...We have continuosly and repeatedly demanded, in various international meetings and conferences, presidential and parliamentary elections.
Moreover we continue to respond positively to any initiative that would enable us to implement that, starting with Abu Dhabi1, Paris, Paris 2, Palermo Abu Dhabi 2.
Eventually at the end of this road we must sit down and have a dialogue, the political process must have its place and there must be a comprehensive national dialogue, which would maintain the unity of libyan soil.
This dialogue that secures the unity of our country and the unification of its institution is something we still firmly maintain that is impossible as long as long as terrorist and criminal groups still control all aspects of life in Tripoli.
In conclusion we hope that the ministers' meeting will produce recommendations that would serve Libya's interests and become a step towards achieving security and stability.
General Command for LAAF September 26 2019
Foto مكتب الاعلام - القيادة العامة للقوات المسلحة الليبية
In merito alla crisi libica, Di Maio ha sottolineato la necessità di una piena collaborazione dei paesi più interessati, come il Qatar, in vista di una soluzione politica sotto l’egida ONU, sottolineando l’importanza del ruolo di Doha nel dissuadere le parti in conflitto da ogni azione militare. Infine, sul Golfo Persico, il titolare della Farnesina ha sottolineato al suo interlocutore quanto sia importante evitare iniziative che possano aggravare le tensioni esistenti, lavorando quindi a soluzioni condivise in un quadro regionale. “L’Italia considera con favore ogni iniziativa diplomatica inclusiva”.
mae.it 26 Settembre 2019
“The idea is to put a form of political pressure on all the main actors that support the factions and say ‘Stop the military competition and proxy war and get around the table,’” said a European diplomatic source.
Reuters
L'idea dovrebbe essere quella di evitare in Germania la solita scena di Marshal Haftar che arriva pieno di buoni propositi e abbraccia tutti a favore di telecamera. Una volta tornato a casa ricomincia a borbottare. Sempre a favore di telecamera.
Finchè Haftar riesce ad usare l'alibi del terrorismo come arma, assieme alla confusione generata dalle milizie fuori controllo a Tripoli, è pressochè impossibile avvicinare le posizioni di tutti coloro i quali a parole sostengono gli sforzi portati avanti dalle nazioni unite per arrivare ad una soluzione politica accettabile.
A Tripoli c'è un governo che pare non avere pieno controllo della situazione.
Per altro verso la Libia è solo parte di un mosaico più grande che vede interessati attori come l'Egitto e gli Emirati Arabi.
Nel frattempo la Russia ha esteso il proprio raggio d'azione con i mercenari di Prigozhin.
L'impegno profuso dal governo italiano per riavvicinarsi alla Francia di Macron e stimolare un maggiore coinvolgimento da parte degli Stati Uniti, deve tenere conto di due fattori molto importanti. Le diverse anime che convivono all'interno dell'amministrazione americana e le divergenze sempre più marcate in materia di politica estera (principalmente su Iran e Yemen) che sembrano avere compromesso nelle ultime settimane il rapporto tra emiratini e americani.
Viste le buone relazioni diplomatiche intrattenute con tutti i protagonisti delle varianti che incidono sulla situazione libica, l'intervento italiano può risultare decisivo se calibrato con cura (senza interferire in altre situazioni delicate come quella della disputa del Golfo) a seconda dell'interlocutore.
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venerdì 27 settembre 2019
giovedì 16 maggio 2019
E' arrivato (?)
DUBAI (Reuters)MAY 15, 2019 / 8:37 PM - A senior United Arab Emirates Minister official said on Wednesday that Libyan general Khalifa Haftar did not consult with the Gulf Arab state before his move on the capital Tripoli.
Minister of State for Foreign Affairs Anwar Gargash also told reporters that Tripoli remained controlled by factions that include “thugs and gangs”.
Gargash ha ribadito quanto sostenuto nelle scorse settimane. Haftar è l'ultimo dei problemi.
La questione è una tenuta della Libia tale da garantire il contenimento delle ondate fondamentaliste che mettono in pericolo gli interessi degli emiratini dall'Egitto allo Yemen con puntate in Corno d'Africa e Golfo. Il governo di Tripoli non è in grado al momento di fornire le garanzie necessarie.
I capricci di Haftar e le telefonate di Trump hanno quindi importanza relativa.
Gargash ha ribadito quanto sostenuto nelle scorse settimane. Haftar è l'ultimo dei problemi.
La questione è una tenuta della Libia tale da garantire il contenimento delle ondate fondamentaliste che mettono in pericolo gli interessi degli emiratini dall'Egitto allo Yemen con puntate in Corno d'Africa e Golfo. Il governo di Tripoli non è in grado al momento di fornire le garanzie necessarie.
I capricci di Haftar e le telefonate di Trump hanno quindi importanza relativa.
lunedì 29 aprile 2019
Too deep (Just in)
“He’s supremely self-confident and convinced of his mandate,” Dr. Wehrey says. “He’s an old-school, dyed-in-the-wool military man, an authoritarian by temperament. He has a deep lust for power and has been masterful at exploiting the disenchantment with the [2011] revolution.”globeandmail
Una delle lezioni che Marshal Haftar non è riuscito ad apprendere dalle sue frequentazioni occidentali, è che prima di sfruttare il terrorismo per i propri fini bisogna stare attenti a non cadere nello stesso tranello che affossa i terroristi.
La sete di potere.
Al Baghdadi che copia lo stile di Al Joulani non si può vedere.
