giovedì 15 novembre 2018

Quando finisce un amore

“The next six months will be tough, but the Emirates Group’s foundations remain strong. I’m pleased to note that our home and hub in Dubai continues to attract travel demand, as the airline saw 9% more customers enjoying Dubai as a destination in the first half of 2018-19 compared to the same period last year. We expect this demand to remain healthy as new attractions come online and the city gears up for Dubai Expo 2020. Moving forward we are firmly focussed on sustaining our business. We will do this by being agile to capitalise on opportunities, and investing to serve our customers even better with high quality products that they value.”
Sheikh Ahmed bin Saeed al Maktoum

La forza del gruppo Emirates sta nell'esperienza e nella professionalità del management che solo in parte è di provenienza straniera. La presenza di Sua Altezza in consigli di amministrazione ritenuti chiave, per una linea aerea e per le attività di supporto, ha reso più agevole l'ampliamento delle rotte e la differenziazione dei servizi.
L'attenzione della Emirates non è rivolta esclusivamente ai viaggiatori in business e first class. Piuttosto alla tipologia di cliente tenendo in debito conto etnia, professione e religione professata. L'ampia gamma di offerte presentate a seconda delle stagioni e delle festività genera interesse elevato ed adesioni.
La scelta tecnica di affiancare Etihad e Flydubai, senza lasciarsi tentare da operazioni di fusione che porterebbero verso uno stravolgimento strutturale fallimentare, si è rivelata efficace.
Sheikh Ahmed bin Saeed non mostra velleità politiche, ma riesce a gestire i rapporti con il governo in maniera ottimale per la tenuta del gruppo.
Era inevitabile che il costo elevato dei carburanti, e anche le crisi di vario tipo che affliggono la regione, avessero un impatto sui profitti della Emirates. Il dato sulla crescita e sulle assunzioni è indicativo della solidità dell'azienda e delle capacità d'intervento del management.

Si è parlato molto in questi giorni, anche se la notizia non è stata ancora ufficializzata, del mancato rinnovo del contratto di sponsorizzazione del Paris Saint Germain che terminerà il prossimo anno.
E' possibile che tra le cause vi sia la disputa con il Qatar che acquistò il club quando il contratto era già in essere. Potrebbero risultare altresì esose le richieste da parte della dirigenza della squadra che ha bisogno di recuperare parte delle somme spese per i nuovi acquisti. Un ruolo potrebbe averlo giocato anche lo scandalo provocato dai football leaks che, pur non aggiungendo novità sostanziali e prove concrete a quanto già si sapeva, ha comunque generato un polverone mediatico rispetto alle cifre di cui si è parlato. Anche il Manchester City di Sheikh Mansour non è uscito molto bene dalle rivelazioni di sedicenti hackers portoghesi.
In generale però, anche gruppi come la Emirates che hanno sempre puntato molto sulle sponsorizzazioni sportive, per fare fronte a periodi di crisi come quello attuale, dovranno ripensare il loro modello di partecipazione e investimento nel settore.

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