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domenica 21 marzo 2021

Bisogni

Non è tempo di pontieri, e soprattutto gli Stati Uniti non ne hanno bisogno. Anzi, dopo il trauma Trump la loro priorità è rafforzare la solidarietà fra democrazie occidentali. Non sono sicuro che in Italia si siano accorti di questo cambio di paradigma. Chiudiamo sui vaccini. In Italia c’è chi crede che la Russia debba soccorrere l’Europa con lo Sputnik V e chi invece pensa che sarà il blocco occidentale a uscire per primo dall’emergenza. La Russia cerca di commercializzare Sputnik V all’estero senza necessariamente distribuirlo prima alla propria popolazione, avrà lei stessa presto bisogno di un supplemento di aiuto. Se l’Ema concluderà che il vaccino russo è utilizzabile, non ci saranno controindicazioni di sorta. Per questo non c’è bisogno di fare pubblicità. giampiero massolo formiche

Non c'era nemmeno bisogno di mandare a dire che la campagna vaccinale in Italia è indietro di due mesi per errori di scelta sui target.

L'Italia segue la Merkel anche per tutto quanto riguarda la Russia di Putin. S'intuisce dalle prime uscite del presidente del consiglio.

Il peggior difetto di Putin è l'attitudine al ricatto. Ammesso che l'EMA riesca a stabilire efficacia e validità del vaccino russo, è sempre bene puntare su altre soluzioni.

giovedì 9 agosto 2018

Caro Ambasciatore ti scrivo

Il rischio è che politici statunitensi come europei in buona o in cattiva fede si lascino affascinare dall’offensiva morale di questo gruppo che nella sua immagine pubblica predica l’emancipazione femminile e la democrazia e la laicità in Iran, ma che al suo interno nasconde una verità assai differente. Perteghella Ispi

L'articolo di per sé non contiene informazioni e indicazioni significative o sconosciute.
Un semplice compendio sul Mek, che non prende in considerazione altre alternative a disposizione, non può certo essere espressione di posizioni filo-iraniane.
In un Paese come il nostro, a digiuno su questioni di geopolitica e sicurezza, suona un campanello d'allarme utile a scongiurare errori di valutazione da parte dell'esecutivo.
Che è poi il ruolo che deve avere un istituto serio come l'Ispi.
Fare l'interesse nazionale cercando di coniugare gli interessi particolari degli interlocutori governativi.
Se prevarrà la battaglia portata avanti da Bolton e Giuliani, così come da personalità del tipo di Turki al Faisal e Giulio Terzi di Santagata, il disastro sarà inevitabile.
Al momento non sembrano esserci ancora le condizioni adatte per un regime change.
Ed è anche sconsigliabile continuare a soffiare venti di guerra contro l'Iran.
Quello che è certo, è che il Mek non costituisce alternativa valida.
Se ne facciano una ragione i radicali italiani la cui letterina di protesta inviata all'Ispi,  ricorda molto alla lontana i tweet umanitari canadesi.

venerdì 25 maggio 2018

Fallen angel

Che ieri ha perso uno dei nomi chiave, quello di Giampiero Massolo. 
L' ex segretario generale della Farnesina sarebbe stato infatti stato sostituito, nel gradimento dei 5 stelle, dall' ambasciatore nel Qatar Pasquale Salzano, già direttore dei rapporti istituzionali dell' Eni. corriere-dagospia

Per il tipo di politiche che questo governo presumibilmente porterà avanti, il profilo dell'Ambasciatore Salzano è in fondo più adatto. E' lui l'artefice della grande struttura di scambio commerciale messa in piedi con il Qatar. Data la giovane età, non dovrebbe risentire di un eventuale fallimento, non tanto suo quanto dell'esecutivo.
La ragione per la quale forse l'Ambasciatore Massolo risulta poco gradito ad alcuni, è che difficilmente metterebbe a disposizione l'esperienza maturata semplicemente per sfruttare l'immagine e il credito di cui gode in campo internazionale. Cosa che forse si vorrebbe da lui.

