giovedì 24 ottobre 2013

Una mano per un sedere

Secondo la difesa, comunque, non si trattò di un palpeggiamento della natica, ma dello sfioramento della coscia compiuto dal prof come gesto amichevole verso la collega. Hanno invece testimoniato in aula alcune allieve, che hanno confermato di aver visto la manata.
carlino

Faccio la spiritosa quando commento questo genere di accadimenti, perchè non mi è mai successo nulla di simile.
Se fossi la vittima, sarei già in terapia.

Ieri finalmente sono riuscita a trovare una copia del testo integrale del famoso articolo su Berlusconi, scritto dalla giornalista Valeria Rossi, che le procurò una visita inaspettata da parte degli uomini del prode Ceccaroli, della polizia postale di Bologna, e della Digos di Savona.
Praticamente un esercito.
E' un pezzo veramente bello, soprattutto dal punto di vista letterario.
Probabilmente all'epoca nè il magistrato nè la polizia erano molto avvezzi alla prosa che si crea in rete, e forse il potere politico ha avuto un suo peso.
Anche il fatto che vi erano delle armi non registrate in ballo, deve avere fatto scattare l'allarme.
Però oggi, quello scritto, che potrebbe essere il copione di una Littizzetto o di un Crozza, ispira molta tenerezza e anche un sorriso.
Di certo non farebbe pensare ad intenzioni serie o istigazioni.

Non si può passare sopra a determinati comportamenti, ma in certi casi le aule di tribunale sembrano ormai diventate dei confessionali o pulpiti da cui magistrati e giudici fanno la morale.
E allora io proporrei di depenalizzare i toccamenti delle cosce e gli sfioramenti delle natiche, e di istituire consultori che prendano in carico il carnefice per riabilitarlo, e la vittima per cercare di alleviarne lo stupore.




Baciami; dammi cento baci, e mille: 
cento per ogni bacio che si estingue, 
e mille da succhiare le tonsille, 
da avere in bocca un'anima e due lingue. 

Oh sí, accarezza dolcemente, sfiora, 
ma minaccia ogni furia e ogni violenza; 
lentamente... non dentro, non ancora... 
portami a poco a poco all'incoscienza. 

Tu, misterioso spirito gentile, 
fammi la guardia come un carceriere: 
che non nasconda piú, vanesia e vile, 
verità vergognose e voglie vere.  

Non ho occhio che pesa e che misura 
e per vedere veramente bene 
mi serve il buco della serratura.
Patrizia Valduga da italian poetry org

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