Le origini dell'IS si ricollegano alle dinamiche interne di Al Qaeda che portarono una sua componente, sotto la guida di al-Zarqawi, figura carismatica dell'organizzazione qaedista, a rendersi autonoma dalle sceicco bin Laden e ad elaborare il progetto di un califfato islamico esclusivamente sunnita.
Le vicende successive, che hanno visto l'eliminazione di al-Zarqawi, hanno portato all'ascesa di al-Baghdadi, divenuto leader della nuova organizzazione dell'ISIS, rimasta nell'orbita di Al Qaeda fino a quando non si sono determinate le condizioni della sua fuoriuscita.
Ciò è avvenuto a seguito dell'espulsione decretata dai vertici di Al Qaeda contrari ai metodi di lotta che l'Islamic State praticava nei confronti delle altre formazioni di credo sunnita.
Peraltro, all'IS sembra che siano stati forniti uomini e dotazioni militari da un esponente del vecchio regime di Saddam Hussein, il generale Ibrahim al-Douri, che sarebbe ricomparso di recente al fianco del leader al-Baghdadi.
Ministro Alfano Informativa al Parlamento 9 settembre 2014
L'analisi della nostra intelligence presentata per tramite del ministro dell'interno è volutamente stringata in considerazione dell'oggetto della relazione e del pubblico al quale era destinata.
E' bene comunque ripristinare alcuni punti fondamentali per comprendere possibili evoluzioni dello scenario iracheno ed eventuali interventi da parte dei governi occidentali.
La genesi dell'Isis è stata favorita dai fallimenti dei governi siriano ed iracheno nelle aree rurali più distanti e difficili da tenere sotto controllo.
Il gruppo terroristico ha saputo sfruttare il malcontento delle popolazioni vessate da Assad e la partenza dall'Iraq delle forze militari americane.
La repressione messa in atto dal dittatore siriano e l'accentramento di potere da parte di al Maliki e dei suoi ha regalato all'Isis un formidabile bacino di influenza in aree remote dell'Iraq dove sono state raccolte armi e volontari pronti a combattere.
Tutto ciò fu riferito ad Obama ma il presidente e il suo staff sottovalutarono le informazioni.
A questo punto è entrata in gioco la strana alleanza tra il califfo al Baghdadi e Izzat Ibrahim al Douri ex braccio destro di Saddam.
In realtà vi sono forti dubbi che questi sia ancora vivo .
Lo è comunque il suo gruppo denominato Jaysh Rijal al-Tariqa al-Naqshbandia che è attivo dal 2006 in Iraq.
Si tratta di una formazione sunnita ad indirizzo sufi caratterizzata da un forte spirito nazionalistico.
Oltre all'apporto di armi e uomini questi hanno messo a disposizione dell'Isil l'ascendente che ancora hanno tra larghe fette della popolazione Irachena il che spiegherebbe come, senza fare ricorso alla violenza, parecchi capi tribù abbiano dato il loro appoggio ad al Baghdadi senza indugiare più di tanto.
E spiegherebbe anche la conquista territoriale che ad occhi occidentali è sembrata facile e repentina.
C'è addirittura chi dubita del fatto che l'Isil esista veramente come si presenta ovvero come un gruppo confluito in Iraq per liberarlo dal dominio sciita.
Alcuni ipotizzano che sia al Douri il vero capo rivolta che si cela dietro un califfo fantoccio per riunire sotto un'unica bandiera baatisti e combattenti di varia affiliazione che altrimenti non lo seguirebbero.
Fatto sta che vi è una differenza ideologica di base che prima o poi dividerà gli uomini del naqshabandi dalle formazioni di stampo terroristico :
i nazionalisti hanno un'impostazione classica baatista che li porta ad avere come obiettivo la sconfitta dello strapotere sciita e quindi non solo il governo iracheno e il suo alleato americano ma anche il supporto proveniente dall'Iran.
A loro interessa riconquistare l'Iraq.
Gli uomini di al Baghdadi vogliono abbattere il nemico sciita.
La loro conquista dell'Iraq è costruita su basi religiose e ha ambizioni che presumibilmente li porteranno oltre confine.
Il raggio di azione di al Duri e dei suoi ha limiti territoriali e strategie ben definite e differenti da quelli del califfo.
Su questo distinguo fondamentale prima o poi l'alleanza traballerà.
E' un punto sul quale potremmo intervenire ma visto come sono andate le cose quando si è tentato di costruire un alleanza contro Assad sarebbe bene valutare bene la questione.

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