Non stupisce il presunto incontro tra il capo della polizia e il senatore Salvini.
Il prefetto Gabrielli, assieme al ministro Minniti, è riuscito a realizzare una svolta importante nel rapporto tra governo e sindacati di polizia di destra. Tanto più che qualche esponente è stato eletto proprio nelle file della Lega.
E' possibile, come ipotizzava il direttore di Repubblica, che il senatore Salvini sarà una specie di ministro sceriffo. Con il passare del tempo, e il supporto delle nostre forze di polizia e dell'intelligence che sono tra le migliori al mondo, si renderà conto che la galassia sicurezza non si regge sulle azioni ad effetto. Ma su meccanismi e professionalità maturate e messe alla prova nel lungo periodo.
Il senatore Salvini è giovane e intelligente.
Saprà fare tesoro delle esperienze e la veste istituzionale lo arricchirà.

martedì 22 maggio 2018

The velvet Ambassador

La definizione guanto di velluto e pugno di ferro, tra le tante coniate per lui dalla stampa in questi anni, è quella che più gli si addice.
Questo signore dai tratti nobili e le movenze garbate, nasconde grinta e capacità che non hanno eguali. E che mette sempre al servizio dell'interesse nazionale.
Se per coraggio s'intende fare la cosa giusta al momento giusto e nei modi più appropriati, di certo l'Ambasciatore Massolo ha coraggio da vendere. E' stato l'unico tra i capi d'intelligence a dichiarare che i servizi sono impegnati nel contrasto al terrorismo ma non sono contro l'Islam e i musulmani.
Se accettasse un incarico da Ministro degli Esteri, sarebbe il segnale che il governo di cui si parla tanto in questi giorni ha delle basi solide per rendere un servizio al Paese.
Certo le sfide che lo attendono non sono poca cosa.
C'è da mettere un po' d'ordine tra i malumori di quella Farnesina di cui lui è da sempre principe indiscusso. Ricostruire una politica estera che si basa attualmente su scambi commerciali e vendita di armi. E che porta a celebrare nei saloni dei mall extra-lusso, piuttosto che nella residenza dell'Ambasciatore o in Ambasciata come tradizione vuole, gli anniversari importanti per la nostra amata Repubblica.
L'Ambasciatore Massolo può restituire credibilità ed incisività al governo italiano senza lasciare che i compiti di rappresentanza e le dichiarazioni di alleanza siano affidati ai capi militari.
Lui che è stato tra gli artefici del progetto libico, deve prendere atto del fatto che ci sono molti errori anche da parte italiana da correggere. Una dichiarazione in forma anonima, fatta dal funzionario della Farnesina di turno, che scarica tutte le responsabilità sulla Francia per nascondere incapacità proprie, non è degna del nostro Paese. Persino Ghassan Salamè ieri, nel corso del suo intervento al consiglio di sicurezza, ha sottolineato in maniera velata le implicazioni dell'approvazione del decreto 555/559.
Per il solo fatto di avere il sostegno degli organismi internazionali, non si può lasciare libero il governo di Tripoli di affidarsi ad illegalità e abusi.
Queste e tante altre sono le sfide che attendono il Ministro Massolo.
Pur consapevole del suo ruolo e del perimetro operativo nel quale può muoversi, l'ex capo spione più chic del mondo può costituire il marchio di garanzia di un governo che farà cose buone a dispetto dello scetticismo nutrito da più parti.

Foto Ambasciatore Giampiero Massolo, Raiuno

lunedì 21 maggio 2018

Liberatemi, liberatelo

Nel 2015 Massolo fu sostituito al Dis anche perchè il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiese al governo Renzi di liberare un posto per il capo della Polizia Alessandro Pansa, che lasciava il suo incarico al Viminale. repubblica

Ma esiste un modo per trovare lavoro senza raccomandazione in questo Paese ?

sabato 12 maggio 2018

E tu dormi, dormi

Giampiero Massolo mi scuserà, ma la prima cosa che ho fatto appena sentito il suo nome è stato andare su Google gualmini huffington

Voglio sperare che si tratti di una costruzione letteraria utile a rafforzare il suo pensiero.
Effetto Rainews. A fare gli ospiti fissi da quelle parti si finisce così.
Rimane nella media delle donne del PD.
Tante chiacchiere. Il cervello un giorno arriverà.
Negli ultimi due giorni è comunque venuta fuori l'ignoranza italiana su determinate questioni.
Se non era impegnata a scopiazzare la biografia del generale Soleimani da Haaretz, la stampa nostrana si è ritrovata davanti al rebus Massolo.
Solo lui potrebbe portare avanti un abbozzo di governo che pare una fetecchia solo a leggerne.
Uomo di grandi capacità ed esperienza.
Ma si brucerebbe altre possibilità. Immagino miri alla presidenza della repubblica nel lungo termine.
Ci vorrebbe un Haftar anche da noi.

