domenica 7 luglio 2019

In stand by

Da allora sono passati anni, fatti di fascicoli rimasti aperti nonostante poco o nulla sia stato fatto dal punto di vista investigativo, accuse infamanti, carriera in stand by e in ogni caso, lontano da Reggio Calabria, dove la squadra dell’epoca è stata smontata a partire dai suoi vertici. In primo grado per Lardieri era arrivata l’assoluzione su richiesta della stessa procura che un anno prima aveva chiesto il rinvio a giudizio, mentre per Giardina una condanna, spogliata però dell’infamante accusa di aver agevolato la ‘ndrangheta, come teorizzato dal pm responsabile del fascicolo. Adesso la Corte d’Appello ha restituito verità ad un’indagine che per anni ha raccontato una storia diversa rispetto a sentenze, anche denitive, che hanno permesso di ricostruire pezzi negati della storia di Reggio Calabria. corrieredellacalabria

Il primo laureato del master in intelligence dell'Unical.
Ufficiale di talento. Forse dal carattere un po' spigoloso.
L' antiterrorismo dovrebbe essere un  ottimo sbocco per lui.
Magari al termine del corso che sta seguendo.
Fu parcheggiato a Bologna dove fortuna ha voluto che ritrovasse proprio la dottoressa Ronchi.
La Calabria di Giardina era la stessa degli uomini del Sismi che scendevano da Roma in giacca e cravatta, di Pignatone, Cortese, Prestipino e altri.
Poi arrivò Cafiero De Raho. Senza moglie al seguito.
Adesso sono rimasti più che altro i racconti dei pentiti.

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