Una delle lezioni che Marshal Haftar non è riuscito ad apprendere dalle sue frequentazioni occidentali, è che prima di sfruttare il terrorismo per i propri fini bisogna stare attenti a non cadere nello stesso tranello che affossa i terroristi.
La sete di potere.
Al Baghdadi che copia lo stile di Al Joulani non si può vedere.
sabato 20 aprile 2019
Endorsement che non erano
The policy reversal came as a surprise in part because Mr. Hifter’s forces also appear to be losing ground. His promises of a quick victory have proved false, and his forces appear outmaneuvered by those aligned against them. Most analysts say that he has little hope of exerting his authority over all of Libya any time soon, so his continued campaign may only prolong the country’s instability.nytimes
Lodare gli sforzi in ottica antiterrorismo mantenendo toni bassi sulla marcia verso Tripoli e sul massacro di civili non è esattamente una pacca sulla spalla di Marshal Haftar.
L'amministrazione americana sta evidentemente seguendo la linea italiana che è quella di mediare tra le parti nella speranza di arrivare alla cosiddetta soluzione politica.
Gli americani possono vantare e sfruttare le buone relazioni con le monarchie del Golfo.
Ma il rigetto totale delle politiche sul 5G di recente adottato dagli emiratini è indicativo del fatto che il supporto di Trump conta fino ad un certo punto.
C'è poi da vedere cosa s'intende per soluzione politica inclusiva.
Lodare gli sforzi in ottica antiterrorismo mantenendo toni bassi sulla marcia verso Tripoli e sul massacro di civili non è esattamente una pacca sulla spalla di Marshal Haftar.
L'amministrazione americana sta evidentemente seguendo la linea italiana che è quella di mediare tra le parti nella speranza di arrivare alla cosiddetta soluzione politica.
Gli americani possono vantare e sfruttare le buone relazioni con le monarchie del Golfo.
Ma il rigetto totale delle politiche sul 5G di recente adottato dagli emiratini è indicativo del fatto che il supporto di Trump conta fino ad un certo punto.
C'è poi da vedere cosa s'intende per soluzione politica inclusiva.
giovedì 18 aprile 2019
Per la giacchetta
RESOCONTO STENOGRAFICO
GIOVEDÌ 18 APRILE 2019
....Ci facciamo tirare la giacca da Maitig, facendoci dire dalle colonne dei quotidiani cosa dobbiamo fare; lo stesso che nei mesi scorsi ha lavorato per indebolire il già precario Sarraj. Ci facciamo dettare la linea dai quatarini, diventando una sorta di alleati dei Fratelli musulmani, oppure proviamo a stilare e a suggerire noi un'agenda per la tregua? Vogliamo fermare i rifornimenti di armi ad Haftar o pensiamo di armare sottobanco Tripoli, come qualcuno va vociferando? Fate un gran parlare di strategie, ma di strategico vedo solo il gran parlare che se ne fa. Se qualcuno pensa che il nostro interesse è fare qualche accordo con qualche milizia libica che gira in Italia a buon mercato, ecco, io penso che commetteremmo nuovamente gli stessi errori del recente passato. Attenzione quindi a giocare con il fuoco. Se, passata questa offensiva di Haftar, la vostra idea è quella di sostituire il debole Sarraj con qualche altro esponente a noi caro, commetteremmo un grande errore.
....
CRAXI
Sarebbe interessante sapere quanti quattrini becca Maitig ogni volta che viene in Italia.
Se l'idea di base è quella di continuare a sostenere il governo di Tripoli (quale o che parte di esso è da stabilire), è inutile mandare il generale Caravelli a mediare.
L'unica strada è quella di neutralizzare Haftar perchè con lui è proibitivo trattare.
Però bisogna avere una strategia studiata a tavolino nei minimi dettagli per il prima-durante-dopo.
....Ci facciamo tirare la giacca da Maitig, facendoci dire dalle colonne dei quotidiani cosa dobbiamo fare; lo stesso che nei mesi scorsi ha lavorato per indebolire il già precario Sarraj. Ci facciamo dettare la linea dai quatarini, diventando una sorta di alleati dei Fratelli musulmani, oppure proviamo a stilare e a suggerire noi un'agenda per la tregua? Vogliamo fermare i rifornimenti di armi ad Haftar o pensiamo di armare sottobanco Tripoli, come qualcuno va vociferando? Fate un gran parlare di strategie, ma di strategico vedo solo il gran parlare che se ne fa. Se qualcuno pensa che il nostro interesse è fare qualche accordo con qualche milizia libica che gira in Italia a buon mercato, ecco, io penso che commetteremmo nuovamente gli stessi errori del recente passato. Attenzione quindi a giocare con il fuoco. Se, passata questa offensiva di Haftar, la vostra idea è quella di sostituire il debole Sarraj con qualche altro esponente a noi caro, commetteremmo un grande errore.
....
CRAXI
Sarebbe interessante sapere quanti quattrini becca Maitig ogni volta che viene in Italia.
Se l'idea di base è quella di continuare a sostenere il governo di Tripoli (quale o che parte di esso è da stabilire), è inutile mandare il generale Caravelli a mediare.
L'unica strada è quella di neutralizzare Haftar perchè con lui è proibitivo trattare.