martedì 24 aprile 2018

Alfie e lo ius soli

“Bisogna fare molta attenzione al modo in cui si usano le immagini nei contesti di guerre e conflitti. Non si può e non si devono muovere le opinioni solo sulla base delle immagini, poiché naturalmente suscitano moti – spesso giustificati – di irritazione, compassione o partecipazione. Ma, così come queste emozioni arrivano tutte d’un colpo, così altrettanto rapidamente rischiano di andarsene, se non si promuove ben altra consapevolezza basata sui fatti e sull’illustrazione dei problemi che sottostanno alle immagini” Giampiero Massolo Agenzia Dire

L'ondata emotiva del momento è sufficiente a determinare una risposta da parte dei governi che sia favorevole alle lobby interessate. Risposta i cui effetti, così come è accaduto per il caso siriano, alla fine non riescono a cambiare in maniera significativa lo status quo.
In effetti l'intelligence italiana sembra puntare più su interviste e reportage.
E' facilitata dal fatto che in Italia c'è poca conoscenza delle vicende estere e dei meccanismi della guerra. Le campagne d'influenza, con o senza immagini, hanno successo dove regna l'ignoranza.
Le immagini non spostano più di tanto l'opinione maturata nel tempo.
Possono al massimo rafforzarla attraverso la percezione.
Nell'Italia della svolta a destra a poco o nulla sono servite le immagini dei civili uccisi per mesi in Siria da esercito russo e milizie assadiste. E senza armi chimiche.
La notizia della distruzione di un paio di strutture di produzione di armi chimiche ha invece quasi provocato un'insurrezione. Il popolo dei social all'improvviso si è preoccupato della sovranità della Siria e dell'ingresso dell'Italia in una guerra senza fine.
Interessante risulta la reazione alla cittadinanza concessa al piccolo Alfie.
I delusi della sinistra hanno sottolineato come un governo incapace di battersi per lo ius soli abbia in maniera quasi automatica concesso la cittadinanza al piccolo britannico.
Anche in questo caso le immagini dei genitori disperati, i cui interventi hanno avuto grande spazio sulla stampa italiana, non hanno fatto grande differenza.
L'insoddisfazione legata alla situazione politica attuale ha prevalso.
Il governo ha probabilmente messo in conto che non sarebbe servito a niente.
Ma non ha calcolato che in Gran Bretagna certi dettagli non sfuggono.
E quando si presenterà l'occasione presenteranno il conto.

giovedì 15 giugno 2017

mercoledì 9 novembre 2016

The Ambassador and the Trump

Trump ha interpretato il sentimento più profondo dell’America.
ha rappresentato qualcosa di non convenzionale rispetto alla proposta quasi dinastica della Clinton. 
ha interpretato dei timori
è importante per l’avvio alla soluzione dei problemi ofcs

I qaedisti sui social oggi hanno scatenato tutta  la loro rabbia verso i vertici di al Nusra, ironizzando sulla relazione speciale che ci sarebbe tra l'America obamiana e gli uomini di al Julani. E quindi sulla disperazione nella quale sarebbero precipitati nel corso della nottata i ribelli alla notizia della sconfitta della Clinton. Una conferma che il ragionamento del distacco di facciata, messo a punto dagli analisti, conveniva a chi li paga profumatamente. Se siamo andati in ginocchio a Damasco, con addirittura un italiano alla guida della delegazione, per chiedere ad un manipolo di persone poco raccomandabili, una lista di terroristi, è a causa delle politiche sbagliate di Obama in medio-oriente. Obama non è un gigante come è stato fatto ripetere a Renzi fino a poche ore fa. Ha fallito su tutti i fronti.
E Trump non è come la destra italiana o i grillini. Ha un programma, difficile da implementare nonostante la vittoria, ma che è piaciuto al ceto medio. Non è questione di voto di pancia o di sentimenti. Adesso non bisogna commettere l'errore di dire al presidente del consiglio che siccome ha preso il voto dei fessi, allora va trattato di conseguenza.

venerdì 14 ottobre 2016

Friends will be friends

Passano le stagioni.
Passano i governi.
Makhzoumi è sempre qua e l'Ambasciatore Massolo con lui.
Purtroppo non posta mai un selfie con il generale Manenti.
Altro suo grande amico.

