio dalla politica, fa piacere salutare il ritorno di un vecchio leone.

Se c'è una possibilità, è bene che gli venga concessa.

martedì 4 novembre 2014

Indegnità






Immagino che per un uomo che ha dedicato la vita allo stato e che si è costruito negli anni una corazza per lasciarsi scorrere addosso le atrocità del genere umano, una pubblicazione in gazzetta ufficiale possa comunque avere l'effetto di una lama nel costato.

Dobbiamo però considerare che l'Italia che consegnò quelle onorificenze non è esattamente la stessa che oggi le porta via.
Nell'Italia odierna le sentenze sono opache ed è legittimo non rispettarle ovvero non essere d'accordo con quanto esse stabiliscono, così come è legittimo dubitare di certe inchieste e di chi le ha condotte.
Oggi è tutto in bilico. Non vi è certezza.
Ed è per questo che io e tanti altri ci fidiamo di più del Caldarozzi e del Gratteri che ci proteggevano ieri e che costituivano un esempio di vita da seguire, piuttosto che del comunicato sterile di un segreteriato generale di oggi.

Per quanto possa valere, vi vogliamo bene anche senza cavallo.
E speriamo che un giorno abbiate giustizia.

mercoledì 2 aprile 2014

Cricche

E del master aquilano, Preve contesta "che il coordinatore sia un condannato a 4 anni, seppur 'solo' in Appello in quel periodo: il prefetto Gratteri, il quale, a parere di altri magistrati, ha 'screditato l'Italia agli occhi del mondo intero' con il suo comportamento nella vicenda Diaz". Ancora, prosegue il volume, "nell'autunno del 2011 il master del prefetto condannato pubblicava il bando di partecipazione: 3.500 euro Iva esclusa e lezioni venerdì pomeriggio e sabato mattina, non all'Aquila, che diciamolo è un po' fuori mano, bensì, molto più comodamente, nella sede della Dac, ospiti di Gratteri, in via Tuscolana 1548, Roma". "Tutti sanno naturalmente, visto che l'intelligence è soprattutto raccolta di informazioni e dati, che Gratteri è stato condannato, ma nessuna sembra aver voglia di trarne le doverose conseguenze". 
abruzzoweb

Con una sentenza Diaz giusta e senza la richiesta di proroga di due anni per il ruolo di capo della polizia, il 2012 avrebbe potuto costituire l'anno della rinascita per la polizia Italiana.
Con Francesco Gratteri capo, si sarebbero potute risolvere tante questioni, nonostante la debolezza dei governi che si sono succeduti.
La chiave del pasticcio Diaz è da ricercare lì.

Che la polizia Italiana sia ridotta ad un colabrodo, guisto buono per scrivere libri e articoli di un certo tenore, su quello non ci piove.
Almeno danno lavoro.
Io però non capisco questo odio dei giornalisti di Repubblica.
E a che serve.
Bisogna vedere poi, se tutto ciò che è affermato in questo libro è riscontrabile.
E poi :
se la parola di un poliziotto non vale niente, perchè quella di un magistrato deve valere oro?
Bisogna entrarci nei tribunali e ascoltare le amenità che si dicono, per comprendere quanti errori si commettono.

martedì 1 aprile 2014

Logica speranza

Altre domande restano senza risposta. Il vicecapo vicario della polizia, prefetto Ansoino Andreassi, era il responsabile di tutte le operazioni in quel G8 e autorizzò l’irruzione alla Diaz con il VII nucleo del reparto mobile di Roma. Perché non è stato nemmeno indagato? Perché fu archiviato Lorenzo Murgolo, al quale Andreassi affidò la responsabilità dell’ordine pubblico nell’intervento alla scuola? Come fa la Cassazione a mettere sullo stesso piano Andreassi, lo scomparso prefetto Arnaldo La Barbera (allora capo dell’ex Ucigos) e il questore di Genova Francesco Colucci, i tre più diretti responsabili dell’ordine pubblico, con Gratteri, Caldarozzi o con Giovanni Luperi (ex numero 2 dell’Ucigos, poi ai servizi segreti)?
panorama


Due poliziotti belli avevamo.
Uno me lo hanno diversamente domiciliato e l'altro fa il pensionato felice in Calabria, a colpi di lettere minatorie.

Se qualcuno pensa di spaventare i Caldarozzi e affini, con richieste di provvedimenti disciplinari, si sbaglia.
Quando sei sopravvissuto ad una ingiustizia, combatti.
E questi sono uomini che hanno combattuto una vita.

