nel 2014 iniziai a studiare il mandarino, sfruttando le opportunità offerte dall’istituto Confucio dell’Università “La Sapienza” di Roma. Un impegno notevole che però che mi ha permesso di essere scelto per andare nella Repubblica popolare cinese in supporto dell’Esperto per la sicurezza della Direzione centrale per i servizi antidroga.
...Agevolare lo scambio informativo tra le forze di polizia italiane e cinesi, svolgere il monitoraggio dei fenomeni di interesse per la cooperazione di polizia, creare e incrementare la collaborazione per la formazione. Oltre a curare i rapporti con gli altri ufficiali di collegamento.
...Quotidianamente il numero dei contagi aumentava e nulla trapelava sull’origine di questa strano “virus di Wuhan”.
...Quindi non circolava un’informazione chiara?
Proprio così.
...se il virus avesse colpito anche uno solo noi sarebbe avrebbe comportato la chiusura della Sede Diplomatica, e questo non potevamo consentirlo,
...Non mi sembrava rispettoso nei confronti dei colleghi cinesi che stavano lottando per difendere il loro popolo, che è poi il compito demandato dall’ordinamento ad ogni poliziotto italiano. Non avrei avuto il coraggio di rivederli al termine dell’emergenza, vanificando quei sentimenti di rispetto e amicizia così importanti per ognuno di noi, e tale scelta è stata condivisa sia dalla mia famiglia che dell’Amministrazione.poliziamoderna
Solito istituto Confucio.
Intervista interessante.
Anche una conferma del fatto che Rizzi sembrerebbe avere saldamente in mano il dossier cinese e da tempi non sospetti. Lo gestisce, come è solito fare, senza trascurare alcun dettaglio.
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