martedì 9 settembre 2014
Indispensabile
Quando ci si trasferiva a Bologna a metà anni novanta la prima cosa che ti insegnavano erano i nomi di quelli che contavano.
A dispetto del fatto che la grassa è la città dell'università, quelli che contano hanno la pilla (i quattrini).
E per forza di cose secondo il bolognese medio uno che c'ha i soldi deve averli fatti in maniera losca.
La seconda cosa che t'insegnavano era parlar male di quelli che contano.
Seragnoli, Gruppioni, Palumbi.
Al bolognese medio non gliene andava a genio uno.
Luca non è bolognese ma bazzica la zona.
Di leggende su di lui se ne sentivano tantissime.
Quella più simpatica era che ti faceva pagare solo per conoscere l'avvocato.
Il bolognese medio è rosicone.
Mia madre sgrida sempre mio padre che non ama giacca e cravatta.
Allora un giorno papà di fronte alla tivvù le disse : hai visto che anche Marchionne porta il maglione?
Si ma Marchionne ha i miliardi e chissà di che marca è quel maglione, rispose mia madre.
Marchionne racchiude in se tutti i difetti dell'Abruzzese medio :
lu cafon che fa la cresta sulle uova al mercato, il vigile che ti fa la multa sorridendo come un cretino, il funzionario di banca che ti fa aspettare un'ora manco fosse il presidente della repubblica.
E' un arrogante e anche un pò rozzo.
Quella finta povertà sbandierata con il maglioncino è il suo marchio.
Insomma luca non è un genio ma è un furbo.
Non ha vinto solo con Schumacher.
Non si vince un campionato solo con un pilota bravo.
Si può perdere un campionato per un bullone, un telaio messo male, l'elettronica poco azzeccata.
E in quello schifo di formula uno che abbiamo visto negli ultimi quindici anni, ci sta pure che un top team non vinca per sei.
L'uomo con il maglioncino blu lo imparerà a suo spese.
Magari un giorno imparerà anche l'educazione.
Ciao luca.
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