Da non perdere dal 20 al 28 Ottobre il Festival della Diplomazia a Roma (programma).
L'Ambasciatore, assieme ad altri, presenterà l'evento il prossimo giovedì nella sede dell'associazione stampa estera.
Seguirà intervento Moretti Finmeccanica.
E chi sennò ?






Foto Fouad Makhzoumi Twitter

venerdì 30 settembre 2016

Winds of change

Il distacco con il passato si è visto nel fatto che il discorso del prefetto Pansa è stato pubblicato sul sito della sicurezza nazionale nell'immediatezza dell'intervento.
L'Ambasciatore Massolo va a braccio quindi erano necessari almeno un paio di giorni per pubblicare qualche stralcio della sua esposizione.








Foto Paolo Messa Twitter

giovedì 22 settembre 2016

Good grief

Do you believe there could ever be a joint US-Russian military partnership against the militants, as outlined in the deal? President Assad: Again, practically, yes, but in reality, no, because the United States doesn’t have the will to work against al-Nusra or even ISIS, because they believe that this is a card they can use for their own agenda. If they attack al-Nusra or ISIS, they will lose a very important card regarding the situation in Syria. So, I don’t believe the United States will be ready to join Russia in fighting terrorists in Syria.Syrian news agency

Quest'uomo ha fatto almeno mezzo milione di morti e John Kerry spera ancora nel ripristino del cessate il fuoco. Lo stesso Kerry che qualche giorno fa su La Stampa magnificava Renzi in quanto, tra le altre cose, baluardo italiano contro il terrorismo internazionale.
Non si è ancora capito come i servizi abbiano fatto a convincere gente al di là dell'oceano che l'Italia serve a qualcosa, oltre che a piazzare 450 uomini su una diga per fare ottenere un contratto miliardario ad una azienda privata, ma bisogna ammettere che sono stati bravi.

Nel frattempo Sheikh al Mohaisny in Siria, sarebbe riuscito ad unire la maggioranza dei gruppi ribelli sotto la leadership di al Joulani, che non è tanto interessato alla questione politica, ma vuole avere la gestione militare e finanziaria. L'operazione sarebbe andata in porto con la benedizione dei soliti noti. Turchia, Qatar e Arabia Saudita che non cedono sull'uscita di scena di Assad.
Se gli americani sperano di mandare il dittatore siriano e la sua signora in ritiro dorato in Zimbabwe o che accetti un pezzettino di terra da governare per se e la sua setta, pare chiaro che non vi sono molte speranze. Portare al tavolo delle trattative i ribelli e relativi sponsor, dovrebbe dare un senso a quella che tutti chiamano soluzione politica senza sapere di cosa effettivamente stanno parlando.
Che è poi la stessa soluzione per la Libia.
L'Ambasciatore Massolo giorni fa auspicava che alle trattative partecipasse anche il generale Haftar.
Immagino intendesse i suoi protettori internazionali. Convinti loro, poi ci si può liberare agevolmente anche del generalone paffutello.

martedì 6 settembre 2016

E la nave va

Con alcune manovre errate, poiché eseguite a distanza troppo esigua, la nave ha generato un forte moto ondoso che ha danneggiato alcune strutture di un porticciolo turistico di Messina. Danneggiati gravemente due pontili, una barca a motore e la pilotina degli ormeggiatori. L'episodio è stato ripreso dalle telecamere poste nell'area per la sorveglianza.ilmessaggero

Quanto ci manca l'Ambasciatore Massolo.
Da quando se ne è andato lui, è sceso un nero sipario sui servizi.
Anche il generale Manenti, che seguiva con entusiasmo le sue prolusioni, non si sente da un pò.

E d'altra parte, come ho suggerito a suo tempo, l'altro è meglio non farlo parlare.
Non l'hanno mandato manco al Conosp di Ferragosto.
Chissà se Mancini ci si piglia. O gli ficca i tortellini negli scacchi.

