giovedì 11 settembre 2014

Tutto il resto è gossip. Diranno che sei vecchio.

È la guerra. Si badi bene: guerra all’Is, non all’Islam.

Può escludere che l’Italia debba conoscere una stagione che ha già vissuto, in cui la paura si fa programma politico e strumento di manipolazione? 
«Di mestiere faccio il capo dell’Intelligence.
E l’Intelligence raccoglie informa- zioni che vanno analizzate e gestite secondo un dovere di razionalità. La paura è l’antitesi della razionalità. Bisogna sostituire alla parola “paura”, la parola “consapevolezza” ».

Sta di fatto che, a proposito della “stagione della paura”, si è parlato nei mesi scorsi di una
possibile promozione di Marco Mancini, già capo della divisione antiterrorismo del Sismi di Pollari, alla vicedirezione dell’Aise, il nostro servizio esterno. 

«Mancini è un nostro dirigente con una rilevante anzianità. E ha oggi una collocazione nel Servizio proporzionale a quella anzianità. Tutto il resto è gossip».
repubblica via blitzquotidiano

Chi ricorda quanto accaduto nell'era Pollari-Mancini e la copertura che ne fece Bonini, può comprendere benissimo con che spirito è stata condotta questa parte dell'intervista.

Notizie confidenziali provenienti da fonti di cui mi fido mi inducono a ritenere che Mancini poi non abbia avuto un gran ruolo nella costruzione del mostro alqaeda-Islam che l'intelligence fece in quegli anni.
E non credo inoltre che nel momento politico attuale e dopo gli sforzi profusi per chiudere le vicende giudiziarie del carabiniere romagnolo, la priorità attualmente sia dargli anche una poltrona.
Detto in maniera più spiccia :
ad Alfano serve un nemico perchè quei quattro voti che ha portato a Renzi non sono sufficienti a garantirgli un futuro stabile e Mancini per salvarsi si deve essere giocato tutte o quasi le carte che aveva.
Quindi trovo poco realistico pensare che abbiano tempo e modo di porre in atto strategie tese a cavalcare l'onda del fenomeno Isis mettendo in cattiva luce anche l'Islam e i musulmani solo per le ambizioni professionali del tortellino.

Credo fermamente che un posto di vertice spetti di diritto a Mancini e senza bisogno di tante manfrine.
E' il migliore e gli va riconosciuto.
Chi grida all'orrore per la sua assoluzione non vuole che della vicenda Abu Omar vengano a galla le responsabilità politiche.

Però al tempo stesso rilevo che si respira un clima identico a quello di quegli anni.
Le notizie delle donne schiave, la rapina alla banca di Mosul citata dall'ambasciatore e ampiamente smentita dai funzionari iracheni, la violenza sugli orfani, ricordano tanto la balla degli uomini di Saddam che rapivano i bambini kuwaitiani dalle culle.
Per non parlare della caccia al convertito organizzata dal ministro.

Io dico solo una cosa.
Destino ha voluto che pronunciassi la mia professione di fede a Dicembre del 2001.
Quindi mi porto ancora appresso tutte le cicatrici delle campagne mediatiche dei servizi di Pollari.
E come me tanti altri.
Ci è voluto tempo e fatica per ricostruire il rapporto con familiari e amici.
Allora ero giovane e debole.
Adesso un pò meno.
Non sono disposta a tollerare che un prete qualsiasi mi chieda di dissociarmi dal terrorismo.
Come cittadina italiana e come musulmana i principi che muovono i terroristi sono completamente al di fuori dell'universo di valori in cui sono cresciuta.
Se qualcuno dei servizi pensa di demoralizzarmi di nuovo con certi giochetti, ha preso un abbaglio.

ps/Marcolì ti ha detto che sei vecchio.
Che in effetti lo sei. 
Inshallah tra poco arrivi a quota 54.

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