venerdì 12 settembre 2014

Quella strana storia della rapina in banca

«Due miliardi di dollari di liquidità. Solo dai depositi delle banche di Mosul sono stati razziati 500 milioni di dollari. E il controllo di una parte dei giacimenti petroliferi potrebbe assicurare potenzialmente all’Is ricavi annui nell’ordine dei 100 milioni di dollari».


Se io fossi il capo dell'intelligence italiana e a fine giornata mi trovassi sul tavolo tra le varie relazioni ed analisi la notizia che il gruppo terroristico causa di una eventuale futura guerra si ritrova all'improvviso nelle casse una cifra che gli permette di essere classificato come più ricco al mondo e quindi di iniziare uno scontro planetario più che mondiale, correrei dal direttore delle operazioni esterne per approfondire e poi chiamerei il mio omologo americano.

Essendo una semplice cittadina invece, posso azzardare qualche ipotesi.
Non è strano che nelle casse della banca di Mosul ci fosse una cifra così alta come 400 e passa milioni.
Si tratta di una banca centrale di una regione che può attrarre investitori e depositari da tutto il mondo.
E' poco credibile che ci fosse del contante.
Il medio oriente è ormai all'avanguardia in materia di IT specie per quanto concerne il settore finanziario.
E' credibile invece che ci fosse come riferito anche una gran quantità d'oro.

Il primo a dare notizia di questa rapina alla Diabolik è stato il governatore di Niniveh Atheel al Nujaifi che ha tenuto a sottolineare come la scorribanda che ha permesso all'Isil di prendere il controllo di quel territorio sia stata appoggiata dal governo siriano.
Al Nujaifi ha poi asserito che i militari Iracheni che avrebbero dovuto difendere Mosul se la sono data a gambe e hanno riferito il falso sull'accaduto all' allora primo ministro al Maliki.
Il governatore non va molto d'accordo con il governo centrale.
Da sunnita ha sempre condannato i trattamenti poco equi a cui è stata sottoposta la sua regione.
E da parecchi mesi va manifestando il proposito di rendere il proprio governatorato indipendente magari chiedendo l'annessione al Kurdistan.
Per sconfiggere l'Isil ha lanciato l'idea di una grande alleanza sunnita che tenga fuori gli sciiti perchè a suo parere questi arrecano più danni che benefici.

Dopo che l'annuncio della rapina fatto da al Nujaifi è stato diffuso dai media di tutto il mondo, il financial times ha intervistato funzionari e direttore della banca di Mosul.
Tutti hanno ovviamente negato l'accaduto.
Anche il governatore ha cambiato versione dicendo che non vi erano prove certe.
Una banca rapinata di una cifra così grande in un Paese in guerra non è una notizia da dare .
Successivamente un dirigente dell'intelligence Americana ha confermato invece la storia della rapina ma ha parlato di un bottino di pochi milioni di dollari.
Gli Americani stanno facendo di tutto per terrorizzare il resto del mondo e per spingerci ad andare in prima linea al posto loro.
L'ennesima super bufala gli avrebbe fatto comodo.
Ma evidentemente hanno preferito attenersi ai fatti.

Quello che può essere accaduto è che effettivamente una rapina con un bottino ragionevole abbia avuto luogo.
Chi ha preso però i soldi ?
Per invadere la regione di Niniveh l'Isil ha di certo avuto bisogno dei baatisti e non sarebbe improbabile ipotizzare che questi siano in rapporti amichevoli con al Nujaifi.
Quei soldi potrebbero essere la cassaforte che cementa un'alleanza .

Poichè i nostri servizi in genere sono praticamente una succursale americana soprattutto adesso che c'è il generale Manenti, credo che si siano genuinamente bevuti la storia della rapina del secolo.
Poi magari hanno trascurato il follow up e l'hanno girata parimenti al buon Massolo.

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