L'Ambasciatore non ha comunque perso le buone abitudini.
Quando arriva il momento dell'abbiocco, finge concentrazione su tablet e simili.
Speriamo che non distruggano tutto il buon lavoro fatto.

sabato 2 luglio 2016

Un lavoro normale

Il 90% di quello che fanno i servizi si può dire perchè in fondo non è ciò che interessa veramente.
Conta piuttosto come lo fanno.
E quando il segreto viene a tutela di un operato poco ortodosso, allora la percezione è negativa.
In questo senso va dato atto all'Ambasciatore Massolo di aver fatto un lavoro egregio.
Per il resto il presidente di Ficantieri, con la classe che lo contraddistingue, non può che continuare a ribadire i soliti concetti.

Da quando il prefetto Pansa si è insediato al comando da lui tenacemente voluto ed ottenuto, sembrano essersi smorzate tutte le polemiche sui giornali che spesso hanno accompagnato la direzione Massolo.
Niente più notizie di valigette, soldi trafugati, soldi pagati o relazioni extraconiugali.
Forse la stampa in quest'ultimo periodo è stata impegnata su altri fronti.
Probabilmente però oltre alle sue truppe, come è prassi ogni volta che un degennariano entra ai servizi, l'ex-capo della polizia si è portato appresso il codazzo di giornali e cronisti su cui il ministero dell'interno può fare affidamento. Quindi per adesso è calato il sipario.
Vedremo se il sistema funziona.


Francesca Musacchio intervista Giampiero Massolo per Ofcs-report

giovedì 26 maggio 2016

Più ampie

Esito abbastanza scontato.
Però viene da chiedersi che senso ha piazzare al timone l'Ambasciatore Massolo, che può garantire standard d'eccellenza, e lasciare come amministratore delegato Bono che, al di là delle espressioni colorite usate da Mangoni per lamentarsi della diversità di vedute, parrebbe preferire modalità di gestione non sempre vincenti. Vedremo come si muoverà l'Ambasciatore.

mercoledì 18 maggio 2016

Nuovi grattacapi indiani per l'Ambasciatore

Una delle prime beghe da risolvere per l’Ambasciatore Massolo, una volta assunta la guida ufficiale di Fincantieri, potrebbe essere una questione sollevata in India dal partito Bharatiya Janata (formazione del primo ministro Modi e caratterizzata da toni nazionalistici molto accentuati e legati all’identità induista) circa presunti favoritismi riservati a Fincantieri all’epoca in cui al governo c’era la United Progressive Alliance guidata da Sonia Ghandi.
“Potrebbe” perché al momento il ministero della difesa ha avviato alcune verifiche informali riservandosi la possibilità di istituire una inchiesta ufficiale solo qualora emergessero fatti concreti.
I dettagli della vicenda sono già stati resi noti nel 2010 in una relazione che illustra l’iter di un bando di concorso lanciato nel 2005 per la costruzione di una flotta destinata al rifornimento di carburante. Delle tre aziende che risposero all’appello, solo la Rosoboronexport presentò un progetto che rispondeva alle regole fissate dalla commissione e che richiedeva l’uso dell’acciaio di tipo DMR 249A. Si tratta di un materiale resistente ma molto costoso. Infatti il colosso russo fu subito escluso dalla gara. Fincantieri conquistò l’appalto offrendo condizioni generali molto vantaggiose e mise subito in chiaro che l’acciaio di tipo DH 36 che loro avrebbero usato, era di peso e resilienza minore ma presentava anche meno problematiche rispetto al DMR. E che comunque veniva usato di routine per quel tipo di costruzioni.
La commissione giunse alla conclusione che non c’era differenza sostanziale tra DH36 e DMR 249A e assegnò l’appalto a Fincantieri. Quindi il rapporto dell’audit nel 2010 sottolineò l’incongruenza costituita dalla consapevolezza che la struttura chimica del materiale non rispondeva ai requisiti imposti dal bando, definendo l’intera operazione come undue favour to foreign vendor e annotando anche l’acquisto di una seconda nave.

