First, we will conduct a systematic campaign of airstrikes against these terrorists.
Second, we will increase our support to forces fighting these terrorists on the ground.
Instead, we must strengthen the opposition as the best counterweight to extremists like ISIL, while pursuing the political solution necessary to solve Syria’s crisis once and for all.
Third, we will continue to draw on our substantial counterterrorism capabilities to prevent ISIL attacks. Working with our partners, we will redouble our efforts to cut off its funding; improve our intelligence; strengthen our defenses; counter its warped ideology; and stem the flow of foreign fighters into and out of the Middle East.
Fourth, we will continue to provide humanitarian assistance to innocent civilians who have been displaced by this terrorist organization.
Barack Obama
«Quando dico che in questa fase l’Occidente è un obiettivo strategico secondario per l’Is, non intendo affatto sottovalutare il rischio che, persa inevitabilmente la sfida simmetrica sul terreno, Al Baghdadi scelga l’opzione asimmetrica colpendo l’Occidente nel cuore delle sue città».
Due miliardi di dollari di liquidità.
Le do due dati. A parità di bilancio, circa 600 milioni l'anno, abbiamo potuto, con un piano di razionalizzazione delle spese e risparmi, aumentare del 10 per cento i nostri investimenti negli strumenti di intelligence informatica. Il secondo: il presidente del Consiglio, su nostra proposta, ha dato seguito, con decreto, alla creazione di quella che io chiamo la "fusion cell", la cella di fusione. Un tavolo di coordinamento in cui, per la prima volta dopo la riforma del 2007, le nostre due agenzie di intelligence lavorano insieme, a cassetti aperti, su specifici obiettivi
Giampiero Massolo
Finally, identifying and disrupting these threats is increasingly challenging. These groups are adapting their tactics to overcome our defenses and avoid our intelligence collection. Terrorist groups are looking for simpler, smaller scale attacks that are easier to pull off, such as the al-Shabaab attack last year at the Westgate mall in Nairobi.
And following the disclosure of the stolen NSA documents, terrorists are changing how they communicate to avoid surveillance. They are moving to more secure communications platforms, using encryption, and avoiding electronic communications altogether. This is a problem for us in many areas where we have limited human collection and depend on intercepted communications to identify and disrupt plots.
Matthew Olsen
L'obiettivo da perseguire attraverso una offensiva in Iraq è quello innanzitutto di togliere la possibilità all'Isil di muoversi liberamente così come fa adesso lungo l'area che circonda Baghdad.
Se riesce a prendere il controllo definitivo di quelle linee che consentono di sferrare attacchi verso la Siria ma anche verso la zona curda, sarà decisamente difficile portare a termine un'azione di contenimento.
E sarà ancora più difficile pensare di neutralizzare definitivamente l'armata terroristica.
E' questo il difetto di base del discorso di Obama.
Non si capisce come, senza un esercito che affianchi curdi e iracheni in battaglia non limitandosi solamente all'appoggio indiretto, si possa raggiungere l'obiettivo minimo che è quello del contenimento della forza avversaria.
Difficile pensare anche alla sua distruzione nonchè ad una definitiva stabilizzazione di tutta quell'area medio orientale.
In realtà ciò che non è chiaro, e infatti il presidente Americano ha pronunciato la parola clear diverse volte come è solito fare quando non sa che pesci prendere, è proprio l'obiettivo.
Per quello nonostante i toni forti si è limitato a descrivere l'Isil come un pericolo decisamente meno impegnativo dell'alqaeda di Bin Laden, ma da abbattere al più presto possibile per evitare un nuovo undici settembre con annessi e connessi.
C'è una serie di questioni che il suo discorso e la sua mezza strategia lasciano in sospeso.
Innanzitutto non è chiaro se e come cambierà la tattica in caso al Baghdadi e i suoi riuscissero a sferrare una serie di attacchi imponenti su suolo europeo ed americano.
Poi c'è da vedere se gli attacchi aerei saranno sufficienti a coprire le truppe attive sul campo.
In caso contrario chi interverrà a supporto di Iracheni, Curdi ed opposizione anti-Assad ?
E queste opposizioni che vogliamo sostenere, saranno affidabili questa volta o genereranno altri mostri ?
Potranno gli Iracheni così come gli oppositori di Assad garantire quel minimo di stabilità che ci permetterà di lavorare in stile Yemen come lo definisce Obama, ovvero di limitarci ad una azione militare e non politica ?
Riusciremo a coinvolgere gli Arabi convincendoli a tagliare quell'ampio cordone finanziario che li lega all'Isil e a superare le rivalità interne (vd. Qatar nel Golfo ) in modo da pianificare una stabilizzazione a lungo termine dell'intera area ?
Convinceremo Turchia e Giordania a rafforzare i controlli e limitare i passaggi indesiderati ai loro confini ?
All'Ambasciatore Massolo sarebbe da chiedere :
siamo in grado di offrire all'America qualcosa di diverso da quello che abbiamo offerto in oscure pagine del passato ?
Qualcosa che ci permetta poi di pretendere lo stesso da loro.
C'è qualcosa di concreto e credibile da tirare fuori e girare ad Olsen ?

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