martedì 14 maggio 2019

Immersioni

"L'università e la ricerca scientifica - le parole del generale Giovanni Caravelli, vicedirettore dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise) - hanno un ruolo fondamentale nello studio e nella diffusione della cultura dell'Intelligence, soprattutto in Italia. All'interno dell'ecosistema digitale nel quale l'intero mondo è oggi immerso, le informazioni 'verè sono come impastate in un miscelatore ove la disinformazione rappresenta un'arma dalle potenzialità illimitate. a vera sfida dell'intelligence nazionale, nel terzo millennio - ha concluso - risiede dunque nella capacità di saper ricercare, selezionare, leggere ed elaborare ogni singola informazione, ogni frammento di notizia per farne un prodotto di intelligence utile alla salvaguardia della sicurezza dello Stato". chietitoday

Non si è capito se era una presenza virtuale esca o il generale PaperLou alla fine lo ha trattenuto. Teniamoci buono il prefetto Savina che non manca mai ad un appuntamento.

La disinformazione che si può mettere in atto attraverso Internet è un grande strumento di influenza ma deve essere ben calibrato a seconda delle esigenze.
Quelli ad esempio del figlio di Marshal Haftar, sono goffi tentativi che si avvalgono del supporto di propagandisti libici in esilio. La notizia dell'inizio dell'operazione su Sirte è stata messa in giro senza nemmeno tante immagini e con il sostegno di Asharq al Awsat. Alla fine anche i giornali italiani, che non brillano in materia di esteri e geopolitica, si sono accodati al coro di pappagalli che davano per certa l'incursione di LNA. Vedremo se il tutto avrà presa su Macron con il quale ci sarebbe un incontro questa settimana.
Ai tempi del famigerato rapimento in Siria, in un momento in cui il clima creato attorno al dibattito sul pagamento del riscatto era infuocato, fu fatta circolare la notizia delle cattive condizioni di salute delle due donzelle e della spaccatura non solo all'interno di Copasir e governo ma anche dei servizi segreti (ci fu riferito del buon Manenti che a giorni alterni andava in pellegrinaggio dalla politica e al tempo stesso doveva parare i colpi della dissidenza interna) circa il modo di procedere. Ad una nota testata della rete vicina al governo, e ad un giornalista specializzato in vicende di tale tenore, fu affidato il particolare della malattie e delle medicine inviate. Piuttosto che creare empatia e strappare lacrime, com'era probabilmente nelle intenzioni di ministero e servizi, la storia infiammò ulteriormente gli animi. Al grido del "se la sono andata a cercare" si alzò l'ondata di malumore dai social. Non si riuscì nemmeno a fare scendere la tensione provocata principalmente dal partito di opposizione che aveva anche un suo rappresentante alla presidenza del Copasir.
A qualche settimana dal ritorno delle due giovincelle l'atmosfera migliorò.
Si tratta di vicende poco significative che, se unite ad altri motivi di tensione, possono mettere a rischio la cosiddetta tenuta democratica del Paese.
Internet e i social sono uno strumento potente nelle mani di governi e agenzie di intelligence.
Bisogna scegliere tempi e modi giusti.

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