giovedì 11 aprile 2013
Pubblico rincrescimento
Quando ero in Oman, spesso mi è venuta la tentazione di andare ad assistere ad una esecuzione pubblica .
Non era tanto per curiosità o sadismo, quanto per vedere se la cosa potesse aiutarmi ad esorcizzare le mie paure .
Ovviamente rimase solo un'idea .
La codardia mi si addice .
Mentre leggevo alcuni stralci della requisitoria del procuratore generale di Genova e la richiesta del giudice di sorveglianza agli imputati, di presentare pubbliche scuse, mi è apparsa quest'immagine di Gilberto e degli altri, appesi ad una corda e con il cappuccio in testa, in attesa del boia .
In fondo l'epilogo della vicenda giudiziaria della Diaz, è questo che reclama :
l'umiliazione finale delle vittime predestinate .
A nessuno effettivamente importa, chi siano i colpevoli veri, nemmeno a chi li ha mandati al macello .
Persino l'avvocato di Spartaco, in tribunale in versione Fonzie, ha invitato gli altri a scusarsi, per magari ottenere uno sconto nei risarcimenti .
Quelle scuse pretese da imputati che credono ancora fermamente nella propria innocenza, e non si sono venduti l'anima al diavolo, come certi altri, i ravveduti, non sono altro che il cappio al collo degli sbirri della Diaz .
Sono un ricatto, bello e buono .
Se quegli uomini si sono proclamati innocenti ed hanno avuto diritto ad una difesa, non si può esigere che si ravvedano, che chiedano scusa .
Non si può pretendere di possedere la verità assoluta, solo perchè si siede sul gradino più alto di un tribunale .
Se c'è la minima possibilità, che quegli uomini abbiano sbagliato, più o meno volontariamente, allora c'è anche la probabilità che chi li accusa e li giudica, abbia sbagliato ancor più di loro .
Se fossi in Gratteri e negli altri, la smetterei di mendicare ciò che mi spetta, da uno Stato avaro, ingiusto ed ingrato .
Andrei dritto in carcere .
Gli farei vedere come non muore un Italiano, un servitore vero dello Stato .
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