Però bisogna avere una strategia studiata a tavolino nei minimi dettagli per il prima-durante-dopo.
domenica 14 aprile 2019
Near a tree by a river, there's a hole in the ground
Da quando il mio esecutivo ha iniziato a occuparsi del dossier libico, ho subito acquisito la consapevolezza che non è però pensabile una soluzione del conflitto senza interloquire con tutti gli attori che hanno un ruolo, locali o internazionali. E Haftar ha sempre avuto un ruolo importante, in particolare in Cirenaica.
.... Per questo ho voluto coinvolgere Haftar nella conferenza di Palermo e l'ho incontrato a Bengasi e ricevuto a Roma.
....Mi è stata consegnata una lettera personale del generale Haftar, a conferma della fiducia che ha nei miei confronti. Io ho chiesto ai suoi emissari aggiornamenti sulla situazione sul terreno.
...Il dossier libico lo coordino personalmente da Palazzo Chigi e farò in modo di evitare che si proceda con iniziative che potrebbero soggettivizzare il conflitto in corso. L'Italia non scommette sull'uno o sull'altro attore.
Intervista di Stefano Feltri Il Fatto Quotidiano
Foto Ministero Interno
Secondo le informazioni a disposizione dell’Aise, «Haftar può contare su un esercito composto da 25mila persone, tra loro anche molti ragazzini». Ma con l’avanzare verso la capitale può avere problemi logistici, le ultime informazioni giunte dal campo parlano di «numerose “tecniche” — i pick up utilizzati dai soldati ed equipaggiati con le mitragliatrici — rimaste ferme perché senza carburante». Proprio su queste difficoltà si cercherà di fare leva a livello diplomatico per cercare di scongiurare il conflitto finale. L’intelligence evidenzia nei dossier «la presenza tuttora massiccia di gruppi presenti nel Paese e direttamente collegati all’Isis, determinati a sfruttare la situazione di caos, pronti a trasformare la Libia nella nuova Siria».
Fiorenza Sarzanini corriere
E' buona pratica, quella di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili.
Però avendo a disposizione una delle agenzie migliori al mondo (soprattutto rispetto al dossier libico) sarebbe opportuno dare priorità alle valutazioni dell'Aise e dell'intero comparto intelligence. Tanto più che Marshal Haftar ha fatto sua la lezione occidentale di sbandierare il pericolo terrorismo per trarne vantaggi.
Quello che non si riesce ad inquadrare nel dettaglio da tutti i resoconti arrivati nelle ultime settimane (stampa locale e internazionale, think tank, esperti), è quanto fluide siano le alleanze nei due campi militari (gli eserciti di Haftar non hanno mai brillato per compattezza e stabilità e le milizie si muovono di conseguenza) e quale sarebbe l'orientamento dei sostenitori stranieri di LNA. Abbiamo letto in questi giorni di fiumi di denaro provenienti dal Golfo (dall'Arabia Saudita in particolare) e di una attivazione massiccia di predicatori madkhali. Come sottolineato dal presidente del SIOI qualche giorno fa, la partita libica è ormai affare lontano dai lidi occidentali.
Sotto il profilo strettamente diplomatico e politico sorge un altro interrogativo.
Leggiamo ora di contatti con Francia e Germania.
Ma dai giorni in cui il generale Manenti avrebbe voluto mandare all'aria la conferenza di Palermo per mancanza di sostanza (e forse l'attualità gli dà ragione) fino ad oggi, come si è mosso il governo italiano ?
.... Per questo ho voluto coinvolgere Haftar nella conferenza di Palermo e l'ho incontrato a Bengasi e ricevuto a Roma.
....Mi è stata consegnata una lettera personale del generale Haftar, a conferma della fiducia che ha nei miei confronti. Io ho chiesto ai suoi emissari aggiornamenti sulla situazione sul terreno.
...Il dossier libico lo coordino personalmente da Palazzo Chigi e farò in modo di evitare che si proceda con iniziative che potrebbero soggettivizzare il conflitto in corso. L'Italia non scommette sull'uno o sull'altro attore.
Intervista di Stefano Feltri Il Fatto Quotidiano
Foto Ministero Interno
Secondo le informazioni a disposizione dell’Aise, «Haftar può contare su un esercito composto da 25mila persone, tra loro anche molti ragazzini». Ma con l’avanzare verso la capitale può avere problemi logistici, le ultime informazioni giunte dal campo parlano di «numerose “tecniche” — i pick up utilizzati dai soldati ed equipaggiati con le mitragliatrici — rimaste ferme perché senza carburante». Proprio su queste difficoltà si cercherà di fare leva a livello diplomatico per cercare di scongiurare il conflitto finale. L’intelligence evidenzia nei dossier «la presenza tuttora massiccia di gruppi presenti nel Paese e direttamente collegati all’Isis, determinati a sfruttare la situazione di caos, pronti a trasformare la Libia nella nuova Siria».
Fiorenza Sarzanini corriere
E' buona pratica, quella di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili.
Però avendo a disposizione una delle agenzie migliori al mondo (soprattutto rispetto al dossier libico) sarebbe opportuno dare priorità alle valutazioni dell'Aise e dell'intero comparto intelligence. Tanto più che Marshal Haftar ha fatto sua la lezione occidentale di sbandierare il pericolo terrorismo per trarne vantaggi.
