domenica 26 novembre 2017

Sclerotico

Chissà se la sindaca ha poi compreso l’appunto che le era stato mosso.
Certo è che, se una persona brillante come Tommaso Cerno deve confrontarsi con certi soggetti in tivù, ciò la dice lunga sul momento che il nostro Paese sta attraversando.
Si chiedeva il vicedirettore di Repubblica, se è islamofobia battersi contro il burka o affinché le donne non vivano sottomesse.
Il problema è piuttosto la strumentalizzazione che c’è dietro certe battaglie.
Ci sono tante donne come la signora albanese multata tempo fa, persona laureata e che lavora, che amano indossare il burka per motivi religiosi o anche culturali. Eppure nessuno vuole ascoltare le loro ragioni. Ci si limita a mandarle via quando s’incontrano per strada o a segnalarle all’autorità giudiziaria.
Quante bimbe, tra quelle i cui casi sono emersi dopo che erano state punite dalla famiglia, vorrebbero indossare il velo ma se ne vergognano perché i compagni o gli insegnanti le prendono in giro? Nessuno ha mai verificato. Però siamo costretti ad ascoltare una Claudia Fusani qualsiasi che dai salotti televisivi tuona: togliete il velo alle bambine !!! Con quale autorevolezza vuole dettare legge sull’educazione impartita dai genitori o cambiare i principi islamici ?
Sono tutti pronti a condannare gli atteggiamenti dispotici di certi talebani. Nessuno ha trovato nulla da ridire sul fatto che il ministro dell’interno si è presentato all’incontro con i vertici del MWL “esibendo” al suo fianco uno staff formato da sole donne ovviamente non velate. Voleva forse spaventare il nostro clero ?
Pare normale che una scuola sia trasformata in un santuario e che, quando il dirigente scolastico richiama all’ordine e alle norme, i bambini si presentino con il rosario al collo? Se lo avessero fatto dei musulmani, anche italiani nati e cresciuti, le destre avrebbero dato battaglia. Liberi di credere in un Dio rinchiuso in pezzi di legno intarsiato. Preoccupa però l’ostilità verso l’autorità. Nessuno ha osato sottolineare che forse il problema di certa Sicilia e certo Sud non è tanto Riina, ma l’arretratezza culturale e la rozzezza.
Sono tante, e di varia nazionalità, le donne musulmane che lavorano. Ce ne sono anche tante che preferiscono seguire i dettami coranici alla lettera e dedicarsi completamente al "mestiere" di moglie e madre. E' veramente così sbagliato ? O ci si deve sentire per forza sottomesse se il marito viene indicato come protettore, guardiano e sostenitore della moglie e della famiglia ?
Io non credo che il dottor Cerno sia tra i tanti ostili all’Islam a prescindere, o ad alcune pratiche spesso modificate e assoggettate a tradizioni obsolete, per il semplice gusto di farlo. E’ un fatto però che in Italia tutto deve’essere strumentalizzato e nessuno ha interesse a conoscere le ragioni dell’altro.

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