domenica 28 ottobre 2012

Tra pungiglioni e trappole




Nel dicembre del 1998, nel corso di un'indagine sotto copertura su persone che utilizzavano Internet alla ricerca di bambini da abusare sessualmente, il vice sceriffo della contea di Wayne, William Liczbinski, un adulto, è entrato in una chat room fingendosi minore.
Mentre faceva le veci di una ragazza di quattordici anni, di nome "Bekka," ha iniziato a chiacchierare con l'accusato.
Durante lo scambio, l'accusato ha iniziato una conversazione a sfondo sessuale con "Bekka" e le inviato una foto del suo pene.
Le ha inoltre detto che stava per portarla a casa sua nella sua camera da letto,  "dove possiamo essere soli senza essere disturbati per fare sesso".
E cosi' hanno concordato un incontro ad un McDonald di Detroit.
L'accusato ha notificato a "Bekka" che sarebbe stato alla guida di una Duster verde, quali vestiti avrebbe indossato per l'incontro, e che le avrebbe portato un regalo, un orsacchiotto bianco.
Quando arrivò nel posto concordato all'ora stabilita, l'imputato è stato arrestato dai uomini dello sceriffo. Due orsacchiotti bianchi sono stati trovati nella sua automobile. caso Thousand

Un esempio di impossibilità giuridica sarebbe se i cacciatori sparassero a un cervo artificiale senza una licenza.
Dato che non è un reato uccidere un animale di pezza, non è reato cercare di fare ciò che è legale.

Un esempio di impossibilità di fatto, è quando si mettono le mani in tasca a qualcuno per rubare, ma non si trovano i soldi.
Anche se è di fatto impossibile derubare qualcuno senza soldi, se l'atto avesse avuto successo, si sarebbe colpevoli di rapina .
L'insuccesso renderebbe almeno credibile l'accusa di tentata rapina . caso Jaffe


La ragione per cui me la prendo tanto per certe pratiche di polizia giudiziaria, e’ che il nostro sistema legale e’ molto debole .
Di tutti i processi che seguo, cio’ che mi colpisce, e’ l’enorme squilibrio tra accusa e difesa, il tutto a vantaggio dell’accusa .
Unitamente al fatto che, a mio (im)modesto parere, la nostra magistratura non brilla per acume investigativo, quando deve trarre conclusioni in merito a indagini svolte dalle forze dell’ordine, cio’ puo’ costituire fonte di innumerevoli errori giudiziari .

Le sting operations, le operazioni cioe’, in cui la polizia agisce tramite infiltrati, o fa essa stessa da infiltrato, sono un mezzo molto efficace per attaccare grandi circuiti criminali, e servono, laddove sfruttate a dovere, a rinsaldare sia l'immagine dell'istituzione, che il legame con la popolazione .
Permettono inoltre, come nel caso dell’operazione Card Shop dell’estate appena passata, risparmi di centinaia di milioni di dollari, ovviamente a dar retta ai calcoli dell’FBI .
D’altro canto pero’, non risolvono il problema a lungo termine .
Studi accademici hanno evidenziato come, il crimine rifiorisca, in seguito all’operazione, in maniera piu’ decisa, con i potenziali criminali, che si fanno forti dei dettagli acquisiti tramite la stampa, e cercano di ricostruire le proprie trame, arginando il piu’ possibile il pericolo rappresentato da poliziotti infiltrati .

Il caso di Samuel Jaffe, che risale ai primi anni del novecento, e’ un po’ il capostipite che ha messo in evidenza, i limiti etici e legali delle sting operations .
Dobbiamo ovvero distinguere , nella formulazione dell’accusa, tra l’intenzione e il crimine commesso alla fine .
Il processo alle intenzioni e’ basilare nella sting operation, dove si deve garantire che il soggetto colpito, sia effettivamente un seriale, e che quindi l’ambiente in cui il poliziotto o il tramite che lo contatta, sia pre-esistente, e non costruito a mo’ di trappola, in modo tale da istigare al crimine .

Robert Mueller dell’FBI, commentando sulle recenti operazioni che hanno ingabbiato giovani terroristi Islamici , ha assicurato che l’agente provocatore, ha cercato piu’ di una volta di dissuadere il giovane Musulmano dall’aderire al disegno terroristico, e gli ha quindi ceduto l’esplosivo solo dietro insistenza, dopo averne verificato le intenzioni .
Alla stessa maniera, la nostra polizia delle comunicazioni, afferma di introdursi ogni volta in un circuito ben consolidato, e quindi rappresenterebbe l’anello di una catena pre-esistente, che non puo’ sottrarsi alla richiesta di cessione di materiale pedo-pornografico .

Ma, diamo pure per scontata la fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e delle agenzie governative, chi ci garantisce che il comportamento del pedofilo quel giorno non potrebbe essere stato diverso ?
Io per esempio ho una passione sfrenata per la cioccolata .
E’ raro che non ne mangi giornalmente, pero’ puo’ accadere .
Se me la si piazza sotto al naso pero’, di sicuro la prendo, ma non perche’ la voglia a tutti i costi .
Accade semplicemente perche’ mi e’ arrivata inaspettatamente .
E’ legale ed etico, che qualcuno si approfitti della mia instabilita’ emotiva o alimentare per beccarmi quando non sarebbe in grado ? Ecco io vorrei che qualcuno mi chiarisse questo dubbio .

Non ce l’ho con le forze dell’ordine, come alcuni erroneamente pensano, ma con il sistema complessivo che viene dato loro in uso .
E’ un modello poco selettivo, e quindi puo’ erroneamente colpire chi non ha colpe .
Finisce per essere poco pungiglione e molto trappola .

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