Quello che non si riesce ad inquadrare nel dettaglio da tutti i resoconti arrivati nelle ultime settimane (stampa locale e internazionale, think tank, esperti), è quanto fluide siano le alleanze nei due campi militari (gli eserciti di Haftar non hanno mai brillato per compattezza e stabilità e le milizie si muovono di conseguenza) e quale sarebbe l'orientamento dei sostenitori stranieri di LNA. Abbiamo letto in questi giorni di fiumi di denaro provenienti dal Golfo (dall'Arabia Saudita in particolare) e di una attivazione massiccia di predicatori madkhali. Come sottolineato dal presidente del SIOI qualche giorno fa, la partita libica è ormai affare lontano dai lidi occidentali.
Sotto il profilo strettamente diplomatico e politico sorge un altro interrogativo.
Leggiamo ora di contatti con Francia e Germania.
Ma dai giorni in cui il generale Manenti avrebbe voluto mandare all'aria la conferenza di Palermo per mancanza di sostanza (e forse l'attualità gli dà ragione) fino ad oggi, come si è mosso il governo italiano ?
sabato 6 aprile 2019
Will those feet in modern times
Un uomo in pigiama si è fidato delle promesse di Marshal Haftar e adesso si lamenta come un bambino.
LNA chiaramemente non riuscirà a reggere l'intera offensiva. Avanza troppo lentamente.
Eppure emiratini, egiziani e russi sembrano convinti della vittoria.
Dhahi Khalfan twitta da stamattina come un indemoniato.
Esattamente a cosa mirano?
LNA chiaramemente non riuscirà a reggere l'intera offensiva. Avanza troppo lentamente.
Eppure emiratini, egiziani e russi sembrano convinti della vittoria.
Dhahi Khalfan twitta da stamattina come un indemoniato.
Esattamente a cosa mirano?
venerdì 5 aprile 2019
A Tarhouna siamo arrivati
Se non sei sicuro di riuscire a compattare quelli che passano dalla tua parte più di quanto stanno facendo quelli che ti combattono, non iniziare nemmeno.
E come pensi di governare un Paese con la sola forza militare ?
Marshal Haftar dovrebbe andare a lezione da Al Joulani che ha più o meno la metà dei suoi anni.
Attualmente Hayat Tahrir si è infiltrato in tutte le amministrazioni controllate dal governo di salvezza nazionale.
Come da previsioni, pare essere in atto la solita haftarata.
E come pensi di governare un Paese con la sola forza militare ?
Marshal Haftar dovrebbe andare a lezione da Al Joulani che ha più o meno la metà dei suoi anni.
Attualmente Hayat Tahrir si è infiltrato in tutte le amministrazioni controllate dal governo di salvezza nazionale.
Come da previsioni, pare essere in atto la solita haftarata.
giovedì 4 aprile 2019
United
The text of the following statement on Libya was released by the Governments of France, Italy, the United Arab Emirates, the United Kingdom, and the United States.
Begin Text:
The governments of France, Italy, the United Arab Emirates, the United Kingdom, and the United States are deeply concerned by fighting near Gharyan, Libya and urge all parties to immediately de-escalate tensions, which are hindering prospects for UN political mediation. At this sensitive moment in Libya's transition, military posturing and threats of unilateral action only risk propelling Libya back toward chaos. We strongly believe that there is no military solution to the Libya conflict. Our governments oppose any military action in Libya and will hold accountable any Libyan faction that precipitates further civil conflict.
We stand united behind UN Special Representative of the Secretary-General (SRSG) Ghassan Salame as the UN seeks to break Libya's political deadlock, improve transitional governance, and chart a path toward credible and peaceful elections. All Libyan actors should work constructively with SRSG Salame as the UN finalizes plans for the national conference planned for April 14–16.
L'aspetto ironico di tutta questa faccenda, è che Salame ha sempre sostenuto Serraj e il suo governo in chiave anti-Haftar. L'altro giorno improvvisamente s'è ricordato, e tra l'altro l'ha detto su Al Jazeera, che tra i mali da sconfiggere per avviare un percorso di normalizzazione ci sono corruzione, avidità e povertà.
Tutte cose che conoscevamo dai resoconti ufficiali dell'attività del GNA.
Auto blu pagate miliardi per esempio.
E Marshal Haftar che ha fatto.
Mentre i suoi marciavano su Tripoli oggi, ci ha deliziato con un discorsetto in cui ci teneva a fare sapere che si tratta di un atto dovuto per liberarla da corruzione-oppressione.
Quindi adesso che gli vuoi dire ?
L'aspetto ironico di tutta questa faccenda, è che Salame ha sempre sostenuto Serraj e il suo governo in chiave anti-Haftar. L'altro giorno improvvisamente s'è ricordato, e tra l'altro l'ha detto su Al Jazeera, che tra i mali da sconfiggere per avviare un percorso di normalizzazione ci sono corruzione, avidità e povertà.
Tutte cose che conoscevamo dai resoconti ufficiali dell'attività del GNA.
Auto blu pagate miliardi per esempio.
E Marshal Haftar che ha fatto.
Mentre i suoi marciavano su Tripoli oggi, ci ha deliziato con un discorsetto in cui ci teneva a fare sapere che si tratta di un atto dovuto per liberarla da corruzione-oppressione.
Quindi adesso che gli vuoi dire ?
mercoledì 3 aprile 2019
Maledetta sera
Vice President Mike Pence
Verified account
@VP
Following Following @VP
More
Turkey must choose. Does it want to remain a critical partner in the most successful military alliance in history or does it want to risk the security of that partnership by making such reckless decisions that undermine our @NATO alliance?
