martedì 25 giugno 2013

Gli inclusivi

Giorni fa, il ministro Kyenge, in un tentativo credo, di riappacificarsi con l'opinione pubblica Italiana, ha rilasciato un'intervista, nel corso della quale, tra le altre cose ha detto :
Quelli che mi hanno insultata credevano di offendere me; in realtà hanno offeso l'umanità intera.
Qualunque persona che rifiuta il razzismo dovrebbe sentirsi chiamata in causa.
Non l'avesse mai fatto.
Le espressioni di odio nei suoi confronti, sui social network, sono più che raddoppiate.

Ieri Berlusconi, nel commentare la sentenza che lo ha colpito, ha commentato :
Non è soltanto una pagina di malagiustizia, è un'offesa a tutti quegli italiani che hanno creduto in me e hanno avuto fiducia nel mio impegno per il Paese. 
La cosa ha ovviamente provocato l'ilarità generale.

E non possiamo dimenticare Giuliano Ferrara, che in risposta all'offensivo Lerner, ha titolato sull'edizione online de il Foglio:
Siamo tutti puttane.

Alcune settimane fa, l'avvocato Taormina è venuto a Pescara per difendere uno dei suoi assistiti, dall'accusa di omicidio.
Nel corso di un'intervista ha detto :
Siamo tutti assassini.
Siamo tutti assassini in questo paese, o in un modo o nell'altro siamo tutti assassini.

Quando ho letto quelle parole, mi sono sentita offesa, perchè io non mi ci sento proprio.
Pero' comprendo le motivazioni per le quali le ha pronunciate, e in parte simpatizzo per la causa di cui si fa paladino.

Mentre leggevo le dichiarazioni di questa gente, che ci vorrebbe mettere in un gran pentolone, mi sono tornati in mente, dei versetti che ricorrono in tutti e tre i testi sacri delle religioni abramitiche, e che recitano più o meno così:
chi ha ucciso un uomo è come se avesse ucciso l'umanità intera. Chi ne ha salvato uno, è come se avesse salvato l'umanità intera.

Ora il concetto, quando viene espresso da un essere superiore quale è Dio, ha una sua base di verità, e colpisce profondamente.
Se viene formulato da un essere umano, dà semplicemente fastidio, perchè lo fa salire su un piedistallo che non gli spetta.
Quindi quelli che fanno certi discorsi, dovrebbero tenere a mente, che difendere una causa o il principio, non significa automaticamente difendere il soggetto colpito, o sentirsi come lui.

Credo che quelle povere ragazze di Arcore siano vittime di un sistema e anche dei giudici, pero' francamente, non mi sento una puttana, nè un'assassina.
E non mi sento colpita dalle parole di un "razzista", in quanto riesco a comprenderne le ragioni, pur non giustificandole.

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