La Ins Deepak è una nave prestigiosa di 175 metri di lunghezza, 27 di larghezza e può sopportare un carico di 27500 tonnellate. Fu costruita a tempo di record e consegnata dopo poco più di due anni. Può essere usata non solo per il trasporto di carburante ma anche di munizioni, veicoli, beni di consumo e per missioni umanitarie. Ad essa seguì la costruzione, sempre ad opera di Fincantieri, della Ins Shakti.
Nel 2013 nel corso di un servizio di scorta ad una portarei proveniente dalla Russia, si verificarono delle rotture che costrinsero la Ins Deepak a dirigersi verso Lisbona. Lì fu raggiunta da una squadra di soccorso di Fincantieri che effettuò le riparazioni necessarie. Nel 2014 il vice ammiraglio Sinha, comandante della flotta occidentale, inviò una serie di richieste affinchè fossero effettuate delle verifiche. Secondo lui la rottura era proprio dovuta al fatto che il materiale usato per la costruzione della nave era per uso commerciale e non specifico per veicoli militari.
Sentito di nuovo in questi giorni dai giornali locali, ha ribadito che in balia del maltempo la Ins Deepak a malapena riusciva a mantenere la rotta. Fatto alquanto atipico per una nave di quel genere. Il ministero della difesa invece, è tuttora propenso a ritenere che quella rottura sia da addebitare a fattori concomitanti ma non alla struttura chimica del DH36.
Insomma sembrerebbe trattarsi della solita sceneggiata in salsa indiana. Se non si riesce a risolvere in tempi brevi la diatriba politica, verrà avviata un’inchiesta seguita poi, da feroce dibattito parlamentare.
Inizio sfizioso per il nostro Ambasciatore.

martedì 17 maggio 2016

Effinalmente

nominare quali amministratori – oltre ai candidati indicati nella lista depositata da Fintecna (1. Nicoletta Giadrossi*, 2. Simone Anichini*, 3. Donatella Treu*, 4. Giuseppe Bono, 5. Fabrizio Palermo) – Giampiero Massolo e Massimiliano Cesare* (quest’ultimo già consigliere di Fincantieri);
nominare Giampiero Massolo Presidente del Consiglio di Amministrazione;   
cassadepositieprestiti

Seguirò le vicende di Fincantieri allo stesso modo in cui seguii la polizia stradale quando la dirigeva il prefetto Rizzi. A forza e per devozione !!!
Manco monsignor dal Covolo lo adora come me.

sabato 14 maggio 2016

Tra giochi di prestigio e giuramenti

« Ci lasciava intendere di far parte dei servizi segreti, varie volte faceva allusioni in proposito. Raccontava di avere funzioni e compiti che presidiavano la sicurezza dello Stato». E una volta a un incontro al Caffè Greco organizzato dalla Chaouqui, monsignor Abbondi giura di aver visto l’ambasciatore Massolo, allora capo dei servizi italiani. Corriere Roma
e il fratello dell’ex premier ha fatto alcuni giochi di prestigio. Francesca Chaoqui, ha detto il Prelato, sosteneva di far parte dei servizi segreti italiani, cosa confermata anche da Vallejo, tanto da prendere parte a un incontro al Cafè Greco, a Roma, a cui era presente anche l’allora capo dell’intelligence, Giampiero Massolo. vaticaninsider

Enniente. Incontrare il cardinal Massolo rimarrà un sogno.
Lui va solo da gente altolocata. Oscura ma altolocata.

A questo punto sorge un dubbio.
Ma non è che il tecnico delle bonifiche era Daniele Conte ? 

lunedì 9 maggio 2016

Intelligence con stile

“Non deve essere né terrorizzata né distratta“, ha spiegato, ma al contrario “consapevole e fiduciosa“. In questo senso, un ruolo fondamentale – ha evidenziato Massolo – spetta all’informazione “che non deve porsi come cassa di risonanza della propaganda” e “dare credito alla politica di trasparenza” avviata dall’intelligence. “Vi è un’evidente dissociazione tra la minaccia concreta e la sua percezione“formiche

Si è discusso molto anche in Italia del famigerato live tweet della Cia in occasione dell'anniversario dell'uccisione di Bin Laden.
E' sfuggita invece l'operazione di propaganda messa a punto la scorsa settimana dalla Casa Bianca che ha inviato Brennan allo show domenicale della Nbc per perorare la "causa saudita".
Uno tra i momenti più bassi registrati nella storia della Cia.
Il direttore ha offeso il lavoro della commissione che ha stilato il rapporto sull'undici settembre, definendolo pieno di imprecisioni (ha dimenticato evidentemente che l'intera comunità di intelligence puntò per prima il dito contro i sauditi). Ha elogiato il rapporto con l'Arabia Saudita e ha fatto una serie di affermazioni sull'attuale situazione in Siria in netto contrasto con il Dni e altre agenzie.

