I canali di comunicazione tra Nusra e l'Iran sono da sempre molto attivi. Oltre alla criticatissima e remunerativa trattativa delle quattro città, scambi di prigionieri e riunioni con ufficiali russi, iraniani e turchi sono all'ordine del giorno per un gruppo come Hayat Tahrir nello scenario di guerra attuale.
Shaykh Al Joulani, a dimostrazione delle crescenti velleità politiche alimentate anche dall'alleanza con la Turchia, ha evidentemente voluto approfittare del grave momento di difficoltà del paladino anti-Iran per eccellenza in regione (l'Arabia Saudita), oltre che per ripulirsi l'immagine agli occhi dei combattenti che hanno sempre mal digerito certi tipi di contatti, per ribadire il proprio ruolo di rappresentante dei sunniti.
Così sabato è stato trasmesso un appello in video da parte di un sedicente colonnello al servizio dell'IRGC per ventinove anni e attualmente in condizioni di salute molto precarie a causa della prigionia. Abualhasan Suleiman Biyati, che sarebbe stato catturato ad Aleppo nel 2016, ha rivolto un appello al governo iraniano e al comandante Soleimani affinché agevolino la sua liberazione.

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