giovedì 15 novembre 2018

What's in that tricky smile

Alberto Manenti ha saputo interpretare con lungimiranza e consapevolezza le epoche che ha attraversato e di cui è stato protagonista spesso involontario se si considera l’aspetto mediatico legato al suo lavoro.
Potrebbe passare alla storia come il David Zard della diplomazia italiana per aver portato Khalifa Haftar a Palermo. Ma il suo raggio d’azione e la capacità d’intervenire in vari scenari, nei modi e nei tempi consentiti, sono andati ben oltre il perimetro concesso a una spia.
Una presenza tanto controversa quanto attesa alla conferenza sulla Libia, era importante per dare il segnale della volontà concreta da parte di un esecutivo ancora molto fragile e inesperto, di mettersi a disposizione della comunità internazionale per lavorare alla stabilizzazione di un polo importante del Mediterraneo. E il direttore dell’Aise ha fatto il solito miracolo assieme alla sua squadra. Il resto spetta ad altri, ma tutto quanto di buono verrà di certo lo si deve a lui.
L’abilità del generale Manenti sta nel dialogo e nel giusto compromesso.
Nel mettere assieme situazioni e personaggi tra loro molto diversi.
La veste di spia, così come la propongono vecchi stereotipi e film da alti incassi, pare stargli stretta.
Il destino lo ha voluto al servizio di un Paese pronto troppo spesso a dimenticare e lento invece nel riconoscere i meriti. Questo suo volere rimanere sempre nell’ombra, anche quando il ruolo di assoluto primo piano non glielo concedeva più, e il silenzio ostinato di fronte ad attacchi sia inconsistenti che strumentali, sono scelte che vanno rispettate e comprese nel quadro di quell'attività d'intelligence che va oltre lo spionaggio e deve trovare un bilanciamento tra necessità e realtà.
Questa è la preziosa eredità destinata ad essere tramandata attraverso coloro i quali hanno avuto l'opportunità di lavorare con lui per preservare gli interessi dell'Italia.
La capacità di andare oltre in maniera ordinata e in silenzio. Questo è quello che in fondo lo rende tanto speciale e degno rappresentante di questo Paese.


Nessun commento:

Posta un commento