Office of the Spokesperson
Washington, DC
November 16, 2018
The below is attributable to Spokesperson Heather Nauert:

The Secretary Michael R. Pompeo spoke today with Omani Foreign Minister Yusuf bin Alawi bin Abdullah. The Secretary thanked the
Foreign Minister for Oman’s longtime friendship and strategic partnership with the United States, as well as Oman’s engagement on the region’s most challenging issues. On Yemen, the Secretary and the Foreign Minister agreed on the urgent need for a cessation of hostilities. The Secretary and the Foreign Minister reaffirmed the importance of all parties working toward a political agreement to end the conflict and bring peace, prosperity, and security to Yemen.
Foto SPA, UAE Government
4. The former advisor met with the leader of the mission and the negotiation team; to share with them information relevant to the mission based on his specialization in media. The former advisor expressed his belief that the victim was coopted by organizations and states hostile to the Kingdom and that the victim’s presence outside of Saudi Arabia represents a threat to national security and he encouraged the team to persuade the victim to return, noting that his return represents a significant achievement of the mission.
7. After surveying the Consulate, the head of the negotiation team concluded that it would not be possible to transfer the victim by force to the safe location in case the negotiations with him to return failed. The head of the negotiation team decided to murder
SPA Thursday 1440/3/7 - 2018/11/15
La versione della decisione maturata negli ultimi 15-20 minuti è in linea con l'organizzazione molto approssimativa dell'operazione. E anche con il ruolo di primo piano e il tipo di rapporto che Saud Al Qahtani ha, o aveva, con Sua Altezza. E' difficile inoltre pensare che il quadro di valutazioni complessivo circa il profilo di pericolosità rappresentato per la sicurezza nazionale da un individuo come Jamal Khashoggi, possa essere stato assemblato da una squadra di professionisti che opera a livello d'intelligence basandosi principalmente su quanto riferito da un soggetto con le competenze di Al Qahtani.
C’è differenza tra l’avere ordinato un omicidio ed esservi coinvolto.
Le indiscrezioni pubblicate dalla stampa americana nelle ultime ore (presumibilmente frutto del resoconto fatto dalla signora Haspel ai membri del Congresso e delle valutazioni delle agenzie d’intelligence europee) lasciano intuire che dalle registrazioni (il dialogo avvenuto prima dell'ingresso del giornalista nel consolato, quello che ha determinato il cambio di programma e la serie di telefonate internazionali) non emerge in maniera netta il ruolo avuto da Mohammed bin Salman nell'omicidio di Jamal Khashoggi. E che le conclusioni sono state affidate a un profilo generale del principe ereditario elaborato nel corso degli ultimi anni e ovviamente al potere di controllo che questi eserciterebbe sugli apparati di sicurezza.
E’ su quella differenza tanto critica quanto impercettibile, che va reimpostato soprattutto da parte dell’amministrazione americana, il rapporto con il casato saudita.
Si tratta di un’occasione da sfruttare per risolvere questioni importanti, come la guerra in Yemen e la disputa del Golfo, che da troppo tempo si trascinano andando a influenzare in maniera negativa altri dossier caldi nelle sfere del mediterraneo e del medio-oriente.
Che ci sia da parte americana la piena consapevolezza che questa volta è stato superato un limite pericoloso, lo indicano l’esclusione del generale Al Asiri dalla lista delle sanzioni e la nomina ad Ambasciatore dell’Arabia Saudita del generale Abizaid.
Si rende necessaria a questo punto un'azione diplomatica globale in grado di ripristinare parte degli equilibri che nel passato regolavano il destino della regione.
La rinascita di una versione aggiornata ed efficiente del Consiglio del Golfo e il rimodellamento dei rapporti con l'Iran possono servire ad allentare le tensioni anche oltre il medio-oriente.
Un coinvolgimento maggiore della vecchia guardia saudita (Al Faisal, Bandar bin Sultan) può essere la chiave di svolta per l'erede al trono che ha bisogno di comprendere meglio le dinamiche internazionali nelle quali l'Arabia Saudita svolge un ruolo di primo piano.
E' necessario inoltre apportare alcune modifiche al piano di riforme per renderlo più snello ed efficace.
L'Europa, e in particolare l'Italia, deve stimolare il dialogo con l'Iran ma sollecitarlo anche verso un ridimensionamento delle velleità militari.
Update
NOVEMBER 17, 2018 / 9:23 PM / UPDATED 28 MINUTES AGO
Reuters
“Recent reports indicating that the U.S. government has made a final conclusion are inaccurate,” State Department spokeswoman Heather Nauert said in a statement. “There remain numerous unanswered questions with respect to the murder of Mr. Khashoggi.” Nauert said the State Department will continue to seek facts and work with other countries to hold those involved in the journalist’s killing accountable “while maintaining the important strategic relationship between the United States and Saudi Arabia.”
Ovviamente l'amministrazione americana è alla ricerca di una via d'uscita indolore.
Ma leggendo con attenzione l'articolo del Washingtonpost, e con la conoscenza di quelli che potremmo definire fatti ormai acclarati (al netto di tutte le strumentalizzazioni da parte del governo turco) risultava chiaro che al momento non c'è alcuna prova concreta su una possibile responsabilità diretta di Mohammed bin Salman. Rimane aperta la possibilità di sfruttare comunque gli eventi e il momento per "raddrizzare" diverse questioni e relazioni.

Nessun commento:
Posta un commento