Песков призвал "основываться на фактах". "А фактов пока не много, их еще предстоит выяснить в ходе следственных действий, которые сейчас выполняются", - подчеркнул пресс-секретарь президента.
Interfax
Quando si verifica l'uccisione di un target di medio-grosso calibro in un ambito di terrorismo in medio oriente, arrivano innanzitutto le immagini dei resti del mezzo colpito dal drone.
Solitamente un'auto con vetri e sportelli rotti. Qualche brandello di stoffa o tessuto umano. I droni moderni ad alta precisione lasciano disperdere anche poco sangue.
Poi ci sono le interviste agli abitanti del posto.
Dopo poche ore arriva il comunicato ufficiale di Centcom che, un po' per pavoneggiarsi e un po' perché ormai la notizia è arrivata dappertutto, evita di riferire il nome del target.
Se si tratta di un capo qaedista o di daesh, dopo qualche giorno arriva l'eulogy da parte del gruppo. Dopo qualche mese arriva pure il nuovo capo.
Per dire che in queste situazioni, prima di dire cose, si cerca di verificare. Ognuno lo fa con i mezzi a disposizione.
Appunto il buon Peskov ci ha riportato con i piedi per terra.
Da giorni si discute sul metodo. Sulle implicazioni. Sul discorsetto di Putin.
Nessuno ha chiesto di vedere il cadavere o salma che dir si voglia.
Che non sarebbe risolutivo. Sempre meglio però, delle veline passate dai media di Putin.