8:15 PM - 3 Apr 2019
Fuat Oktay Verified account @fuatoktay06 Following Following @fuatoktay06 More The United States must choose. Does it want to remain Turkey’s ally or risk our friendship by joining forces with terrorists to undermine its NATO ally’s defense against its enemies? 9:09 PM - 3 Apr 2019
Bisogna intendersi sul significato di most successful e terrorists.
Nel frattempo sui social impazza il dibattito sulla marcia di Haftar che con la solita scusa del terrorismo pare dirigersi a ovest.
Secondo me lui va e attende contatti e offerte. Poi decide.
Fa sempre così. La scena.
Ma i generali PaperLou&Caravels che ne pensano ?
Fuat Oktay Verified account @fuatoktay06 Following Following @fuatoktay06 More The United States must choose. Does it want to remain Turkey’s ally or risk our friendship by joining forces with terrorists to undermine its NATO ally’s defense against its enemies? 9:09 PM - 3 Apr 2019
Bisogna intendersi sul significato di most successful e terrorists.
Nel frattempo sui social impazza il dibattito sulla marcia di Haftar che con la solita scusa del terrorismo pare dirigersi a ovest.
Secondo me lui va e attende contatti e offerte. Poi decide.
Fa sempre così. La scena.
Ma i generali PaperLou&Caravels che ne pensano ?
lunedì 1 aprile 2019
Ricerca mirata
Mondo e futuro appartengono ai giovani.
La gente matura deve farsi da parte.
La famiglia Haftar è sempre al passo con i tempi.
La gente matura deve farsi da parte.
La famiglia Haftar è sempre al passo con i tempi.
giovedì 28 marzo 2019
Il generalone e il principino
La cattiva qualità delle immagini non ufficiali spesso aiuta meglio a capire l'essenza dell'evento.
Quello tra Marshal Haftar e Mohammed bin Salman è una specie di incontro tra sfigati.
MbS ancora per molti mesi dovrà accontentarsi di un ruolo di secondo piano, almeno sotto il profilo mediatico, in attesa che le acque si calmino sul fronte Khashoggi e che la diplomazia saudita riesca a convincere gli interlocutori internazionali storici del fatto che il presente e il futuro della leadership reale sono legati indissolubilmente all'erede al trono.
Haftar si è presentato ad Abu Dhabi con un bottino pesante (il Sud e i suoi pozzi) che ha fatto subito capitolare anche il granitico Sanalla, incontra gente (reali e politici europei) e lascia credere di poter conquistare Tripoli in maniera agevole e duratura. E non solo per vie militari.
La realtà è che è frenato dai suoi stessi sostenitori e ci ha abituato alla fragile realtà dei suoi proclami.
Questa dovrebbe essere la ragione per cui l'Italia, piuttosto che per esigenze legate alle tematiche politiche cavalcate dall'attuale governo come sostengono i commentatori internazionali, pare ignorarlo e lo lascia cuocere nel suo brodo.
Quello tra Marshal Haftar e Mohammed bin Salman è una specie di incontro tra sfigati.
MbS ancora per molti mesi dovrà accontentarsi di un ruolo di secondo piano, almeno sotto il profilo mediatico, in attesa che le acque si calmino sul fronte Khashoggi e che la diplomazia saudita riesca a convincere gli interlocutori internazionali storici del fatto che il presente e il futuro della leadership reale sono legati indissolubilmente all'erede al trono.
Haftar si è presentato ad Abu Dhabi con un bottino pesante (il Sud e i suoi pozzi) che ha fatto subito capitolare anche il granitico Sanalla, incontra gente (reali e politici europei) e lascia credere di poter conquistare Tripoli in maniera agevole e duratura. E non solo per vie militari.
La realtà è che è frenato dai suoi stessi sostenitori e ci ha abituato alla fragile realtà dei suoi proclami.
Questa dovrebbe essere la ragione per cui l'Italia, piuttosto che per esigenze legate alle tematiche politiche cavalcate dall'attuale governo come sostengono i commentatori internazionali, pare ignorarlo e lo lascia cuocere nel suo brodo.
sabato 12 gennaio 2019
Meanwhile in Hatay
....lived in the USA for decades
...while Haftar watches from the top of the Fezzan dunes
...in Palermo the Libyan general was allowed to steal the show.
....Haftar has not only gained ground politically; he has also won territory.
...If the forthcoming election gives Haftar and his allies even a relative majority then the game would be over: the general would be able to point to clear leadership credentials buttressed by a renewed international legitimacy. Ispionline
Con un curriculum scritto in quel modo qualsiasi fesso sarebbe in grado di diventare re della Libia.
Stranamente poco rilassato pareva oggi Hakan Fidan.
Anche lui è bravo a mettere insieme storie.
Un po' meno ad interpretarle .
...while Haftar watches from the top of the Fezzan dunes
...in Palermo the Libyan general was allowed to steal the show.
....Haftar has not only gained ground politically; he has also won territory.
...If the forthcoming election gives Haftar and his allies even a relative majority then the game would be over: the general would be able to point to clear leadership credentials buttressed by a renewed international legitimacy. Ispionline
Con un curriculum scritto in quel modo qualsiasi fesso sarebbe in grado di diventare re della Libia.
Stranamente poco rilassato pareva oggi Hakan Fidan.
Anche lui è bravo a mettere insieme storie.
