"Among my greatest pleasures as director are my relationships with foreign counterparts who come to visit," Haspel said. "And I made it a tradition that when ... foreign heads of service visit Langley, Virginia, and sit with me in my office, I send them away with a bottle of very fine Kentucky bourbon. And we are moving through a number so far." cnbc
Hai capito i direttori.
Si capiscono i motivi delle buone relazioni con la Cia.
On a sider note al processo Scajola oggi Vincenzo Speziali (quello che ha mandato la mail al generale Manenti. Roba che manco io oserei) si è avvalso della facoltà di non rispondere perchè non conosce le carte. Sono state inoltre rigettate le richieste di ascoltare personaggi vari tra cui gli ormai famosi fratelli Pizza e il dottor Pazienza. Al quale bisognerebbe spiegare che l'emiro ha diversi avvocati a seconda dei settori e delle questioni. Non si è ben capito dai resoconti stampa se ci sono riscontri alle dichiarazioni circa quanto gli avrebbe riferito l'avvocato Franchini.
Magari prima o poi lo chiarisce lui stesso in qualche intervista.
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lunedì 24 settembre 2018
domenica 5 agosto 2018
Meanwhile in Calabria. Terra di spie e veggenti.
Ci ha lasciati all’età di 69 anni don Vincenzo Diodati, indimenticato centrocampista in un triennio magico della storia della Teramo Calcio.
Con quella “squadra delle meraviglie”, dal 1973 al 1976 Diodati conquistò una promozione in Serie C e due terzi posti consecutivi, sfiorando ripetutamente la Serie B, negli anni del vecchio Comunale vestito a festa e costantemente divertito dalle gesta di una squadra fenomenale.
Con il Teramo Diodati ha giocato 99 partite siglando 18 reti: le sue gesta rimarranno scolpite nell’ultracentenaria storia biancorossa.
I funerali si terranno quest’oggi, alle ore 15, a Corigliano Calabro (CS).
Le più sentite condoglianze ai suoi famigliari. Ciao Don Vincenzo, per sempre nella storia biancorossa!
TeramoCalcio
Quando venne in classe per la prima volta, come insegnante di religione, ci tenne a mettere in chiaro che dovevamo chiamarlo Vincenzo e dargli del tu.
Non c'era bisogno di presentazioni. Don Vincenzo era nato a Montesilvano.
Assieme alla sua famiglia era stimato per la correttezza e la gentilezza.
Era entrato nella leggenda per il talento d'atleta.
Dicevano che per lui era pronto qualche contratto in una grossa squadra di serie A.
Ma a quel punto aveva già preso la sua decisione.
Era un uomo molto buono. Carismatico. Sapeva farsi ascoltare.
Del calciatore conservava l'entusiasmo. La passione. L'energia.
Fu così che nacquero i primi problemi.
Al liceo non si ha una coscienza formata. Si è alla ricerca di una identità.
C'è chi ha la passione per la politica. Chi è di sinistra. Chi è ateo. Chi ama farsi le canne. Chi si fa la cresima giusto per sposarsi. Ma tra ragazzi si riesce a discutere senza troppi problemi.
Vincenzo invece ci divise.
Iniziò ad organizzare gruppi di preghiera e di canto.
Convinse i più ferventi che alla messa bisognava andare tutti i giorni.
A quella delle sei del pomeriggio.
Niente più riunioni tra ragazze. Palestra. Partite di calcio.
La questione non era più tra cattolici e non. Praticanti e non.
Si era con Vincenzo o contro. Amato ed odiato.
Le professoresse di filosofia (comuniste, atee e femministe) erano in preda all'ira.
Quell'uomo aveva rovinato loro la piazza.
Il professore di lettere (fascista) vedeva la cosa in maniera più pragmatica. Un ciclone passeggero.
Passata la maturità, arrivò il ciclone vero.
Vincenzo rimase folgorato (in senso spirituale anche se le malelingue sostenevano ci fosse qualcosa di più) da una veggente. Tale Maria Antonia Fioritti che diceva di vedere la madonna.
Vincenzo diceva che nella vita è importante vedere Gesù.
Trovarono un punto d'incontro a metà strada.
Dopo mesi di veglie, preghiere e tam tam sui media locali e nazionali, con i politici che volevano trasformare Montesilvano in una novella Medjugorie, nel Febbraio del 1988 diverse migliaia di fedeli salirono sul colle in attesa di un'apparizione che non ci fu.
Ore ed ore a bruciarsi gli occhi.
