domenica 28 ottobre 2012

Reti alternative

"Io non capisco come ne usciremo, senza cambiamenti tecnologici o comportamentali, perché fermo restando lo status quo, si tratta di un modello insostenibile. Insostenibile per il fatto che non si andra' mai oltre, non ci sara' mai sicurezza, una ragionevole aspettativa di privacy o di sicurezza,''wsjonline

Il grido di allarme di Shawn Henry, assieme alla sua proposta di creazione di una rete alternativa, riservata per lo meno alle infrastrutture critiche, fu ascoltato con molta attenzione dalla comunita' .
A differenza del segretario Panetta, Henry e' un vero esperto del settore e le sue valutazioni non sono viziate da fini politici .
Io credo pero' che il grande limite dell'idea, sia quello appunto di restringere la protezione ad un numero scelto di soggetti, cosa che gia' avviene per la normale messa in sicurezza di certe infrastrutture .
Internet e' qualcosa di piu', e' un orizzonte a cui tutti hanno accesso .
Quindi se la protezione del governo non e' per tutti, ognuno costituira' la propria rete, i cui interessi potrebbero non coincidere con quelli della rete privilegiata .

La competizione potrebbe costituire un ostacolo per entrambi, o per tutte le reti alternative in via di formazione .
Potrebbe venire a mancare il supporto dei protocolli d'intesa stretti a livello sia nazionale che internazionale .
Cioe' con maggiori garanzie di sicurezza, si creerebbe anche un numero maggiore di attriti, il che influirebbe sulla sicurezza stessa, abbassandola .
Sarebbe come un meccanismo di feedback positivo . Quindi si tornerebbe al punto di partenza .

Ne stiamo avendo un assaggio gia' da qualche tempo .
I supporters di Wikileaks un paio di anni fa, cercarono di realizzare un'alternativa all'ICANN, con reti peer to peer indipendenti .
Quando i governi Arabi tentarono di impedire gli scambi nel corso delle primavere, negando l'accesso internet agli utenti, un gruppo di hackers Americani si attivo' per studiare una contro-mossa .
L'Iran con la scusa degli attacchi informatici, ha disattivato nelle ultime settimane molti siti, gmail tra i piu' importanti, e sta mettendo a punto un suo sistema di difficile accesso .
Tutto cio', oltre a porre questioni di sicurezza e controlli, impedira' ancor piu' un dialogo gia' di per se difficile .
Forse sarebbe meglio insistere sull'avanzamento della tecnologia e il cambiamento dei modelli comportamentali .

A proposito dell'assenza di Italiani alle conferenze internazionali, al solito devo fare un mea culpa e segnalare la partecipazione di una pattuglia di esperti guidati dal direttore della polizia postale e delle comunicazioni, che sara' presente il mese prossimo ad una conferenza internazionale in Israele .
Purtroppo non credo che la nostra stampa fornira' resoconti dettagliati dei loro interventi, ma va bene cosi' .
Questa e' l'Italia .

Speriamo che Tony si ricordi di non farsi stampare il visto sul passaporto, senno' non me lo fanno entrare nei Paesi Arabi  ^_^

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