Io credo che l'Ambasciatore Massolo, anche se gli fosse stato ordinato dal presidente del consiglio, non si sarebbe abbassato ad un livello simile. E' nella natura della sua statura di diplomatico, ricorrere alla capacità di stabilire modi e tempi delle mosse necessarie da mettere in campo per risanare una situazione. A questo è servita una direzione diversa come la sua. Non solo a far cambiare la percezione che il cittadino ha dell'intelligence, ma anche quella che l'intelligence ha di se stessa.
Percezione che in questo Paese è largamente influenzata da una informazione poco trasparente e faziosa.
La pubblicazione alla quale l'Ambasciatore ha reso ossequioso omaggio fa riferimento ad una fondazione ed ha un sito internet registrato a nome di una società riconducibile ad un membro del Copasir. E' diretta da una giornalista di talento e si avvale di un ottimo staff.
Però non fa eccezione . Il taglio di notizie ed approfondimenti dovrà essere di un certo tenore a seconda delle esigenze. Se proprio vogliamo trovare un difetto all'impronta data dall'Ambasciatore Massolo, è quello di aver forse modificato il rapporto dell'intelligence con la politica senza però tentare di smorzarlo a sufficienza.
E comunque non vi è più traccia di dossieraggi o di articoli usciti direttamente dagli uffici dei servizi. Non su questioni chiave almeno. Che ci vogliano rifilare la nozione che l'Aise è presente in massa in Libia o che il merito delle operazioni antiterrorismo nei Balcani sia tutto dell'Aisi, non è poi un gran danno.

Ma sarà così spietato come lo descrissero i giornali quando venne nominato a capo del Dis ?
Rimane il dubbio.

giovedì 5 maggio 2016

Cose di servizi(o)

Carrai è infatti azionista di una società, la Cys4, specializzata in sicurezza informatica, fondata a fine 2014 insieme a Leonardo Bellodi, ex braccio destro di Paolo Scaroni all’Eni e molto vicino all’attuale numero uno degli 007 dell’Aise Alberto Manenti.espressorepubblica

Gli altri governi non avevano lobby al seguito invece.

Albè scusa,

questo Fittipaldi ogni sei mesi riciccia la storia della tua amicizia con Bellodi.
Se mi posso permettere. Sii più selettivo e discreto.

Parliamo di cose serie. Bisogna organizzare il benvenuto al prefetto Pansa.
Per ora andiamoci soft.
Magari alla prima convocazione al Copasir, mentre lo saluti sulla porta gli dici :
Sandrino ma gliela fai ad andare da solo o ti devo chiamare Papa o Morcone o anche Di Legami come quando eri a capo della piesse ?
Se capisce è bene. Se non capisce, alziamo il tiro.


Il nome di Massolo, però, non è nelle liste depositate da cui si attingerà per la composizione del Cda del gruppo cantieristico. C’è chi in queste ore sta facendo notare questa sorta di “anomalia”, per la quale sarà necessario un intervento ad hoc. Sempre che il nome di Massolo sia effettivamente in agenda.lanotizia

Infatti aspettavo l'ufficialità per mettere mano al dossier Fincantieri. Ormai sono affezionata all'Ambasciatore Massolo. Non lo posso lasciare solo.
Ho dato un'occhiata a colpi d'accetta. Mi pare sia stato approvato un bilancio poco ortodosso visto che l'amministratore delegato se ne è andato sbattendo la porta con una buonuscita da tre milioncini. Poi c'è stata una quotazione in borsa non proprio entusiasmante. E le barchette vengono vendute con successo però si parla di preventivi sbagliati.
Direttò se mi posso permettere. Mi puzza di sola.
Si faccia dare un'altra cosetta.