In quell'epoca, almeno dalle nostre parti, veramente si rischiò la tenuta democratica.
Chissà se i servizi segreti tenevano d'occhio la situazione.
Vincenzo all'improvviso sparì. Venne forse mandato all'estero e poi trasferito in parrocchie a basso profilo. Di lui non si parlò più. Accessibile ai fedelissimi.
Una decina d'anni dopo gli tornò il fuoco sacro per le veggenti.
Pare fosse padre spirituale di tale Giulia Arancino da Thurio.
Probabilmente ha deciso di rimanere da quelle parti.
Terra meravigliosa per vivere e morire.
TeramoCalcio
Quando venne in classe per la prima volta, come insegnante di religione, ci tenne a mettere in chiaro che dovevamo chiamarlo Vincenzo e dargli del tu.
Non c'era bisogno di presentazioni. Don Vincenzo era nato a Montesilvano.
Assieme alla sua famiglia era stimato per la correttezza e la gentilezza.
Era entrato nella leggenda per il talento d'atleta.
Dicevano che per lui era pronto qualche contratto in una grossa squadra di serie A.
Ma a quel punto aveva già preso la sua decisione.
Era un uomo molto buono. Carismatico. Sapeva farsi ascoltare.
Del calciatore conservava l'entusiasmo. La passione. L'energia.
Fu così che nacquero i primi problemi.
Al liceo non si ha una coscienza formata. Si è alla ricerca di una identità.
C'è chi ha la passione per la politica. Chi è di sinistra. Chi è ateo. Chi ama farsi le canne. Chi si fa la cresima giusto per sposarsi. Ma tra ragazzi si riesce a discutere senza troppi problemi.
Vincenzo invece ci divise.
Iniziò ad organizzare gruppi di preghiera e di canto.
Convinse i più ferventi che alla messa bisognava andare tutti i giorni.
A quella delle sei del pomeriggio.
Niente più riunioni tra ragazze. Palestra. Partite di calcio.
La questione non era più tra cattolici e non. Praticanti e non.
Si era con Vincenzo o contro. Amato ed odiato.
Le professoresse di filosofia (comuniste, atee e femministe) erano in preda all'ira.
Quell'uomo aveva rovinato loro la piazza.
Il professore di lettere (fascista) vedeva la cosa in maniera più pragmatica. Un ciclone passeggero.
Passata la maturità, arrivò il ciclone vero.
Vincenzo rimase folgorato (in senso spirituale anche se le malelingue sostenevano ci fosse qualcosa di più) da una veggente. Tale Maria Antonia Fioritti che diceva di vedere la madonna.
Vincenzo diceva che nella vita è importante vedere Gesù.
Trovarono un punto d'incontro a metà strada.
Dopo mesi di veglie, preghiere e tam tam sui media locali e nazionali, con i politici che volevano trasformare Montesilvano in una novella Medjugorie, nel Febbraio del 1988 diverse migliaia di fedeli salirono sul colle in attesa di un'apparizione che non ci fu.
Ore ed ore a bruciarsi gli occhi.
In quell'epoca, almeno dalle nostre parti, veramente si rischiò la tenuta democratica.
Chissà se i servizi segreti tenevano d'occhio la situazione.
Vincenzo all'improvviso sparì. Venne forse mandato all'estero e poi trasferito in parrocchie a basso profilo. Di lui non si parlò più. Accessibile ai fedelissimi.
Una decina d'anni dopo gli tornò il fuoco sacro per le veggenti.
Pare fosse padre spirituale di tale Giulia Arancino da Thurio.
Probabilmente ha deciso di rimanere da quelle parti.
Terra meravigliosa per vivere e morire.
sabato 4 agosto 2018
I rimproveri del Blasco
"A noi purtroppo non è arrivata alcuna segnalazione", rimprovera Mario Blasco, capo della squadra mobile della Questura di Reggio Calabria, "ritengo che sia possibile identificare la ragazza. Queste denunce, seppure fatte in maniera inusuale, possono servire di più a noi che a un collezionista". repubblica 1993
Proprio sbirro.
Di Ottobre anche lui come il tortellino. Classe 1951.
E anche lui dev'essere un bel personaggio come il romagnolo rompiscatole.
Le giovani generazioni dei servizi segreti.
All'Aisi il dottor Blasco dovrebbe avere avuto la possibilità di addentrarsi nei fenomeni, e soprattutto nelle persone, in modo da comprenderli in un'ottica diversa e più completa rispetto a quella del poliziotto. Il concetto dell'attore-entomologo elaborato dal dottor Salvatori.
