Tocca difendere un'altra che non mi è proprio simpatica, e che però ha detto anche lei una cosa intelligente.
Ha detto cioè che tutti quelli che esaltano la libertà odierna e la modernità, poi alla fine non vogliono guardare alla realtà dei fatti:
quello che è accaduto a Modena, non è violenza pura, è violenza sessuale.
Cioè violenza su un sesso distorto.
Chi parla di emancipazione della donna, di rapporti padre figlio amicali, chi ammette che la propria figlia parli, si vesta e si muova in una certa maniera, poi non può sottrarsi al rischio.
Non può nascondersi dietro l'assunto che l'uomo deve rispettare comunque la donna.
Se la ragazza si pone in una certa maniera, se è normale fare sesso in giovane età e senza matrimonio, allora è anche normale, tra virgolette, che le venga usata violenza.
Non se l'è andata a cercare, ma ha fatto chiaramente capire in che termini si pone.
E quindi non può aspettarsi più di tanto.
Il rispetto bisogna meritarselo.
Mi spiace, ma io una che veste o parla in una certa maniera, pur comprendendo che appartenendo ad una certa cultura non può che atteggiarsi in un certo modo, non la rispetto.
Non sto dicendo che è automatico che qualcuno le zompi addosso, ma semplicemente che c'è quel rischio.
Quelli che fanno la morale a Concita e Giovanardi sono degli ipocriti, hanno coscienza sporca da vendere.
Con tutto il rispetto per la vittima e l'avvocato che ha scritto la lettera, non possiamo non parlarne.
Dobbiamo parlarne per capire dove la nostra società vuole andare.
Nessun commento:
Posta un commento