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sabato 2 giugno 2012

E l'FBI non lo sapeva

Un algerino a Napoli, un marocchino a Madrid. E una cellula salafita a mezza strada tre le moschee di piazza Mercato e quella di San Marcellino, alle porte di Casal di Principe. 


Il loro compito? Fare proselitismo nelle comunità islamiche dell’Italia del sud. Terroristi in sonno e cinici tessitori di alleanze con chiunque potesse portare acqua al mulino della causa, avevano messo sul tavolo degli scambi la loro potenzialità omicida, disponibili a uccidere su commissione gli «infedeli» indicati da chi era in grado di fornire appoggi logistici, documenti, nascondigli.capacchione

Al termine di questa telefonata, Rachid parlò con Angelo D’Alterio, dicendogli che sarebbe accaduto qualcosa utilizzando degli aerei; per ”qualcosa” si intendeva un attentato e aggiunse anche che sarebbe accaduto qualcosa sui treni metropolitani in Spagna.del gaudio

Bisogna essere profondi conoscitori del mondo Arabo-Musulmano, che non e' affatto un monolite, ma e' percorso da diverse anime, prima di valutare se i risultati delle indagini fatte alla fine degli anni '90 dalla procura di Napoli, possano costituire un substrato di legittimazione delle dichiarazioni dei pentiti di ultima generazione .

Non vi e' dubbio che la Campania, in quanto terra di transito, possa aver fornito supporto logistico attraverso esponenti della camorra, che hanno fornito documenti, armi e alloggio temporaneo, a soggetti che poi sono stati smistati su territorio Europeo per organizzare attentati terroristici .
Lo si intuisce dai rapporti della nostra intelligence .

Ma a mio modesto parere, il legame finisce qui .
Bisogna mettersi in mente una cosa : al Qaeda e' organizzazione ben diversa dalla camorra e Bin Laden non e' un Giuliano .
Quando al Qaeda decide che i civili, anche Musulmani, possono essere inseriti tra i danni collaterali, lo fa attraverso un comunicato che spiega perche', secondo la propria interpretazione del Corano, uccidere innocenti che poi non lo sono, e' lecito .
I Salafiti non vivono in case principesche con vasche a forma di perla . Possono stringere alleanze temporanee con i kafirs, i miscredenti, ma senza compromettere la loro missione in nome di Dio .
Un Qaedista della prima ora, cioe' uno di quelli che ha pianificato il 9 11, non si mette a parlarne al telefono come niente fosse, di fronte a un delinquente comune .
E tutto cio' se stiamo parlando di Qaedisti, perche' a me pare che il signor Rachid sia semplicemente un narcotrafficante, il che non ne sminuisce la figura, ma rientra in altri schemi .

L'unica cosa che New York e Madrid hanno in comune, e' che gli attentati sono stati portati a termine da gente con gli stessi principi ispiratori . Per il resto i crimini commessi a Londra e in Spagna hanno connotazioni totalmente diverse .
Ci sono processi, rapporti di polizia, profilings, che lo testimoniano .
Dire che Madrid era stato progettato dal 2001, significa demolire il lavoro di anni da parte di investigatori provetti .
Dire che questi collegamenti ci sono e che in Campania i Qaedisti sono pronti a mettersi al servizio della camorra, significa anche dire che la nostra intelligence e' fatta da peracottari .
Io ci andrei cauta prima di ritenere attendibili Vargas e Di  Lanno .
Alla luce dei recenti avvenimenti, c'e' da chiedersi come la gestione dei pentiti in Campania sia effettivamente portata avanti, e non solo quella della mobile di Pisani .

martedì 14 febbraio 2012

I bazooka di Roberto Vargas

Ieri il corriere del Mezzogiorno e' tornato sullo scooppone della Capacchione, circa collegamenti tra i Casalesi e al Qaeda .
Le radici storiche del legame andrebbero cercate in un' indagine della Digos di Vicenza avviata nel 2009, in seguito al ritrovamento su perquisizionedi un operaio Algerino, di un contatto telefonico con l'imam della Moschea di San Marcellino e di un libretto di preghiere proveniente dallo stesso luogo di preghiera .
La casa dell'imam Nasser Hidouri fu perquisita, gli fu sequestrato materiale audio-video ma non fu trovato niente di particolare .
Questa indagine costituirebbe il punto di contatto con le parole di Vargas .