Un po' meno ad interpretarle .
mercoledì 14 novembre 2018
Stay strong Austin
“Austin is a strong, fit young man,” O’Brien said. “We have every reason to believe that he is alive. Beyond that, I can’t say anything further on that front. We believe that he is being held captive in Syria. I don’t want to get into anything further on that.”
task and purpose
General Haftar’s protracted siege of the city of Derna, which entailed the closure of all routes in and out of the city, should alone concern those foreign representatives happy to treat him as an equal in Palermo. I was the last remaining council member in Derna before I, too, was forced to leave my home town. I lived through the siege and witnessed firsthand the atrocities that Haftar and his militiamen committed. Supplies of fuel, medicine and food rapidly went into shortage. No aid was allowed. Hospitals were bombed, people were displaced. And of course, no press was allowed in the city to tell the rest of the world what was happening.
Raamzi Al Shaari Newsweek
Se un membro del consiglio di Derna scrive su un giornale a diffusione internazionale, allora Haftar può essere accolto come un capo di stato da un capo di governo.
La guerra è quella cosa per la quale io sparo a te e tu spari a me.
Vince chi rimane vivo per ultimo e ha il controllo della situazione.
Se oggi parliamo di normalizzazione dei rapporti con la Siria di Assad, a fronte di quasi un milione di cadaveri e milioni di profughi, o di spostamento dell'asse libico da Serraj ad Haftar, è perché sono loro a controllare ampie porzioni di territorio e ad essere sostenuti da vari governi.
Se Austin Tice è ancora vivo, il suo governo ha il dovere morale di instaurare una trattativa che poggi su basi ragionevoli per riportarlo a casa.
L'unico che forse ha ragione da vendere a lamentarsi (e nemmeno tanto, visto che anche lui quando è in Libia siede al tavolo con personaggi poco raccomandabili), è il povero dottor Galzerano che mesi fa in conferenza stampa si agitava puntando il dito contro i metodi terroristici adottati da Nusra.
Sotto un profilo strettamente tecnico, cioè quello dell'antiterrorismo, se lui ha le prove che Nusra/HTS prende sistematicamente e consapevolmente di mira i civili, allora si tratta di terrorismo puro e non di resistenza al terrorismo di stato.
Però per essere coerente dovrebbe rivolgersi ai ministri dell'interno e della difesa e dirgli di interrompere i rapporti con Qatar e Turchia. Di non inviare più i rappresentanti dell'esercito a fare la passerella a Doha. Cioè dovrebbe puntare i piedi come Haftar che ha preteso l'esclusione di Turchia e Qatar dalle riunioni a cui partecipava anche lui. O come il vicepresidente turco che se n'è andato sbattendo la porta.
Il fatto è che Al Joulani controlla territorio e risorse e tratta con governi e agenzie d'intelligence.
Così come fanno Nasrallah e Assad. E anche l'Irgc che ha il monopolio dei traffici del contrabbando che le sanzioni generano.
Il problema non è trattare o meno con Haftar e con quelli come lui.
Ma stabilire i limiti entro i quali la trattativa viene condotta e cercare un modo per farli entrare in un percorso istituzionale.
task and purpose
General Haftar’s protracted siege of the city of Derna, which entailed the closure of all routes in and out of the city, should alone concern those foreign representatives happy to treat him as an equal in Palermo. I was the last remaining council member in Derna before I, too, was forced to leave my home town. I lived through the siege and witnessed firsthand the atrocities that Haftar and his militiamen committed. Supplies of fuel, medicine and food rapidly went into shortage. No aid was allowed. Hospitals were bombed, people were displaced. And of course, no press was allowed in the city to tell the rest of the world what was happening.
Raamzi Al Shaari Newsweek
Se un membro del consiglio di Derna scrive su un giornale a diffusione internazionale, allora Haftar può essere accolto come un capo di stato da un capo di governo.
La guerra è quella cosa per la quale io sparo a te e tu spari a me.
Vince chi rimane vivo per ultimo e ha il controllo della situazione.
Se oggi parliamo di normalizzazione dei rapporti con la Siria di Assad, a fronte di quasi un milione di cadaveri e milioni di profughi, o di spostamento dell'asse libico da Serraj ad Haftar, è perché sono loro a controllare ampie porzioni di territorio e ad essere sostenuti da vari governi.
Se Austin Tice è ancora vivo, il suo governo ha il dovere morale di instaurare una trattativa che poggi su basi ragionevoli per riportarlo a casa.
L'unico che forse ha ragione da vendere a lamentarsi (e nemmeno tanto, visto che anche lui quando è in Libia siede al tavolo con personaggi poco raccomandabili), è il povero dottor Galzerano che mesi fa in conferenza stampa si agitava puntando il dito contro i metodi terroristici adottati da Nusra.
Sotto un profilo strettamente tecnico, cioè quello dell'antiterrorismo, se lui ha le prove che Nusra/HTS prende sistematicamente e consapevolmente di mira i civili, allora si tratta di terrorismo puro e non di resistenza al terrorismo di stato.
Però per essere coerente dovrebbe rivolgersi ai ministri dell'interno e della difesa e dirgli di interrompere i rapporti con Qatar e Turchia. Di non inviare più i rappresentanti dell'esercito a fare la passerella a Doha. Cioè dovrebbe puntare i piedi come Haftar che ha preteso l'esclusione di Turchia e Qatar dalle riunioni a cui partecipava anche lui. O come il vicepresidente turco che se n'è andato sbattendo la porta.
Il fatto è che Al Joulani controlla territorio e risorse e tratta con governi e agenzie d'intelligence.
