mercoledì 10 settembre 2014

Dubbi (per)manenti

«Il direttore dell’Aise - ha aggiunto Giarrusso - ci ha parlato poi di una gerarchia di obiettivi e scenari molto preoccupanti e molto seri - date le situazioni in Siria, Afghanistan, Ucraina, Libia - e tra queste priorità io non ho visto figurare la mafia. D’altra parte è abbastanza comprensibile: lo scenario internazionale sta esplodendo e l’attenzione è puntata su quello».
ilsecolo


Chissà che storie gli ha raccontato Manenti perfettamente conscio del fatto che nessuno di questi paperini ha mai letto un articolo di foreign policy o long war journal.
Gli poteva comodamente rifilare una bufala da memri.

I punti strani nel racconto del colonnello Costantini riguardano il passaporto sequestrato e le pressioni.
In generale non vi sono leggi che impediscono la confisca del passaporto nei Paesi del Golfo tant'è che è usuale fare ricorso a questa pratica per i datori di lavoro delle colf e i padroni di grandi aziende che si servono di manodopera del sud est asiatico, trattenere i documenti per evitare che scappino o per ricattarli.
In questo caso però parliamo di un Italiano, non uno straniero qualsiasi.
E a quanto è dato capire dagli stralci pubblicati da Repubblica l'ambasciata italiana non ha obiettato nulla al riguardo, il che è normale perchè i nostri diplomatici in quell'area si immischiano il meno possibile.
Oppure sapevano di qualche accordo tra le autorità e qualche referente locale di Matacena per evitargli il carcere pur rimanendo nei parametri imposti dalla legge.
Nei Paesi del Golfo nemmeno il capo di stato può pretendere che un giudice o un poliziotto vada al di fuori delle norme.
Tutto si fa secondo la legge.
Le pressioni da quelle parti non sono come da noi.
L'inganno se c'è, deve essere molto sottile e poco visibile.
L'ordine deve essere venuto dall'alto e non da qualche riccone locale o da un azzeccagarbugli di casa nostra.
Il potere vero è nelle mani dei militari e dei politici.
Chi sia invece il "mandante" italiano, quello è tutto da vedere.


Manenti, che tornerà in Antimafia nel giro di un paio di settimane per dare risposte alle domande poste, ha poi reso noto che 42 latitanti sono stati localizzati dall'intelligence all'estero per fatti di criminalità organizzata e mafia, grazie anche alla collaborazione con vari Stati esteri: dal Messico alla Colombia, a vari Paesi dell'Africa, dell'Asia e del Medio Oriente; una collaborazione che, a quanto si è appreso, si è recentemente intensificata. Di questi latitanti alcuni sono stati catturati, altri dovrebbero esserlo a breve e quindi si procederà all'estradizione.
ilmessaggero



Se lo sanno Pansa e Cirillo che millantano conoscenze, viaggi e trattati con le polizie di tutto il mondo si mettono a piangere.


In particolare è stato chiesto dove potrebbe trovarsi Messina Denaro e se si suppone sia lontano dalla Sicilia, in un Paese estero. A queste domande Manenti dovrebbe rispondere in una prossima audizione davanti alla Commissione che dovrebbe svolgersi nel giro di poche settimane. gazzettadelsud

Albè posso dare un consiglio ?
Fatti latitante.
Poco poco gli dici che lo prendi, ti trovi alle calcagna organizzazioni anti-mafia, Ros, Dia e Sco.
MMD è parte integrante del nostro pil.
Preso lui in tanti rimangono disoccupati.

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