Io ho in casa un libretto di preghiere della moschea di Regents Park a Londra, che mi fu donato il giorno che proclamai la mia professione di fede, un Corano tradotto in Inglese comprato a Muscat e una serie di libri in Inglese su varie tematiche di natura esclusivamente religiosa comprati tra l'Inghilterra e il Golfo, visto che qui in Italia c'e' pochissimo materiale .
E sul computer ho il software della chiamata alla preghiera e altre pubblicazioni scaricate da vari siti religiosi .
Non ho inoltre contatti con Musulmani in Italia perche' decisi di trasferirmi all'estero visto che qui ero sola e la mia famiglia non e' che fu contentissima della mia scelta .
Ora o il dott. Cafiero de Raho e quelli che stanno indagando su Bin Laden a Napoli, danno alle loro veline piu' materiale per capire gli effettivi legami e il salto di qualita' fatto da aQaeda a Napoli, o comincio a preoccuparmi .

domenica 12 febbraio 2012

Vabbuo'

«Nicola Schiavone mi confidò di aver avuto contatti con dei terroristi di “Al Qaeda” in quanto lui era intenzionato a colpire il giudice Cafiero de Rago, che era stato l’artefice di tutti gli ergastoli comminati a seguito di Spartacus 1. Schiavone mi confidò inoltre che aveva un forte astio per tutto il pool della Dda di Napoli, mi disse anche che da lì a poco sarebbero arrivati dei bazooka monouso da consegnare a questi terroristi che avrebbero dovuto compiere diversi attentati ai predetti magistrati del pool che si occupava della camorra casalese».
«Schiavone mi disse che l’alleanza con “Al Queda” era molto forte e che lui avrebbe dato appoggio logistico nel territorio aversano; in cambio queste persone gli avrebbero fatto gli attentati contro i magistrati del pool per fargli un piacere, come testimonianza della loro alleanza. Mi disse che lui non era come il padre, ma lui era peggio del padre. Nicola era infatti arrabbiato del fatto che il clan era stato oggetto di un altro Spartacus, ovvero Spartacus 3 (nel corso del quale fu arrestata la madre, Giuseppina Nappa, ndr)»
«Schiavone chiese a mio fratello Pasquale di fingersi deluso dalla famiglia Schiavone e così chiedere un avvicinamento a Michele Zagaria, lamentandosi del fatto che non gli mandavano abbastanza soldi per fare la latitanza. Appena al cospetto di Zagaria, mio fratello avrebbe dovuto ucciderlo all’istante, decapitarlo e buttarne la testa fuori al portone di casa a Casapesenna. Questo perché Michele Zagaria sarebbe stato un ostacolo ai suoi piani per gli attentati contro il pool dei magistrati». Successivamente, sarebbe toccata ad Antonio Iovine»
ilmattino

Credo che Zagaria non l'avrebbe nemmeno ricevuto .
Pochi si sarebbero bevuti una tale messinscena , che infatti mi pare di capire e' stata messa a verbale .
Capisch a me .

Il termine al Qaeda, e qui siamo nel mio campo, nel senso che studio da anni il fenomeno aspettando che finisca e noi Musulmani possiamo vivere in pace, e' un po' generico .
Certamente non si puo' fare riferimento a Bin Laden o per lo meno ad un gruppo che faccia capo a lui, perche' il 9 11 rimane l'unico episodio, per cui il Saudita non e' nemmeno accusato dall'FBI nel documento in cui lo si includeva tra i ricercati, ascrivibile al nucleo originario OBL-Zawahiri-Mullah Omar .
Nell'immediato post 9 11 si e' formata tutta una serie di celle terroristiche attive nei focolai di guerra sul globo, che spesso  sono transitate in Afghanistan per addestramento, ma che poi nel tempo sono sempre piu' diventate locali .

