giovedì 8 novembre 2018

Immagino (pezzi di potere)

Ferrara mi si avvicinò per chiedermi un consiglio quale Comandante generale e, immagino, quale persona ritenuta da lui affidabile, in merito all’opportunità di ricevere l’imprenditore Romeo di Napoli. Lo sconsigliai, dicendogli che era apparso nelle cronache giudiziarie. Preciso che neppure sapevo dell’effettiva esistenza o meno di una o più indagini sul conto dello stesso». Il nulla, insomma. Eppure, il Comandante generale di cose ai pubblici ministeri forse avrebbe da dirne in quel dicembre 2016. Carlo Bonini Repubblica 8 Novembre 2018

Se uno non conosce vicenda e personaggi citati nell'articolo, penserà che si sta parlando di un pollaio. Bonini ha esagerato nei toni del suo resoconto, ma in effetti le atmosfere di quell'epoca (che non è ancora passata nonostante il cambio di governo) un po' in tutti i comparti sicurezza e non solo nell'Arma di Del Sette, erano di quel tenore. Anche la stampa di casa nostra, che se n'è semplicemente servita per attaccare gli esecutivi del PD in alcune sue componenti e di certo non per fare critica costruttiva, non ci ha fatto una bella figura.
Del polpettone Consip rimarrà un mistero la vera motivazione del passaggio dei 30+1 del Noe all'Aise. Nel computo esigenze-rischi-benefici non ne valeva proprio la pena.
Quale sarà stata la contropartita strappata dal direttore ? O era lui che doveva pagare qualche pegno del passato ? Magari quando va in pensione ci scrive un libro.
La prefazione gliela faccio io.

Nessun commento:

Posta un commento