L'appello a Strasburgo basato sul caso Dan vs Moldova, è legata ad un filo sottile fatto di testimoni che non furono riascoltati.
Questa però non è una battaglia combattuta giusto per riabilitare uomini che non hanno colpe.
Bisogna andare a fondo per trovare chi li ha messi in trappola.
Per capire il perchè di certe testimonianze e di tanto accanimento.
E perchè certi si e certi no.
Altrimenti non vale la pena.
Verrà il giorno che tutti quelli che l'hanno scampata o che si sono fatti una carriera con la Diaz, dovranno renderne conto.


mercoledì 1 gennaio 2014

Speranza

Quello che speriamo, a questo punto, è di vedere sempre più spesso colleghi smaliziati e guardinghi, che sappiano proteggersi da soli, tenendosi oltre tutto al riparo da conseguenze ingiuste a causa di un lavoro cui danno già veramente troppo”
coisp

Anno nuovo, Maccari vecchio.
E meno male. Almeno qualcuno rimane coerente a se stesso.




La vicenda Diaz va inquadrata in un contesto di più ampio respiro.
Cosa che a un sindacato non interessa, e che comunque un poliziotto non può dire.

La storia si valuta, e la Diaz ormai è storia, a seconda di a chi ha giovato un evento.
Se Gratteri non fosse incappato nella vicenda Diaz, oggi sarebbe capo della polizia.
E Matteo Messina Denaro sarebbe in galera.
Senza se e senza ma.

Bisognerebbe andare a ripescare tra le carte e i protagonisti di questa controversa vicenda giudiziaria, quelli che hanno testimoniato contro e a favore, per capire come sono andate veramente le cose.
Io credo che a questo punto tutti vogliano seppellire la questione Diaz.
L'unica speranza di ottenere vera giustizia e di non dimenticare questa pagina sporca scritta da certi apparati delle istituzioni, è che Caldarozzi torni in servizio a Maggio .
Immagino che tenteranno di convincerlo a non farlo, con ogni mezzo.
Spero però che non desista.
Sarebbe il simbolo di una verità che non c'è ancora.
Un pò come la uno bianca.
Ce l'hanno raccontata in tutte le salse.
Ci hanno fatto credere che è tutto finito.
Ma finchè non ci portano tutti i colpevoli, i mandanti e le motivazioni, non ci convinceranno delle versioni date.
Hai voglia a scriverci i libri.

Di certo al momento attuale, il poliziotto non è una figura proprio rispettata.
E purtroppo ci mette anche di suo.
Il problema di base però, è che abbiamo un governo debole e una magistratura che fa il bello e il cattivo tempo a sfregio delle più elementari regole.
Non ci sarebbe da stupirsi se un giorno ci svegliassimo come l'Egitto, con magistrati e giudici al potere.
Finchè i vertici della polizia continuano a reggere il moccolo al governicchio di turno, le cose non cambieranno.
E fintanto che i sindacati continueranno a proclamarsi felici perchè il nuovo capo si sta impegnando affinchè le condizioni migliorino, è inutile stare a strillare se uno sbirro finisce diversamente domiciliato.

In tutto ciò, l'unico contento è l'uomo che oggi vende elicotteri.
Buon anno Giovà.


martedì 31 dicembre 2013

Concessioni balneari





Vi dovete vergognare.
Però è anche la giusta punizione per una polizia che si relaziona alle lobby istituzionali, sottomettendosi.
Mai alla pari.

Francè raggiungici su feisbuk.
Almeno ti sollazzi.

venerdì 6 dicembre 2013

"Non mi inginocchio per ottenere i benefici. Sono dispiaciuto per quanto accaduto nella scuola Diaz, ma quella nei miei confronti la ritengo una sentenza ingiusta. Io quella notte sono stato ingannato".
repubblica


Sei un grande.

giovedì 2 maggio 2013

Segnali forti

Il tribunale di sorveglianza ha mandato un forte messaggio di allarme alle istituzioni, ma difficilmente ci saranno orecchie disposte ad ascoltare. Quanto agli altri dirigenti condannati (fra l’oro ex altissimi e potentissimi dirigenti come Francesco Gratteri e Giovanni Luperi), il tribunale è stato assai benevolo, rinviando una decisione a dicembre e consigliando, nel frattempo, di compiere un gesto di pentimento. Si parla di una lettera collettiva in preparazione. Diciamo subito che se si tratterà di un messaggio di scuse, andrà preso per quanto può valere a dodici anni di distanza dai fatti e per il fatto di arrivare su sollecitazione di un giudice al fine di poter concedere il beneficio di evitare il carcere. Avrà cioè valore zero.
lorenzoguadagnucci

Guadagnucci ormai è un caso umano .
Se potesse, farebbe una statua a chi butta gli estintori contro la polizia .

