mercoledì 9 maggio 2018

Angeli a Tripoli. Dèmoni a Benghazi.

« La France salue la contribution de la Cour pénale internationale @CourPenaleInt à la répression des crimes les plus graves. »
« Face à l'ampleur des défis auxquels le peuple libyen est confronté, le soutien du Conseil de sécurité à l'@ONU_fr et à @UNSMILibya est indispensable »

E' poco lungimirante continuare a sostenere che Marshal Haftar vada alla ricerca dell'affermazione personale. L'operazione di Derna, ma anche l'incontro con una delegazione del GNA, dimostrano piuttosto l'esigenza di una legittimazione che gli spetta. Per pretendere ciò però, deve fare il primo passo.
Consegnare Al Werfalli al tribunale internazionale è una mossa obbligata. Deve stare bene attento a non lasciare che questa mossa poi si trasformi in un ricatto subìto.


L'esuberante procuratore ha dichiarato che non lascerà passare i crimini di Benghazi. Tripoli invece ?
Abdur Rauf Kara, fresco di matrimonio, da oggi si ritrova un esercito nuovo con poteri più ampi e fondi in gran quantità. Ennesima dimostrazione dell'imperizia del governo. I crimini commessi dalle milizie diventano ancor più legali in virtù del recente attentato.
Se Haftar accetta di istituzionalizzarsi, lo stesso deve accadere per la controparte. Una banda di delinquenti riconosciuta dalle nazioni unite, sempre banda rimane. E delinquente pure.

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