martedì 28 dicembre 2021

Sei proprio un angelo tu

 Aveva puntato la sveglia sulle cinque e ventuno. Una combinazione atipica insegnata alla scuola di spie per sfuggire al nemico. 

Quella mattina si era svegliato di buon umore per due motivi. Lo attendeva un voletto facile facile. Era l'occasione giusta per mettere in atto il piano di distruzione delle carte del capo. Almeno di una parte. L'anziano direttore era abile nel nascondere le cose anche a lui che era il suo angelo custode in missione. 

Si era portato dietro anche l'altro telefono. Una serie esse trasformata da otto a dieci per sfuggire a Lolwa. Non gli dava tregua dai tempi in cui aveva lasciato l'incarico a Doha.

Nei cieli di Ankara il diavolo in lui fece capolino. Aveva tagliuzzato foto e mappe in pezzi piccolissimi a forma di cuoricini. Li aveva inseriti in inneschi dei botti di capodanno. All'altezza di Etimesgut, dove si trovava la fortezza degli spioni turchi, aprì il finestrino e li lanciò. Sorrise soddisfatto.

La vendetta era servita.

Ai tempi di Gaddafi erano soliti alloggiare in un albergo a cinque stelle. Da quando gli spioni turchi avevano piazzato le tende in libia, erano costretti a prenotare una stanza in Ambasciata con almeno una settimana di anticipo. Non c'era nemmeno l'acqua calda.

L'anziano direttore voleva andare a rendere omaggio a un collega morto in battaglia un paio d'anni fa. Un iraniano, gli pareva di ricordare. Solo che era uno molto famoso. Iraniani e iracheni hanno questa mania dei pellegrinaggi e delle celebrazioni. L'anniversario che cadeva in gennaio sarebbe stato molto affollato. Si prevedevano giornate scoppiettanti. Quindi loro avevano preferito giocare d'anticipo.

Quella Lolwa lo aveva stancato. Non riusciva a capire che era innamorato del suo lavoro.

Anche se non ricordava mai se era stato lui a sceglierlo o viceversa.

Sospirò e sorrise del diavolo che era in lui.

Nessun commento:

Posta un commento