Il forte segnale alle istituzioni, suonava come una minaccia :
la legge siamo noi, voi non contate nulla .

Non capisco a che cosa servirebbe una lettera di scuse .
Tanto non annullerebbe comunque i cinque anni di interdizione .
Sono rimasti fregati gli anziani .
Gratteri, che oggi sarebbe capo della polizia, nonostante certi giochetti, che cosa ha da guadagnare da una lettera di scuse ?
Ci rimetterebbe semplicemente la faccia e perderebbe la stima di quelli come me, e sono tanti, che credono nella sua innocenza .
Anche senza l'interdizione, in polizia non rientrerebbe .
Pare chiaro ormai, che qualcuno ai piani alti non lo vuole, non lo ha mai voluto .

I  giovani come Ciccimarra, degnissima persona, potrebbero rientrare, ma in cinque anni, uno pensa a rifarsi una vita, e con che spirito comunque, ricomincerebbero, in un corpo di polizia che li ha gettati nella bolgia e ripudiati ?

La lettera collettiva, legittimerebbe lo strapotere della magistratura Italiana .
Significherebbe aprire le porte ad altri casi Diaz, Pisani, Cisterna .

Insomma parliamo di uomini che hanno combattuto camorra e mafia, che hanno incrociato le loro strade con la morte .
Spaventano tanto otto mesi di domiciliari senza Facebook e posta elettronica, o anche di carcere ?
Perchè darla vinta all'arroganza ?

giovedì 11 aprile 2013

Pubblico rincrescimento





Quando ero in Oman, spesso mi è venuta la tentazione di andare ad assistere ad una esecuzione pubblica .
Non era tanto per curiosità o sadismo, quanto per vedere se la cosa potesse aiutarmi ad esorcizzare le mie paure .
Ovviamente rimase solo un'idea .
La codardia mi si addice .

Mentre leggevo alcuni stralci della requisitoria del procuratore generale di Genova e la richiesta del giudice di sorveglianza agli imputati, di presentare pubbliche scuse, mi è apparsa quest'immagine di Gilberto e degli altri, appesi ad una corda e con il cappuccio in testa, in attesa del boia .

In fondo l'epilogo della vicenda giudiziaria della Diaz, è questo che reclama :
l'umiliazione finale delle vittime predestinate .
A nessuno effettivamente importa, chi siano i colpevoli veri, nemmeno a chi li ha mandati al macello .
Persino l'avvocato di Spartaco, in tribunale in versione Fonzie, ha invitato gli altri a scusarsi, per magari ottenere uno sconto nei risarcimenti .

Quelle scuse pretese da imputati che credono ancora fermamente nella propria innocenza, e non si sono venduti l'anima al diavolo, come certi altri, i ravveduti, non sono altro che il cappio al collo degli sbirri della Diaz .
Sono un ricatto, bello e buono .
Se quegli uomini si sono proclamati innocenti ed hanno avuto diritto ad una difesa, non si può esigere che si ravvedano, che chiedano scusa .
Non si può pretendere di possedere la verità assoluta, solo perchè si siede sul gradino più alto di un tribunale .
Se c'è la minima possibilità, che quegli uomini abbiano sbagliato, più o meno volontariamente, allora c'è anche la probabilità che chi li accusa e li giudica, abbia sbagliato ancor più di loro .

Se fossi in Gratteri e negli altri, la smetterei di mendicare ciò che mi spetta, da uno Stato avaro, ingiusto ed ingrato .
Andrei dritto in carcere .
Gli farei vedere come non muore un Italiano, un servitore vero dello Stato .

lunedì 8 aprile 2013

Il ritorno degli avvoltoi

Hanno fallito perché hanno scelto di usare il prestigio e i ruoli acquisiti sul campo come uno scudo, negando la verità, opponendo il silenzio alle domande dei magistrati, rifiutando una sincera e leale assunzione di responsabilità, con tutto ciò che avrebbe comportato, a cominciare - certo - da un passo indietro nelle rispettive carriere. Mentre questo fallimento era in corso, e ancora oggi che esso è conclamato e certificato dalle sentenze della magistratura, nessuno, fra i più "vicini" a questi funzionari, ha fatto niente per aiutarli ad agire nella direzione giusta.altreconomia