Così come fanno Nasrallah e Assad. E anche l'Irgc che ha il monopolio dei traffici del contrabbando che le sanzioni generano.
Il problema non è trattare o meno con Haftar e con quelli come lui.
Ma stabilire i limiti entro i quali la trattativa viene condotta e cercare un modo per farli entrare in un percorso istituzionale.
martedì 13 novembre 2018
Put on a kind face
For us, we are still in a state of war and therefore the country needs to take care of its borders and you know what is happening in the South and the countries of Tunisia, Algeria, Niger, Chad, Sudan and Egypt with regard to illegal immigration which is everywhere. Therefore they have to have an opinion and help us at least to monitor their borders well so as not to allow illegal migration to cross from it. Illegal immigration brings us the problems of the militias, al-Qaeda, ISIS, the Islamic militant movement and all extremists are coming from the border. addresslibya
Foto مكتب الاعلام - القيادة العامة للقوات المسلحة الليبية
Marshal Haftar sa come dividersi tra i desideri degli arabi e le paure degli europei.
Egitto, Emirati e Arabia Saudita continuano spediti verso la costruzione del loro regno in Africa.
Per Mohammed bin Zayed è molto più importante contenere il pericolo islamista attraverso una sfera d'influenza che va oltre il corno d'Africa, piuttosto che ripristinare le relazioni diplomatiche con Assad per allontanarlo dall'Iran. Argomento di cui si è parlato molto in questi giorni a proposito della riapertura delle Ambasciate del Golfo a Damasco.
Il problema è che la sfera d'influenza non prevede dialogo e democrazia, ma un rapporto che permetta di sfruttare le enormi risorse offerte da quell'area. Lo status quo in Libia con Haftar è l'ideale. Per questo motivo, e per non rendere vano il lavoro portato avanti dal presidente Conte e dal ministro Moavero proprio in Africa, sarebbe importante provare ad aprire un canale con Al Sisi e l'asse del Golfo.
Foto مكتب الاعلام - القيادة العامة للقوات المسلحة الليبية
Marshal Haftar sa come dividersi tra i desideri degli arabi e le paure degli europei.
Egitto, Emirati e Arabia Saudita continuano spediti verso la costruzione del loro regno in Africa.
Per Mohammed bin Zayed è molto più importante contenere il pericolo islamista attraverso una sfera d'influenza che va oltre il corno d'Africa, piuttosto che ripristinare le relazioni diplomatiche con Assad per allontanarlo dall'Iran. Argomento di cui si è parlato molto in questi giorni a proposito della riapertura delle Ambasciate del Golfo a Damasco.
Il problema è che la sfera d'influenza non prevede dialogo e democrazia, ma un rapporto che permetta di sfruttare le enormi risorse offerte da quell'area. Lo status quo in Libia con Haftar è l'ideale. Per questo motivo, e per non rendere vano il lavoro portato avanti dal presidente Conte e dal ministro Moavero proprio in Africa, sarebbe importante provare ad aprire un canale con Al Sisi e l'asse del Golfo.
Quando Caravelli chiama
Il figlio lo tira fuori dall'armadio con tutta la naftalina per svolgere il compito assegnato. E poi ce lo rimette fino alla prossima tappa.
Pare esserci feeling con il nostro presidente del consiglio.
Come ribadito dallo spox, Marshal Haftar è a Palermo per una serie di incontri sulla sicurezza ai quali partecipano rappresentanti a livello di capo di stato.
Ma non partecipa alla conferenza di Palermo.
Giusto per saperlo.
Foto Giuseppe Conte Twitter
Pare esserci feeling con il nostro presidente del consiglio.
Come ribadito dallo spox, Marshal Haftar è a Palermo per una serie di incontri sulla sicurezza ai quali partecipano rappresentanti a livello di capo di stato.
Ma non partecipa alla conferenza di Palermo.
Giusto per saperlo.
Foto Giuseppe Conte Twitter
lunedì 12 novembre 2018
S'è svejato
E chi poteva accompagnarlo.
Geniale la storiella dei viaggi a Mosca e Benghazi.
Il direttore non ha a disposizione Melman e Caspit che gli fanno campagna elettorale ma in fondo non ne ha bisogno. E' diabolico di suo.
Geniale la storiella dei viaggi a Mosca e Benghazi.
Il direttore non ha a disposizione Melman e Caspit che gli fanno campagna elettorale ma in fondo non ne ha bisogno. E' diabolico di suo.
domenica 11 novembre 2018
A girar per le strade era la morte
Prighozin è un pasticcione.
Cioè uno che crea pasticci ad arte finanziati dal potente di turno. Nella maggior parte dei casi appunto Putin.
Pasticci che ogni tanto lasciano morti sul campo e danno parecchio fastidio nelle stanze del potere.
La comparsa nel video distribuito dopo la visita a Mosca è chiaramente un atto premeditato nel contesto del solito tira e molla posto in essere in queste ore sulla presenza di Marshal Haftar a Palermo.
Piuttosto che stare a inseguirlo e supplicarlo in giro per il mondo forse è arrivato il momento di fargli capire in modo concreto che certi comportamenti non sono graditi e non verranno tollerati in futuro.
Cioè uno che crea pasticci ad arte finanziati dal potente di turno. Nella maggior parte dei casi appunto Putin.
Pasticci che ogni tanto lasciano morti sul campo e danno parecchio fastidio nelle stanze del potere.
