Non risultano per il momento fatti concreti dalla trascrizione dei dialoghi pubblicata da Buzzfeed. E nemmeno dal resoconto fatto in Febbraio da L'Espresso.
La magistratura deve compiere gli accertamenti necessari.
Bisogna tenere in considerazione il fatto che, il modo in cui solitamente Putin si muove per influenzare l'orientamento tenuto dai governi occidentali e dagli organismi internazionali nei confronti della Russia, non è quello che sembrerebbe venire fuori da questa storia.
Il presidente russo non mescola affari e politica semplicemente per comprare un partito di governo in grado di fare i suoi interessi in seno alla Nato o all'Unione Europea.
Putin segue dinamiche più fluide che gli garantiscono capacità di manovra nel lungo periodo e sui fronti più disparati.
Per questo motivo al momento la questione più urgente da risolvere in materia di sicurezza nazionale, alla luce della fuoriuscita dei vicedirettori dall'organo di coordinamento, è la ricerca di figure con altrettanta competenza ed esperienza nel campo della business intelligence e delle aree di conflitto internazionali. Settori che vede vigili e attivi sia Aise che Aisi e per i quali è comunque necessaria un'azione efficace di sostegno da parte del dipartimento.
Inoltre le istituzioni e le aziende alle quali Putin si affida per determinate transazioni sono di alto livello e strettamente legate ai suoi inner circles.
Vi è un gran numero di persone che naviga, e viene lasciata agire, nella galassia putiniana.
Ma si tratta di personaggi di basso profilo e con nessuna influenza a livello decisionale.
Pur gravitando in questa vicenda un consigliere per le attività strategiche e un vice presidente dell'Eni, non risulta al momento che si stessero muovendo in maniera ufficiale e che siano stati finalizzati affari e scambi.
Non era dunque compito della sicurezza nazionale quello di seguirne le mosse.
I generali Carta e Parente, nei prossimi giorni in audizione al Copasir, non potranno riferire di evidenze ulteriori rispetto a quelle già emerse attraverso i resoconti della stampa italiana ed internazionale.
La questione rimane essenzialmente politica.
Il presidente Conte ha il compito di fare da mediatore all'interno del governo per risolvere la controversia, facendo anche in modo che in futuro non si ripresentino situazioni simili.
E potrebbe anche stimolare nel ministro Salvini qualche riflessione politica di tipo più profondo circa il modo di operare e i collaboratori che lo affiancano.
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