Era da un pò di mesi che i tromboni del politically correct de noantri, quelli che "De Gennaro è un farabutto, chi getta l'estintore sui carabinieri merita una piazza", non si facevano vivi .
All'improvviso eccoli di nuovo, a un paio di giorni dal giudizio sul carcere o meno, a Gratteri e agli altri, a propinarci le loro perle di saggezza, come se le sentenze in Italia fossero sempre giuste, come se i poliziotti del G8 non avessero diritto a difendersi anche di fronte ad un giudizio cosiddetto definitivo .
Visto che ha funzionato per Aldrovandi, il trucchetto di spaventare i giudici, adesso ci riprovano con Ciccio&friends .
Solo che mi dovrebbero spiegare da cosa si devono redimere i Gratteri e i Caldarozzi, se si sono sempre proclamati innocenti .
Per una volta tanto, che il carrozzone dell'antimafia, una parte non tutti, non si è arreso alla pressione dei tromboni che si sono fatti un nome con la Diaz, speriamo che prima o poi la verità venga fuori .
A Guadagnù, che ti piaccia o no, Francesco Gratteri dell'anti-crimine .
Tu non lo so che sei .

mercoledì 3 aprile 2013

Prestazioni occasionali

Ancora venerdì scorso ecco cosa diceva Francesca Rispoli, della presidenza di Libera a Roma: "Sì, il prefetto Gratteri ha chiesto di poter essere inserito da noi.
Ci stiamo lavorando, stiamo prendendo in considerazione la cosa. E' in fase di analisi la posizione della persona e l'eventuale compatibilità con i lavori socialmente utili all'interno delle nostre strutture ma non c'è ancora una decisione".

Mentre all'interno di Libera cominciava già a serpeggiare qualche imbarazzo (don Ciotti partecipò in piazza Alimonda alle celebrazioni del decennale del G8), la situazione si è sbloccata e proprio dallo staff del sacerdote torinese ieri è arrivata la precisazione: "Il prefetto Gratteri si è appoggiato ad una struttura della Caritas".repubblica

Povero Ciccio, non lo vuole nessuno .
Che vergogna .

I magistrati e le organizzazioni anti-questo e anti-quello, che oggi fanno tanto i sofisti, hanno costruito le proprie carriere e il business che ruota attorno all'anti-mafia, grazie a uomini come Francesco Gratteri, che gli hanno consegnato i criminali su un piatto d'argento .
Il fuorionda di Striscia la notizia, in cui il fratello del generale Pappalardo si chiedeva perchè don Ciotti deve avere il monopolio nel settore, fa pensare .

Io comunque vorrei sapere, se la polizia ha preso i due sfigati che dovevano scontare dieci anni per i fatti del G8 .
Si riescono a beccare gli imprenditori vicini a Matteo Messina Denaro e questi no ?


«IO MAI IN POLITICA, O SEI UN GIUDICE O SEI UN POLITICO. NON SONO UN PALADINO, SONO SOLO UN MAGISTRATO CHE LAVORA OGNI GIORNO ALLA RICERCA DELLA VERITA'» 
«Io non credo di essere un paladino della lotta alla ‘ndrangheta, ma semplicemente un magistrato che lavora quotidianamente per ricercare la verità con l’obiettivo di sciogliere una matassa intricata. Scendere in politica? Io non lo farò mai, o sei un giudice o sei un politico. Se lasci la toga e poi la rimetti, un giorno potresti ritrovarti con degli scrupoli di coscienza, a discapito della deontologia professionale». 
Nicola Gratteri, magistrato

domenica 20 gennaio 2013

Anche di notte Delicatezze
































La cosa simpatica è che un poliziotto con gli attributi come Ciccio Gratteri, che faceva paura solo a vederlo, ai bei tempi che furono, subisce questa donna in maniera spaventosa .

Quella meno simpatica è che i prefetti non si fidano nemmeno della finanza che li ospita, e i carabinieri avallano, e che un alto dirigente ha il terrore di sconfinare per non ledere la sensibilità dei colleghi .
Spero che simili amenità non accadano quando c'è un'indagine in corso, e che quindi non si guardi in faccia nessuno .

Grazie come sempre, alla questura di Roma per la rassegna stampa messa a disposizione su Facebook .


Inoltre, come già emerso da altre dichiarazioni, sono note le numerose "sfuriate" che l’ex Prefetto era solita fare con il personale, basti pensare che uno dei suo più stretti collaboratori (almeno così si è soliti definire gli agenti di scorta) è stato allontanato con la risibile motivazione che si doveva "corrispondere ad una normale esigenza di avvicendamento del personale nell’incarico". Avvicendamento, caso strano, che ha interessato una "sola persona". Allora ci chiediamo: quali sono stati i veri motivi di tale "allontanamento"? Forse la vicenda andrebbe meglio chiarita.coisp

Per quello Ciccio, da vecchia volpe conoscitore delle femmine, faceva scivola e casca, come si dice in Abruzzo .
Conosceva il tipo e l'assecondava .