All'epoca si aveva una conoscenza molto superficiale, più che altro filtrata dai mezzi d'informazione, dei fenomeni criminali caratteristici del mezzogiorno e del contesto sociale nel quale maturano.
In quegli anni al pensionato universitario passavamo le nottate ad ascoltare i racconti delle ragazze calabresi. Veniva spesso da chiedersi se fossero veramente realtà o un po' romanzati.
La stessa cosa mi accadde tanti anni dopo nel Golfo.
Ci sono posti dove il tempo si ferma e le storie assumono contorni tragici.
Per forza di cose un collezionista di quel tipo, per di più del nord, non poteva che rimanere affascinato dalla poeticità di quella tragedia senza pensare ad allertare le autorità competenti. Non c'era inoltre l'enorme macchina delle campagne di sensibilizzazione, messa in moto dalle forze dell'ordine per quelli ed altri fenomeni criminali (truffe agli anziani, bullismo, violenza sulle donne), che danno al cittadino la consapevolezza di quanto gli accade attorno.
Ma soprattutto lo rendono protagonista della sicurezza partecipata e gli forniscono la sensibilità necessaria a riconoscere i segnali per i quali mettersi in allarme e andare dalla polizia.
Un messaggio su una banconota è come un messaggio su Tumblr in epoca odierna.
Bisogna avere maturato una certa sensibilità per comprenderlo e raccoglierlo.
Proprio sbirro.
Di Ottobre anche lui come il tortellino. Classe 1951.
E anche lui dev'essere un bel personaggio come il romagnolo rompiscatole.
Le giovani generazioni dei servizi segreti.
All'Aisi il dottor Blasco dovrebbe avere avuto la possibilità di addentrarsi nei fenomeni, e soprattutto nelle persone, in modo da comprenderli in un'ottica diversa e più completa rispetto a quella del poliziotto. Il concetto dell'attore-entomologo elaborato dal dottor Salvatori.
All'epoca si aveva una conoscenza molto superficiale, più che altro filtrata dai mezzi d'informazione, dei fenomeni criminali caratteristici del mezzogiorno e del contesto sociale nel quale maturano.
In quegli anni al pensionato universitario passavamo le nottate ad ascoltare i racconti delle ragazze calabresi. Veniva spesso da chiedersi se fossero veramente realtà o un po' romanzati.
La stessa cosa mi accadde tanti anni dopo nel Golfo.
Ci sono posti dove il tempo si ferma e le storie assumono contorni tragici.
Per forza di cose un collezionista di quel tipo, per di più del nord, non poteva che rimanere affascinato dalla poeticità di quella tragedia senza pensare ad allertare le autorità competenti. Non c'era inoltre l'enorme macchina delle campagne di sensibilizzazione, messa in moto dalle forze dell'ordine per quelli ed altri fenomeni criminali (truffe agli anziani, bullismo, violenza sulle donne), che danno al cittadino la consapevolezza di quanto gli accade attorno.
Ma soprattutto lo rendono protagonista della sicurezza partecipata e gli forniscono la sensibilità necessaria a riconoscere i segnali per i quali mettersi in allarme e andare dalla polizia.
Un messaggio su una banconota è come un messaggio su Tumblr in epoca odierna.
Bisogna avere maturato una certa sensibilità per comprenderlo e raccoglierlo.
sabato 21 luglio 2018
حبيبى ده
In particolare, con l’acquisto online di semi di canapa indiana e di concime, effettuati direttamente dal capo clan, l’organizzazione realizzava le strutture dove piantare i semi, curare la germinazione e la fioritura delle piante, la crescita, la lavorazione e, infine, l’immissione sulle piazze di spaccio. Le varie attività erano assicurate dagli affiliati di Mancuso, ma anche da mano d’opera reclutata tra extracomunitari. poliziadistato
Anche piantagioni chietine.
Il legame con i calabresi rimane stabile.
Ottimo biglietto da visita per chi vuole diventare collaboratore di giustizia.
Acquisto di semi in rete e coltivazione in Italia piuttosto che in Spagna o Albania.
E' difficile che polizia e magistrati non si accorgano delle attività nascoste di un giovane rampollo.
Anche piantagioni chietine.
Il legame con i calabresi rimane stabile.
Ottimo biglietto da visita per chi vuole diventare collaboratore di giustizia.
Acquisto di semi in rete e coltivazione in Italia piuttosto che in Spagna o Albania.
E' difficile che polizia e magistrati non si accorgano delle attività nascoste di un giovane rampollo.
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