venerdì 3 gennaio 2014

L'infiltrato




Sacro e profano. Le croci cristiane assieme a quelle istituzionali.
Ha talmente tanti riconoscimenti, che li deve mettere sul davanzale ncoppa a o termosifone.
Marcè t'invidio.
Però si vede che è un coisp. C'ha lo sguardo truce.

Quello che affascina della polizia postale, è questo rapporto simbiotico che ha con la magistratura.
Mentre in alcune città, i poliziotti normali vengono esiliati per ricostruire il rapporto con la procura, in altre, quando si presenta uno dei vertici per proporre uno scambio, il procuratore capo, si tiene i postali, e rimanda a casa il mittente.

Tutta questa luna di miele, compresa la fiducia dell'utente per quanto riguarda eventuali infiltrazioni oscure nei nostri profili, finirà quando il crimine a casa nostra, raggiungerà, come già in altri Paesi, livelli tecnologici elevati.
Cioè quando al posto della ricotta e cicoria, subentreranno bitcoin e ipad.
Allora non si potrà più operare sino ad un certo punto per poi lasciare ad altri reparti operativi, come spiega il direttore.
Bisognerà mettere le mani nel fango e aspettarsi che un magistrato dieci anni dopo chieda, perchè non hai fatto questo o quello nei tempi stabiliti, o perchè hai aspettato tanto a mandarmi l'informativa.
Ecco, là ti aspetto Marcè.

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