Quindi bisogna che Vargas fornisca circostanze e nomi precisi .
Il colpo da maestro sulla lettera al dott. Cantone, e' sicuramente ad effetto, ma la credibilita' si gioca su altro .
Anche facesse riferimento generico alle celle dormienti del Maghreb che di solito transitano su Napoli per poi essere smistate in Nord Europa, cio' non sarebbe sufficiente, se non ad alimentare il protagonismo di certi magistrati in odor di martirio .
A mio modesto parere, e i salafiti sono i piu' tosti, quand'anche le circostanze lo richiedessero, i jihadisti non si presterebbero mai all'esecuzione materiale di attentati che ideologicamente non appartiene loro, e che sono promossi da Kafirs (miscredenti, nell'accezione jihadista) .
Arriverebbero sicuramente a fornire armi e droga, ma non piu' di tanto .
Poi bisogna vedere se si tratta effettivamente di estremisti .
Mi pare di aver capito che gli stranieri provenienti dall'Africa che bazzicano i quartieri Spagnoli e Castel Volturno siano di diversa estrazione .

La parola alQaeda negli ultimi anni e' stata ampiamente abusata .
Ha aiutato a vincere elezioni presidenziali e nomine a CIA e FBI .
Prima di lanciare allarmi in Italia in tal senso, ci andrei cauta .
Anche in questo caso il nome del dott. Pisani, come potenziale vittima non compare .
Ma e' certamente logico, visto che si tratta di poliziotto corrotto .

Bin Laden a Napoli e Saviano non ce lo aveva detto

L'articolo e' per spettatori paganti quindi devo basarmi su quanto raccolto in rete* .
Pare che il solito Vargas, fiume in piena, ci stia raccontando di legami tra camorra napoletana e i figli di Bin laden, che hanno stretto un patto con don Michele .

In realta' le prime notizie circa infiltrazioni di Islamisti in Italia, risalgono al 1995 e ci parlano di nuclei Maghrebini (Tunisini e Algerini) presenti in Campania e Piemonte .
Bisogna giungere al 2003-2005 prima di avere un rinvio a giudizio, ottenuto anche con difficolta' vista la resistenza del gip a convalidare l'idea che esista un Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento .
Michele Del Prete e Franco Roberti sono stati i pionieri di questo filone di indagini, che pero' altro non ha smascherato che un flusso di passaggio di terroristi Arabi, Africani e Pachistani attraverso la Campania e Napoli .
Quindi se patto vi e' stato, tra la camorra e al Qaeda, finora si trattava di un semplice scambio di denaro, armi e droga .

Quello che allarma e' che secondo il pentito, e non ve ne e' alcuna menzione nei rapporti annuali della DNA o nelle trionfali conferenze stampa di fine anno delle forze dell'ordine, vi sarebbe stato un salto di qualita' nelle modalita' in cui il patto si estrinseca, con i Casalesi che pianificavano attentati a magistrati (probabile siano gli stessi annunciati qualche mese fa dal pentito Cangiano).
Strano che in tutti questi anni, cio' non sia venuto fuori .
E si che a Napoli opera anche il superpoliziotto Maurizio Vallone, testimone al processo Potenza per le indagini sul dott. Pisani, che era stato impegnato a Roma proprio nella prevenzione di possibili attacchi successivi al 9 11 .

Se e' venuto fuori adesso, ben venga, ma siamo sicuri che vi siano riscontri alle parole dell'uccellino Vargas ?
E perche' non ce lo hanno mai detto che vi era almeno un sospetto ?

* un grazie a Paolo Chiariello per la segnalazione