venerdì 18 gennaio 2013

Eh



















IURATO: Allora senti...sono andata...sono arrivata, subito mio padre, che è quello che mi da i consigli, quelli più mirati...
GRATTERI: Sì lo so.
IURATO: ...perché è un uomo di mondo, saggio, dice: '...appena metti piede in città subito con una corona vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente...'.
GRATTERI: Brava
IURATO: Eh allora sono arrivata là, nonostante la mia... cosa che volevo... insomma essere compita (fonetico)... mi pigliai, mi caricai questa corona e la portai fino a...
GRATTERI: Ti mettesti a piangere... sicuramente!
IURATO:Mi misi a piangere.
GRATTERI: Ovviamente, non avevo dubbi (ride).
IURATO: Ed allora subito... subito... lì i giornali: "Le lacrime del Prefetto".
GRATTERI: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
IURATO: Poi si sono avvicinati i giornalisti: "Perché è venuta qua?". Perché voglio cominciare da qui, dove la città si è fermata perché voglio essere utile a questo territorio. Punto.
GRATTERI: Eh.
IURATO: L'indomani conferenza stampa con tutti i giornalisti.


Secondo me Ciccio rideva per la stupidità della donna .
Lo sbirro che ne ha viste di tutti i colori nella vita, ha quel sarcasmo necessario a sopravvivere .

A che pro inserire questa intercettazione nell'ordinanza e aggiungerci considerazioni di tipo etico ?


mercoledì 3 ottobre 2012

Tu che siedi alla destra del padre

Perche' non li hai salvati ?






Il prefetto De Gennaro ha uno strano destino : quello di sopravvivere a morti e destituiti, ai La Barbera di ieri e ai Gratteri di oggi, e di essere ritenuto responsabile delle sorti dei grandi eventi del nostro Paese . 
Sembra che prenda ormai questi compiti assegnati, come una missione a cui non puo' sfuggire, una specie di jihad catartica .
 Ma credo che al Gianni shahid, martire, della polizia, la cosa, dopo tanti anni, cominci a pesare .

La pubblicazione delle motivazioni della sentenza uscite ieri, alla luce della sua "mezza" assoluzione, e delle condanne definitive subite dai suoi uomini, altri non e', che un atto formale, che ha sancito una serie di verita', che forse bisognerebbe iniziare a ponderare per costruire un futuro migliore .

I giudici della corte di Cassazione hanno detto che il capo della polizia dell'epoca, fu in un certo modo "leggero" perche' lascio' carta bianca a funzionari che indubbiamente erano apicali, ma poco esperti in materia .
E' in virtu' di quella leggerezza, che probabilmente De Gennaro fu assolto .
Ci hanno inoltre raccontato di uomini, che noi sapevamo essere eroi, per come ci hanno difeso per anni, capaci di condotta "cinica e sadica", di "odiosita' del comportamento" tale da allontanare l'idea delle attenuanti generiche.
Abbiamo saputo che alla guida di unita' di polizia strategiche per la repressione del crimine, c'era gente che metteva firme alla rinfusa, e raccontava bugie su molotov inesistenti .
Insomma questa sentenza ci ha detto che la polizia Italiana e' stata per anni guidata da una banda di delinquenti, o da dei dr. Jeckyll e mr. Hyde .

Ora chi segue le vicende del nostro amato Paese da un po', e conosce bene quegli uomini e il loro attaccamento alla nazione e alle istituzioni da essi rappresentate, ed ha contezza di quanto sia difficile barcamenarsi in certe situazioni, sa anche quanto quella sentenza non corrisponda a verita', e come sia stata emessa con altrettanta leggerezza, perche' non ha tenuto conto del contesto globale in cui si sono sviluppate certe vicende .

Fatto sta pero', che quel verdetto e' definitivo e rimane scolpito nella storia .
E dice che la polizia ha danneggiato l'immagine dell'Italia nel mondo, quella stessa Italia che per natura e dovere, essa deve difendere .
Il fallimento sta tutto li' :
una corte ha stabilito che la polizia in questo Paese fa solo danni .
Una sentenza ha distrutto anni e anni di sacrifici e servizi resi alla nazione .
E la gente e' d'accordo .
C'e' qualcosa che non va .

Io non credo che tu ti debba dimettere .
Ne' credo nella tua  leggerezza.
Forse pero' e' arrivato il momento di dare una svolta e di rimettere in piedi il carrozzone polizia, e in concreto, non solo per fare un restauro d'immagine .
Liberati di quella corte di sanguisughe che ti circonda, e metti la gente giusta al posto giusto .
Dacci una polizia diversa, non necessariamente moderna, ma diversa .
Dacci una polizia che ci renda orgogliosi di essere Italiani .
Comincia con la testa .
Metti Vittorio Rizzi, o uno come lui, a capo, e ricomincia .
Dacci un capo della polizia che abbia esperienza sul campo e conosca quello di cui hanno bisogno i suoi uomini e la gente comune .
Dacci uno come te, che sappia cosa fare e come .

