Office of the Prime Minister - Ethiopia
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16h16 hours ago
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Ethiopian born Saudi business tycoon Mohammed Alamoudi has been released from prison in Saudi Arabia. It is to be recalled that earlier in 2018, PM Abiy Ahmed traveled to Saudi Arabia & discussed a number of issues with Saudi Crown Price Mohammad Bin Salman. (1)
One of the issues included the release of Mohammed Al Amoudi. Prime Minister Abiy Ahmed in his Millenium Hall address later in May 2018 further assured of his return. We wish Mohammed Al Amoudi a safe return to Ethiopia.
Se il presidente Conte avesse manifestato la volontà italiana di partecipazione allo sviluppo delle infrastrutture etiopi qualche anno fa piuttosto che la scorsa settimana, avrebbe dovuto innanzitutto inviare un emissario a discutere la questione e la contropartita in gioco con Sheikh Mohammed Al Amoudi. Verso questo tipo di dinamiche sono orientati gli interessamenti dell'Aise rispetto alla presenza diplomatica in determinate zone.
Etiope di nascita e saudita d'adozione, Al Amoudi ha costruito la propria fortuna grazie al settore petrolifero e alle numerose relazioni acquisite nel tempo all'interno dei circoli reali sauditi. In seguito ha allargato interessi e sfera d'influenza in altri settori e continenti. Primo tra tutti quello delle infrastrutture.
E' riuscito nel suo intento grazie a una fitta rete di legami politici estesa dagli Stati Uniti alla Svezia. Il suo impero si snoda tra banche ed enti dediti ad opere di beneficenza. Attività queste, che lo hanno visto sotto accusa come finanziatore di Bin Laden. In patria ha sempre avuto il monopolio di economia e finanza grazie al rapporto stretto con il governo. Dopo il fermo al Ritz molti lo davano per morto. Difficile dire quale sarà il suo ruolo in epoca attuale sia in Etiopia che in Arabia Saudita.
Il suo rilascio avrebbe preso forma nell'ambito di una vasta serie di liberazioni che dovrebbe contribuire a migliorare l'immagine dell'Arabia Saudita e che avrebbe visto protagonista anche il padre di Shaykh Abdullah Al Mhaisni. Si tratta dell'imam noto per aver svolto un ruolo centrale in Siria nell'assemblaggio di alcune operation room che raggruppavano fazioni ideologicamente lontane tra loro. Tra queste anche Nusra.
Shaykh Muhammad Al Mhaisni sarebbe da diverso tempo nel mirino delle autorità saudite e avrebbe trascorso altri periodi in prigione a causa delle sue rigide interpretazioni e prese di posizione pubbliche.
Le ragioni per le quali Al Amoudi è stato trattenuto così a lungo sono da ricercare nelle sue connessioni politiche e soprattutto nelle difficoltà presumibilmente incontrate dall'autorità giudiziaria nel rintracciare tutte le sue risorse finanziarie in giro per il mondo.
L'enorme piano d'investimenti in infrastrutture e trasporti nell'ambito di Vision 2030, che verrà annunciato in queste ore nel corso di un forum proprio al Ritz di Riyadh, potrebbe avere semplificato le trattative per una positiva risoluzione del caso Al Amoudi.

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