mercoledì 14 novembre 2018

Stay strong Austin

“Austin is a strong, fit young man,” O’Brien said. “We have every reason to believe that he is alive. Beyond that, I can’t say anything further on that front. We believe that he is being held captive in Syria. I don’t want to get into anything further on that.”
task and purpose

General Haftar’s protracted siege of the city of Derna, which entailed the closure of all routes in and out of the city, should alone concern those foreign representatives happy to treat him as an equal in Palermo. I was the last remaining council member in Derna before I, too, was forced to leave my home town. I lived through the siege and witnessed firsthand the atrocities that Haftar and his militiamen committed. Supplies of fuel, medicine and food rapidly went into shortage. No aid was allowed. Hospitals were bombed, people were displaced. And of course, no press was allowed in the city to tell the rest of the world what was happening.
Raamzi Al Shaari Newsweek

Se un membro del consiglio di Derna scrive su un giornale a diffusione internazionale, allora Haftar può essere accolto come un capo di stato da un capo di governo.
La guerra è quella cosa per la quale io sparo a te e tu spari a me.
Vince chi rimane vivo per ultimo e ha il controllo della situazione.
Se oggi parliamo di normalizzazione dei rapporti con la Siria di Assad, a fronte di quasi un milione di cadaveri e milioni di profughi, o di spostamento dell'asse libico da Serraj ad Haftar, è perché sono loro a controllare ampie porzioni di territorio e ad essere sostenuti da vari governi.
Se Austin Tice è ancora vivo, il suo governo ha il dovere morale di instaurare una trattativa che poggi su basi ragionevoli per riportarlo a casa.
L'unico che forse ha ragione da vendere a lamentarsi (e nemmeno tanto, visto che anche lui quando è in Libia siede al tavolo con personaggi poco raccomandabili), è il povero dottor Galzerano che mesi fa in conferenza stampa si agitava puntando il dito contro i metodi terroristici adottati da Nusra.
Sotto un profilo strettamente tecnico, cioè quello dell'antiterrorismo, se lui ha le prove che Nusra/HTS prende sistematicamente e consapevolmente di mira i civili, allora si tratta di terrorismo puro e non di resistenza al terrorismo di stato.
Però per essere coerente dovrebbe rivolgersi ai ministri dell'interno e della difesa e dirgli di interrompere i rapporti con Qatar e Turchia. Di non inviare più i rappresentanti dell'esercito a fare la passerella a Doha. Cioè dovrebbe puntare i piedi come Haftar che ha preteso l'esclusione di Turchia e Qatar dalle riunioni a cui partecipava anche lui. O come il vicepresidente turco che se n'è andato sbattendo la porta.
Il fatto è che Al Joulani controlla territorio e risorse e tratta con governi e agenzie d'intelligence.
Così come fanno Nasrallah e Assad. E anche l'Irgc che ha il monopolio dei traffici del contrabbando che le sanzioni generano.
Il problema non è trattare o meno con Haftar e con quelli come lui.
Ma stabilire i limiti entro i quali la trattativa viene condotta e cercare un modo per farli entrare in un percorso istituzionale.

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