La comparsa nel video distribuito dopo la visita a Mosca è chiaramente un atto premeditato nel contesto del solito tira e molla posto in essere in queste ore sulla presenza di Marshal Haftar a Palermo.
Piuttosto che stare a inseguirlo e supplicarlo in giro per il mondo forse è arrivato il momento di fargli capire in modo concreto che certi comportamenti non sono graditi e non verranno tollerati in futuro.
mercoledì 12 settembre 2018
Serraj si fa telefonare ed intervistare dall'Italia. Haftar promette di fare Hulk al Sud.
On the latest political situation in Libya, Salame said that he supported reconciliation but that he would not cling to any particular “names”.
This could be taken to mean that the international community had no particular candidate to lead Libya forward or that Faiez Serraj was now deemed dispensible.
Salame added that he was waiting to see what will be decided by the House of Representatives and the High State Council and that UNSMIL will support what the Libyans decide , either by naming a new 3-member Presidential Council and a separate government or any other option that contributes to the stability of the country. libyaherald
Marshal Haftar ha rimesso in giro la storia di una grande operazione nel Fezzan con tanto di op-room della quale farebbe parte anche Bu Khamada evidentemente uscito dalla convalescenza. Sarebbe incoraggiato dal caos di Tripoli, che ha attratto la presenza di diverse milizie del Sud, e anche dalla copertura di un gruppo di tribù del Fezzan che ha tagliato i ponti nei giorni scorsi con il governo di Serraj.
Si tratterebbe in effetti di uno scenario entusiasmante per risolvere il problema dei flussi migratori, che in parte giustificherebbe la visita in pompa magna della delegazione italiana, se non fosse per la serie di contraddizioni che al solito accompagnano le esternazioni di Haftar. Dalle sfuriate contro gli algerini, poi corrette e giustificate come cospirazione qatarina, al ritrovato amore con l'Italia e all'impegno per una Libia unita e democratica.
A fronte di un debito estero egiziano sempre crescente, e con Mohammed bin Zayed impegnato a difendersi da accuse pesanti rispetto all'operato del suo esercito in Yemen (le nazioni unite saranno anche un organismo inutile, ma i suoi report colpiscono duro e al momento meno opportuno) probabilmente Haftar inizia a sentire il fiato sul collo e così si dà da fare su vari fronti.
Con un Serraj attaccato alle telefonate del giorno dopo dal Ministero, e del giorno dopo ancora dal cronista specializzato in vip libici d'assalto, all'Italia per il momento non rimane che cercare di mediare e sperare in tempi migliori.
Facendo ovviamente attenzione alle mosse delle milizie di Tripoli, e a quelle di Marshal Haftar, che potrebbero anche trovare un punto d'incontro.
Marshal Haftar ha rimesso in giro la storia di una grande operazione nel Fezzan con tanto di op-room della quale farebbe parte anche Bu Khamada evidentemente uscito dalla convalescenza. Sarebbe incoraggiato dal caos di Tripoli, che ha attratto la presenza di diverse milizie del Sud, e anche dalla copertura di un gruppo di tribù del Fezzan che ha tagliato i ponti nei giorni scorsi con il governo di Serraj.
Si tratterebbe in effetti di uno scenario entusiasmante per risolvere il problema dei flussi migratori, che in parte giustificherebbe la visita in pompa magna della delegazione italiana, se non fosse per la serie di contraddizioni che al solito accompagnano le esternazioni di Haftar. Dalle sfuriate contro gli algerini, poi corrette e giustificate come cospirazione qatarina, al ritrovato amore con l'Italia e all'impegno per una Libia unita e democratica.
A fronte di un debito estero egiziano sempre crescente, e con Mohammed bin Zayed impegnato a difendersi da accuse pesanti rispetto all'operato del suo esercito in Yemen (le nazioni unite saranno anche un organismo inutile, ma i suoi report colpiscono duro e al momento meno opportuno) probabilmente Haftar inizia a sentire il fiato sul collo e così si dà da fare su vari fronti.
Con un Serraj attaccato alle telefonate del giorno dopo dal Ministero, e del giorno dopo ancora dal cronista specializzato in vip libici d'assalto, all'Italia per il momento non rimane che cercare di mediare e sperare in tempi migliori.
Facendo ovviamente attenzione alle mosse delle milizie di Tripoli, e a quelle di Marshal Haftar, che potrebbero anche trovare un punto d'incontro.
lunedì 10 settembre 2018
Ne ha messe due
Appare moderatamente soddisfatto perchè gli abbiamo dato la possibilità di sfogarsi un po' in vista di Roma.
Prima il discorsetto ai notabili benghazini (-esi?) e poi i tweet di Al Mesmari. Lui si sente felice così. Come un bimbo.
E soprattutto c'è un'assenza importante nella metà campo italiana. Almeno così pare dalle immagini.
Belli allegri anche i miei Aise fav boys.
Sempre in giro. Mare e sole.
Foto مكتب الاعلام - القيادة العامة للقوات المسلحة الليبية
Prima il discorsetto ai notabili benghazini (-esi?) e poi i tweet di Al Mesmari. Lui si sente felice così. Come un bimbo.
E soprattutto c'è un'assenza importante nella metà campo italiana. Almeno così pare dalle immagini.
Belli allegri anche i miei Aise fav boys.
Sempre in giro. Mare e sole.
Foto مكتب الاعلام - القيادة العامة للقوات المسلحة الليبية
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