Immagino che il mio appello non verra' nemmeno preso in considerazione, pero' almeno ho dato sfogo alla mia logorroica identita' digitale  ^_^

Truly yours
Balqis 





martedì 2 ottobre 2012

Sopravvento

l'esortazione rivolta da capo della polizia ad eseguire arresti, anche per riscattare l'immagine della polizia dalle accuse di inerzia, aveva finito con l'avere avuto il sopravvento rispetto alla verifica del buon esito della perquisizione stessa, per cui all'operazione erano state date caratteristiche denotanti un assetto militare

carta bianca, preventivamente assicurata fin dalla fase genetica dell'operazione che successivamente sul campo, di cui hanno usufruito tutti i capi squadra in assenza appunto di alcuna programmazione
rainews


In attesa di leggerla tutta, quello che il mio cervello non afferra, e' come chi, da quanto si deduce dalla sentenza, ha dato l'ordine, non venga ritenuto colpevole come gli altri .
O tutti, o nessuno .

E adesso non mi si venisse a dire che le sentenze si rispettano, altrimenti mi sorge un serio dubbio sulla credibilita' di certe persone per cui pensavo di nutrire grande stima .

mercoledì 26 settembre 2012

Uguale, ma non per tutti




Per alcuni si chiede la sospensione della pena .



La condanna inusuale di Sallusti ha poco a che vedere con la libertà di espressione o con la libertà di stampa e molto a che vedere con l’irresponsabilità, un po’ arrogante, che si cela dietro la frase “a mia insaputa”.
Sallusti è il Direttore Responsabile di un giornale che pubblica un articolo violento, basato su fatti già smentiti dalle agenzie di stampa: nessuno, neppure in questa tempesta perfetta dubita della diffamazione. Il pezzo è pubblicato con uno pseudonimo, Dreyfus. In zona cesarini si scopre che l’autore è, forse, un giornalista radiato, Farina, a cui il direttore aveva concesso nonostante la radiazione le pagine del suo giornale. Per aver “collaborato” in quel periodo con Farina nonostante la cancellazione dello stesso, Sallusti è stato nel 2011 sospeso per due mesi dall’Ordine. carlo blengino

La storia della notizia shock, a pochi giorni dalla sentenza definitiva, non ha convinto me, ma nemmeno molti altri credo .
E' stato un colpo da maestro per metterci tutti al muro : i giornalisti amici, quelli nemici, il presidente della repubblica, i magistrati, il giudice, quelli che soffrono delle cattiverie che Sallusti scrive .
A tre giorni dal probabile arresto, altro non potevamo fare, che essere solidali e mostrarci indignati per la condanna .
Poi sotto sotto abbiamo continuato a provare orrore per quel tipo di giornalismo che Sallusti e i suoi praticano, il giornalismo dell'odio, e magari oggi abbiamo anche esultato, ma ovviamente non abbiamo potuto dirlo .
In questi casi bisogna essere politically correct .
E' stata l'ennesima furbata del Sal .
Merita la liberta' solo per questo .
Questo Paese non ha spessore morale, valori .
E' succube di certi personaggi .

domenica 12 agosto 2012

Toto' va in Salento e sdogana gli impiegati aziendali

Lei mandò a Brindisi quanto di meglio aveva, in termini di capacità investigativa. Tra questi, Francesco Gratteri e Gilberto Caldarozzi, poi rimossi ai primi di luglio dopo la sentenza di condanna per i fatti accaduti alla “Diaz”, durante il G8 di Genova, nel 2001. Quanto le costa dover fare a meno di loro?
«La vita di un’azienda come la nostra che produce sicurezza va avanti. Gratteri e Caldarozzi sono state delle pedine preziose nel mondo dell’investigazione. Ma la polizia ha anticorpi e professionalità di tale livello che persone straordinarie vengono sostituite da figure altrettanto straordinarie, cui va la nostra fiducia».quotidianodipuglia

Magari vedo troppi telefilm polizieschi, pero' e' un fatto che senza questo pasticcio, Francis Grat, oggi sarebbe il grande capo .
Quindi viene logico avere certi pensieri che portano ad interrogarsi su chi ha reso certe testimonianze , a chi effettivamente certi soggetti sono legati .

Il signore che parla nell'intervista, dal 5 Luglio non ha mai detto una parola affettuosa nei confronti di Gratteri e Caldarozzi .
Ha paura di prendere gli insulti come De Gennaro .

E' 42 giorni fuori mandato .

Mettete a capo della polizia un essere umano .
Dateci Francesco Cirillo .

sabato 28 luglio 2012

Il caso Dan contro Moldova e l'ingiustizia della sentenza Diaz


Articolo 6 - Diritto ad un processo equo.
1. Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale deciderà sia delle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che le venga rivolta. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l'accesso alla sala d'udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte del processo nell'interesse della morale, dell'ordine pubblico o della sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicità puó pregiudicare gli interessi della giustizia.

Articolo 41 - Equa soddisfazione
Se la Corte dichiara che vi e stata violazione della Convenzione o dei suoi protocolli e se il diritto interno dell'Alta Parte contraente non permette che in modo incompleto di riparare le conseguenze di tale violazione, la Corte accorda, quando è il caso, un'equa soddisfazione alla parte lesa.

E' proprio la violazione del primo comma all'articolo 6 della convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali, che costituisce la base del ricorso che gli avvocati Lozzi, Corini e tutti quelli dei collegi difensivi dei poliziotti colpiti dall'ingiusta sentenza di cassazione sulla Diaz, presenteranno a Strasburgo , per far valere i diritti dei loro assistiti .
Se il ricorso verra' accettato e il giudizio espresso, rilevera' le incongruenze del processo, primo tra tutti, il fatto che non e' stato concesso il riascolto delle testimonianze che poi ha determinato il verdetto finale, allora la giustizia Italiana dovra' prenderne atto e concedere quanto richiesto dagli imputati .

L'intuizione degli avvocati nasce da un caso, la cui sentenza e' stata emessa dalla corte europea l'anno scorso, in cui la manifesta disparita' tra accusa e difesa in conseguenza della negazione dei diritti della difesa, e' stata ampiamente acclarata .

Nel caso Dan contro Moldova, il preside di un istituto di Chisinau, venne accusato di aver preteso e ottenuto, da un genitore, una somma di denaro per l’ammissione del figlio alla propria scuola .
In seguito alla richiesta, il genitore si reco’ dalla polizia, che lo preparo’ all’incontro con il preside in un parco per il pagamento, con denaro tracciato da polvere, e si apposto’ nei pressi per filmare il tutto .
Durante il confronto qualcosa ando’ storto’, e il momento del passaggio di denaro non fu filmato .
Fu rilevata la polvere sulle mani del preside, ma fu stabilito che cio’ poteva essere dovuto anche al gesto che egli dovette compiere, di firmare il documento dell’atto di arresto, quando il poliziotto gli diede la penna . C’erano tre testimoni nel parco al momento dello scambio, tutti in posizione favorevole rispetto alla scena . Uno di questi disse che il genitore aveva poggiato la busta sulla panchina, e il preside l’aveva presa .
Un altro ricordava che il genitore aveva messo la busta nelle mani del preside .
Il terzo affermo’ con certezza che non ci fu alcuno scambio .
Nelle fasi concitate dell’arresto, il preside venne preso con violenza dalla polizia, che lascio’ evidenti segni sui polsi .
Alla luce delle evidenze, al termine del primo processo, la corte Moldava constato' che non vi erano sufficienti indizi di colpevolezza nei confronti del preside, che fu cosi’ assolto .

Al processo di appello, la corte ritenne non necessario il riascolto dei testimoni, ma semplicemente diede una diversa interpretazione delle loro testimonianze, ritenendole pienamente affidabili e per nulla in contraddizione tra loro .

Il preside fu ritenuto colpevole, condannato al pagamento di circa 3350 Euro , alla pena detentiva di cinque anni, con sospensione di due, e all’interdizione dai pubblici uffici, per un periodo pari a tre anni .

Egli presento’ un ricorso basato su interpretazioni legislative, contro i testimoni che per il giudice erano credibili e per le cui affermazioni egli fu condannato, e contro lo stesso genitore, indagato per due casi, dalla polizia del commissariato che organizzo’ l’imboscata .
Inoltre la maggior parte dei testimoni era costituita da poliziotti e la parte del video mancante, fu distrutta secondo la difesa, perche’ non favorevole alle tesi dell’accusa .
Sia la suprema corte che il plenum, ritennero il ricorso inammissibile .

Con la sentenza 8999/07 la corte Europea ha stabilito che la suprema corte Moldava falli’ proprio nel negare l’ammissibilita’, senza valutare le interpretazioni della legge .
Il preside fu giudicato ingiustamente, in base a testimonianze dirette che proprio per il ruolo centrale che avevano avuto per l'emissione del verdetto, dovevano essere riascoltate in appello , in rispetto dell’articolo 6 .
La corte Europea ha ricordato come i giudici responsabili della colpevolezza o innocenza degli imputati, debbano ascoltare direttamente i testimoni e stabilire se essi abbiano detto la verita’ e siano quindi affidabili . Quindi ci furono plateali violazioni dell’articolo 6, comma 1 che non rendono la sentenza della corte locale, credibile .
La corte ha altresi' ammesso un parziale rimborso delle spese processuali e pagamento dei danni morali a Mihail Dan, il preside che ha presentato ricorso .

Credo che questo sia un caso del tutto analogo a quello sostenuto dall'avvocato Corini e dai colleghi, che oltre alla questione dei testimoni, solleveranno quella degli strani cambi di giudici alla presidenza .
Da non dimenticare che il presidente Sinagra termino' il processo d'appello per un cavillo e la dott.ssa Ferrua fu nominata a pochi giorni dal verdetto .
Il riascolto dei testimoni portera' alla luce i veri colpevoli, che sono con tutta probabilita' quegli stessi che si stanno adoperando in questi giorni, affinche' prosegua la campagna di massacro mediatico nei confronti del dott. Gratteri e degli altri .
Sara' allora interessante veder svelati certi meccanismi .

Ci vorra' tempo e pazienza, ma non ci si puo' arrendere di fronte all'ingiustizia, specie se si tratta di uomini che hanno vissuto la propria vita all'insegna della giustizia e del servizio allo stato .



sabato 14 luglio 2012

Chi vuole togliere di mezzo la polizia ?

Non solo perché la «squadra» dei Gratteri, Calderozzi e via via dei funzionari delle Mobili ha segnato in questi anni parecchi gol contro le squadre nemiche di Cosa nostra, della ’Ndrangheta o della Camorra. Ma anche per quei successi contro protagonisti criminali come i colpevoli del sequestro del piccolo Tommasino Onofri.


È difficile individuare il prima e il dopo (Genova) dei condannati per la Diaz. Il problema, poi, è che quella condanna non solo loro ma tanti «colleghi» sanno che è «ingiusta». Quelle molotov ritrovate all’interno della Diaz furono portate dall’autista di un funzionario che le aveva nel bagagliaio dell’auto e che erano state ritrovate in un’altra parte di Genova. L’autista e il funzionario «colpevoli» non sono stati processati per quelle molotov.lastampa

Quando difendiamo Gratteri, Caldarozzi e gli altri, e posso assicurare che in quanto semplici cittadini siamo in tanti, ci riferiamo innanzitutto al fatto che crediamo nella loro innocenza perche' ne conosciamo seppur indirettamente, l'integrita', e poi intendiamo difendere l'operato dei tanti poliziotti che lavorano al loro fianco o che ne seguono le orme .
Sarebbe ingiusto dire adesso che chi li ha sostituiti o chi e' ancora la', e' inferiore a loro .
Ma e' un dato di fatto, che la loro azione in decenni, ha salvato l'Italia .
Come e' un dato di fatto, che attualmente, senza le belve in giro, ed e' confermato dal prefetto Manganelli, mafia e camorra sono ridotte a semplici associazioni per delinquere, pur sempre pericolose, ma in una fase che potrebbe vederle debellate per sempre .

E allora all'attento osservatore non puo' sfuggire che a pochi giorni dalla sentenza sulla Diaz, ci fu la sostituzione del presidente del tribunale giudicante .
Non si vuole mettere in dubbio la professionalita' della signora Ferrua, ma perche' questa mossa tardiva ?
E non puo' sfuggire che a Napoli la mobile ormai si muove tra calciatori corrotti e pompe funebri .
Sono spariti i bei tempi che furono, e non puo' essere solo perche' e' assente il suo capo o mancano eventuali appoggi esterni, ma chiaramente carabinieri e guardia di finanza sono privilegiati .
Quando ci furono i primi omicidi di camorra dopo lungo tempo a Gennaio, l'allora procuratore aggiunto disse che non si doveva parlare di ritorno della faida .
Alla luce degli avvenimenti odierni, come fa un uomo di legge a dire sciocchezze simili e a stare ancora seduto la' ?
A Palermo una possibile cattura di Matteo Messina Denaro da parte del ROS e' sfumata per mano della procura .
A Genova ci vogliono far credere che il vice-capo della polizia sarebbe andato con la precisa intenzione di addormentare se non sviare, le indagini .

Insomma stiamo scherzando ?
Qui si insinuano cose fuori dal mondo . Si disonora un corpo di polizia che riceve periodicamente encomi da FBI e Interpol .
Si blocca l'azione di uomini che hanno ridato pace ad intere aree .
Chi e' che vuole che la mafia torni piu' potente di prima ?

A De Genna' che sta a fa ?
Dov'e' finito lo squalo ?